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Sivemp Nazionale Il SIVeMP propone ai veterinari di sanità pubblica iscritti tutela e consulenza sindacale

Pagina ufficiale del Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica

Il cambiamento climatico sta rapidamente trasformando gli ecosistemi e riconfigurando lo scenario della salute animale, ...
16/10/2026

Il cambiamento climatico sta rapidamente trasformando gli ecosistemi e riconfigurando lo scenario della salute animale, con profonde ripercussioni su salute pubblica, sicurezza alimentare, biodiversità ed economia (con danni stimati per il 2026 intorno a 180 miliardi di euro nella UE e 22 miliardi in Italia, pari circa all’1% del PIL europeo).

L’aumento delle temperature (con frequenti e persistenti ondate di calore) e gli eventi climatici sempre più intensi agiscono sugli animali e sulle produzioni con gravi effetti, sia diretti che indiretti. Come medici veterinari ne stiamo già osservando le conseguenze con l’aumento dell’incidenza di: arbovirosi, stress termico con conseguente riduzione dell’assunzione di alimentazione e aumento della suscettibilità a patologie, riscaldamento delle acque e proliferazioni batteriche, migrazioni degli animali selvatici verso zone più fredde.

Come medici veterinari della prevenzione primaria pubblica, conoscendo le cause e le conseguenze degli squilibri ambientali, sentiamo la responsabilità di agire e contribuire attivamente alla mitigazione del cambiamento climatico e alla tutela degli ecosistemi.

In occasione dello sciopero per il clima del 16 ottobre organizzato da Fridays For Future e che vedrà iniziative in tutta Italia per sollecitare impegni concreti da parte del Governo, SIVeMP e SIMeVeP, lanciano l’opuscolo “Spunti per un’epicrisi del fenomeno climatico” che analizza alcuni degli effetti del cambiamento climatico dal punto di vista della medicina veterinaria e che, attraverso esempi pratici, prova a dare delle soluzioni e a orientare le scelte.

Obiettivo del documento è quello di contribuire ad una epicrisi del fenomeno che affronti la crisi climatica non come un’astrazione ecologista, ma come una sindrome sanitaria e ambientale complessa che comprende interventi immediati e strutturati nella pratica veterinaria quotidiana, sotto l’egida dell’approccio One Health.

Trovi maggiori informazioni al link nei commenti.

Il 1° ottobre il MUR ha invitato i Rettori degli Atenei sede delle scuole di specializzazione di area sanitaria, odontoi...
15/10/2026

Il 1° ottobre il MUR ha invitato i Rettori degli Atenei sede delle scuole di specializzazione di area sanitaria, odontoiatrica, psicologica e di medicina veterinaria a non procedere alla pubblicazione dei bandi di ammissione per l’a.a. 2026/2027, in attesa della definizione di standard e requisiti per l’accreditamento prevista entro l’inizio del 2027.

Tale nuova sospensione rischia di aggravare ulteriormente le criticità derivanti dalla precedente lunga situazione di stallo.

Il SIVeMP sostiene da anni la necessità di una revisione strutturale delle scuole di specializzazione che, specie in medicina veterinaria, seguono un modello formativo fermo da 20 anni: serve un profondo aggiornamento per rispondere alle trasformazioni tecnologiche, normative e sociali che stanno interessando il mondo sanitario, alle nuove esigenze operative del SSN, alle sfide poste da uno scenario internazionale in continua evoluzione.

FNOVI, con il coinvolgimento di ANMVI e SIVeMP, ha richiesto un incontro urgente al Ministero per rappresentare le reali esigenze della professione veterinaria e contribuire alla riorganizzazione dei percorsi formativi.

Si tratta quindi di un percorso di riforma da avviare con urgenza e con l’ineludibile partecipazione dell’intera categoria, ma da portare a termine nei tempi che lo stesso richiede, senza che ciò si traduca in un ulteriore rinvio dell'accesso dei professionisti alla formazione specialistica.

Il SIVeMP e il Coordinamento Specializzandi veterinari SIVeMP sono pronti a contribuire mettendo a disposizione le proprie esperienze, dovendo in particolare essere considerate le criticità emerse nel confronto con i giovani specialisti recentemente entrati nei servizi veterinari pubblici.

Auspicano tuttavia che il Ministero individui al più presto le soluzioni necessarie per consentire contemporaneamente il tempestivo avvio sia delle scuole di specializzazione per l'a.a 2026/2027, sia del predetto iter di revisione strutturale delle stesse.

Riformare è indispensabile, ma la qualità della formazione e la continuità della stessa, necessarie per garantire quelle dei servizi veterinari pubblici, non possono diventare obiettivi alternativi.

Il Ministero della Salute ha pubblicato i dati relativi agli audit a cascata svolti nel 2025 tra le Autorità competenti ...
23/09/2026

Il Ministero della Salute ha pubblicato i dati relativi agli audit a cascata svolti nel 2025 tra le Autorità competenti sui sistemi sanitari regionali di prevenzione in sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare (SPVeSA).
Nel corso dell'anno sono stati effettuati complessivamente 125 audit sulle Autorità competenti: 30 audit di settore condotti dal Ministero della Salute, 87 audit di settore e 8 audit di sistema condotti dalle Regioni e dalle Province autonome.

Quanto emerge dalla relazione, purtroppo, non ci sorprende: tra le criticità rilevate, il Ministero segnala una carenza di risorse umane grave e diffusa, indicata come causa diretta o indiretta della maggior parte delle difficoltà che le Autorità competenti incontrano nello svolgimento dei propri compiti.

È un tema che solleviamo da tempo: le risorse a disposizione del Servizio sanitario nazionale non sono sufficienti a sostenerlo, e questa carenza finisce per generare a sua volta ulteriori problemi.

SPECIALIZZANDI VETERINARI: LE BORSE DI STUDIO SONO ANCORA INSUFFICIENTIIl decreto che finanzia 1.520 borse per le scuole...
15/09/2026

SPECIALIZZANDI VETERINARI: LE BORSE DI STUDIO SONO ANCORA INSUFFICIENTI
Il decreto che finanzia 1.520 borse per le scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica rappresenta un passo avanti, ma per i medici veterinari è ancora largamente insufficiente.
A fronte di un fabbisogno nazionale indicato in 598 veterinari specialisti, le borse destinate alle scuole riservate ai veterinari sono soltanto 172.
Pesano inoltre importi inadeguati, un limite di reddito fermo a oltre trent’anni fa e il grave ritardo nell’emanazione del decreto, che ha lasciato per più di un anno molti giovani professionisti nell’incertezza formativa e lavorativa.

Il Coordinamento specializzandi SIVeMP chiede al Governo:
• l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Governo, FNOVI, associazioni di categoria, sindacati, atenei e rappresentanti degli studenti, per definire il reale fabbisogno di specialisti nel SSN e avviare una riforma strutturale delle scuole di specializzazione in medicina veterinaria;
• l’aumento del numero e dell’importo delle borse, concentrando maggiormente le risorse sulle scuole ad accesso riservato ai veterinari;
• l’aggiornamento del limite di reddito previsto dalla normativa vigente, adeguandolo agli attuali stipendi, al costo della vita e alla soglia di povertà;
• favorire la possibilità per altri enti pubblici e privati di finanziare la formazione specialistica, superando limiti legislativi e ostacoli burocratici;
• il riconoscimento del danno professionale e occupazionale subito dai giovani professionisti sanitari a causa del ritardo nell’emanazione del decreto e l’adozione di procedure straordinarie per recuperare il gap formativo accumulato;
• l’avvio di un percorso per superare l’attuale “borsa di studio” e arrivare a un vero contratto di formazione specialistica, con maggiori tutele e garanzie;
• una programmazione anticipata dei futuri decreti, per evitare nuovi stalli che blocchino la formazione e il sistema sanitario.

Attendiamo risposte concrete e tempestive. Investire oggi nella formazione specialistica dei medici veterinari significa garantire professionalità e competenze indispensabili alla sanità pubblica di domani.
Coordinamento specializzandi

Sono state pubblicate sul portale TRIS della Commissione Europea le osservazioni presentate da FNOVI, sottoscritte da AN...
04/09/2026

Sono state pubblicate sul portale TRIS della Commissione Europea le osservazioni presentate da FNOVI, sottoscritte da ANMVI e SIVeMP, sul progetto di disciplina del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA).

Nel documento le tre associazioni rappresentano alla Commissione la propria contrarietà a che il progetto di regola tecnica SQNBA assegni, seppur in via transitoria e prorogabile, la valutazione in produzione primaria a profili non laureati in medicina veterinaria, in contrasto con le norme europee.

Affidare valutazioni di natura sanitaria a figure tecniche, che per formazione e per legge non posseggono le competenze cliniche necessarie per interpretare i rischi di sanità animale che impattano sul benessere, e che sono prive delle specifiche competenze in ordine alla salute, al farmaco e alla biosicurezza, pilastri essenziali per certificare il benessere animale, mina la credibilità dell’intero sistema, indipendentemente dalla natura transitoria o sperimentale di quanto proposto.
L’auspicio delle tre organizzazioni, qualora la Commissione non respingesse la regola tecnica, è che venga modificata la parte in cui definisce i requisiti professionali per la valutazione in produzione primaria.

In altri termini, la regola tecnica dovrebbe affidare unicamente a profili professionali con laurea in medicina veterinaria la valutazione delle aree dei disciplinari di qualità riferite a: salute e benessere animale, uso dei medicinali/antibiotici, biosicurezza degli allevamenti.

Tale modifica consentirebbe di ricomporre il quadro giuridico violato e di ripristinare le garanzie di rigore che sono alla base di ogni certificazione di qualità e della fiducia dei consumatori.

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Sulla corretta modalità di riconoscimento e conseguente retribuzione dell’indennità di Polizia Giudiziaria il SIVeMP ha ...
02/09/2026

Sulla corretta modalità di riconoscimento e conseguente retribuzione dell’indennità di Polizia Giudiziaria il SIVeMP ha sostenuto a lungo le ragioni dei dirigenti veterinari e medici (sostanzialmente quelli del Dipartimento di Prevenzione), anche attraverso diffide e iniziative nei confronti delle Aziende sanitarie inadempienti.

Con l’Orientamento applicativo n. 37847 del 26 agosto 2026, relativo all’art. 19 del CCNL Area Sanità del 27 febbraio 2026, arriva un importante chiarimento dell’ARAN,
Il pronunciamento conferma punti fondamentali che SIVeMP ha sempre sostenuto:

🔹 nessun debito orario deve essere richiesto a fronte della corresponsione dell’indennità;
🔹 l’indennità di Polizia Giudiziaria deve essere riconosciuta fin dal primo giorno di lavoro, compreso il periodo di prova, quando vengono svolte le funzioni previste dall’art. 2 del d.lgs. 27/2021 e/o dall’art. 27 del d.P.R. 616/1977;

Confidiamo che ogni contenzioso possa quindi cessare con la corretta attuazione del CCNL

Dove le Amministrazioni non avessero applicato o continuassero a non applicare adeguatamente il CCNL, abbiamo ora la possibilità di far valere a buonissimo titolo le nostre reiterate ragioni.

31 luglio, il Governo conclude col decreto attuativo un iter, iniziato a gennaio 2025, decisamente laborioso di ripartiz...
03/08/2026

31 luglio, il Governo conclude col decreto attuativo un iter, iniziato a gennaio 2025, decisamente laborioso di ripartizione delle misere “borse di studio” per gli specializzandi veterinari, farmacisti, biologi, psicologi, odontoiatri, fisici, chimici, etc.

Il decreto, anche grazie all’incalzante azione degli specializzandi sostenuti dal nostro sindacato e dalla Fnovi, consente agli Atenei di immatricolare candidati idonei senza borsa di studio affinché le università possano svolgere regolarmente i loro programmi annuali di specializzazione senza limitazioni.

Inizialmente, quando la legge di bilancio aveva stanziato risorse per la formazione post laurea dei sanitari non medici chirurghi, per i quali invece vige da anni un ben più concreto regime retributivo, aveva fatto plaudire gli aspiranti specialisti ma l’inerzia nel decretare il riparto delle risorse aveva scatenato non poche reazioni insieme alla delusione correlata al livello di reddito da indigenti (7750 euro anno massimi) necessario per percepire le borse e oltre il quale si resta esclusi dal contributo di circa 4000 euro lordi l’anno.

Il ritardo della ripartizione delle borse aveva addirittura bloccato l’avvio di uno o due anni accademici specialistici in quasi tutti gli atenei determinando un danno pesante al diritto allo studio e alla possibilità di entrare nel mondo del lavoro a migliaia di giovani laureati. Tanto che molti laureati per poter iniziare la specializzazione avevano chiesto di essere esclusi dalle borse pur di essere immatricolati per non perdere anni preziosi.

Ora, conclusa la fase gestazionale, inizia la fase delicata della ripartizione e assegnazione delle borse che, essendo denaro pubblico, dovrebbero essere concentrate su scuole e discipline di prevalente utilità per il SSN.

Siamo curiosi di sapere quali criteri saranno adottati da Accademia, Regioni, Asl e Izs per dare effettività all’integrazione dei saperi e del saper fare in campo.

Se il governo vuole realmente reclutare nuovi professionisti motivati, competenti e immediatamente abili ai ruoli del SSN questo passaggio sarà decisivo e ancora più importante sarà l’incremento delle borse che da “argent de poche” devono essere trasformate in un trattamento economico molto maggiore, secondo le regole e l’entità dei contratti di formazione lavoro.

Quella che doveva essere una svolta è un modesto e zoppicante avvio di un processo di cui il Governo certo non potrà fare vanto visto che alla medicina veterinaria sono riservate solo 172 borse di studio/anno come se fossero sufficienti al ben più intenso turn over del SSN che perderà 2000 veterinari nei prossimi 5 anni.
E’ ancora urgente il confronto tra le componenti della nostra professione per coordinare le posizioni prima di un confronto con il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, le Regioni, per superare le complicazioni e gli errori di impostazione e per definire un modello rispondente ai fabbisogni più adeguato economicamente.

Roma 3 agosto 2026

Sono in corso le elezioni per il Comitato di Indirizzo 2026-2030 della Fondazione Onaosi.Consigliamo di effettuare la sp...
20/07/2026

Sono in corso le elezioni per il Comitato di Indirizzo 2026-2030 della Fondazione Onaosi.

Consigliamo di effettuare la spedizione con adeguato anticipo rispetto al termine perentorio per la ricezione delle schede da parte di Onaosi fissato alle ore 12.00 del 7 agosto 2026.

Per la Dirigenza Veterinaria, il SIVeMP presenta la LISTA VETERINARI PUBBLICI PER L’ONAOSI.

Tutte le info nel link al primo commento

La costante crescita della presenza femminile nella veterinaria pubblica rappresenta una trasformazione generazionale pr...
16/07/2026

La costante crescita della presenza femminile nella veterinaria pubblica rappresenta una trasformazione generazionale profonda del Servizio Sanitario Nazionale, sebbene rimanga ancora il divario negli incarichi di vertice tra i due generi.

Secondo la rielaborazione del Conto annuale 2024 della Ragioneria Generale dello Stato, il settore veterinario del Servizio Sanitario Nazionale registra una netta evoluzione di genere.

Attualmente, su 5.253 dirigenti veterinari, le donne costituiscono oltre il 42% (2.216 professioniste). Il ricambio generazionale emerge con forza nella fascia con meno di cinque anni di anzianità, in cui le donne sono 1.267 rispetto a 981 colleghi uomini.

Il nuovo ingresso delle donne nella veterinaria pubblica si riflette nell'anzianità media di servizio: 9,93 anni per le donne a fronte dei 17,88 degli uomini.

Questo divario d'esperienza incide temporaneamente sulla copertura delle posizioni apicali. Ad oggi, la presenza femminile attesta il 16,4% nelle Direzioni di Struttura Complessa (51 incarichi su 311) e il 30,8% nelle Strutture Semplici (171 su 556). Prevedibilmente, tali quote sono tuttavia destinate a salire parallelamente al maturare dell'anzianità di carriera.

Per gestire questo passaggio di consegne senza disperdere potenziale, occorre implementare percorsi di crescita manageriale, programmi di sviluppo della leadership e misure per bilanciare impegni lavorativi e sfera privata.

Allo stesso tempo, infatti, il cambiamento in atto impone un ripensamento delle dinamiche organizzative. Risulta essenziale superare un'impostazione che delega la gestione familiare quasi esclusivamente alle donne, indirizzando i servizi di welfare e il sostegno alla genitorialità ad entrambi i genitori.

Il SSN deve essere attrattivo per coinvolgere nuovi professionisti e professioniste.

Leggi la notizia completa al link nei commenti.

Il 10 luglio 1976, alle 12:37 l’esplosione del reattore dell’azienda ICMESA a Meda, nella frazione di Seveso, causò una ...
10/07/2026

Il 10 luglio 1976, alle 12:37 l’esplosione del reattore dell’azienda ICMESA a Meda, nella frazione di Seveso, causò una nube tossica di tetracloruro di sodio e TCDD. La “diossina di Seveso” si riversò su 1.800 ettari di territorio lombardo, colpendo in particolar modo la zona della Brianza.

Fu il primo disastro industriale dell’era moderna leggibile attraverso la lente del principio “One Health”, anche se la definizione ancora non esisteva.

L’evento portò alla luce il conflitto, fino ad allora taciuto, tra il bisogno di occupazione e l’accettazione dei rischi legati alla salute dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente. Fu evidente anche sui media come l’industria, specie quella chimica, inseguisse il profitto risparmiando sulla prevenzione e spingendo senza freni la produttività.

Nelle zone a maggiore contaminazione, denominate zone A e B, i bambini svilupparono la “cloracne”, manifestando dolorose pustole nere sul viso e forte disagio sociale.

A distanza di cinquant’anni, gli studi dell’Università di Milano e dell’Istituto Mario Negri hanno confermato l’incremento dei tumori alla mammella, al polmone e dei linfomi.

Gli animali furono le prime vittime e sentinelle della crisi: il giorno successivo morirono 3.300 esemplari. La successiva bonifica impose l’abbattimento di 80.000 capi, un enorme trauma economico e affettivo per le famiglie di allevatori. Se l’animale si ammala, l’allarme riguarda anche l’uomo: ignorarlo indebolisce la protezione della nostra salute.

La natura ha una memoria lunga: la TCDD non si degrada e resta nel suolo per decenni. L’ambiente non si limita ad assorbire, ma trattiene e amplifica i veleni nella catena alimentare.

La vera eredità di Seveso è la prevenzione primaria. Da questa crisi nacque la “Direttiva Seveso” UE del 1982, la prima legge al mondo che obbliga le industrie a rischio a dichiarare cosa producono, pianificare le emergenze e informare i cittadini.

Seveso è un simbolo, il momento in cui abbiamo capito che la salute non è solo una corsia d’ospedale. È l’aria che respiri, l’acqua che bevi, il latte che dai a tuo figlio, la terra dove cresce il grano.

Puoi approfondire al link nei commenti!

Indirizzo

Via Nizza, 11
Rome
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Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
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