12/10/2026
Ottant’anni fa, il Consiglio dei ministri, presieduto da Alcide De Gasperi, stabiliva che il giuramento delle Forze Armate alla Repubblica si sarebbe svolto il 4 novembre e che, “provvisoriamente”, si sarebbe adottato come inno nazionale l’inno di Mameli.
Serviva un canto capace di parlare a tutti. La scelta cadde sui versi che un ragazzo di appena vent’anni, Goffredo Mameli, aveva scritto nel 1847, sognando un’Italia unita e libera. Musicato da Michele Novaro e nato nel cuore del Risorgimento, il Canto degli Italiani diventava così la voce della nuova Italia democratica.
Quel “provvisoriamente” è durato a lungo: solo con la legge n. 181 del 2017 l’inno di Mameli è stato riconosciuto ufficialmente come inno nazionale della Repubblica.
Una decisione che ha dato all’Italia una voce in cui riconoscersi e sentirsi uniti.