18/05/2026
Ogni anno nell’Unione Europea vengono scartati circa 5 milioni di tonnellate di tessuti, ma solo l’1% viene riciclato per diventare un nuovo prodotto. Questo è uno dei dati che emerge dallo studio che abbiamo realizzato nell’ambito del progetto VERDEinMED Project, nato per promuovere la prevenzione e la riduzione dei rifiuti tessili nell’area del Mediterraneo.
L’indagine, che ha coinvolto centinaia di persone in Italia, Spagna e Grecia, evidenzia il cosiddetto “Value-Action Gap”: cresce la consapevolezza sull’impatto ambientale del fast fashion, ma le abitudini di consumo faticano ancora a cambiare. Dallo studio si evidenzia infatti una scarsa attenzione durante gli acquisti, molta incertezza sulla corretta gestione dei rifiuti tessili e, tra i più giovani, una limitata attenzione alle etichette dei capi.
Nonostante una sensibilità sempre più diffusa verso la sostenibilità, la mancanza di trasparenza e le dinamiche del sistema moda continuano a rappresentare un ostacolo concreto a un consumo davvero responsabile.
La fast fashion non è un affare per nessuno. È ora di dire basta: firma la nostra petizione https://cigno.link/cambiamo-stile