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16/10/2026
16/10/2026
USB conferma lo sciopero generale in tutti i settori, trasporti compresi. La mobilitazione internazionale contro la guer...
16/10/2026

USB conferma lo sciopero generale in tutti i settori, trasporti compresi. La mobilitazione internazionale contro la guerra e la militarizzazione dei porti si intreccia con la difesa della piena libertà di sciopero.

La guerra avanza attraverso scelte economiche e politiche che tolgono risorse a salari, sanità, istruzione e servizi pubblici per darle agli armamenti.

Porti, aeroporti, ferrovie, strade e reti logistiche sono infrastrutture essenziali per il Paese: vederle subordinate alle esigenze militari riguarda chi ci lavora e l’intera collettività. Difendere la pace significa rivendicare un modello di sviluppo fondato sui bisogni sociali, non sull’economia di guerra.

Ma proprio ai lavoratori dei trasporti vogliono impedire di scioperare!

Con delibera del 13 ottobre 2026, la Commissione di garanzia richiama i periodi di franchigia, tra cui quello dal 30 ottobre al 5 novembre (Ognissanti e commemorazione dei defunti), e invita a escludere dalla proclamazione i trasporti.

USB ne ha confermato la partecipazione.

Una scelta dal preciso significato politico e sindacale, che riapre una questione irrisolta: fino a che punto si può limitare un diritto costituzionale senza svuotarlo?

I diritti degli utenti e la garanzia dei servizi essenziali sono esigenze reali ma non possono diventare un sistema di vincoli che comprime, passo dopo passo, la possibilità di scioperare collettivamente. Il caso del 30 ottobre lo mostra bene: una giornata internazionale, pensata per unire lavoratori di Paesi e settori diversi, in Italia trova ostacoli che impediscono la partecipazione di intere categorie.

Da oltre trentacinque anni la legge 146/1990 e le sue modifiche regolano lo sciopero nei servizi essenziali con procedure, obblighi e limiti che USB contesta per i loro effetti concreti. Su questo terreno pesa la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali (Consiglio d’Europa), nata da un ricorso di USB: ha riconosciuto profili di incompatibilità tra la disciplina italiana e la Carta sociale europea ponendo alle istituzioni una questione che non possono più ignorare: il diritto di sciopero deve essere realmente esercitabile e ogni limite deve rispondere a criteri di necessità e proporzionalità.

Lo sciopero del 30 ottobre vale quindi due volte: è la partecipazione dei lavoratori italiani a una mobilitazione internazionale contro il carovita, la guerra, il riarmo e militarizzazione, per salari dignitosi, servizi pubblici e giustizia sociale ed è la riaffermazione dello sciopero come strumento di partecipazione democratica e di tutela degli interessi collettivi; perché il diritto di sciopero non può ridursi a una protesta ammessa solo finché non disturba le scelte politiche ed economiche che si vogliono contestare.

Lavoro dignitoso e libertà di sciopero non sono battaglie separate: sono un’unica rivendicazione di democrazia, diritti e giustizia sociale.

I lavoratori dei trasporti non rinunciano né al loro ruolo contro la guerra né ai propri diritti fondamentali.

USB Lavoro Privato, Comparto Trasporti

16/10/2026

30 Ottobre è sciopero generale!

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese. In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l'inflazione, di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche.
Con il prezzo di benzina e gasolio schizzato oltre i 2 euro al litro, l’inflazione dei prodotti della spesa salita in 5 anni dal 30 al 50%, le bollette di luce e gas che subiscono rincari superiori al 30%, la situazione per chi vive di lavoro o pensione è sostenibile solo se c’è un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e se, allo stesso tempo, il governo interviene a calmierare i prezzi o, ancora, ad azzerare l'iva sui beni di prima necessità. Ma il governo Meloni ha deciso di non agire in queste direzioni, lasciando che il paese impoverisca e consentendo alle grandi aziende e alle grandi banche di continuare a speculare sulle nostre vite.
La boutade, assolutamente insufficiente, tardiva e già naufragata, del tetto al prezzo del carburante è la dimostrazione di un governo asservito e complice delle logiche di mercato.

In Europa le proteste divampano, dalla Spagna alla Francia alla Germania. Movimenti giovanili e organizzazioni sindacali stanno promuovendo grandi mobilitazioni per rivendicare diritti sociali e difendere le condizioni di vita e di lavoro. In Italia le grandi organizzazioni sindacali restano a guardare, anzi scelgono di provare a stringere con le organizzazioni padronali un accordo su rappresentanza e salari quando ci sarebbe bisogno di organizzare la protesta.

Diverse organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali hanno lanciato per la data del 30 ottobre uno sciopero internazionale contro il traffico delle armi, contro le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti. Si tratta di un evento di portata storica...

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04/08/2026

🔴 Nelle scorse settimane abbiamo proposto ai manutentori RFI un questionario sullo Stress Lavoro-Correlato. A settembre approfondiremo i risultati e, se necessario, denunceremo le criticità all'Ispettorato del Lavoro.

Abbiamo presentato anche la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto. Riduzione dell'orario di lavoro, recupero del potere d'acquisto, superamento di appalti e subappalti, riconoscimento del lavoro usurante e rinnovo automatico delle RSU/RLS, sono solo alcuni esempi delle nostre rivendicazioni.

Il contratto per cui ci battiamo deve ribaltare il paradigma della contrattazione al ribasso sulla pelle dei lavoratori.

Lottiamo per un trasporto pubblico e civile, non privatizzato né militarizzato. Avanti con la mobilitazione, anche contro la legge anti-sciopero 146/90!

07/07/2026

Mercitalia Shunting & Terminal: dalla "confluenza immediata" al "forse nel 2029" nel Contratto FS. 6 e 7 luglio sciopero, Martedì 11:30 a presidio Piazza della Croce Rossa, Roma

Nel maggio 2025 era stato promesso ai lavoratori del settore manovra Mercitalia, società del gruppo FSI, che la confluenza economica nel Contratto Aziendale FS sarebbe stata completata entro giugno 2026.

Oggi, invece, si parla di una maturazione graduale del salario di produttività fino al 100% nel 2029. Tradotto: ciò che doveva essere riconosciuto oggi viene rinviato di altri tre anni, sempre che si concretizzi davvero. Nel frattempo, i lavoratori continuano a perdere fino a 400 euro al mese rispetto ai colleghi del Gruppo FS.

Questa non è una conquista: è l'ennesimo rinvio, l'ennesima promessa, l'ennesimo sacrificio chiesto sempre agli stessi.

E mentre si rinvia la piena confluenza economica, si continua a raccontare che " non sono emerse criticità". Davvero non ci sono criticità quando migliaia di lavoratori percepiscono centinaia di euro in meno ogni mese?

Per USB la risposta è semplice: no! Basta chiedere pazienza a lavoratori che aspettano da troppo tempo il rispetto degli impegni assunti. Il rispetto degli accordi si misura con gli stipendi, non con i comunicati. Per questo la mobilitazione continua. Non accettiamo lavoratori di serie B nel Gruppo Ferrovie dello Stato.

Il 6 e 7 luglio sciopero! Il 7 luglio ore 11.30 tutti al presidio davanti alla sede del gruppo FS – Piazza della Croce Rossa, Roma. Chi lotta conquista diritti. Chi si accontenta dei rinvii continua a pagare il conto.



USB LAVORO PRIVATO - TRASPORTI

In questo processo proprio no, perché le centinaia di migliaia di pagine, di carta e digitali, prodotte e analizzate in ...
28/06/2026

In questo processo proprio no, perché le centinaia di migliaia di pagine, di carta e digitali, prodotte e analizzate in questi anni stanno a dimostrare esattamente il contrario, ovvero la responsabilità a vario titolo di tutti i condannati. La responsabilità principale di Moretti è aver tagliato sulla sicurezza.

Giustizia (Commenti) La conferma della condanna a cinque anni dell’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti per la strage di Viareggio che gli ha aperto le porte del carcere ha prodotto un diffuso disappunto a cui ha dato voce innanzitutto la sua avvocata, Ambra Giovene, che si è dich...

15/04/2026

✅ Giovedì 7 maggio 2026

SCIOPERO NAZIONALE dei PORTI ⚓️

Per il riconoscimento del lavoro usurante ai fini pensionistici. Nei prossimi giorni indicheremo modalità per partecipare a questa importante giornata di lotta.

Indirizzo

Via Dell'aeroporto 129
Rome
00175

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