Partito Radicale

Partito Radicale Il PR lotta con il metodo della nonviolenza gandhiana per l’affermazione dello Stato di Diritto Nasce così Radio Radicale.

Il Partito Radicale è un’organizzazione non governativa che lotta in modo nonviolento per creare un corpus di leggi nazionali/internazionali sui diritti umani e per l'affermazione della democrazia e della libertà nel mondo. A dispetto del nome Partito da quasi trent'anni non partecipa alle elezioni, per creare sinergie tra tutte le forze politiche e raggiungere gli obiettivi delle proprie mozioni

congressuali. Nasce nel '55 dalla scissione del Partito Liberale per dare attuazione alla Costituzione e effettiva realizzazione dello Stato di diritto. Nei primi anni il Partito ha come riferimento culturale il settimanale Il Mondo di Mario Pannunzio e gli “Amici del Mondo”, un gruppo di intellettuali di tradizione socialista, liberale ed azionista, tra cui Ernesto Rossi, promotori di una politica anticlericale e antipartitocratica contrapposta alla Democrazia Cristiana al Partito Comunista. A seguito del caso Piccardi il Partito è preso in mano dalla minoranza del partito che ha come leader Marco Pannella. Il Partito fa campagne di denuncia sui finanziamenti occulti alla politica, l’antimilitarismo e i diritti civili. Per evitare la partitocrazia interna viene abbandonata l'organizzazione di stampo socialista-liberale in favore di un modello libertario antigerarchico per cui nei congressi sono rinnovati gli organi e definite le mozioni di indirizzo politico, con libertà di iscrizione e divieto di espulsione, anche se iscritti ad altri partiti. Negli anni 70 è impegnato nelle campagne referendarie su divorzio e ab**to, sull'antiproibizionismo, antimilitarismo e obiezione di coscienza, sulla riforma del diritto di famiglia, il voto ai diciottenni, il femminismo e le libertà sessuali. Il PR dà vita anche al movimento italiano per i diritti degli omosessuali. Ad un panorama antagonista carico di violenza che porta al terrorismo rosso e nero, il PR contrappone la nonviolenza gandhiana con i suoi mezzi atipici di azione, le disobbedienze civili, le autodenunce, i sit-in, le maratone oratorie e moderne forme di comunicazione politica. Nelle elezioni del '76 una pattuglia di radicali entra in Parlamento con nuovi metodi di lotta e l'uso dell’ostruzionismo e la promozione di iniziative legislative trasversali e la doppia tessera per l'impegno su battaglie condivise e non su schieramenti su base ideologica. Sul fronte istituzionale i radicali si battono per la riforma dell’ordinamento carcerario, la limitazione della carcerazione preventiva, la smilitarizzazione del Corpo degli agenti di custodia. I radicali usano il seguito popolare riscosso nelle piazze per fare ampio ricorso allo strumento referendario. Negli anni più duri del terrorismo i radicali denunciano il compromesso storico, l'unione al governo di democristiani e comunisti, socialisti e laici senza contestazioni, e aprono un dialogo gandhiano con i terroristi violenti. Verrà alla luce, grazie alle inchieste dei radicali, che aree del terrorismo politico sono collegate con la massoneria, i servizi segreti e altri apparati deviati dello Stato. L’ingresso dei radicali in Parlamento apre una nuova era nella comunicazione politica italiana quando rifiutano di usare il finanziamento pubblico e decidono di finanziare un'emittente radiofonica al servizio di tutti i cittadini e di tutte le parti politiche. La radio divulga (anche in forma un po’ piratesca) i dibattiti parlamentari e poi si apre alla registrazione della vita politica del PR ma anche di tutti gli altri partiti e organizzazioni, rendendo effettivo il “mantra” einaudiano del “conoscere per deliberare”. Fin dagli anni ‘60, l’impegno dei militanti radicali sul fronte internazionale si rivolge al deficit democratico dei paesi dell’Est. Si organizzano manifestazioni nonviolente che si concludono con arresti e detenzioni. Il PR e Marco Pannella si mobilitano sulla campagna “contro lo sterminio per fame e sottosviluppo nel mondo”, che anticipa in modo quasi profetico le ondate migratorie degli anni recenti. Gli anni ‘80 sono un periodo di transizione in cui alla lotta contro l’autoritarismo si associa un'analisi dell'Italia che vede nella Giustizia uno dei principali ostacoli alla attuazione della Costituzione. Il Partito dà attenzione all’esecuzione penale, allo svolgimento dei processi ad iniziare da quelli per terrorismo o mafia, e alla formazione delle leggi considerate criminogene. L'eco della battaglia politica e giudiziaria di Enzo Tortora, che si dimetterà da parlamentare PR, per farsi arrestare e processare, porta consensi ai radicali consensi e li candida come una forza politica principale tra i partiti italiani. Il comportamento elettorale dei radicali è sempre stato tutt’altro che lineare: non si presentano nei primi 20 anni di vita e poi, in molte occasioni, non presentano liste o si limitano a sostenere specifici candidati di altri partiti, mentre talvolta si presenta con apparentamenti e presenta il proprio simbolo ma poi per fare campagna per l’astensione. Il Partito vede crescere il proprio consenso elettorale ma nel # # Congresso del 1989, tenuto per la prima volta fuori dai confini nazionali a Budapest, si consuma uno strappo tra quanti vorrebbero sfruttare il Partito nel panorama politico nazionale, e chi, come Marco Pannella, preferisce sostenere le caratteristiche innovative del partito libertario come strumento di lotta politica non di parte, riservando gli interventi elettorali a specifici progetti locali o tematici senza usare il nome e il simbolo del Partito stesso. La mozione del’89 esplicita le caratteristiche che negli anni precedenti avevano connotato l’attività del Partito pannelliano: la nonviolenza gandhiana strumento di lotta politica, la transnazionalità della visione e la dimensione inclusiva del transpartitismo. Per rafforzare questo, invece della doppia tessera, il congresso decide che il Partito non si presenti più alle elezioni sottraendosi alla competizione con gli altri partiti per stimolarne piuttosto la cooperazione. La realizzazione del nuovo simbolo in cui viene raffigurato il volto stilizzato di Gandhi composto dalle scritta “Partito Radicale” in differenti grafismi e lingue inscritta in un ottagono è il punto di non ritorno nella trasformazione del Partito da strumento elettorale, intriso da connotazioni ideologiche di stampo liberale e socialista, in uno strumento di lotta politica completamente al servizio delle campagne adottate. La decisione provoca grande polemica’interna. Una parte dei radicali storici abbandonano per continuare in altri partiti. Molti si impegnano in nuove liste tematiche (ecologisti, antiproibizionisti, ecc. ). Il Partito si interessa alle condizioni dello Stato di diritto e delle democrazie nel Mondo. Il Partito potenzia l'attività nei paesi dell’Est. A metà degli anni ‘90 fonda e usa il Sistema Telematico Multilingue, un software di connessione su cui viene sviluppata Agorà Telematica, che è una delle prime BBS in Italia a permettere connessioni contemporanee dai molti paesi, ancora prima della diffusione di Internet, nei quali il Partito apre punti di presenza o sedi. Nel 1995 pur mantenendo il modello organizzativo libertario, il PR si trasforma in una ONG per la promozione dei diritti umani e per l'affermazione della democrazia e della libertà nel mondo. Ottiene il riconoscimento dello status consultivo di livello generale al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) dell’ONU. All'ONU porta avanti battaglie di alto profilo: la moratoria e poi l'abolizione della pena di morte, l’antiproibizionismo contro le mafie mondiali, la giustizia giusta, la libertà di ricerca scientifica e la battaglia per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili. Il Partito agevola l'accesso all'ONU ai popoli non rappresentati, come Tibetani, Uiguri e Montagnard, effettua un monitoraggio dei conflitti contro i paesi dispotici, come in Ucraina e dà voce alla dissidenza contro i regimi totalitari, come quello cubano o turco. Per queste sue attività e in particolare per la proposta di un piano di pace nel conflitto ceceno il Partito entra in rotta di collisione con la Russia tanto da rischiare l'espulsione, da si difenderà positivamente. Le iniziative del Partito nonviolento transnazionale faticano a trovare spazio sulla stampa italiana che si interessa ai conflitti interni. L'inadeguata rappresentazione viene verificata con la fondazione del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva che porterà numerose condanne e risarcimenti da parte della RAI. L’Italia rappresenta, secondo il PR, l’apogeo del regime partitocratico che diffonde nel mondo La Peste della Democrazia Reale, come viene denunciato nelle sedi internazionali e con la raccolta di un «Libro Giallo de La Peste Italiana». Dal 2000 la governance interna del Partito entra in crisi. Lo Statuto disegna un'evoluzione ambiziosa basata su associazioni tematiche e organi sovradimensionati. Nel # # Congresso è eletto un nuovo segretario, il maliano Demba Traoré, che abbandona il Partito senza dimettersi. Con un segretario assente il PR è all'impasse e non può condurre alcuna battaglia autonoma. Per ciò gli iscritti convocano un Congresso straordinario per superare l'inazione dovuta all'assenza del Segretario. Il XL Congresso tenuto nel carcere di Rebibbia adotta una mozione «pannelliana» che riassume le lotte di Pannella: la Giustizia Giusta, con l'Amnistia per la Repubblica, la promozione degli Stati Uniti d’Europa per il superamento dei nazionalismi che stanno spezzando il continente, ed infine l’introduzione nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del fondamentale Diritto alla Conoscenza come base necessaria della transizione dei paesi verso veri Stati di Diritto. La condizione per il proseguimento delle attività del Partito è superamento del debito e un consistente apporto di nuova militanza con l'iscrizione di 3000 iscritti nell’anno 2017 e nel 2018. In mancanza di queste condizioni il Congresso ha stabilito che la Presidenza, senza altre formalità, chiuda il Partito

PARTITO RADICALE – GIUSTIZIA: L'ARCHIVIAZIONE DI FIRENZE CONFERMA L'URGENZA DELLE RIFORME. LE PROPOSTE RICHIAMATE DA MAR...
04/06/2026

PARTITO RADICALE – GIUSTIZIA: L'ARCHIVIAZIONE DI FIRENZE CONFERMA L'URGENZA DELLE RIFORME. LE PROPOSTE RICHIAMATE DA MARINA BERLUSCONI DEVONO TORNARE AL CENTRO DEL DIBATTITO PUBBLICO

Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa segretario e tesoriere del Partito Radicale

L'archiviazione dell'inchiesta di Firenze rappresenta l'ennesima dimostrazione di una crisi profonda della giustizia italiana che il Partito Radicale denuncia da decenni.

Non si tratta di una vicenda che riguarda una singola persona o una singola famiglia, ma di un problema strutturale che coinvolge migliaia di cittadini ogni anno, travolti da indagini, processi e campagne mediatiche che troppo spesso si concludono senza alcun accertamento di responsabilità.

Per questo riteniamo che le parole di Marina Berlusconi meritino attenzione e confronto, non liquidazione ideologica. Quando richiama la necessità di affrontare il tema della responsabilità civile dei magistrati, del garantismo e della tutela effettiva dei diritti dei cittadini, pone questioni che coincidono con storiche battaglie del Partito Radicali e con le richieste avanzate da milioni di elettori attraverso i referendum sulla giustizia.

Il vero scandalo non è discutere di riforme. Il vero scandalo è che, dopo decenni di errori giudiziari, detenzioni ingiuste, processi infiniti e carriere spesso impermeabili a qualsiasi forma di responsabilità, una parte della politica continui a considerare questi temi secondari.

L'Italia è uno dei Paesi europei più volte condannati per la durata irragionevole dei processi. Ogni anno lo Stato risarcisce cittadini vittime di errori giudiziari e ingiuste detenzioni. Eppure nessuno sembra disposto ad affrontare fino in fondo il nodo dell'equilibrio tra potere e responsabilità.

Le parole di Marina Berlusconi riaprono una discussione che troppi vorrebbero chiudere. Il Partito Radicale chiede invece che il Parlamento e il Governo abbiano il coraggio di affrontarla fino in fondo, anche per questo ci sarà presto una mobilitazione straordinaria del Partito Radicale proprio sulla responsabilità civile dei magistrati.
La giustizia non è una questione di schieramento. È una questione di libertà. E sulle libertà non si arretra.

04/06/2026

Le intercettazioni telefoniche e ambientali entrano sempre più spesso nei processi come elementi decisivi ma un audio di scarsa qualità, una trascrizione imprecisa o una frase isolata dal resto del dialogo possono cambiare il senso di una conversazione. Il rischio è che una parola ascoltata male possa diventare un’accusa, soprattutto quando si tratta di dialetti o di conversazioni difficili da interpretare. Per questo servono competenze tecniche, strumenti adeguati e trascrittori preparati.

Nella rubrica “Lo stato del diritto”, Irene Testa, tesoriera del Partito Radicale, intervista Walter Marcialis, analista fonico forense.

Spiega Marcialis: “Bisogna stare molto molto molto attenti nel caso delle intercettazioni, perché ne va della libertà delle persone. [...] L’errore è dietro l’angolo. È come andare a estrarre da un dialogo anche di 5, 6 minuti la parola 'droga'. Questo vuol dire che si sta parlando di droga o che si fa uso di droga? No, magari si sta semplicemente parlando di un documentario sulla droga e niente più”.

Per Marcialis servono competenze tecniche, strumenti adeguati e formazione. “Ci vuole alta specializzazione per fare questo lavoro, perché ne va della libertà e della vita delle persone. Le intercettazioni ormai sono il fulcro dell’indagine. Prima venivano utilizzate per avere dei riscontri, adesso invece vengono utilizzate per formare la prova”.

Puoi riascoltare la puntata integrale on demand sul sito di Radio Radicale:
👉 https://www.radioradicale.it/scheda/791115/

02/06/2026

"Per la festa della Repubblica cambierei il volto dell'Italia turrita con quello di Gaetano Azzariti. Quale migliore esempio di questa Repubblica? Prima presidente del tribunale fascista della razza, poi Capo di Gabinetto del comunista Togliatti Ministro della Giustizia, infine Presidente della Corte Costituzionale dello Stato democratico. Lo Stato italiano è un esempio unico al mondo: è passato dal fascismo a una forma simile a quella di uno stato democratico senza perdere il vizio del passato".

Così Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale, durante un passaggio della consueta conversazione settimanale curata da Michele Lembo. Riascolta l'intervista integrale on demand sul sito di Radio Radicale.

28/05/2026

Pietro Vignali, ex sindaco di Parma, ha ottenuto 7.800 euro dopo una vicenda giudiziaria durata sedici anni. Il risarcimento riguarda la durata irragionevole di un procedimento nato da un’inchiesta sulle presunte assunzioni irregolari di 18 dirigenti comunali.

Secondo Vignali, quell’inchiesta rimase per dieci anni nella fase delle indagini preliminari e fu poi riconosciuta come fondata su errori investigativi. Il risarcimento arriva dopo anni di danni sul piano personale, politico, amministrativo e reputazionali.

Nella rubrica “Lo stato del diritto”, Irene Testa, tesoriera del Partito Radicale, ospita Pietro Vignali. L’ex sindaco definisce il risarcimento una vittoria amara: “Ho colto questa notizia con soddisfazione da un lato ma anche con rammarico dall’altro. Soddisfazione perché la Corte d’appello ha riconosciuto il danno che quest’inchiesta tanto infamante quanto inconsistente ha provocato”. Il rammarico, spiega, nasce dal fatto che nessuna cifra potrà ripagare anni di danni politici, amministrativi, personali e reputazionali.

Vignali aggiunge: “Non si può vivere in un sistema giudiziario che ti tiene paralizzato per un tempo così enorme. Nella vita reale, oggi, in cui si contano i minuti, sedici anni per avere un risarcimento e dieci anni per avere giustizia sono tempi allucinanti”.

Riascolta la puntata integrale on demand sul sito di Radio Radicale.

Responsabilità civile dei magistrati. Partito Radicale. Maggioranza sia compatta. Principio fondamentale per lo StatoDic...
25/05/2026

Responsabilità civile dei magistrati. Partito Radicale. Maggioranza sia compatta. Principio fondamentale per lo Stato

Dichiarazione di Maurizio Turco e Irene Testa

Il Partito Radicale accoglie con favore il ritorno nel dibattito politico del tema della responsabilità civile dei magistrati, storica battaglia del Partito Radicale sostenuta per decenni nelle istituzioni, nelle campagne referendarie e nel confronto pubblico spesso in totale solitudine.

Per noi si tratta di un principio fondamentale dello Stato di diritto: nessun potere può essere sottratto alla responsabilità dei propri atti. L’indipendenza della magistratura è un valore essenziale della democrazia, ma non può trasformarsi in irresponsabilità.

I cittadini hanno diritto a una giustizia giusta, trasparente ed equilibrata, nella quale gli errori dello Stato trovino riconoscimento e tutela. È questo il senso profondo delle iniziative radicali sulla giustizia, confermate negli anni anche dal voto popolare.

Auspichiamo che l'iniziativa di Enrico Costa e di Forza Italia possa essere accolta da tutta la maggioranza e si traduca finalmente in una riforma seria, garantista e liberale, capace di rafforzare insieme la credibilità della magistratura e la fiducia dei cittadini nella giustizia.

Il Partito Radicale continuerà a battersi perché lo Stato di diritto non sia uno slogan, ma una concreta garanzia di libertà e responsabilità per tutti.

25/05/2026

"Dobbiamo contrastare le dittature e, con altrettanta forza, dobbiamo contrastare le nostre democrazie quando vengono meno al patto di libertà che hanno sottoscritto con i cittadini. Quanto accaduto in Israele è un fatto molto grave e ha fatto bene il ministro Tajani a richiamare l'ambasciatore".

Così il segretario del Radicale, Maurizio Turco, in un passeggio della consueta conversazione domenicale questa settimana curata da Michele Lembo.

Riascolta l'intervista integrale on demand sul sito di Radio Radicale.

𝑼𝒏𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒂 𝒂 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒎𝒂𝒓𝒄𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀  🌹𝑷𝒂𝒏n𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒂𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒂𝒍 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒂𝒕𝒐. 𝑨𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒃𝒂𝒕𝒕𝒂𝒈𝒍𝒊𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒃𝒃𝒊...
23/05/2026

𝑼𝒏𝒂 𝒗𝒐𝒄𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊𝒏𝒖𝒂 𝒂 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒎𝒂𝒓𝒄𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕𝒂̀ 🌹

𝑷𝒂𝒏n𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒂𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒂𝒍 𝒑𝒂𝒔𝒔𝒂𝒕𝒐. 𝑨𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒃𝒂𝒕𝒕𝒂𝒈𝒍𝒊𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒅𝒂𝒗𝒂𝒏𝒕𝒊.

Il 19 maggio 2016 moriva Marco Pannella. Dieci anni dopo, la sua voce continua a risuonare nelle lotte per la giustizia, nei diritti civili, nelle carceri dimenticate, nell’Europa federale, nella nonviolenza, nella libertà individuale.

In questi giorni, giornalisti, scrittori, dirigenti politici, giovani, militanti e avversari storici hanno raccontato una verità semplice: Marco manca.

Manca alla politica italiana. Manca alla democrazia. Manca a chi crede che la politica possa ancora e debba cambiare il mondo.

Eppure, proprio per questo, il Partito Radicale continua a
esistere. Non per nostalgia. Ma perché esistono ancora le ragioni per cui Marco lo costruì.

Dieci anni dopo, molte delle battaglie radicali restano aperte: le carceri continuano a essere luoghi di illegalità, la giustizia continua a produrre errori e abusi, la nonviolenza resta marginale, l’Europa politica è incompiuta, l’informazione è sempre più fragile.

E soprattutto manca spesso una politica capace di parlare di libertà, di scelte esistenziali, di diritti e di legalità senza spettacolarizzazioni e giustizialismo.

Per questo iscriversi oggi al Partito Radicale è una scelta politica. Non una nostalgia. Una responsabilità.

Il Partito Radicale non vive di finanziamenti pubblici, apparati o clientele. Vive grazie alle iscrizioni e all’autofinanziamento.

Ogni iscrizione significa sostegno concreto alle lotte del Partito Radicale, impegno per la giustizia e i diritti umani, lotta nonviolenta per lo Stato di diritto, costruzione di un’alternativa liberale, laica ed europea.

Maurizio e Irene

Come fare per iscriversi o per contribuire alle battaglie del PartitoRadicale: 📍Vai su partitoradicale.it

Dal sito https://www.partitoradicale.it/iscrizioneonline/

con Bollettino Postale
intestato al Partito Radicale c/c n. 44855005

con Vaglia o Assegno
intestato a: Partito Radicale – Via di Torre Argentina, 76 00186 Roma

con Bonifico Postale
intestato a “Partito Radicale” IBAN: IT33N0760103200000044855005 BIC (per bonifici dall’estero): BPPIITRR###

con Bonifico Bancario
intestato a “Partito Radicale”
IBAN: IT56E0832703221000000002381
BIC (per bonifici dall’estero): ROMAITRR

22/05/2026

L'ultima puntata della rubrica "Lo stato del diritto" a cura di Irene Testa, tesoriera del Partito Radicale, ospita Simona Vicari, già sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per ricostruire una vicenda giudiziaria iniziata nel maggio 2017 e conclusa con l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

Vicari fu accusata di aver favorito un imprenditore privato del settore marittimo. Dopo la notifica dell’avviso di garanzia lasciò il Governo guidato da Paolo Gentiloni. Nel confronto con Irene Testa Simona Vicari racconta il peso personale di un processo durato nove anni: non solo la carriera politica interrotta ma anche le conseguenze familiari, professionali e psicologiche: «Nove anni di processo hanno cambiato tutta la mia vita, hanno bloccato la mia carriera politica, hanno creato tanto disagio alla mia famiglia e al mio lavoro».

La gogna mediatica è l’altro nodo del racconto. Vicari descrive la difficoltà di vivere per anni sotto il peso di un’accusa pubblica, prima ancora della sentenza. Spiega di essersi allontanata dalla politica attiva.

Puoi ascoltare la puntata integrale della rubrica "La nuda verità" e l'intervista integrale a Simona Vicari on demand sul sito di Radio Radicale.

Nel   della scomparsa di Marco Pannella, il Partito Radicale chiama a raccolta compagni e compagne, iscritti, militanti,...
19/05/2026

Nel della scomparsa di Marco Pannella, il Partito Radicale chiama a raccolta compagni e compagne, iscritti, militanti, ascoltatori di Radio Radicale, cittadini.

Come negli anni Settanta, quando tutto sembrava impossibile e invece diventava lotta politica, diritto, speranza. Come negli anni dei referendum, delle battaglie per il divorzio, per l’obiezione di coscienza, per i diritti civili e umani, quando il Partito Radicale era voce di chi non aveva voce.

Oggi, nel nome di Marco Pannella, quella storia non si commemora: si continua.
Per questo chiediamo a tutti di alla vita del Partito Radicale, bene prezioso, strumento di libertà, di diritto, di nonviolenza.

Potete farlo sul sito partitoradicale.it⁠
oppure chiamando il numero 349 838 7390.

Perché il Partito Radicale vive soltanto se vive chi continua a sostenerlo, attraversarlo, praticarlo.

Maurizio Turco e Irene Testa

Decennale di Marco Pannella, ora in corso in via di Torre Argentina 76.Potete seguire la diretta su   oppure fare un sal...
19/05/2026

Decennale di Marco Pannella, ora in corso in via di Torre Argentina 76.
Potete seguire la diretta su oppure fare un salto nella sede della Fondazione Marco Pannella.
Stamattina è stata esposta la targa nel palazzo che ospita la sede del Partito Radicale, alla presenza della consigliera comunale e capogruppo di Forza Italia Rachele Mussolini e della presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo.

Indirizzo

Via Di Torre Argentina 76
Rome
00186

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00
Domenica 10:00 - 18:00

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