17/04/2026
Bollettino Interregionale (Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia, Abruzzo, Molise, Sardegna)
Zone Economiche Speciali e sviluppo del Mezzogiorno: dalla previsione normativa all’effettiva capacità di crescita
Il tema dello sviluppo del Mezzogiorno continua a rappresentare una delle principali sfide strutturali del Paese e richiede strumenti efficaci, stabili e concretamente operativi. In questo contesto si inseriscono le Zone Economiche Speciali (ZES), introdotte nell’ordinamento italiano nel 2017 come aree delimitate nelle quali le imprese possono beneficiare di condizioni agevolate sotto il profilo fiscale, amministrativo e procedurale, con l’obiettivo di attrarre investimenti e rafforzare il tessuto produttivo. A partire dal 2024, il sistema è stato oggetto di una profonda riorganizzazione attraverso l’istituzione della ZES Unica per il Mezzogiorno, che ricomprende i territori di Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna, superando il precedente assetto frammentato. Tale scelta risponde all’esigenza di semplificare la governance e rafforzare il coordinamento, ma pone al contempo una questione decisiva: la capacità di trasformare gli strumenti normativi in risultati concreti. L’esperienza maturata negli anni evidenzia come il limite principale delle politiche di sviluppo non risieda nella carenza di misure, bensì nella difficoltà di attuazione. Procedure complesse, tempi incerti e responsabilità non sempre chiaramente definite hanno spesso ridotto l’efficacia degli interventi, alimentando un divario tra obiettivi dichiarati e risultati conseguiti. In questa prospettiva, Meritocrazia Italia ritiene che le ZES possano rappresentare una leva strategica solo se inserite in un quadro organico di politica industriale e accompagnate da una reale capacità amministrativa.
È necessario, in particolare:
garantire una governance chiara e responsabile, con attribuzione definita delle funzioni decisionali;
assicurare tempi certi e procedure realmente semplificate, a beneficio di imprese e investitori;
introdurre sistemi di monitoraggio e valutazione degli impatti, basati su indicatori misurabili e trasparenti;
integrare le ZES con le politiche infrastrutturali e logistiche, evitando frammentazioni;
valorizzare il capitale umano e le competenze territoriali, elemento imprescindibile per uno sviluppo duraturo.
Il rilancio del Mezzogiorno non può essere affidato esclusivamente a strumenti normativi o incentivi, ma richiede una strategia coerente fondata su efficienza, responsabilità e capacità di esecuzione. Meritocrazia Italia ribadisce il proprio impegno nel promuovere politiche pubbliche orientate al merito e ai risultati, nella convinzione che la crescita del Paese passi necessariamente dalla piena valorizzazione dei suoi territori.