Romni Onlus

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Roma women assosiation

✨ **IL SALOTTO DELLE DONNE ROM** ✨**Integrazione, ascolto interculturale e abbattimento delle barriere sociali**Oggi ho ...
29/05/2026

✨ **IL SALOTTO DELLE DONNE ROM** ✨
**Integrazione, ascolto interculturale e abbattimento delle barriere sociali**

Oggi ho partecipato con grande piacere a un importante incontro online dedicato al dialogo, alla dignità, alla cultura e alla partecipazione, per costruire ponti tra persone, comunità e diritti umani.

L’iniziativa **“Il Salotto delle Donne Rom”** è stata uno spazio prezioso di confronto interculturale, dove donne Rom e non Rom hanno condiviso esperienze, impegno e visioni comuni per una società più inclusiva e solidale.

All’incontro, trasmesso in diretta su YouTube e Facebook da **Peppe Pagano Official da Londra**, sono intervenuti:

🎙️ **Peppe Pagano**, musicista e mediatore culturale
🎙️ **Giulia Di Rocco**, presidente dell’Associazione Amici di Zafferano, assistente legale, mediatrice culturale e attivista per i diritti umani
🎙️ **Dott.ssa Assunta Di Basilico**, educatrice, pedagogista, psicologa, mediatrice familiare e presidente dell’Associazione Essere Oltre ETS
🎙️ **Antonia Risi**, ballerina di danza classica alla Scala, originaria di Cassino e residente a Milano
🎙️ **Saska Jovanovic**, Romnì serba, presidente dell’Associazione Romnì Italia, residente a Roma

Sono particolarmente felice di annunciare che **Giulia Di Rocco**, insieme alla sua associazione **Amici di Zafferano**, farà parte della nostra coalizione **“Rom e non Rom insieme si può”**.

Questa collaborazione rappresenta un passo importante per rafforzare una rete di persone, associazioni e realtà impegnate nel promuovere integrazione, ascolto, diritti umani e abbattimento delle barriere sociali.

Crediamo profondamente che solo unendo le forze, le esperienze e le competenze di persone Rom e non Rom possiamo costruire una società più giusta, inclusiva e rispettosa della dignità di tutte e tutti.

Grazie a Giulia Di Rocco, ad Amici di Zafferano e a tutte le persone intervenute per la disponibilità, la fiducia e la volontà di camminare insieme.

Rom e non Rom insieme si può!** ✨

24/05/2026




Romni Onlus

23/05/2026

The European Roma Institute for Arts and Culture (ERIAC) is releasing the masterclass "Antigypsyism in Italy through the History of the Roma Civil Rights Mov...

Si è svolto un importante incontro con un focus group dedicato alle donne, un momento di dialogo e condivisione sulle di...
21/05/2026

Si è svolto un importante incontro con un focus group dedicato alle donne, un momento di dialogo e condivisione sulle diverse problematiche che riguardano la vita quotidiana femminile.

Durante l’incontro, le partecipanti hanno avuto la possibilità di confrontarsi, raccontare le proprie esperienze e riflettere insieme su bisogni, difficoltà e possibili soluzioni.

Inoltre, grazie alla presenza del nutrizionista, è stata offerta una consulenza gratuita a tutte le donne presenti, con consigli utili per promuovere il benessere, la salute e una corretta alimentazione.

Un sentito grazie a tutte le donne che hanno partecipato e contribuito con la loro voce a rendere questo momento prezioso e significativo.



Romni Onlus

20/05/2026

Летопис Основне школе ''Јован Аранђеловић'' Црвена Река

Dal 18 al 21 aprile, due collaboratori della nostra associazione hanno partecipato, per conto dell’associazione, agli in...
19/05/2026

Dal 18 al 21 aprile, due collaboratori della nostra associazione hanno partecipato, per conto dell’associazione, agli incontri con i partner del progetto ACADE-ME – Accelerating Capabilities against Anti-gypsyism and Discriminations in Education a Salonicco.
Sono stati giorni intensi di confronto, scambio e lavoro comune, dedicati al rafforzamento delle competenze contro l’antiziganismo e le discriminazioni in ambito educativo. Il programma ha incluso il Multiplier Event presso l’Università Aristotele di Salonicco, con un
workshop sulle rappresentazioni dei Rom nel discorso pubblico e sull’uso critico dei social media, e il Closing Event con la presentazione dei risultati del progetto, dei materiali
educativi, della piattaforma, dei Roma Academy Clubs e della TikTok Video Library, alla quale ha contribuito anche ROMNI.
Ringraziamo tutti i partner per la collaborazione, l’impegno e il prezioso lavoro condiviso.
Continuiamo insieme a promuovere educazione, inclusione e rispetto dei diritti.


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Romni Onlus

In occasione della Settimana della Cultura Rom e Sinti, abbiamo vissuto una giornata speciale dedicata alla condivisione...
19/05/2026

In occasione della Settimana della Cultura Rom e Sinti, abbiamo vissuto una giornata speciale dedicata alla condivisione, all’ascolto e alla valorizzazione delle storie che uniscono.

Durante l’incontro è stato presentato il progetto “Favole che uniscono”, finanziato da UNAR, un percorso pensato per promuovere il dialogo interculturale, il rispetto e la conoscenza reciproca attraverso la forza delle narrazioni.

Insieme a donne, bambine e bambini, abbiamo condiviso momenti di lettura, sorrisi e partecipazione attorno al libro “Mira e Georgia”, una storia capace di avvicinare culture e generazioni, aprendo spazi di incontro, immaginazione e riconoscimento.

Le favole non sono solo racconti: sono ponti. Ci aiutano a scoprire ciò che abbiamo in comune, a dare valore alle differenze e a costruire comunità più inclusive.

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno partecipato e reso questa giornata così viva e significativa.




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RomniME: una storia di voci che hanno iniziato a essere ascoltateCi sono progetti che si misurano con i numeri.E ci sono...
11/05/2026

RomniME: una storia di voci che hanno iniziato a essere ascoltate

Ci sono progetti che si misurano con i numeri.
E ci sono progetti che si misurano con un cambiamento che non può essere racchiuso in nessuna tabella.
RomniME appartiene alla seconda categoria.

È iniziato in silenzio non con grandi promesse, ma con una verità semplice e pesante, rimasta a lungo inespressa:
migliaia di giovani donne rom vivono sospese tra ciò che sarebbe possibile per loro e ciò che il mondo permette che sia possibile.

Le statistiche ufficiali sono chiare: circa il 72% delle giovani donne rom è NEET, cioè non studia, non lavora e non segue percorsi di formazione. Solo il 22% ha un’occupazione retribuita, rispetto a percentuali significativamente più alte tra gli uomini. E appena il 16% delle donne rom nell’Unione Europea partecipa al mercato del lavoro retribuito.

Ma dietro queste percentuali non ci sono numeri. Ci sono volti. C’è silenzio. Ci sono sogni interrotti e scelte rimandate.

Un viaggio attraverso quattro Paesi e un’idea condivisa

In Bulgaria, Italia, Croazia e Finlandia quattro contesti diversi, quattro culture diverse, ma lo stesso dolore e la stessa speranza RomniME ha iniziato a cercare non risposte, ma connessioni.

Ha riunito persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate.
Mentori rom e non rom che non sono arrivati come “esperti”, ma come esseri umani disposti ad ascoltare.
E giovani donne alle quali, per la prima volta, non è stato chiesto cosa “dovrebbero” fare, ma cosa desiderano davvero.

Storie che hanno cambiato direzione

Il progetto non si è svolto negli uffici.
Si è svolto nelle conversazioni.

Nei silenzi tra le parole “non so se ce la posso fare” e il primo momento in cui qualcuno risponde: “prova”.

Alcuni incontri sono stati individuali come ponti fragili tra due donne che imparano a fidarsi l’una dell’altra.
Altri sono stati di gruppo — come specchi nei quali le giovani donne hanno iniziato a riconoscersi non come eccezioni, ma come possibilità.
E alcuni sono stati pubblici conversazioni coraggiose, aperte, a volte dolorose, in cui gli stereotipi non sono stati infranti dagli slogan, ma dalle storie umane.

Voci che restano

E se RomniME deve essere ricordato per qualcosa, non saranno i grafici.
Sarà per questo:

“Per la prima volta, qualcuno mi ha chiesto cosa voglio.”

“Pensavo che le opportunità non fossero per me. Ora riesco a vedere dei percorsi.”

“Nessuno mi ha dato risposte pronte. Mi hanno semplicemente aiutata a credere che potevo trovarle.”

Queste parole non sono risultati. Sono un cambiamento di direzione nel modo in cui una persona inizia a vedere se stessa.

Il lavoro dietro le quinte

RomniME non è stato un progetto facile.
È stato costruito con perseveranza, con un dialogo costante, con la ricerca di approcci che non esistevano ancora in forma pronta. Con persone che imparavano strada facendo. Con partner che non si sono limitati a realizzare attività, ma hanno portato la responsabilità di un’idea molto più grande.

È stato un lavoro senza “soluzioni già pronte”.
E proprio per questo è stato importante.

Ciò che resta

Ciò che resta non può essere chiuso in un rapporto.
Resta la fiducia.
Resta il coraggio.
Resta una rete di persone che ora si riconoscono in modo diverso.
E resta un manuale non come punto di arrivo, ma come inizio che può essere ripetuto, adattato e ampliato.

E soprattutto

RomniME non ha cambiato il mondo.
Ma ha cambiato qualcosa di più reale: il modo in cui alcune giovani donne hanno iniziato a vedere se stesse dentro quel mondo.
E a volte, questo è il primo vero cambiamento.

La fine che non è una fine

Il progetto termina come struttura.
Ma non come idea.

Perché una volta che un cambiamento così avviene nella fiducia, nella voce, nella sicurezza di sé non torna indietro.

RomniME termina come progetto.
Ma inizia come traccia.
E tracce come questa non scompaiono.

Portano avanti.

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