Associazione Luca Coscioni

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L'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica è un'associazione di cittadini, medici, scienziati, politici, giuristi, persone malate, per i diritti umani e le libertà civili di tutti.

Presumere che crescere con due donne sia dannoso per il bambino è un mero pregiudizio, non è un dato scientifico.Anche l...
19/10/2026

Presumere che crescere con due donne sia dannoso per il bambino è un mero pregiudizio, non è un dato scientifico.

Anche la Corte di Cassazione l’ha detto chiaramente già nel 2013.

Il fatto che “i bambini debbano crescere con un padre e una madre” non esiste nemmeno nel diritto di famiglia italiano.

Il nostro ordinamento infatti riconosce e tutela già famiglie diverse da quelle costituite da una padre e una madre.

Nel 2025, la Corte costituzionale ha riconosciuto la madre intenzionale per i bambini nati in Italia da PMA praticata all’estero da coppie di donne, proprio nell’interesse del minore.

E anche la letteratura scientifica concorda: il benessere del bambino dipende dalla cura che riceve, dalla stabilità del nucleo familiare, dall’assenza di conflitto, dalle risorse disponibili.

Ma non dipende dal genere né dall’orientamento dei genitori.

Gli studi sulle madri single per scelta non rilevano differenze nell'adattamento psicologico dei figli rispetto alle famiglie con due genitori.

Il principale fattore di rischio individuato infatti è lo stigma sociale, non la struttura familiare.

La "natura" non ha mai garantito a nessun bambino un padre e una madre: esistono vedovanze, abbandoni, separazioni, famiglie gravemente disfunzionali.

Ciò che conta per un bambino, secondo decenni di ricerca, è essere amato, accudito e protetto, non la composizione della famiglia.

Per questo vogliamo superare le discriminazioni della legge 40 che a oggi impediscono alle donne single e alle coppie di donne di accedere alla procreazione medicalmente assistita per il solo fatto di non essere sposate o conviventi con un uomo.

Mancano poche migliaia di firme per depositare la nostra proposta di legge PMA per tutte.

Firmala ora: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6800002

Per anni abbiamo criticato il rapporto privilegiato ed esclusivo che l’Italia aveva con Bedrocan e l'impossibilità per s...
17/10/2026

Per anni abbiamo criticato il rapporto privilegiato ed esclusivo che l’Italia aveva con Bedrocan e l'impossibilità per soggetti privati, o partnership pubblico-private, di poter concorrere a far fronte al fabbisogno nazionale di cannabinoidi medici.

Un fabbisogno che, secondo le stime della Giunta per gli stupefacenti dell’Onu, è di quasi tre tonnellate, cioè quasi tre volte quanto in effetti è prodotto in Italia.

Da 20 anni, le importazioni dai Paesi Bassi costituiscono la principale fonte di approvvigionamento delle infiorescenze dispensate nelle farmacie italiane. Adesso cosa succederà?

Chiediamo la convocazione straordinaria di tutte le parti coinvolte e interessate affinché si chiariscano i dati sulle scorte disponibili e sulle forniture previste per i prossimi mesi, predisponendo un piano straordinario di approvvigionamento per scongiurare interruzioni di forniture e per garantire uniformità territoriale nell'erogazione delle terapie prevedendo - finalmente - la possibilità di partnership pubblico-private, o di investimenti privati, per far fronte alle esigenze delle persone per cui la cannabis funziona.

Anche per questi motivi occorre riprendere in considerazione la proposta, avanzata dall’Associazione Luca Coscioni e gruppi di pazienti, di istituire un'Agenzia nazionale per la cannabis medica, con funzioni di programmazione dei fabbisogni, coordinamento della produzione e delle importazioni, controllo della qualità e promozione della ricerca scientifica.

La disponibilità di nuove varietà di cannabis medica importate da altri Paesi può contribuire a diversificare gli approvvigionamenti, ma non garantisce automaticamente la sostituibilità dei prodotti utilizzati dai pazienti. Differenze nelle concentrazioni dei principi attivi possono richiedere una rivalutazione medica e un adeguamento della terapia.

Ora che non si può più fare affidamento sull’Olanda si fa urgente una riforma strutturale del settore.

Meglio Legale

Mancano solo le ultime firme per depositare la nostra proposta di legge PMA per tutte. In Italia, le donne che non sono ...
16/10/2026

Mancano solo le ultime firme per depositare la nostra proposta di legge PMA per tutte.

In Italia, le donne che non sono sposate o conviventi con un uomo non possono accedere alla procreazione medicalmente assistita.

A stabilirlo è la legge 40 del 2004 che impedisce l’accesso alla procedura alle donne single e alle coppie di donne.

È ora di superare questa discriminazione.

Abbiamo superato le 45mila firme, dobbiamo arrivare a 50mila.

Aggiungi la tua firma: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6800002

Dal 21 al 31 ottobre saremo nelle piazze italiane con tavoli informativi, incontri pubblici e momenti di confronto con i...
15/10/2026

Dal 21 al 31 ottobre saremo nelle piazze italiane con tavoli informativi, incontri pubblici e momenti di confronto con i cittadini e le cittadine per raccogliere firme per la nostra proposta di legge PMA per tutte.

In Italia, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita è consentita solo alle donne sposate o conviventi con un uomo.

Dal 2004 infatti, la legge 40 impedisce l’accesso alla procedura alle donne single e alle coppie di donne.

La nostra proposta di legge PMA per tutte vuole superare questa discriminazione.

“Ogni giorno incontriamo donne che hanno un desiderio di maternità forte e consapevole, e che si sentono dire dallo Stato che non sono abbastanza”, spiega Francesca Re, coordinatrice della campagna. “Sono costrette ad andare all’estero, a indebitarsi, a rinunciare. Non è giusto che il diritto di diventare madre dipenda dalla presenza di un uomo accanto. Con le vostre firme possiamo cambiare questa legge”.

Firmala ora: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6800002

“Abbiamo titolato questo Congresso ‘Il coraggio delle libertà’.Credo che il significato sia soprattutto in quel plurale:...
14/10/2026

“Abbiamo titolato questo Congresso ‘Il coraggio delle libertà’.

Credo che il significato sia soprattutto in quel plurale: le libertà.

Perché nessuno di noi incontra nella propria vita un solo diritto.

Nella stessa esistenza possiamo voler diventare genitori, scegliere con chi fare famiglia, aver bisogno di una cura, incontrare una disabilità, aspettare una prestazione sanitaria, dover superare una barriera architettonica, chiedere che la scienza possa cercare una terapia e, un giorno, voler avere la libertà di decidere di morire.

Sono diritti diversi. Ma la persona è una.

Ed è quella persona che noi abbiamo scelto di mettere al centro del nostro lavoro.

Non abbiamo inventato la dignità, l’uguaglianza, l’autodeterminazione, il diritto alla salute o la libertà della scienza.

Sono già nella Costituzione.

Noi cerchiamo di fare una cosa concreta, e a volte molto più difficile: restituire quei diritti alla vita delle persone.

E forse è proprio questo il coraggio delle libertà: sapere che una battaglia può iniziare dalla vita di una sola persona, ma non finisce lì.

Diventa la libertà di qualcuno che non abbiamo ancora incontrato.

E che forse non saprà mai i nostri nomi.

Ma sarà più libero.

Per questo siamo qui”.

Con il toccante discorso di apertura di Filomena Gallo (Filomena Gallo) Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, vogliamo ringraziare le ottocento persone che hanno partecipato alle giornate del XXIII Congresso.

22 appuntamenti in 6 sedi che hanno coinvolto studenti universitari, docenti e ricercatori, scienziati, giuristi, professionisti, attivisti, cittadini e protagonisti delle battaglie per i diritti e le libertà civili, oltre ad alcuni ospiti d’eccezione come Roberto Saviano (Roberto Saviano), Marianna Aprile (Marianna Aprile) e Edoardo Camurri (Edoardo Camurri).

Grazie, a ognuno di voi, per essere al nostro fianco.

Il Nobel per la pace alla giudice Navy Pillay, con cui abbiamo collaborato ancora recentemente, rafforza la necessità di...
09/10/2026

Il Nobel per la pace alla giudice Navy Pillay, con cui abbiamo collaborato ancora recentemente, rafforza la necessità di difendere i diritti umani, il diritto internazionale e le giurisdizioni penali dagli attacchi di governi democratici e autoritari.

Un riconoscimento che è un punto di rilancio di tutte le attività per proteggere la Corte penale internazionale.

Per questi motivi, come Associazione Luca Coscioni rilanciamo l'appello affinché la presidente Von der Leyen attivi lo statuto di blocco per scusare persone e aziende europee dalle sanzioni di Trump.

Auspichiamo anche che l'Italia porti a termine l'adeguamento dei propri codici agli obblighi internazionali derivanti dallo statuto di Roma e preveda la possibilità di riconoscimento effettivo della giurisdizione universale.

A gennaio avevamo candidato ufficialmente la corte penale internazionale per il Nobel; il premio a Navy Pillay va in quella direzione.

Accedere a una terapia con psilocibina in Italia non è un percorso semplice. I medici formati sono ancora pochissimi, la...
06/10/2026

Accedere a una terapia con psilocibina in Italia non è un percorso semplice.

I medici formati sono ancora pochissimi, la burocrazia è reale, e i posti nelle sperimentazioni sono limitati.

Il percorso di uso compassionevole individuale con psichedelici, pur previsto dalla legge dal 2017, è nelle prime fasi di applicazione pratica in Italia per questo specifico ambito terapeutico.

Per questo, insieme a Studio Aegle abbiamo creato una guida dedicata a medici e pazienti con tutte le possibilità di accesso fornite dalla legge.

La trovate qui: https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/blog/accedere-alla-terapia-con-psilocibina-in-italia-il-vademecum

Sono oltre 13.000 le firme depositate questa mattina in Consiglio Regionale del Lazio a Roma, a favore di  Liberi Subito...
01/10/2026

Sono oltre 13.000 le firme depositate questa mattina in Consiglio Regionale del Lazio a Roma, a favore di Liberi Subito, la proposta di legge regionale sull’aiuto medico alla morte volontaria che è già stata approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna.

Nelle scorse settimane l’abbiamo depositata anche in Lombardia e Piemonte. A fine ottobre la presenteremo anche in Calabria.

“Una legge regionale serve a rendere il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria realmente accessibile, evitando disparità e ritardi”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

“L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Sibilla Barbieri, costretta nel 2023 ad andare in Svizzera nonostante avesse i requisiti per accedere alle procedure italiane. In quel caso l’azienda sanitaria non ha ritenuto neppure di verificare le sue condizioni. Chiediamo alle consigliere e consiglieri regionali del Lazio di approvare procedure che diano garanzie a chi soffre ma anche ai medici, per dare risposte in tempi celeri a chi chiede di essere aiutato a morire senza soffrire. Ci auguriamo che le decisioni vengano prese non ascoltando la disciplina imposta dai capi partito ma solo la sofferenza dei malati”.

È giunta l’ora della responsabilità.

Il Consiglio Regionale della Liguria ha rimandato nuovamente la discussione sulla nostra legge regionale “Liberi subito”...
29/09/2026

Il Consiglio Regionale della Liguria ha rimandato nuovamente la discussione sulla nostra legge regionale “Liberi subito” sul fine vita, come accade da tre anni a questa parte.

Il testo torna in Commissione. Dovrà essere fissata nuovamente una discussione in Consiglio entro il 26 novembre.

“Ci auguriamo che questo sia l’ultimo rinvio. Restiamo a disposizione per ulteriori confronti, così come abbiamo fatto in sede di audizione in tutte le fasi precedenti, ma auspichiamo che i lavori ripartano per consentire una decisione in tempi brevi”, hanno dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e Jennifer Tocci, membro di Giunta. .

“Servono regole chiare per una presa in carico tempestiva dei cittadini che fanno richiesta di aiuto medico alla morte volontaria, per non aggiungere alla loro sofferenza il supplizio di iter estenuanti che provocano solo inutili e ulteriori sofferenze e che lasciano nell’incertezza il personale sanitario.

Essendo stata confermata dalla Corte costituzionale la piena competenza delle Regione nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, ci auguriamo che non si cerchino più alibi e che quindi si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi. E’ il momento della responsabilità: chiediamo ai Consiglieri di decidere, in un modo o nell’altro, ma di assumersi la responsabilità di una scelta”.

Il 45% degli aborti nel mondo viene praticato con procedure che mettono a rischio la vita e la salute delle donne. Sono ...
28/09/2026

Il 45% degli aborti nel mondo viene praticato con procedure che mettono a rischio la vita e la salute delle donne.

Sono i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità che sottolinea come tra il 4,7% e il 13,2% delle morti correlate alla gravidanza è attribuibile ad aborti non sicuri (13.865-38.940 morti annui).

In Italia, la legge 194 ha permesso l’accesso a procedure sicure ma, a quasi 50 anni dalla sua approvazione, non è ancora applicata e i dati delle relazioni attuative sono sempre vecchi, aggregati per medie regionali e poco utili.

Dal 2020 l’aggiornamento delle linee di indirizzo ministeriali per l’aborto farmacologico prevede la possibilità di eseguire l’aborto farmacologico senza ricovero ospedaliero, anche in consultorio, prendendo il secondo farmaco a casa.

L’aborto farmacologico è sicuro, il ricovero non è necessario, non ne aumenta la sicurezza e anzi comporta un potenziale rischio di infezioni che dovrebbe essere evitato. Ma, dopo 6 anni dalle linee di indirizzo, pochissime Regioni garantiscono davvero questa possibilità.

Questo ostacola il diritto di scegliere e causa uno spreco di risorse sanitarie.

La nostra campagna Ab**to senza ricovero chiede di garantire alle donne il diritto di scelta e applicare il principio dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, che non deve essere subordinato agli orientamenti moralistici dei consigli e delle giunte regionali.

La garanzia dell’aborto farmacologico ambulatoriale permetterebbe anche di superare le difficoltà di accesso nelle aree con maggiori percentuali di obiezione di coscienza.

Le donne dovrebbero poter essere libere di:
accedere all’aborto farmacologico entro le prime 9 settimane di gestazione
effettuare la procedura in consultorio o in ambulatorio
assumere il secondo farmaco a casa

Firmala ora: https://sostienici.associazionelucacoscioni.it/aborto-senza-ricovero-anche-nella-nostra-regione/

Indirizzo

Via Di San Basilio 64
Rome
00187

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00

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