05/10/2026
Loro e Lea
L’iter istruttorio è stato negato: Lea Melandri non avrà il sussidio che la legge Bacchelli “concede” agli intellettuali indigenti perché non è abbastanza indigente e soprattutto non è di “chiara fama”.
E Lea ha commentato così: “Molte persone mi invitano a rifare il prossimo anno la richiesta della Legge Bacchelli. Non lo faremo perché avrebbe lo stesso rifiuto, perché significa che dovrei essere più "indigente" di quanto lo sono ora, cioè smettere quell'attività politica, come i miei Lavoratori di scrittura di esperienza, che mi danno anche un aiuto economico. In sostanza, dovrei vivere con una pensione che copre quasi per intero l'affitto, le spese per il riscaldamento e le cure per problemi dati dall'età. Del resto – dice Lea - il comitato che si è mosso per la richiesta della legge, ora promuove una raccolta di fondi per solidarietà politica. Oggi è di aiuto a me, ma può valere in seguito anche per casi simili al mio. Grazie”.
Questo significa alcune cose: la prima è che Lea è una donna scomoda; la seconda è che 85 anni di questi tempi non sono più considerati una “bella età” ma solo un’età ingombrante; la terza è che l’enorme lavoro di una donna, intellettuale, femminista, scrittrice, poeta non vale niente se non riceve un congruo compenso; e l’ultima è che noi di Collettiva ci uniamo alla solidarietà del comitato che l’ha sempre sostenuta sentimentalmente e concretamente.