13/01/2025
📌 𝗟𝗲 𝟯𝟬.𝟬𝟬𝟬 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗺𝗼𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗔𝘃𝗲𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟭𝟱
Il 13 gennaio 1915 un violento terremoto di magnitudo stimata 7.0 colpì ancora una volta il centro Italia, precisamente la Piana del Fucino, nei pressi di Avezzano, in Abruzzo. La scossa fu tanto intensa da causare danni in oltre 700 località sparse in sei regioni dell'Italia centro-meridionale come l'Abruzzo, il Lazio, il Molise, la Campania, l'Umbria e le Marche. Pensate che perfino a Roma, che si trova circa 80 km di distanza dall'epicentro, si registrarono alcuni crolli e danni a decine di edifici e chiese.
I danni più gravi vennero registrati all'interno della Piana del Fucino, dove diverse località storiche furono quasi completamente rase al suolo nel giro di poche decine di secondi. Ad Avezzano per esempio, rimase in piedi un solo edificio che era stato costruito cinque anni prima del terremoto e che è sopravvissuto fino ai giorni nostri, ad oltre 115 anni dalla sua edificazione. Secondo le stime più recenti sotto le macerie della Marsica morirono almeno 30.519 persone, 10.000 delle quali nella sola città di Avezzano che p***e in pochi istanti l'80% della propria popolazione, praticamente un'intera generazione. Il terremoto del 13 gennaio 1915 è oggi considerato come l'evento sismico più violento avvenuto in centro Italia in epoca storica.
Secondo gli studi paleosismologici effettuati negli ultimi decenni, il terremoto di Avezzano è stato generato dalla rottura di un sistema di faglie estensionali lungo circa 37 km che si estende tra il Monte Velino e Gioia dei Marsi attraversando tutta la Piana del Fucino. Le trincee che sono state scavate lungo queste faglie ci hanno permesso di appurare che due terremoti simili erano avvenuti in precedenza nel 1231 e nel 508, entrambi con danni registrati anche a Roma. Negli ultimi 30.000 anni questo sistema di faglie ha prodotto almeno 10 terremoti molto violenti, con tempi di ritorno compresi tra i 1.400 e i 2.600 anni.