Nel XXI secolo s’intensifica l’attività internazionale della Fim a livello d’imprese e di settori. Con l’accelerarsi della globalizzazione economica e dei processi di rilocalizzazione produttiva, si diffonde il lavoro sui Cae (Comitati Aziendali Europei) e si avvia l’azione coordinata per creare Reti Sindacali Globali in alcune imprese transnazionali (Alcoa, ArcelorMittal, Bosch, Caterpillar, Tenaris, Fiat-Chrysler, General Electric, Skf, St Microelectronics, Volkswagen ecc.).
I Cae operanti in Italia, inerenti ai settori dell’industria metalmeccanica, sono passati dall’inizio degli anni 2000 a oggi da una trentina a oltre 160. E in altre 32 imprese è stata avviata la procedura per la sua istituzione o sono già in corso i negoziati. Ci sono a oggi 94 membri Fim-Cisl nei Cae, tra titolari e supplenti, e nel corso del 2018 si è creato un coordinamento in ambito Cisl con quelli delle altre federazioni di categoria. Sui Cae negli ultimi 15 anni numerosi sono stati i progetti europei di formazione (co-finanziati dalla Ce), promossi in partnership con l’istituto Sindnova e altre federazioni sindacali della Cisl: Fai, Filca e Flaei.
Al contempo, nell’ambito della Fism e della Fem fino al 2012 e, in seguito, nell’ambito di IndustriALL Global Union e IndustriAll Europe, sono anche cresciute le iniziative d’incontro e coordinamento sindacale europeo o mondiale nei seguenti settori: automotive, aerospazio e difesa, cantieristica navale, elettronica e informatica, equipaggiamenti ferroviari, macchinari agricoli, siderurgia ecc. e nelle seguenti imprese: Abb, Alcatel, Alcoa, Alstom, ArcelorMittal, Electrolux, Engie, General Electric, Schneider Electric, Thales, ThyssenKrupp ecc.
L’obiettivo di questo nuovo attivismo è – per la Fim – incorporare sempre più la dimensione europea e internazionale, nel lavoro sindacale quotidiano e di prossimità con le fabbriche e le specificità settoriali. In questo modo, si dà un senso compiuto (bi-direzionale e pro-attivo) all’adesione e partecipazione agli organismi di direzione del sindacalismo europeo e internazionale.
Sul versante dei Global Framework Agreements (GFAs) scontiamo i maggiori ritardi e difficoltà. Dopo aver firmato nel 2001, con l’allora Merloni Elettrodomestici (poi Indesit Company) il primo Accordo quadro internazionale al mondo in un’impresa metalmeccanica, non siamo riusciti a negoziarne altri con imprese a casa madre italiana. E, purtroppo, dopo l’acquisizione di Indesit Company da parte di Whirlpool anche quell’accordo è diventato inesigibile. Con Whirlpool Emea siamo solo riusciti a rinegoziare l’accordo Cae garantendo (dell’esperienza positiva con Indesit Company) un’estensione dei diritti d’informazione e consultazione e della rappresentanza nel Cae anche ai lavoratori dei paesi extra-comunitari della regione Emea: Russia, Sudafrica, Turchia.
L’impegno di cooperazione sindacale bilaterale e il forum euro-mediterraneo
Alle attività multilaterali si accompagna anche un lavoro d’interscambio della Fim-Cisl a livello bilaterale (a geometria variabile) con altri sindacati. Specie con il tedesco IG Metall, con il quale si sviluppano dal 2003 a oggi molteplici iniziative tra i giovani, tra regioni (Lombardia e Baden Wurttemberg), tra territori (Torino e Stoccarda). A livello unitario si sviluppa, invece, la cooperazione di alto livello tra le segreterie nazionali e gli uffici internazionali di Fim, Fiom, Uilm e IG Metall. Come Fim-Cisl proseguono, inoltre, le storiche relazioni bilaterali con altri sindacati metalmeccanici, tra i quali: il francese Fgmm-Cfdt (anche se a fasi alterne); il polacco Nszz-Solidarnosc (con il quale nel settembre 2011 si firma un patto di unità d’azione per un lavoro congiunto nelle imprese transnazionali di comune interesse); il brasiliano Cnm-Cut (con cui continuano iniziative di cooperazione e nell’ottobre 2003, al Centro studi Cisl di Firenze, si celebra un seminario comune nel 20° anniversario della nascita della Cut brasiliana); gli spagnoli di Ugt, di Uso e di Comisiones Obreras ecc. …E se ne avviano altre con i sindacati metalmeccanici di: Romania (Metarom-CartelAlfa), Mozambico (Sintime), Colombia (Sintrametal e Sintratucar); Ungheria (Vasas); Croazia (Smh-Is); Serbia (Ier-Nezavisnost), Turchia (Birlesik-Metal prima e Türk Metal poi), Giappone (Imf-Jc), Francia (Fo Metal, Ftm-Cgt e Cfe-Cgc) ecc…. Inoltre, diventano sempre più densi i rapporti sindacali e il lavoro congiunto con alcuni sindacati nordamericani: gli steelworkers di Canada e Usa, los mineros del Messico, i sindacati Unifor di Canada e Uaw di Usa, specie con l’acquisizione di Chrysler da parte di Fiat e la nascita di Fca e Cnhi.
Negli ultimi anni, grazie al lavoro di Sindnova, si avvia una proficua cooperazione con il sindacato Türk Metal. Dopo diversi workshop realizzati in Turchia e in Italia, nel 2017 a Istanbul è promossa congiuntamente da Fim-Cisl e Türk Metal la prima Conferenza Euro-Mediterranea dei sindacati metalmeccanici della regione (manifesto di Istanbul). Nella seconda, tenutasi a Didim nel 2018, si decide di creare un Forum permanente dei sindacati partecipanti, dotandosi di una segreteria organizzativa e di un osservatorio sulle imprese multinazionali.
L’impegno di cooperazione allo sviluppo e solidarietà
Anche nel nuovo secolo la Fim continua la sua storica azione di solidarietà e cooperazione internazionale insieme all’istituto Iscos della Cisl. Con la Cnm-Cut brasiliana, tra il 2001 e il 2005 si realizza a Belem il progetto “Criança 2000”, per combattere la piaga del lavoro minorile e favorire l’accesso all’istruzione dei minori. Con il Sintime in Mozambico (e la partnership di Cnm-Cut e Fism) si sviluppa, tra il 2006 e il 2010, il progetto “Fim for Africa”, per combattere il contagio del virus HIV con azioni di sensibilizzazione e prevenzione nei luoghi di lavoro. Insieme a questi due grandi progetti, completamente autofinanziati dall’insieme delle strutture Fim su scala nazionale (per un valore intorno ai 100 mila euro ciascuno), si realizzano anche numerosi micro-progetti mirati, il cui auto-finanziamento (da 5 a 20 mila euro) è assicurato da singole strutture Fim o direttamente da Iscos. I principali in ordine cronologico sono: il progetto di solidarietà e interscambio con il sindacato metalmeccanico serbo di Nezavisnost, sostenuto finanziariamente dalla Fim di Lecco (2003-2005); il progetto “Comunidade Ativa” ad Abaetetuba in Brasile (2005-2006) finalizzato alla lotta contro il lavoro minorile, sostenuto finanziariamente dalla Fim di Brescia; il progetto per un laboratorio artigianale di tessuti in Perù a sostegno della Central Nacional de la Mujer Minera, autofinanziato da Fim di Brescia e apparato nazionale Fim (2009-2011); il progetto “Costruire lavoro dignitoso e contrattazione collettiva nelle imprese italiane in Cina” (2009-2011), finanziato da Iscos con un contributo di Fim Bologna e Fim nazionale; il progetto “Assessoria Jurídica para a comunidade de Açailândia-Piquiá” nel Pará (Brasile) con i padri Comboniani (2010-2011), a sostegno della campagna sui “Binari della Giustizia”, insieme a Cut Brasile e Usw Canada, finanziato da Fim nazionale; la partecipazione della Fim nazionale al progetto coordinato da Cisl e Iscos “Adotta un sindacalista clandestino in Birmania” (2011-2013); il progetto di sostegno al sindacato indiano “Alang Sosiya Ship Recycling & General Workers Association” (2011-2012) che organizza i lavoratori dei cantieri di demolizione navale ad Alang nel quadro di iniziative di solidarietà coordinate da IndustriALL, finanziato con il 5×1000 dell’Iscos Puglia e alcuni apporti di Fim nazionale; il progetto “VidaViva” (2013-2015) in Colombia, con l’obiettivo di costruire una rete di sindacalisti e formatori esperti sui temi della salute e sicurezza sul lavoro (sostegno Fim Bergamo, Fim Venezia, apparato Fim nazionale in partnership con steelworkers (Usw) canadesi e Cnm-Cut brasiliana e con il supporto organizzativo di IndustriALL); seconda fase del progetto “Costruire lavoro dignitoso e contrattazione collettiva nelle imprese italiane in Cina” (2014-2015), finanziato da Iscos.
L’impegno in campagne internazionali promosse da movimenti sociali e Ong
Verso un processo di globalizzazione guidato dalle Corporation e da politiche neo-liberiste, la Fim partecipa sia alle mobilitazioni contro il vertice del G8 a Genova, sia a tutte le edizioni itineranti del Forum Sociale Mondiale, dal primo incontro di Porto Alegre (Brasile) nel 2001 a quello del 2014 a Tunisi. Nel 2004 prende parte alla “Carovana internazionale per la vita dei lavoratori colombiani”, promossa dal sindacato Sinaltrainal, per protestare contro l’uccisione di sindacalisti in Colombia, in particolare negli stabilimenti Nestlé e Coca Cola. Insieme al Comitato Carlos Fonseca e ai Cobas organizza in Italia il boicottaggio della popolare “bibita”, costringendo tutti a una riflessione sulle forme nonviolente di azione diretta finalizzate al contrasto delle violazioni, da parte delle multinazionali, di fondamentali diritti umani e sindacali. Con la stessa tensione etica verso la giustizia sociale e ambientale la Fim, dal 2005 al 2013, prende parte a tutte le edizioni di Terra Futura a Firenze. Sul tema delle de-localizzazioni nell’ambito dell’economia globalizzata il Consiglio Generale Fim ne discute a Mestre nel 2005 con rappresentanti sindacali di Cnm-Cut Brasile, Ig Metall Germania, Metarom Romania, Nszz-Solidarnosc Polonia. L’anno successivo a Firenze seminario pubblico del Cg Fim con Susan George e Mario Sepi su “In un’economia globale di mercato i lavoratori hanno bisogno di un sindacato globale”… E in occasione del 18˚ congresso Fim nel 2013 a Lecce conferenza internazionale su “Nuove sfide e futuro del sindacalismo globale”, con interventi di Gianni Alioti (Fim-Cisl Italia), Paulo Cayres (Cnm-Cut Brasile), Han Dongfang (China Labour), Angélica Jimenez-Romo (IG Metall Germania), Bob King (Uaw Stati Uniti), coordinati dal giornalista Teodoro Chiarelli (La Stampa).
Infine, in rete con altri sindacati, movimenti, associazioni e Ong, la Fim in tutti questi anni è attiva in diverse campagne e azioni internazionali, tra cui: Commercio internazionale equo, giusto e sostenibile; No dumping; Stop Bolkestein; Lavoro Minorile; Contratto mondiale dell’acqua; l’Africa non e’ in vendita; “No poverty No aids”; Solidarietà con i contadini di Singur nel West Bengala (India) contro la Tata Motors; Abiti Puliti (Clean Clothes); Azioni per il Clima e contro l’emissione di gas serra; contro la Deforestazione; contro l’Energia nucleare e a sostegno delle Energie rinnovabili; per la Tracciabilità dei minerali; per il Disarmo nucleare; per un Trattato internazionale sul commercio di armi; Sui binari della giustizia; ZeroZeroCinque per la tassazione sulle transazioni finanziarie; contro il Ttip tra Usa e Ue ecc.
La partecipazione e sviluppo di progetti europei co-finanziati dalla Ce
Nel 2005 e 2006 la Fim-Cisl ha promosso in partenariato con Sindnova due progetti europei sul dialogo sociale e i Cae. Dal 2009 al 2016 sono state realizzate da Sindnova, con il partenariato di diverse federazioni di categoria Cisl, tra cui la Fim, quattro edizioni del progetto europeo Opera per la formazione di base e di secondo livello dei membri Cae. Dal 2015 al 2017 Sindnova, su mandato della Fim e della Filca, ha coordinato un progetto di studio e ricerca sul coinvolgimento dei lavoratori nelle imprese multinazionali, mentre da novembre 2016 allo stesso mese del 2018 si è sviluppato, sempre in partenariato con Sindnova e altre federazioni di categoria Cisl (Fai, Filca, Fit, Flaei), il progetto europeo Circle finalizzato a un percorso formativo di sei moduli per membri Cae, dalle conoscenze di base a competenze avanzate.
In questo periodo (2018-2019) sono in corso di realizzazione altri due progetti europei. Il primo sul “welfare aziendale”, vede la Fim-Cisl come partner della federazione dei servizi bancari e assicurazioni First-Cisl nella gestione del progetto. Il progetto coinvolge come partner sindacali dell’area metalmeccanica la Cfe-Cgc (Francia), Nszz-Solidarnosc (Polonia) e Ier-Nezavisnost (Serbia). Il secondo su Industry 4.0 si chiama Suni e la Fim-Cisl è responsabile del progetto. I partner sono l’istituto di ricerca Adapt, tre università una ciascuno dei tre paesi coinvolti nel progetto (oltre l’Italia) Germania, Spagna, Svezia e i rispettivi sindacati industriali Ig Metall, Fica-Ugt, If Metall.