06/10/2026
🔴 𝗗𝗔𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗘𝗦𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗘𝗡𝗧𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗖𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗔 𝗖𝗔𝗖𝗖𝗜𝗔 𝗜𝗡 𝗗𝗘𝗥𝗢𝗚𝗔
𝗜𝗹 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗻𝗴𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗱𝗼𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝘁𝗶: 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮
La decisione è arrivata venerdì scorso 3 ottobre, dopo un ricorso delle associazioni One voice e LPO, contro la caccia tradizionale alle allodole con le reti che si svolge in alcuni dipartimenti francesi con l’utilizzo delle reti. Si tratta quindi di una deroga secondo il criterio delle piccole quantità, stabilito dalla Direttiva 147/2009/CE all’articolo 9 comma 1 lettera c.
I giudici francesi hanno giudicato corretto il calcolo delle piccole quantità, così come i mezzi utilizzati, giudicati selettivi, ma la parte più importante riguarda le considerazioni sulle “soluzioni alternative” o per meglio dire la “mancanza di altre soluzioni soddisfacenti”, cioè il punto che ad oggi limita fortemente l’applicazione del regime di deroga in Italia.
La sentenza stabilisce testualmente quanto segue. “Se il carattere tradizionale di una caccia non è di per sé sufficiente a giustificare una deroga europea, l’esistenza di un’alternativa deve essere valutata alla luce della finalità effettiva della pratica. La caccia con il fucile non può quindi essere considerata strettamente equivalente, così come l’allevamento di uccelli. Infatti, la caccia con le reti non si riduce al semplice prelievo di un’allodola. Si basa su un sapere tramandato di generazione in generazione: preparazione delle installazioni, maneggio delle reti, utilizzo dei richiami, osservazione e conoscenza del comportamento degli uccelli”.
I giudici hanno quindi valutato importante il mantenimento delle tradizioni venatorie e hanno valutato non soddisfacenti le soluzioni alternative. Si tratta ovviamente di una sentenza relativa alla situazione francese, tuttavia molto importante per i riflessi che potrebbe avere in Unione europea e di conseguenza in Italia, in relazione alle catture di richiami vivi e alle forme di caccia in deroga.