21/09/2026
IL PICCIONE VIAGGIATORE HA SPICCATO IL VOLO. NELLO SPORT SIAMO FERMI AL 1400 D.C.
Riportiamo di seguito una missiva spedita oggi 21 settembre al Presidente del Coni Bonfiglio, da una mamma di vittime di pedofilia in Fise.
Buona lettura 👇👇👇👇
Gentilissimo Presidente Bonfiglio,
Le scrivo anche sulla email perché la Sua segreteria mi ha detto che, siccome invio solitamente missive attraverso posta certificata ( è così che solitamente si comunica ufficialmente con gli enti pubblici ! ), Voi non rispondete.
Sono certa che oggi, con questa ennesima missiva per posta ordinaria, riceverò una risposta.
Avevo chiesto un appuntamento perché le violenze su minori in ambito Fise e l’inefficienza della giustizia sportiva sono fuori controllo. Non avendomi risposto, ho provveduto ad inviare una ennesima pec perché le segnalazioni delle violenze su minori e la violazione dei regolamenti della fise devono poter avere un riscontro certo. E con la Pec abbiamo copia dell’avvenuta consegna.
Premesso questo, allego anche qui la sentenza di condanna dell’ennesimo pedofilo che la Fise non ha radiato. Avrei preferito uno scambio face to face con Lei, ma visto che non è stato possibile -evidentemente dei suoi atleti interessa poco al Coni- sono stata costretta a inviare l’ennesima PEC.
Ho appena letto su Repubblica che lei ha risposto a Malagò “Un conto è essere amici, un altro è essere complici”
Bene, questo fa felice ogni tesserato. E non fare nulla contro l’inerzia della Fise, quando si tratta di violenze su minori, equivale a essere complici. E’ d’accordo con me ? Sono però certa che lei, a differenza di Malagò, non si lascerà influenzare perché i bambini, di fatto, rappresentano l’85% del totale dei tesserati , sono loro che mandano avanti il CONI e lo sport. Quindi una risposta Lei la deve, fosse solo perché è un pubblico ufficiale.
Ho combattuto 9 anni perché un pedofilo condannato e radiato, radiato solo grazie all’intervento dell’allora Procuratore Generale Enrico Cataldi ( le motivazioni delle dimissioni sono ben chiare a tutti, ahimé ) è stato ritrovato tesserato, ha continuato a lavorare indisturbato in ambito equestre al fianco di altri minori, come se nulla fosse successo, nonostante la pena che gli vieta in perpetuo di frequentare luoghi in presenza di minori. Ma la Fise se ne è infischiata, nonostante le mie mille segnalazioni. Anzi, sono stata querelata da Di Paola perché ho fatto troppo segnalazioni. La Fise ha deriso me e i miei figli, tant’è che uno dei due, Giacomo, non ce l’ha fatta. In sua memoria è nata una associazione di tutela dei tesserati in ambito Fise, la stessa che ieri ha inviato l’ennesima denuncia, sull’ennesimo pedofilo. La Fise ha bisogno di una grande pulizia e di rinnovo dei vertici. I casi di pedofilia ignorati sono troppi, così come quelli sui cavalli ( sportivi anche loro e oggi riconosciuti ). E c’è uno stretto legame fra le violenze sugli animali e quelle sulle persone, lo dice la scienza, non lo dico io.
Il Coni deve correre a ripari oppure dichiarare apertamente che non gli interessa del suo 85% di atleti. Siamo stanchi di parole ridicole sulla tutela quando poi, la federazione del Suo vice, è la prima in proporzione al numero di tesserati, per violenze e abusi. Non lo dico io, lo dice un rapporto Coni. E’ la seconda in assoluto dietro una federazione con milioni di tesserati.
Lo sport ha perso ogni credibilità agli occhi delle famiglie e degli sportivi. E il cambiamento non può avvenire con una riforma della giustizia coordinata da Di Paola. La credibilità la si può recuperare solo attraverso fatti concreti. I comunicati farlocchi non ci incantano più. La giustizia sportiva deve essere indipendente per davvero ma, finché i controllori siederanno allo stesso tavolo dei controllati, nessuna riforma sortirà l’effetto desiderato. Ho chiesto più volte il commissariamento della Fise per incapacità di gestione e per violazione dell’ordinamento sportivo. Malagò ha risposto “Di Paola è un mio amico. Non posso commissariarlo”.
Nell’appuntamento richiesto avrei voluto sapere il suo punto di vista mentre mi guardava negli occhi, mentre guardava negli occhi la mamma di due piccole vittime di un pedofilo istruttore Fise, la mamma che ha perso un figlio per l’inefficienza del Suo vice. Spero che questa volta possa darmi una risposta chiara, visto che la presente missiva non è una pec. Diversamente le Sue dichiarazioni al quotidiano Repubblica lasceranno un retrogusto un po’ amaro.
Le rinnovo l’invito a leggere la mia pec del 20 settembre u.s. con la quale ho inviato l’ennesima denuncia per una condanna penale definitiva di un istruttore-giudici Fise che la Fise ha non ha preso in considerazione, violando ancora una volta l’ordinamento sportivo. Se la faccia consegnare dalla Sua segreteria. Lo stipendio delle Sue segretarie viene pagato da noi cittadini con le imposte e le tasse, attraverso i finanziamenti che il Coni riceve dal governo. Quindi non è una gentilezza ma UN DOVERE.
Attendo un Suo riscontro per un appuntamento a stretto giro presso il Coni
Cordialmente.