01/06/2026
Ringraziamo infinitamente Horse Angels per aver condiviso l'orrenda vicenda che ha visto coinvolti Giacomo e Giovanni, ancora minori, nel totale silenzio e nell'indifferenza generale della Fise, al di là delle belle parole e delle vane promesse del mondo dello sport tutto ..... per ben 8 anni.
Poi, arriva Report.
Il caso Fornasier torna in tv: cosa ci dice sulla giustizia sportiva equestre
La puntata di Report del 31 maggio ha riportato all’attenzione nazionale una vicenda che il mondo equestre non può permettersi di ignorare.
Al centro c’è il caso dei fratelli Fornasier: due minori vittime di abusi sessuali da parte di un istruttore federale FISE, condannato in via definitiva nel 2018 a 4 anni e 6 mesi di reclusione con interdizione perpetua da scuole e associazioni. La strada verso la radiazione non fu immediata: il Tribunale Federale aveva inizialmente comminato solo una sospensione, e la radiazione definitiva arrivò solo dopo un intervento del CONI.
Lorella Tempia, madre delle vittime e presidente dell’Associazione Giacomo Fornasier APS — nata in memoria del figlio Giacomo, scomparso nel novembre 2023 — denuncia da anni che l’ex tesserato avrebbe continuato a frequentare l’ambiente equestre anche dopo i provvedimenti adottati. Nel 2023 risultava addirittura nuovamente tesserato.
La trasmissione ha anche sollevato una questione istituzionale: il presidente FISE Marco Di Paola ha fatto parte della commissione CONI incaricata di elaborare proposte di riforma della giustizia sportiva, mentre la sua gestione del caso era ancora contestata dalle famiglie. Il ministro Abodi ha contestato alcune ricostruzioni della trasmissione riguardo alla nomina, ma la partecipazione di Di Paola alla commissione non è in discussione.
Cosa c’entra tutto questo con i cavalli?
L’ambiente equestre è fatto di relazioni strette tra istruttori, famiglie, animali e strutture. È un mondo in cui la fiducia è tutto — verso le persone che guidano i giovani atleti, ma anche verso le federazioni chiamate a vigilare. Quando quella fiducia viene tradita e il sistema di controllo mostra falle, a pagarne le conseguenze non sono solo le vittime umane: è l’intero ecosistema sportivo, compresi gli animali al suo centro.
Una giustizia sportiva credibile e indipendente non è solo una questione di regole. È una condizione necessaria perché l’equitazione rimanga uno spazio sicuro — per i bambini e per i cavalli che con loro condividono il campo.