05/09/2026
BASTA FINGERE
[Intro]
Basta...
basta fingere.
[Strofa 1]
Ci sono mani che stringono mani
soltanto davanti alle telecamere,
parole vestite da grandi promesse
che durano il tempo di un flash.
“Non lasceremo nessuno indietro”,
lo scrivono sopra un manifesto,
poi cala la sera, si spengono i fari
e ognuno ritorna alla sua vita.
[Strofa 2]
Ma il dolore non chiude alle otto,
non conosce domeniche o feste,
ti viene a cercare nel letto
quando anche la città dorme.
E chi vive ogni giorno una lotta
non chiede medaglie né gloria,
chiede soltanto qualcuno che resti
quando non serve più raccontarla.
[Pre-Ritornello]
Perché è facile essere buoni
quando il dolore sta dentro uno slogan,
molto più difficile è restare
quando nessuno ti applaudirà.
[Ritornello]
BASTA!
Basta parole, basta promesse,
basta un cuore acceso per un'ora.
Il problema di salute è di chi soffre,
per gli altri passa
e la vita continua ancora.
BASTA!
Basta sorrisi da fotografia,
basta chiamarla solidarietà.
Se vuoi davvero cambiare una vita,
resta accanto a quella vita
quando nessuno la guarderà.
[Strofa 3]
C'è una madre che conta i suoi giorni,
un padre che nasconde la paura,
un figlio che impara a sorridere
anche quando la strada è più dura.
Ci sono famiglie stanche di chiedere,
di spiegare ogni volta perché,
e uffici dove il dolore diventa
soltanto una pratica in più.
[Strofa 4]
Si parla d'inclusione e diritti,
di futuro, di civiltà,
si fanno convegni e grandi discorsi,
si applaude la solidarietà.
Ma la vita non vive nei convegni,
la vita comincia quando vai via,
quando rimane una persona sola
con la sua notte e la sua fatica.
[Pre-Ritornello]
E non chiamarla compassione
se dura soltanto un applauso.
Non chiamarlo amore
se domani non ricordi il suo nome.
[Ritornello]
BASTA!
Basta parole, basta promesse,
basta un cuore acceso per un'ora.
Il problema di salute è di chi soffre,
per gli altri passa
e la vita continua ancora.
BASTA!
Basta sorrisi da fotografia,
basta chiamarla solidarietà.
Se vuoi davvero cambiare una vita,
resta accanto a quella vita
quando nessuno la guarderà.
[Bridge – cresce lentamente]
Io non voglio pietà,
voglio una porta aperta.
Non voglio una fotografia,
voglio una presenza.
Non voglio sentirmi dire
“sei importante per noi”,
se poi quando ho bisogno
non ci siete mai.
Perché dietro una parola,
dietro una diagnosi,
dietro una disabilità,
c'è una persona.
Una storia.
Una famiglia.
Una vita che vuole ancora vivere
senza chiedere scusa.
[Pausa]
E allora guardatela.
Non quando fa notizia.
Non quando serve una foto.
Non quando c'è un microfono.
Guardatela domani.
[Ultimo ritornello – esplosivo]
BASTA!
Basta fingere di essere buoni,
basta vestirsi di belle intenzioni.
Il dolore non sparisce
quando smetti di guardare.
BASTA!
Una persona non diventa invisibile
perché non fa più notizia.
Se vuoi davvero stare dalla sua parte,
resta quando il mondo va via.
Vieni domani.
Vieni quando piove.
Vieni quando nessuno applaudirà.
Perché quando il campo visivo si chiude
e le telecamere se ne vanno,
quando la porta si chiude
e rimane soltanto la realtà...
chi soffre è ancora lì.
[Finale – voce sola]
Non è uno slogan.
Non è un manifesto.
È una vita.
E quella vita
non può aspettare
che qualcuno
si ricordi di lei.
Basta fingere.
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