Partito Radicale

Partito Radicale Il PR lotta con il metodo della nonviolenza gandhiana per l’affermazione dello Stato di Diritto Nasce così Radio Radicale.

Il Partito Radicale è un’organizzazione non governativa che lotta in modo nonviolento per creare un corpus di leggi nazionali/internazionali sui diritti umani e per l'affermazione della democrazia e della libertà nel mondo. A dispetto del nome Partito da quasi trent'anni non partecipa alle elezioni, per creare sinergie tra tutte le forze politiche e raggiungere gli obiettivi delle proprie mozioni

congressuali. Nasce nel '55 dalla scissione del Partito Liberale per dare attuazione alla Costituzione e effettiva realizzazione dello Stato di diritto. Nei primi anni il Partito ha come riferimento culturale il settimanale Il Mondo di Mario Pannunzio e gli “Amici del Mondo”, un gruppo di intellettuali di tradizione socialista, liberale ed azionista, tra cui Ernesto Rossi, promotori di una politica anticlericale e antipartitocratica contrapposta alla Democrazia Cristiana al Partito Comunista. A seguito del caso Piccardi il Partito è preso in mano dalla minoranza del partito che ha come leader Marco Pannella. Il Partito fa campagne di denuncia sui finanziamenti occulti alla politica, l’antimilitarismo e i diritti civili. Per evitare la partitocrazia interna viene abbandonata l'organizzazione di stampo socialista-liberale in favore di un modello libertario antigerarchico per cui nei congressi sono rinnovati gli organi e definite le mozioni di indirizzo politico, con libertà di iscrizione e divieto di espulsione, anche se iscritti ad altri partiti. Negli anni 70 è impegnato nelle campagne referendarie su divorzio e ab**to, sull'antiproibizionismo, antimilitarismo e obiezione di coscienza, sulla riforma del diritto di famiglia, il voto ai diciottenni, il femminismo e le libertà sessuali. Il PR dà vita anche al movimento italiano per i diritti degli omosessuali. Ad un panorama antagonista carico di violenza che porta al terrorismo rosso e nero, il PR contrappone la nonviolenza gandhiana con i suoi mezzi atipici di azione, le disobbedienze civili, le autodenunce, i sit-in, le maratone oratorie e moderne forme di comunicazione politica. Nelle elezioni del '76 una pattuglia di radicali entra in Parlamento con nuovi metodi di lotta e l'uso dell’ostruzionismo e la promozione di iniziative legislative trasversali e la doppia tessera per l'impegno su battaglie condivise e non su schieramenti su base ideologica. Sul fronte istituzionale i radicali si battono per la riforma dell’ordinamento carcerario, la limitazione della carcerazione preventiva, la smilitarizzazione del Corpo degli agenti di custodia. I radicali usano il seguito popolare riscosso nelle piazze per fare ampio ricorso allo strumento referendario. Negli anni più duri del terrorismo i radicali denunciano il compromesso storico, l'unione al governo di democristiani e comunisti, socialisti e laici senza contestazioni, e aprono un dialogo gandhiano con i terroristi violenti. Verrà alla luce, grazie alle inchieste dei radicali, che aree del terrorismo politico sono collegate con la massoneria, i servizi segreti e altri apparati deviati dello Stato. L’ingresso dei radicali in Parlamento apre una nuova era nella comunicazione politica italiana quando rifiutano di usare il finanziamento pubblico e decidono di finanziare un'emittente radiofonica al servizio di tutti i cittadini e di tutte le parti politiche. La radio divulga (anche in forma un po’ piratesca) i dibattiti parlamentari e poi si apre alla registrazione della vita politica del PR ma anche di tutti gli altri partiti e organizzazioni, rendendo effettivo il “mantra” einaudiano del “conoscere per deliberare”. Fin dagli anni ‘60, l’impegno dei militanti radicali sul fronte internazionale si rivolge al deficit democratico dei paesi dell’Est. Si organizzano manifestazioni nonviolente che si concludono con arresti e detenzioni. Il PR e Marco Pannella si mobilitano sulla campagna “contro lo sterminio per fame e sottosviluppo nel mondo”, che anticipa in modo quasi profetico le ondate migratorie degli anni recenti. Gli anni ‘80 sono un periodo di transizione in cui alla lotta contro l’autoritarismo si associa un'analisi dell'Italia che vede nella Giustizia uno dei principali ostacoli alla attuazione della Costituzione. Il Partito dà attenzione all’esecuzione penale, allo svolgimento dei processi ad iniziare da quelli per terrorismo o mafia, e alla formazione delle leggi considerate criminogene. L'eco della battaglia politica e giudiziaria di Enzo Tortora, che si dimetterà da parlamentare PR, per farsi arrestare e processare, porta consensi ai radicali consensi e li candida come una forza politica principale tra i partiti italiani. Il comportamento elettorale dei radicali è sempre stato tutt’altro che lineare: non si presentano nei primi 20 anni di vita e poi, in molte occasioni, non presentano liste o si limitano a sostenere specifici candidati di altri partiti, mentre talvolta si presenta con apparentamenti e presenta il proprio simbolo ma poi per fare campagna per l’astensione. Il Partito vede crescere il proprio consenso elettorale ma nel # # Congresso del 1989, tenuto per la prima volta fuori dai confini nazionali a Budapest, si consuma uno strappo tra quanti vorrebbero sfruttare il Partito nel panorama politico nazionale, e chi, come Marco Pannella, preferisce sostenere le caratteristiche innovative del partito libertario come strumento di lotta politica non di parte, riservando gli interventi elettorali a specifici progetti locali o tematici senza usare il nome e il simbolo del Partito stesso. La mozione del’89 esplicita le caratteristiche che negli anni precedenti avevano connotato l’attività del Partito pannelliano: la nonviolenza gandhiana strumento di lotta politica, la transnazionalità della visione e la dimensione inclusiva del transpartitismo. Per rafforzare questo, invece della doppia tessera, il congresso decide che il Partito non si presenti più alle elezioni sottraendosi alla competizione con gli altri partiti per stimolarne piuttosto la cooperazione. La realizzazione del nuovo simbolo in cui viene raffigurato il volto stilizzato di Gandhi composto dalle scritta “Partito Radicale” in differenti grafismi e lingue inscritta in un ottagono è il punto di non ritorno nella trasformazione del Partito da strumento elettorale, intriso da connotazioni ideologiche di stampo liberale e socialista, in uno strumento di lotta politica completamente al servizio delle campagne adottate. La decisione provoca grande polemica’interna. Una parte dei radicali storici abbandonano per continuare in altri partiti. Molti si impegnano in nuove liste tematiche (ecologisti, antiproibizionisti, ecc. ). Il Partito si interessa alle condizioni dello Stato di diritto e delle democrazie nel Mondo. Il Partito potenzia l'attività nei paesi dell’Est. A metà degli anni ‘90 fonda e usa il Sistema Telematico Multilingue, un software di connessione su cui viene sviluppata Agorà Telematica, che è una delle prime BBS in Italia a permettere connessioni contemporanee dai molti paesi, ancora prima della diffusione di Internet, nei quali il Partito apre punti di presenza o sedi. Nel 1995 pur mantenendo il modello organizzativo libertario, il PR si trasforma in una ONG per la promozione dei diritti umani e per l'affermazione della democrazia e della libertà nel mondo. Ottiene il riconoscimento dello status consultivo di livello generale al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell’ONU. All'ONU porta avanti battaglie di alto profilo: la moratoria e poi l'abolizione della pena di morte, l’antiproibizionismo contro le mafie mondiali, la giustizia giusta, la libertà di ricerca scientifica e la battaglia per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili. Il Partito agevola l'accesso all'ONU ai popoli non rappresentati, come Tibetani, Uiguri e Montagnard, effettua un monitoraggio dei conflitti contro i paesi dispotici, come in Ucraina e dà voce alla dissidenza contro i regimi totalitari, come quello cubano o turco. Per queste sue attività e in particolare per la proposta di un piano di pace nel conflitto ceceno il Partito entra in rotta di collisione con la Russia tanto da rischiare l'espulsione, da si difenderà positivamente. Le iniziative del Partito nonviolento transnazionale faticano a trovare spazio sulla stampa italiana che si interessa ai conflitti interni. L'inadeguata rappresentazione viene verificata con la fondazione del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva che porterà numerose condanne e risarcimenti da parte della RAI. L’Italia rappresenta, secondo il PR, l’apogeo del regime partitocratico che diffonde nel mondo La Peste della Democrazia Reale, come viene denunciato nelle sedi internazionali e con la raccolta di un «Libro Giallo de La Peste Italiana». Dal 2000 la governance interna del Partito entra in crisi. Lo Statuto disegna un'evoluzione ambiziosa basata su associazioni tematiche e organi sovradimensionati. Nel # # Congresso è eletto un nuovo segretario, il maliano Demba Traoré, che abbandona il Partito senza dimettersi. Con un segretario assente il PR è all'impasse e non può condurre alcuna battaglia autonoma. Per ciò gli iscritti convocano un Congresso straordinario per superare l'inazione dovuta all'assenza del Segretario. Il XL Congresso tenuto nel carcere di Rebibbia adotta una mozione «pannelliana» che riassume le lotte di Pannella: la Giustizia Giusta, con l'Amnistia per la Repubblica, la promozione degli Stati Uniti d’Europa per il superamento dei nazionalismi che stanno spezzando il continente, ed infine l’introduzione nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del fondamentale Diritto alla Conoscenza come base necessaria della transizione dei paesi verso veri Stati di Diritto. La condizione per il proseguimento delle attività del Partito è superamento del debito e un consistente apporto di nuova militanza con l'iscrizione di 3000 iscritti nell’anno 2017 e nel 2018. In mancanza di queste condizioni il Congresso ha stabilito che la Presidenza, senza altre formalità, chiuda il Partito

"Quanto al programma di Vannacci, chiunque può dire quello che vuole fino a quando quel pensiero non viola principi fond...
31/08/2026

"Quanto al programma di Vannacci, chiunque può dire quello che vuole fino a quando quel pensiero non viola principi fondamentali. La libertà di pensiero è il fondamento di una società laica e democratica. Quindi dobbiamo difenderci dagli intolleranti perché mettono in pericolo la libertà di pensiero, la democrazia".

Così Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, durante un passaggio dell'intervista settimanale curata da Michele Lembo. Riascolta la conversazione integrale con Maurizio Turco on demand sul sito di Radio Radicale.

Il Partito Radicale ha diffidato il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele ...
27/08/2026

Il Partito Radicale ha diffidato il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele a intervenire entro 30 giorni sulle condizioni di sovraffollamento degli istituti penitenziari. In caso di silenzio o inerzia l’iniziativa prevede il ricorso al giudice amministrativo.

La diffida è stata redatta dall’avvocato Fabio Federico. Nel comunicato firmato dal segretario del Partito Radicale Maurizio Turco e dalla tesoriera Irene Testa si legge: «Il detenuto ha violato la legge e per questo sconta una pena. Ma proprio per questo lo Stato che lo custodisce non può, a sua volta, mettersi fuori legge».

Nel collegamento con Antonello De Fortuna, Irene Testa spiega che l’obiettivo è ottenere dal DAP provvedimenti concreti e una risposta formale. Il DAP, sottolinea Testa, può intervenire sulla distribuzione della popolazione detenuta e disporre trasferimenti. Se non lo farà «saremo costretti a chiedere a un giudice di ordinarglielo».

Puoi riascoltare l'intervista integrale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/797450/

Lo Stato obbedisca alla legge.Abbiamo   il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.Sembra una faccenda ...
27/08/2026

Lo Stato obbedisca alla legge.
Abbiamo il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
Sembra una faccenda da avvocati. È invece è una faccenda di democrazia.
Gli abbiamo chiesto una cosa quasi sovversiva, nell’Italia di oggi: rispettare la legge.

Maurizio Turco e Irene Testa

"L'articolo di Francesco Merlo su Repubblica è una pagina di disinformazione e dà una lettura falsa del Partito Radicale...
24/08/2026

"L'articolo di Francesco Merlo su Repubblica è una pagina di disinformazione e dà una lettura falsa del Partito Radicale. Nessuno è mai stato cacciato, allontanato, espulso, semmai qualcuno ha scelto, legittimamente, di non iscriversi o di dimettersi per fare altro. Peraltro c'è anche una sentenza civile che smentisce il racconto di Francesco Merlo".

Così Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, in un passaggio della consueta intervista settimanale curata da Michele Lembo. Puoi riascoltare la versione integrale della conversazione settimanale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/797112/

Oggi, chi vuole bene al proprio Paese, non dovrebbe chiedere i soldi per rafforzare l'esercito nazionale ma quello europ...
17/08/2026

Oggi, chi vuole bene al proprio Paese, non dovrebbe chiedere i soldi per rafforzare l'esercito nazionale ma quello europeo: si risparmia denaro e l'esercito è più efficace. Eppure, i governi nazionali continuano a difendere le proprie competenze militari. Nessun paese vuole rinunciare a quel poco di sovranità che garantirebbe più sicurezza a tutti. Questa è la follia del potere".

Così Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, in un passaggio della consueta conversazione curata da Michele Lembo. Puoi riascoltare l'intervista integrale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/796764/

Carceri, il Partito Radicale deposita diffida al DAP: Basta inerzia su condizioni disumaneIl Partito Radicale depositerà...
15/08/2026

Carceri, il Partito Radicale deposita diffida al DAP: Basta inerzia su condizioni disumane

Il Partito Radicale depositerà una formale diffida nei confronti del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché intervenga sulle condizioni del sistema carcerario, a partire dal grave sovraffollamento e dalla tutela della salute e della dignità delle persone detenute per il ripristino urgente della legalità Costituzionale

Con l’atto si chiede al DAP di adottare entro 30 giorni provvedimenti concreti e di fornire una risposta formale sulle misure intraprese. In caso di ulteriore inerzia, il Partito Radicale ricorrerà al TAR contro il silenzio-inadempimento, chiedendo al giudice amministrativo di accertare l’obbligo del DAP di provvedere.

Di fronte a condizioni di detenzione incompatibili con la legalità e con i diritti fondamentali, il silenzio dell’Amministrazione non può essere una risposta.

"Il Partito Radicale depositerà una formale diffida nei confronti del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Peniten...
14/08/2026

"Il Partito Radicale depositerà una formale diffida nei confronti del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché intervenga sulle condizioni del sistema carcerario, a partire dal grave sovraffollamento e dalla tutela della salute e della dignità delle persone detenute per il ripristino urgente della legalità Costituzionale

Con l’atto si chiede al DAP di adottare entro 30 giorni provvedimenti concreti e di fornire una risposta formale sulle misure intraprese. In caso di ulteriore inerzia, il Partito Radicale ricorrerà al TAR contro il silenzio-inadempimento, chiedendo al giudice amministrativo di accertare l’obbligo del DAP di provvedere.

Di fronte a condizioni di detenzione incompatibili con la legalità e con i diritti fondamentali, il silenzio dell’Amministrazione non può essere una risposta".

Sul tema Michele Lembo ha intervistato Irene Testa, tesoriera del Radicale che ha sottolineato: "Di fronte a violazioni della legalità costituzionale e a condizioni di detenzione inumane e degradanti non possiamo più accettare silenzio e indifferenza".

Riascolta l'intervista integrale a Irene Testa on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/796750/

"Il Partito Radicale non dedica solo il mese di agosto alle visite in carcere ma è un'attività che fa tutto l'anno. Nei ...
13/08/2026

"Il Partito Radicale non dedica solo il mese di agosto alle visite in carcere ma è un'attività che fa tutto l'anno. Nei mesi estivi tutto si amplifica e le condizioni di chi è detenuto e di chi lavora nelle carceri italiane sono umilianti e degradanti. Abbiamo visto persone dormire per terra o gettare acqua per rinfrescare. Abbiamo visto il disagio psichiatrico, esasperato dal clima torrido e purtroppo sono molti a togliersi la vita per porre fine a una vita di sofferenza che va molto oltre la pena inflitta dal giudice".

Così Irene Testa, tesoriera del Partito Radicale, intervista da Gabriele Rossi sull'iniziativa "Estate in carcere" promossa dal Partito Radicale.
Puoi riascoltare l'intervista integrale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/796689/

"E' mancata la manutenzione della democrazia e ora in Germania l'estrema destra è al 30%. L'Unione Europea da parte sua ...
13/08/2026

"E' mancata la manutenzione della democrazia e ora in Germania l'estrema destra è al 30%. L'Unione Europea da parte sua non ha niente da dire e anzi sembra felice che la Germania investa nella difesa centinaia di miliardi. Riarmare i singoli Stati non è la soluzione. Sul fronte della difesa la priorità è quella di creare l'esercito europeo".

Così Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, in un passaggio della consueta conversazione domenicale con Michele Lembo.

Riascolta la puntata integrale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/796464/

Via libera della Camera alla Giornata dedicata  a Enzo Tortora e alle vittime degli errori giudiziari.Per commentare que...
04/08/2026

Via libera della Camera alla Giornata dedicata a Enzo Tortora e alle vittime degli errori giudiziari.

Per commentare questa notizia Enrico Salvatori ha intervistato Irene Testa tesoriera del Partito Radicale:

“Ora il Senato completi questo atto di civiltà e approvi anche la proposta Zuncheddu”.

Ascolta l’intervista integrale a Irene Testa on demand sul sito di Radio Radicale:

👉 https://www.radioradicale.it/scheda/796259/

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