Legambiente Lazio

Legambiente Lazio Legambiente Lazio porta avanti da oltre 30 anni l'ambientalismo scientifico, la tutela dei cittadini e del patrimonio e l'educazione alla legalità.

Gli ambiti di intervento:

- denuncia degli illeciti ambientali (con particolare attenzione all'aggressione al territorio, lotta all'abusivismo edilizio e alle discariche selvagge)
- sostenibilità delle aree urbane
- tutela e valorizzazione degli spazi verdi urbani e delle aree protette
- promozione del turismo naturalistico
- lotta alle Ecomafie
- iniziative per la difesa del consumatore
- attività su trasporti, energia, agricoltura sostenibile, inquinamento elettromagnetico

Con commozione e tristezza abbiamo appreso della perdita di ALESSANDRO FILIPPI, grandissimo professionista, persona cara...
24/08/2026

Con commozione e tristezza abbiamo appreso della perdita di ALESSANDRO FILIPPI, grandissimo professionista, persona cara e uomo buono, con il quale ci siamo incontrati tante volte, nei nostri Ecoforum o in piccole e grandi iniziative di volontariato, ascoltando sempre da lui analisi serie e profonda rettitudine morale.

Rispetto a passate stagioni complicate, con tonnellate di rifiuti in strada per mesi interi, se viviamo chiari miglioramenti nella raccolta differenziata e nello sviluppo degli impianti per l'economia circolare della Capitale, lo dobbiamo anche alla saggia guida con la quale ha diretto in questi anni AMA.

Ci uniamo al dolore della sua famiglia e di tutti i suoi cari.

Esplosione alla fabbrica di munizioni a Colleferro, Legambiente “Nel territorio della Valle del Sacco c’è bisogno di eco...
13/08/2026

Esplosione alla fabbrica di munizioni a Colleferro, Legambiente “Nel territorio della Valle del Sacco c’è bisogno di ecogiustizia e bonifica e non di industrie belliche rischiose: basta pericolosissime fabbriche di armi”

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L'enorme esplosione ha sconquassato la tranquillità verso il ferragosto di Colleferro, nella fabbrica di munizioni che ha visto un'alta colonna di fuoco coprire il cielo. Sull'accaduto interviene Legambiente che già ad Aprile scorso, insieme ad ACLI, ARCI, AGESCI, Azione Cattolica e Libera, le tante sigle che hanno costruito la campagna nazionale "Ecogiustizia Subito" aveva manifestato per l’occasione contro la nuova sede della stessa industria di armi che sta provando in questi mesi ad aprire una nuova vasta area produttiva nella vicina Anagni, nella quale generare le basi chimiche per la produzioni di esplosivi alla nitroglicerina.

"Basta pericolosissime fabbriche di armi sui territori, lo abbiamo detto da tempo e chiaramente a chi vuole realizzare un nuovo polo della filiera a pochi chilometri da Colleferro - dichiara Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente -. La fabbrica oggi è al centro delle cronache per l'esplosione fragorosa, vanno capiti i motivi e messa in totale sicurezza l’area da ogni minimo rischio, ma intanto, davanti alla richiesta di attivazione di un ulteriore polo produttivo di materiali chimici per la composizione di esplosivi nella vicina Anagni, chiediamo che l’iter autorizzativo si fermi e venga definitivamente bocciato da istituzioni, amministrazioni locali e autorità competenti. Siamo alle porte della Valle del Sacco, luogo da bonificare e riempire di industria green e lavoro sicuro, alla quale riconsegnare la qualità ambientale persa a causa di una chiave di sviluppo che per decenni ha divorato questi luoghi, impoverendone la bellezza, inquinando il suolo, l'aria e l'acqua del fiume: qui dove oggi il suono dell'esplosione della fabbrica di munizioni si è sentito benissimo, continuiamo a chiedere non più inquinamento ma qualità della vita, non più fabbriche di morte ma ecogiustizia per chi ci vive".

10/08/2026

Crisi climatica, tra siccità e risultati delle analisi di Goletta Verde nel servizio del TGR Lazio su RAI3. In studio intervistato da Ester Maria Lorido, il presidente regionale di Legambiente Roberto Scacchi Vedi meno

06/08/2026

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle oltre 400 persone da troppo tempo costrette a vivere giornate infernali lungo Via di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, sull'asfalto e sotto l'ennesima ondata di calore.

La comunità è composta da persone d'ogni fascia di età, bambine, bambini, donne incinte e soggetti vulnerabili che avevano trovato ospitalità e alloggio all'interno di Spin Time (tag) luogo da dove, negli anni, si è generata accoglienza, attivismo e cultura, e dove si vivono adesso momenti drammatici.

In questi giorni, solidarietà e volontariato sono straordinari, con associazioni e cittadinanza attiva che sta provando a garantire assistenza e sostegno a coloro che sono in strada: un grande esempio di umanità che non si può che ringraziare con il cuore.

Verso tutte le donne e gli uomini che avevano trovato un alloggio in questo posto, così come per tutto quel mondo di povertà assoluta, relegato ai margini della società anche nel cuore delle nostre aree urbane, c'è la necessità di sostegno e soluzioni immediate prima che la situazione diventi ancor più grave e mentre continua il caldo asfissiante. Insieme all'abbattimento delle emissioni per contrastare la febbre del pianeta e alle politiche di adattamento del territorio al clima già cambiato, bisogna garantire a tutte le fasce più deboli, ripari dignitosi in queste estati sempre più bollenti e sempre più lunghe.

Siamo al fianco della comunità di SPIN TIME LABS e chiediamo che le istituzioni facciano di tutto per restituire questi spazi alle persone in percorsi di giustizia e legalità, anche per fermare il paradosso di edifici inutilizzati, nuovi quartieri, cemento e consumo di suolo ma ancora così tanta gente che un'abitazione non può averla, sempre più esposta alle durissime conseguenze del riscaldamento globale.

30/07/2026

Goletta Verde ha lasciato il Lazio ma nel TGR di RAI3 si parla di abusi edilizi narrando la vicenda dell'ecomostro di Nettuno, lo scheletro di cemento davanti abbiamo navigato dicendo ABBATTIAMOLO. Il servizio di FILIPPO PALA e in studio DANILO FUMIENTO intervista il presidente regionale di Legambiente ROBERTO SCACCHI

30/07/2026

Il passaggio di Goletta Verde nel Lazio era iniziato con l'impossibilità di ormeggio nel porto di Terracina a causa delle condizioni di insabbiamento dell'area portuale. Nel servizio di Filippo Pala, per il TGR Lazio del 26 luglio, ne parla la presidente del circolo locale ANNA GIANNETTI

Goletta Verde sotto l’ecomostro del Porto di Nettuno, ABBATTIAMOLO“Nel Porto di Nettuno c’è un ecomostro da eliminare. R...
29/07/2026

Goletta Verde sotto l’ecomostro del Porto di Nettuno, ABBATTIAMOLO

“Nel Porto di Nettuno c’è un ecomostro da eliminare. Realizzare un parcheggio multipiano per autovetture private in mezzo al mare, oggi rudere di cemento, è un’idea f***e: la struttura illegittima e che deturpa gravemente Nettuno, dopo venti anni di fatiche giudiziarie e con una sentenza che lo decreta da oltre un anno, deve essere abbattuta”

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Goletta Verde lascia il Lazio dopo la tappa regionale di Anzio, puntando la prua verso nord-ovest e continuando, per il quarantesimo anno, a solcare il mare intorno alla pen*sola. Prima di lasciare il litorale laziale però, naviga sotto l’ecomostro del porto di Nettuno, dove l’equipaggio dello storico veliero ambientalista, ha esposto dal ponte lo striscione con su scritto “Abbattiamolo”.
La vicenda dell’ecomostro inizia 20 anni fa con la realizzazione illegittima di una grande struttura in cemento in mezzo al mare, sul braccio più avanzato del porto di Nettuno, con la quale si sarebbe voluto realizzare un mega parcheggio multipiano a utilizzo di proprietari di grandi e piccole imbarcazioni da diporto che qui avrebbero ormeggiato. Una chiara illegittimità del concessionario contestata dal Comune, visto che non era prevista l’opera edificatoria, che però diede poi vita a una lunghissima diatriba legale dopo la quale, ricorso dopo ricorso, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, dal febbraio 2025 la giustizia ha infine determinato che l’ecomostro al porto di Nettuno debba essere smantellato. Anche se continuano i tentativi per non eliminare e mantenere il palazzo in mezzo al mare, Legambiente, dalla sua imbarcazione, ne chiede l’abbattimento.

“L’ecomostro del Porto di Nettuno deve essere eliminato, abbattiamolo - dichiarano Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio e Manuela Mariani presidente del circolo “Le Rondini” di Legambiente Anzio e Nettuno -. Dopo venti anni di rimpalli giuridici e sentenze ormai definitive, è chiaro che quella di realizzare un parcheggio multipiano per autovetture private qui in mezzo al mare, oggi un enorme rudere di cemento armato, è un’idea f***e. Siamo di fronte a una struttura illogica, illegittima e che deturpa gravemente il golfo e la città di Nettuno: non può che essere abbattuta, soprattutto dopo tutti questi anni e dopo tutte queste fatiche giuridiche. Lo diciamo con forza dalla Goletta Verde e in tal senso ci rivolgiamo a quanti hanno la responsabilità di abbattere e restituire parte della sua bellezza al litorale, ma anche alle istituzioni che hanno il compito di obbligare le operazioni di rimozione dell’edificato, perchè, dopo due decenni, l’ecomostro del porto di Nettuno deve essere solo abbattuto”.
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In questa edizione 2026, torna il servizio SOS Goletta di Legambiente per segnalare scarichi anomali, chiazze sospette o inquinamento lungo le coste e le spiagge del proprio territorio compilando l’apposito form sulla pagina dedicata.

Il mare è sempre più fragile. Difenderlo da inquinamento, microplastiche, ecomafie, è più urgente che mai. Per contribuire al viaggio di Goletta Verde con una donazione vai su sostieni.legambiente.it/golettaverde

29/07/2026

Goletta Verde sul TGR per il report sui monitoraggi delle acque nel Lazio, durante della tappa regionale di Anzio. il servizio di Danilo Fumiento

40esima edizione di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente che da metà giugno ad inizio agosto navighe...
27/07/2026

40esima edizione di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente che da metà giugno ad inizio agosto navigherà lungo la Pen*sola in difesa di mare e coste

Un terzo dei punti campionati da Goletta Verde nel Lazio risultano oltre i limiti di legge Su 24 campioni, 4 sono risultati fortemente inquinati e 4 inquinati: la maggior parte sono foci dei fiumi

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Sulle coste laziali su 24 punti campionati da Goletta Verde di Legambiente nelle province di Roma, Viterbo e Latina, 4 sono risultati con giudizio di Fortemente inquinato e altri 4 inquinati. I monitoraggi sono stati svolti dai volontari e dalle volontarie tra l'8 e il 21 luglio e hanno riguardato 16 punti a mare e 8 in foci di fiumi o canali per un totale di 24 punti.

È quanto emerge in sintesi dal bilancio finale di Goletta Verde che in questi giorni ha fatto tappa nel Lazio, ad Anzio e Nettuno, e che domani si sposterà a Fiumicino. I dati sono stati presentati oggi in conferenza stampa. Nel corso della tappa laziale, Legambiente ha anche lanciato un appello con Goletta Verde per chiedere l’istituzione del Monumento Naturale di Tor Caldara, ad Anzio, esponendo lo striscione “30% di Aree Protette al 2030”. Inoltre, ha portato in primo piano anche gli effetti che la crisi climatica sta avendo sulle coste del litorale, sempre più fragili.

Focus punti campionati: Tornando ai dati del monitoraggio delle coste, entro i limiti entrambi i prelievi effettuati in provincia di Viterbo, alla foce del Fiora a Montalto di Castro e alla foce del Marta, al lido di Tarquinia, quest'ultimo fuori dai limiti negli ultimi 15 anni.

In provincia di Roma, entro i limiti la foce del canale su Via Aurelia, altezza km 64 nel comune di Santa Marinella, mentre è risultato inquinato il prelievo alla foce del Fosso Zambra a Marina di Cerveteri, fortemente inquinato quello alla foce del Rio Vaccina a Ladispoli e inquinato il prelievo a mare, fronte foce del fiume Arrone, a Fiumicino. A sud della foce principale del Tevere troviamo, entro i limiti, i campioni prelevati presso la foce del canale dei pescatori a Ostia, a mare presso la foce del canale all'altezza di via Filadelfia (canale Crocetta), e i due punti alla marina di Ardea, presi a mare in corrispondenza della foce del Rio Torto e del Fosso Grande, che al momento del campionamento non sfociavano. Entro i limiti il punto a mare, all'altezza del depuratore comunale al Lido dei Gigli di Anzio e presso il canale Loricina (Via Matteotti) a Nettuno. In quest'ultimo punto i tecnici hanno rilevato una elevata presenza di bagnanti in acqua nonostante il cartello di divieto di balneazione, difatti l'area non risulta di balneazione, secondo il Portale Acque del Ministero della Salute.

Passando poi alla provincia di Latina, entro i limiti sono risultati i prelievi a Foce Verde e quello alla foce del Rio Martino a Latina. Fortemente inquinato invece il punto a San Felice Circeo, presso la foce del fosso all'incrocio tra via Gibraleon e viale Europa. Entro i limiti entrambi i punti a Terracina, accanto alla foce del fiume Sisto e accanto alla foce del fiume Portatore in località Porto Badino. Inquinato il punto alla foce del canale Sant'Anastasia a Fondi, per la prima volta, dopo essere risultato entro i limiti negli ultimi 5 anni.
Entro i limiti i punti a Fondi, Sperlonga e Gaeta, rispettivamente a mare all'altezza dell'incrocio tra Via Guado I e la Strada Consortile, presso la spiaggia in corrispondenza del civico 469 di Via Pilestra e alla spiaggia di Serapo (Via Marina di Serapo).
Si confermano dallo scorso anno i punti critici alla foce del Rio Santacroce a Gianola, Formia, e allo sbocco del canale di scolo a sud della darsena a Scauri (Minturno) risultati fortemente inquinati. Inquinato il prelievo a mare, alla foce del Rio Recillo alla Marina di Minturno.

“Dai monitoraggi di Goletta Verde emerge quest’anno una chiara concentrazione di punti critici sul litorale pontino, nella costa del Lazio meridionale – dichiara Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio. Sono, infatti, fortemente inquinati i prelievi nel punto a San Felice Circeo, Formia e Minturno dove anche il secondo prelievo è risultato fuori dai limiti. Nella costa nord è risultato fortemente inquinato per presenza di microrganismi di origine fecale il prelievo di Ladispoli e inquinati quelli di Fiumicino a Fregene e Marina di Cerveteri. Non diamo patenti di balneabilità, non ci sostituiamo alle autorità competenti né il nostro è un giudizio complessivo su interi litorali dei comuni: indichiamo invece punti troppo spesso molto critici, anche in luoghi pieni di persone che fanno il bagno, dove c’è bisogno di indagare sulle cause e mettere in campo le azioni concrete per risolvere i problemi; per questo oggi stesso, invieremo in forma di esposto i risultati stessi a Comuni coinvolti, Provincie e Regione, così come a capitanerie, carabinieri forestali e gestori del servizio idrico, mettendoci a disposizione per lavorare di concerto così da migliorare insieme il nostro mare e il nostro bel litorale”.

“Ci sono anche buone notizie: la foce del Marta, al lido di Tarquinia, risultato fuori dai limiti negli ultimi 15 anni, quest’anno è dentro i limiti – dichiara Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde -, segnale che anche i punti critici possono migliorare se si investe sull’efficientamento del sistema di depurazione. L’obiettivo di Goletta Verde è proprio questo: segnalare le criticità in modo che si possa lavorare in sinergia con le amministrazioni per risolverle. Siamo sempre felici quando un punto che era inquinato risulta entro i limiti, perché è il risultato che speriamo di poter osservare in tutti i punti critici e cronici delle nostre coste”.

Alla conferenza stampa erano presenti a bordo tra gli altri T.V. (CP) Lorenzo Giovannone - Ufficio circondariale marittimo di Anzio, Dr. Marco Felice Lombardo, Dirigente del Dipartimento Stato dell’Ambiente, Dr.ssa Valentina Amorosi ARPA LAZIO, Luca Brignone, Assessore Ambiente Comune di Anzio, Roberto Scacchi, Presidente Legambiente Lazio, Manuela Mariani, Presidente circolo Legambiente Le rondini e Federica Barbera, Portavoce Goletta Verde.

L'obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di scovare e denunciare criticità che minacciano il nostro litorale per una mancata o inefficiente depurazione, affinché si tuteli la salute dei bagnanti e l'integrità degli ecosistemi naturali.
40 anni di Goletta Verde: Quest’anno Goletta Verde festeggia la sua 40esima edizione solcando il Mediterraneo con due imbarcazioni storiche: la Goletta Verde – Catholica, in collaborazione con la Fondazione Goletta L.a.b, che ha navigato da Grado, in provincia di Gorizia fino in Puglia, a Brindisi; e con l’Oloferne che dalla Calabria ha dato il cambio alla Catholica, e navigherà fino ad inizio agosto fino alla Liguria, da dove quarant’anni fa partì la prima edizione di Goletta Verde.
Il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, da anni sostenitore della campagna estiva di Legambiente, nella convinzione che sia assolutamente necessario agire collettivamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Il Consorzio è parte attiva in questo scenario: con la sua attività di raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati è un esempio di eccellenza europea dell’economia circolare. Raccogliendo l’olio lubrificante usato alla fine del suo ciclo di vita, l’olio di provenienza industriale, ma anche dall’automotive, così come dalle barche e dai mezzi agricoli, il CONOU fa in modo che questo rifiuto – altamente pericoloso – si trasformi in una preziosa risorsa. Oltre il 98% dell’olio raccolto dal Consorzio viene infatti rigenerato e trasformato in nuova materia prima riutilizzabile, con benefici per l’ambiente e la salute grazie alla riduzione dell’utilizzo di risorse naturali e delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti.

Goletta Verde a Nettuno con lo striscione “Giù le mani dalla costa”: appena il 10% del litorale sabbioso è libero, balne...
26/07/2026

Goletta Verde a Nettuno con lo striscione “Giù le mani dalla costa”: appena il 10% del litorale sabbioso è libero, balneabile e accessibile

Legambiente: «Su 3.335 metri di costa analizzati, soltanto 290 sono realmente liberi e fruibili»

Domani lunedì 27 luglio alle ore 11.00, a bordo dell’imbarcazione ormeggiata al porto di Anzio, la conferenza stampa di presentazione dei risultati del monitoraggio effettuato lungo le coste del Lazio

link al report
https://drive.google.com/file/d/1nH84WobBi-G9chxL1BEfsqZRV8LhQCiP/view?usp=sharing
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Nettuno, 26 luglio 2026 – “Giù le mani dalla costa”. È il messaggio lanciato oggi da Legambiente durante il flash mob organizzato sulla spiaggia di Levante, in occasione della tappa laziale di Goletta Verde, la storica campagna dell’associazione ambientalista in difesa del mare e delle coste, giunta quest’anno alla sua quarantesima edizione.

Con la mobilitazione, Legambiente chiede più spiagge libere, accessibili e balneabili sul litorale di Nettuno. Una richiesta sostenuta dai risultati dell’analisi condotta dall’associazione sugli arenili comunali, dalla quale emerge un fortissimo squilibrio tra le porzioni di costa effettivamente disponibili alla libera fruizione e quelle occupate da stabilimenti, inaccessibili o non idonee alla balneazione.

Escludendo i 9,6 chilometri di costa compresi nel poligono militare di Torre Astura, per gran parte dell’anno completamente inaccessibili, il litorale sabbioso di Nettuno preso in esame si estende per 3.335 metri lineari, con una superficie complessiva di circa 26,2 ettari.

Di questi 3.335 metri, 1.965 – pari al 59% – risultano occupati da stabilimenti o altre strutture balneari, mentre 1.370 metri, il 41%, sono classificati come spiagge libere. Una percentuale solo apparente: tra gli arenili liberi, infatti, 500 metri sono completamente inaccessibili a causa della chiusura dei varchi e delle discese al mare, mentre altri 580 metri, situati a est del porto e comprendenti la foce del canale Loricina, ricadono in un’area non idonea alla balneazione.

Le spiagge libere realmente accessibili e balneabili si riducono così ad appena 290 metri lineari, distribuiti in tre piccoli tratti: 170 metri tra il porto e Torre Astura, 70 metri in prossimità del confine con Anzio e 50 metri destinati anche all’accoglienza degli animali domestici, sul lato del poligono militare e di fronte al depuratore. In sostanza, soltanto il 10% del litorale sabbioso analizzato è oggi liberamente fruibile, mentre il restante 90% è occupato da spiagge date in concessione, non balneabili o inaccessibili.

Lo squilibrio risulta ancora più evidente considerando la superficie degli arenili. Dei 26,2 ettari complessivi – un’estensione paragonabile a circa 37 campi da calcio – soltanto 2,02 ettari, pari al 7%, sono costituiti da spiagge libere, accessibili e balneabili. Il restante 93%, pari a 24,18 ettari, comprende stabilimenti e spiagge non fruibili o non balneabili.

«I numeri raccolti a Nettuno raccontano una situazione inaccettabile: il diritto di accedere liberamente al mare non può restare soltanto sulla carta – dichiara Federica Barbera, portavoce di Goletta Verde –. La nostra richiesta è rivolta al Comune di Nettuno, ma riguarda tutti i 24 comuni costieri del Lazio, soprattutto in questa fase storica di riassegnazione delle concessioni balneari. È il momento di riequilibrare gli usi degli arenili, garantendo più spiagge libere, accessibili, sicure e realmente balneabili. Il mare e le coste sono beni comuni e devono poter essere vissuti da tutte e tutti».

«La legge regionale del Lazio n. 8 del 2015, all’articolo 7, comma 5, stabilisce che i comuni debbano riservare alla pubblica fruizione almeno il 50% dell’arenile di propria competenza – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio –. A Nettuno siamo ben lontani da questo obiettivo: se si considerano le spiagge effettivamente accessibili e balneabili, la quota si ferma al 10% in termini lineari e al 7% in termini di superficie. Legambiente mette a disposizione dell’amministrazione comunale e delle istituzioni regionali le proprie analisi, affinché si apra subito un confronto trasparente e si proceda a una concreta redistribuzione degli arenili a favore della libera fruizione».

«Questa iniziativa nasce da una condizione che cittadini e cittadine sperimentano ogni giorno – dichiara Manuela Mariani, presidente del Circolo Legambiente Le Rondini di Anzio e Nettuno –. Troppi tratti indicati come spiagge libere sono in realtà irraggiungibili, privi di accessi o collocati in aree non idonee alla balneazione. Non basta classificare un arenile come libero: deve essere raggiungibile, balneabile, decoroso e dotato di accessi chiaramente riconoscibili. Chiediamo al Comune di verificare e ripristinare tutti i varchi, tutelare le discese al mare e pianificare un aumento sostanziale delle spiagge realmente disponibili alla collettività».

Con il blitz di Nettuno, Legambiente chiede dunque alle amministrazioni comunale e regionale di avviare una verifica puntuale delle concessioni e degli accessi al mare, escludendo dal calcolo delle spiagge disponibili i 9,6 chilometri del poligono militare, non ordinariamente fruibili, e di garantire il rispetto della quota minima di arenile destinata alla pubblica fruizione prevista dalla normativa regionale.

La tappa laziale di Goletta Verde proseguirà lunedì 27 luglio alle ore 11.00, a bordo dell’imbarcazione ormeggiata al porto di Anzio, con la conferenza stampa di presentazione dei risultati del monitoraggio effettuato lungo le coste del Lazio.

In questa edizione 2026, torna il servizio SOS Goletta di Legambiente per segnalare scarichi anomali, chiazze sospette o inquinamento lungo le coste e le spiagge del proprio territorio compilando l’apposito form sulla pagina dedicata.

Il mare è sempre più fragile. Difenderlo da inquinamento, microplastiche, ecomafie, è più urgente che mai. Per contribuire al viaggio di Goletta Verde con una donazione vai su sostieni.legambiente.it/golettaverde

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Goletta Verde è una campagna nazionale di Legambiente:

Indirizzo

Via Firenze 43
Rome
00184

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