15/09/2026
UNIONE INQUILINI
INFORMATIVA
ALLE SEDI E AGLI ASSEGNATARI
MOROSITÀ ERP ROMA CAPITALE:
CRITICITÀ E CONTRADDIZIONI DELLE PROCEDURE
RICHIEDONO UNA SOSPENSIONE DEI TERMINI
Si è svolta ieri l'attesa riunione con il Dipartimento e Aequa Roma sulle diffide per morosità del patrimonio ERP di Roma Capitale. All'incontro erano presenti e sono intervenuti anche la Presidente del Consiglio Comunale Svetlana Celli e il Presidente della Commissione Patrimonio Yuri Trombetti.
Il confronto ha reso evidente la inadeguatezza delle procedure adottate nelle richieste massive inviate in pieno agosto agli assegnatari. L'aver scelto di non voler svolgere un confronto o anche solo una informativa preventiva con le OOSS degli assegnatari si è rivelata improvvida e persino pericolosa.
Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato le palesi incongruenze presenti nelle lettere inviate: prescrizioni non considerate con addebiti risalenti in alcuni casi anche a oltre 40 anni fa; morosità contestate ad assegnatari subentrati negli alloggi successivamente alla maturazione del debito; bollettini addebitati che al contrario erano stati pagati; morosità contestate a occupanti in sanatoria, le cui pratiche non sono state evase, ecc.
Un insieme di incongruenze che rendono scarsamente attendibili anche i dati forniti sul monte complessivo della morosità reale nell'intero settore.
A questo va aggiunta la pericolosità della procedura di avviata per oltre 3000 famiglie di intimazione al pagamento ed esecuzione coattiva, decorsi i tempi previsti "senza la preventiva notifica della cartella di pagamento..."
L'assicurazione per cui tale procedura sarebbe stata riservata esclusivamente ai debiti accertati definitivamente e riferita esclusivamente al quinquennio 2021/26 è stata contestata da molti interventi, non solo di parte sindacale e ampiamente documentata.
La dichiarazione, pur apprezzabile, che in ogni caso, in sede di autotutela, le singole contestazioni sarebbero state oggetto di attenta valutazione da parte degli uffici, è inadeguata e insufficiente in quanto non interrompe i tempi di 30 giorni stabilito per il ricorso di fronte al Tribunale.
La richiesta avanzata, quindi, è stata quella di un atto formale dell'Amministrazione per la sospensione dei termini, almeno per la suddetta fattispecie (le lettere con la busta verde).
Per le lettere ordinarie di richiesta delle morosità che non prevedono gli atti di esecuzione coattiva, l'assicurazione è che i tempi di 60 giorni per la contestazione sono "ordinatori" e non "perentori" e le contestazioni, che comunque vanno fatte e inviate, saranno in ogni caso prese un considerazione al di là della scadenza prevista nelle lettere.
In più, è stata annunciata la presentazione a breve di una delibera comunale in cui sarebbe prevista la procedura della transazione agevolata delle morosità per gli occupanti in sanatoria (in analogia a quanto fatto da ATER).
Motivo ulteriore per chiedere uno stop alle procedure coattive e, come Unione Inquilini, abbiamo chiesto un confronto preventivo sulla delibera.
Da un primo rifiuto dal voler riconoscere la fondatezza della richiesta della sospensione dei termini (questione posta non solo dalle OOSS ma, in forme analoghe, anche dai consiglieri intervenuti) si è arrivati, nella conclusione dell'incontro, a una apertura.
Dall'amministrazione è stata posta la necessità di concentrarsi in questa fase sulle intimazioni con procedura coatta (buste verdi) per una loro verifica immediata da parte di Aequa Roma sia in proprio, sia in relazione alle contestazioni avanzate.
Una successiva riunione, convocata per il 23 settembre, valuterà le risultanze, compresa l'adozione di provvedimenti di revoca e/o sospensione delle procedure.
L'Unione Inquilini parteciperà al successivo incontro anche se ritiene che la scelta della revoca e/o sospensione sia l'unica scelta praticabile!
Alle sedi l'invito a moltiplicare in questi giorni gli incontri, le assemblee e i ricorsi, rispetto alle discrepanze e le contraddizioni rilevate.
Rilanciamo la necessità di una norma che estenda la possibilità delle transazioni agevolate delle morosità, a partire dai redditi più bassi, non solo per gli occupanti in sanatoria, ma per tutti gli assegnatari!
La condizione generale del Paese, la crescita della povertà e la rincorsa di prezzi e bollette non permette di fare cassa sulla pelle dei più fragili, specialmente a partire da azioni e procedure unilaterali e profondamente ingiuste!