Vegans for Future Italy

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Vegans for Future Italy Il primo movimento della gioventú ambientalista e animalista per uno stile di vita Vegan e un futuro ecosostenibile🌱
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📅 L’8-9 giugno, milioni di italiani voteranno per eleggere i nuovi rappresentanti al Parlamento europeo. Gli europarlame...
07/06/2024

📅 L’8-9 giugno, milioni di italiani voteranno per eleggere i nuovi rappresentanti al Parlamento europeo. Gli europarlamentari giocano un ruolo cruciale nelle politiche ambientali, fondamentali per combattere la crisi climatica e proteggere la biodiversità.

🌍 Il WWF, insieme a CAN Europe, EEB, BirdLife e Transports & Environment, ha analizzato le votazioni degli eurodeputati negli ultimi cinque anni su 30 provvedimenti chiave riguardanti clima, natura e inquinamento.

📊 I risultati sono riassunti nella Scoreboard, uno strumento trasparente per valutare l’operato dei nostri rappresentanti e le posizioni dei partiti italiani sulla transizione ecologica. Scopri di più e vota con consapevolezza!

Davide Nensi, Alessandro Sulis e Laura Paracini sono i tre attivisti di .generazione condannati a 8 mesi di carcere, con...
11/03/2024

Davide Nensi, Alessandro Sulis e Laura Paracini sono i tre attivisti di .generazione condannati a 8 mesi di carcere, con pena sospesa e al pagamento di una multa di 60mila euro, solo per aver lanciato della vernice lavabile contro la facciata del Senato. Nonostante il verdetto vi è una piccola vittoria, poiché il giudice ha riconosciuto l'alto valore morale dell'azione.

Tuttavia, questa apparente vittoria è offuscata dalla durezza della pena inflitta, amplificata dal contesto del decreto eco-vandali promosso dal Governo Meloni, che ha portato a una severa condanna per azioni che, in altre circostanze, avrebbero potuto ricevere una valutazione diversa. In particolare, il decreto sembra aver influito negativamente sulla considerazione dell'intento delle azioni degli attivisti che non facevano altro che chiedere azioni concrete ad un parlamento immobile di fronte alla crisi climatica.

Vergognosa la ricostruzione dei fatti fatta dal pm che ha presentato l'azione come una semplice bravata post-Capodanno, banalizzandone il significato e sminuendone l'importanza. La penalizzazione eccessiva degli attivisti risulta ancor più evidente in confronto a una sentenza emessa solo qualche mese prima, a novembre 2023, nei confronti di altri tre attivisti di Ultima Generazione. Simone, Laura e Beatrice, protagonisti di un'azione presso gli Uffizi nel luglio 2022, avevano deciso di incollarsi al vetro protettivo della "Primavera" di Botticelli. In quel caso, il giudice ha dichiarato che "il fatto non sussiste", indicando un'appreciazione diversa rispetto all'azione di gennaio 2023.

L'episodio evidenzia la disparità nelle valutazioni giudiziarie riguardo alle azioni di protesta e sensibilizzazione ambientale, con le decisioni influenzate dal contesto normativo e dalle interpretazioni soggettive degli atti.
Mentre il riconoscimento dell'alto valore morale rappresenta una luce di speranza, la condanna complessiva e il clima legale possono mettere in discussione la libertà di espressione e protesta, importanti pilastri della democrazia.

In un momento in cui la protesta in difesa del clima e dei diritti è più urgente che mai, emerge la necessità di affront...
08/03/2024

In un momento in cui la protesta in difesa del clima e dei diritti è più urgente che mai, emerge la necessità di affrontare la crisi climatica considerando attentamente le disuguaglianze sociali preesistenti, con particolare attenzione alla disparità di genere.

Gli impatti del cambiamento climatico si riflettono in modo differenziato sui diversi gruppi sociali, con le persone di genere femminile che emergono come una delle categorie più vulnerabili.
Secondo le Nazioni Unite, le donne dipendono in misura maggiore dalle risorse naturali minacciate dal cambiamento climatico, rappresentando globalmente circa il 43% della forza lavoro in agricoltura, percentuale che aumenta ulteriormente in regioni come Asia e Africa. 130 studi condotti dalla indicano che, in condizioni climatiche estreme, le donne sono più esposte all'insicurezza alimentare rispetto agli uomini.
Inoltre, risultano essere particolarmente colpite anche dalle migrazioni climatiche, rappresentando circa l'80% dei migranti in tali situazioni, evidenziando l'impatto disproporzionato del cambiamento climatico sul genere femminile.

Per non parlare della violenza di genere: emerge chiaramente, con studi recenti che durante disastri naturali ed emergenze umanitarie, come dimostrato anche durante la pandemia da Covid-19, la violenza di genere aumenta.

Noi di abbracciamo l'etica ecofemminista, riconoscendo l'inseparabilità tra teoria e pratica, tra valori e azioni. Sottolinea l'importanza di agire per tradurre gli ideali in azioni concrete, affermando il valore intrinseco di ogni elemento della natura. La visione si orienta verso il ripristino di un ordine naturale in cui la Terra e i suoi abitanti sono tutti considerati e rispettati.

Dobbiamo cambiare la struttura sociale e ideologica basata sulla violenza attraverso la comprensione delle connessioni tra lo sfruttamento ambientale, animale e di genere. Sfidiamo il paradigma androcentrico, riconoscendo le intersezioni tra le oppressioni subite da donne, non-umani, migranti e classi subalterne.

Ignorare queste interconnessioni risulterebbe un limite nell'individuare soluzioni efficaci!

In pieno genocidio, Isr4€le ha concesso licenze a   e altre società per lo sfruttamento del giacimento di   offshore di ...
22/02/2024

In pieno genocidio, Isr4€le ha concesso licenze a e altre società per lo sfruttamento del giacimento di offshore di fronte a Ga£a, approfittando di un massacro per ingrossare il suo capitale. La notizia è emersa dopo che gruppi p4lestin€si per i diritti umani hanno inviato una diffida alle società coinvolte, citando il rischio di complicità in crimini di guerra.

Le licenze riguardano la zona G, di cui il 62% è all'interno dei confini marittimi della P4lest1n4. Nonostante ciò, il governo israeliano, non riconoscendo la P4lest1n4 come Stato, sostiene - illegittimamente - di avere il diritto legale sulle zone marittime. Le associazioni umanitarie p4l€stinesi denunciano la violazione del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale consuetudinario, invitando le compagnie coinvolte a non partecipare a questo saccheggio. Inoltre, affermano che le offerte, emesse secondo il diritto israeliano, equivalgono a un'annessione de facto e de iure delle aree marittime p@lestin€si, violando le norme internazionali.

La situazione coinvolge anche il governo italiano, in quanto azionista di maggioranza di Eni (32%), rendendosi complice di crimini di guerra e, probabilmente, anche di genocidio.

Il leader di , , solleva la questione in Parlamento, chiedendo spiegazioni alla : «Invito la premier Meloni a dare una risposta ad una scelta che per quanto mi riguarda non può che riempirci di vergogna»

Fonti: Il Fatto Quotidiano, 08/02/2024; Il Manifesto, 11/02/2024.

È emergenza inquinamento dell'aria nella  , dove sono stati raggiunti livelli allarmanti, mettendo in serio pericolo la ...
21/02/2024

È emergenza inquinamento dell'aria nella , dove sono stati raggiunti livelli allarmanti, mettendo in serio pericolo la salute delle persone. Tuttavia, la situazione più critica emerge dai dati relativi all'area urbana di .
Il sito svizzero , utilizzando l'indicatore americano (Air Quality Index), ha rivelato che domenica scorsa l'aria di Milano si è classificata tra le città più inquinate al mondo, con un indice di 193, superata solo da Dacca in Bangladesh, Lahore in Pakistan e Delhi in India.
Sebbene il dato non rifletta in modo accurato la realtà, ha comunque sollevato l'importante tema della qualità dell'aria e dei suoi impatti sulla salute pubblica. Milano non è, di fatto, la terza città più inquinata globalmente, ma è indubbiamente tra le più inquinate d' .

Infatti, come riporta l' , l' è il primo paese in Europa per morti attribuibili all'inquinamento atmosferico con circa 80mila decessi prematuri all'anno: una vergogna che governo e amministrazioni locali non stanno affrontando nella maniera corretta. mette in luce che gli allevamenti rappresentano la seconda causa di formazione del particolato fine in Italia, responsabile di quasi il 17% del PM2,5, superando i trasporti (14%) e l'industria (10%), e sono secondi solo agli impianti di riscaldamento (37%). Sorprendentemente, lo Stato italiano e la Politica agricola europea finanziano queste attività inefficienti e nocive, nonostante siano responsabili di significativi impatti ambientali e sulla salute umana.

L'incrocio dei dati del Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) con gli elenchi dei beneficiari dei fondi della Politica agricola comune (PAC), evidenzia che quasi il 90% delle aziende con allevamenti segnalati nel Registro ha ricevuto finanziamenti pubblici. Questo quadro denuncia una grave contraddizione, minando gli sforzi per ridurre drasticamente la diffusione di sostanze nocive. Servono misure per proteggere la salute di persone e ambiente: occorre pianificare una riduzione del numero degli animali allevati, come sta già accadendo in altri Paesi europei!

Il 16 febbraio ha preso il via il primo processo climatico contro  , con la prima udienza della causa civile promossa da...
19/02/2024

Il 16 febbraio ha preso il via il primo processo climatico contro , con la prima udienza della causa civile promossa da e . L'accusa coinvolge anche e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, azionisti dell'azienda. L'obiettivo è spingere ENI a ridurre le sue emissioni e a riconsiderare la strategia industriale per conformarsi all' sul clima del 2015. Greenpeace e ReCommon chiedono di far rispettare l'obiettivo di riduzione delle emissioni del 45% entro il 2030 rispetto al 2020, sostenendo che ENI non stia facendo abbastanza per mitigare il proprio impatto ambientale.

Il processo si è aperto con una richiesta di consulenza tecnica da parte di ENI, coinvolgendo anche personalità critiche, come , noto per posizioni negazioniste sul , e , professore con forti legami con le aziende dei combustibili fossili. Questa scelta ha sollevato polemiche, evidenziando possibili conflitti di interesse.

Greenpeace e ReCommon evidenziano come, nel 2022, ENI abbia investito 15 volte di più nei combustibili fossili rispetto alle energie rinnovabili. La richiesta di cambiamento della strategia industriale si basa sul rispetto degli impegni internazionali, non solo della società ma anche degli azionisti, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti. Il processo si inserisce in un contesto globale in cui le cause climatiche stanno aumentando, con 2.180 casi in corso secondo un rapporto dell'ONU, e Greenpeace ha già ottenuto vittorie simili in Francia.

Nonostante le dimensioni di ENI e la sfida apparentemente ardua, il processo testimonia la crescente importanza della via legale nella lotta contro i . Tuttavia, il sistema giuridico italiano, non ancora completamente attrezzato per affrontare questioni climatiche, potrebbe dover fare ulteriori passi avanti. Spetta ora a un giudice civile valutare se il comportamento di ENI sia conforme agli impegni internazionali dell'Italia, segnando un importante capitolo nella lotta per un futuro più sostenibile.

🔎 Fonti: Domani, 14/02/2024; Open, 16/02/2024; Greenpeace, 15/02/2024

L'Italia vive un terzo inverno consecutivo di  , caratterizzato da un clima straordinariamente mite e arido, un flagello...
17/02/2024

L'Italia vive un terzo inverno consecutivo di , caratterizzato da un clima straordinariamente mite e arido, un flagello che sta ora minando drasticamente l'agricoltura e la sicurezza alimentare da nord a sud del Paese.

Nel settentrionale, le falde acquifere languono, colpite da precipitazioni di gennaio che si sono attestate ben al di sotto della media storica di 60 millimetri. L'arrivo imminente della primavera, previsto in anticipo, costringerà a una gestione disperata delle risorse idriche, con l'ombra di un possibile razionamento dell'acqua.

Nel frattempo, la è ufficialmente in una condizione di siccità estrema. Il 9 febbraio scorso, l'intera regione ha dichiarato lo stato di calamità naturale a causa della grave carenza di risorse idriche, nonostante siamo in pieno inverno. La crisi d'acqua nel fiume , una volta celebre per le sue impetuose gole, simboleggia la devastazione che sta colpendo e . Questi ultimi, già colpiti dalle anomalie meteorologiche del 2023, sono ora ulteriormente vessati dalla mancanza di foraggio verde e dalla scarsità di fieno causata dalle scarse precipitazioni da maggio dell'anno scorso.

L'Osservatorio sulle risorse idriche di (l’Associazione dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque Irrigue) rivela che la seconda metà del 2023 è stata la più arida da oltre un secolo in Sicilia, e per almeno 3,5 milioni di italiani, l'acqua dal rubinetto non è più un dato certo.

Il nostro governo, il più negazionista climatico di sempre, fa sapere che "il primo marzo alle ore 11.30 si terrà a Palazzo Chigi il primo incontro interministeriale per varare un piano di interventi a breve scadenza e una programmazione a medio-lungo termine".

Questa situazione critica sottolinea in modo spietato l'imperativa necessità di affrontare la gestione delle risorse idriche e di adottare misure concrete per mitigare gli impatti devastanti dei sul settore agricolo e sull'approvvigionamento idrico.

Fonti: EuroNews, 01/02/2024; Lifegate, 12/02/24
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Vegans For Future Italy si alza a difesa della popolazione martoriata di Ga£a, una vittima evidente di un  . La nostra v...
16/02/2024

Vegans For Future Italy si alza a difesa della popolazione martoriata di Ga£a, una vittima evidente di un . La nostra voce si unisce a un grido di dolore che attraversa i confini dell'umanità!

Condanniamo senza riserve l'atteggiamento censorio della nei confronti del massacro in corso in P4lestin4, e ci sconvolge la situazione legata alle dichiarazioni di Ghali al festival di : la censura è una ferita profonda sulla libertà di espressione, e la Rai, con il suo comunicato di scuse a Isr4el3 letto durante , ha dimostrato di esserne complice.

era stato colpevolizzato già prima di dire STOP AL GENOCIDIO, per una strofa della sua canzone "Casa mia", dove denuncia le atrocità in corso: "Ma, come fate a dire che qui è tutto normale. Per tracciare un confine con linee immaginarie, bombardate un ospedale per un pezzo di terra o per un pezzo di pane". Il presidente della comunità ebr@ica milanese ha affermato che quelle parole "hanno ferito molti spettatori". Ma in realtà, in questo momento, gli unici feriti sono i bambini palestinesi, vittime innocenti di un conflitto disumano. Sono già 28.500 le vittime p4lesti3si uccise, di cui più di 10.000 sono bambini.
Il cuore del problema non risiede soltanto nella schiavitù della Rai al governo, ma anche e soprattutto nella schiavitù del governo italiano verso Isr4el3.

Il governo ha aspettato tutti questi morti per prendere posizione e votare una richiesta di proposta dalla sinistra.

Dobbiamo smettere di confondere antisemitismo con antisionismo. Criticare il governo di Isr4el3 e il genocidio che perpetra non è antisemitismo, ma una denuncia delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per il clima repressivo e di censura che pervade le manifestazioni di dissenso contro la Rai e il .
Il diritto di manifestare è un pilastro della nostra Costituzione e non possiamo permettere che venga compromesso.
Lasciateci manifestare! La situazione richiede una presa di posizione forte contro l'ingiustizia e la complicità che si cela dietro il silenzio!

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Il 2023 è stato confermato come l'anno più caldo mai registrato sulla Terra, iniziando a superare gli obiettivi dell'Acc...
15/02/2024

Il 2023 è stato confermato come l'anno più caldo mai registrato sulla Terra, iniziando a superare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Lo confermano i dati di Copernicus climate change (C3s), il programma di osservazione della Terra dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione europea, i quali indicano che la temperatura media globale ha stabilito un record nell'ultimo anno. L'estate boreale, in particolare tra giugno ed agosto, è stata la più calda mai registrata. A dicembre, la temperatura media è stata la più alta dal 1850, superando la media del periodo 1991-2020.

Il 2023 ha inoltre segnato il livello più basso dell'estensione della calotta glaciale in Antartide e il quarto più basso per la calotta artica. Le concentrazioni di biossido di carbonio e metano nell'atmosfera hanno continuato a crescere, contribuendo agli eventi meteorologici estremi come ondate di calore, inondazioni, mega-incendi e siccità - di cui siamo vittime proprio in questi giorni.

Il rapporto sottolinea l'urgente necessità di abbandonare le fonti fossili per evitare gravi impatti sul clima e sulle generazioni future.

Indirizzo

Rome

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