18/06/2026
La vicenda di “Stefano” è un esempio delle conseguenze prodotte dall’incertezza che ancora circonda il requisito del sostegno vitale.
“Stefano” aveva 68 anni ed era affetto da atrofia multisistemica e il diabete mellito di tipo 2. Negli ultimi mesi di vita era completamente allettato, privo di autonomia motoria e dipendente dall’assistenza continua di altre persone.
Aveva chiesto per ben due volte la verifica delle condizioni per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria alla sua ASL.
Per ben due volte gli era stato negato.
Secondo l'ASL mancava il quarto requisito per accedere alla procedura: la dipendenza da un trattamento di sostegno vitale: nonostante “Stefano” avesse il catetere vescicale, avesse bisogno dell’ossigenoterapia e dell’assistenza continuativa da parte dei suoi caregiver e assumesse l’insulina quattro volte al giorno. Tutte condizioni che, secondo l’interpretazione estensiva della Corte costituzionale, sono dei trattamenti di sostegno vitale.
Assistito dal collegio legale coordinato da Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, “Stefano” ha tentato di ottenere giustizia in tribunale, ma il ricorso è stato respinto, così come il reclamo contro questa prima decisione di rigetto.
Aveva anche depositato un atto di intervento nel giudizio che sarà discusso il prossimo 23 giugno dalla Corte costituzionale, dove torneremo per il caso di Paola, una donna di 89 anni che ha scelto di andare in Svizzera per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Paola è stata accompagnata da Marco Cappato, Felicetta Maltese e Virginia Fiume che ora sono imputati.
“Stefano” aveva chiesto di intervenire proprio per raccontare alla Corte la propria esperienza e chiedere una decisione che impedisca interpretazioni diverse da parte delle singole aziende sanitarie.
“La sua storia dimostra quanto sia urgente una decisione valida per tutti. L’assenza di una legge nazionale continua a lasciare spazio a interpretazioni differenti da parte delle ASL italiane e dei tribunali”, dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.