02/04/2026
📌 In piazza con ODG per ottenere tabelle e pareri di congruità
✍️ Di Antonio Moscatello - Portavoce InfoFuturo
➡️ https://shorturl.at/w2r4T
-
Movimento sindacale di giornalisti informazione@futuro ➡️ Pratichiamo inclusione, solidarietà, formazione, difesa della dignità del lavoro🗞
Rome
Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando InformazioneFuturo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.
Perché nasce un nuovo spazio di confronto sulla condizione di chi fa informazione nelle redazioni e fuori? La domanda è legittima. La risposta è semplice e immediata. E’ necessario un luogo di confronto aperto per dare voce a quanto accade dove le notizie si producono. Per scambiare esperienze, avanzare proposte e denunciare, quando serve, atti lesivi dell’autonomia e della dignità dei colleghi. Perché è sempre più utile fare rete tanto delle esperienze positive quanto dei processi degenerativi che minacciano l’autonomia, la qualità e la dignità del nostro lavoro che – non dimentichiamolo mai – è al servizio dei cittadini e del diritto e dovere di informare. Per agire per tempo affrontando la sfida dell’era digitale e delle fake news e contrastare l’irresponsabile spinta alla precarizzazione del nostro lavoro mossa dagli editori e dallo stesso governo.
Ma solo la coesione, la partecipazione, lo scambio di esperienze ci potrà consentire di essere un sindacato attrezzato, moderno, in grado di prevedere i processi, di misurarsi con le trasformazioni tecnologiche, di difendere qualità, professionalità e diritti.
E’ la sfida con la quale abbiamo dato vita negli anni scorsi al movimento sindacale di giornalisti informazione@futuro ed è la linea seguita dalla segreteria di Lazzaro Pappagallo all’Associazione Stampa Romana. Le parole d’ordine sono chiare: praticare l’inclusione e la lotta alla precarietà,la solidarietà e la difesa della dignità del lavoro; puntare alla trasparenza e quindi favorire la massima partecipazione democratica e consapevole dei colleghi alle scelte che riguardano la categoria; diffondere i saperi e le competenze per dare maggiore forza contrattuale al singolo collega e maggiori strumenti al sindacato che lo deve tutelare; sostenere – anche criticamente – l’azione del sindacato e degli altri istituti di categoria chiedendo confronto vero nella chiarezza delle responsabilità. Agire in rete con le altre realtà istituzionali, culturali e sindacali che hanno a cuore le battaglie di civiltà e democratiche.
Tutto questo avendo ben presente quanto oggi sia frastagliata la nostra realtà, quanto siano diversi i luoghi dove si produce informazione dalle redazioni tradizionali a chi opera sul web o negli uffici stampa e articolata la condizione dei colleghi tra contrattualizzati, collaboratori, free lance, precari e disoccupati, senza dimenticare chi è stato “espulso” dalle redazioni dagli stati di crisi. E’ il frutto negativo della “modernità senza progetto”, di un’innovazione tecnologica più subita che governata dagli editori che da anni puntano a tagliare costi e posti di lavoro, “precarizzando” – lo sottolineiamo – anche chi è in redazione, piuttosto che a lanciare nuovi prodotti.