Mediterranea Saving Humans

Mediterranea Saving Humans Mediterranea è dove le cose accadono, per ribadire che la libertà di movimento è un diritto umano

Il Governo esulta oggi per la diminuzione degli arrivi in Italia. Ma a quale prezzo?Tra gennaio e agosto 2026, il tasso ...
04/09/2026

Il Governo esulta oggi per la diminuzione degli arrivi in Italia. Ma a quale prezzo?

Tra gennaio e agosto 2026, il tasso di mortalità nel Mediterraneo centrale è aumentato del 150% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Mentre diminuiscono gli sbarchi sulle coste italiane, aumentano i rischi per chi attraversa il Mediterraneo e continuano i respingimenti verso la Libia: nel solo 2025, oltre 27.000 persone sono state catturate in mare dalle milizie libiche e riportate indietro.

E non sono numeri isolati. Si stima che negli ultimi cinque anni oltre 10.000 tra donne, uomini e bambini abbiano perso la vita nel Mediterraneo.

Meno arrivi significa che il confine si sposta più lontano, il viaggio diventa più pericoloso e sempre più persone vengono fermate prima di arrivare o perdono la vita.

Lo ricordiamo al Governo: il soccorso in mare è un obbligo, innanzitutto per le istituzioni.

Se vogliamo mettere la parola fine all’infinita strage nel Mediterraneo, bisogna aprire canali legali e sicuri d’ingresso in Europa. È questo il “successo” che vorremmo poter celebrare!

21 abitazioni distrutte in un giorno.70 abitanti, tra cui 28 bambini, lasciati senza casa.Più decine di infrastrutture i...
03/09/2026

21 abitazioni distrutte in un giorno.
70 abitanti, tra cui 28 bambini, lasciati senza casa.
Più decine di infrastrutture idriche, agricole e igieniche demolite.
Un villaggio completamente raso al suolo.

Questo è il risultato delle di demolizioni di ieri effettuate dalle autorità israeliane ad Al Taban, Masafer Yatta.

Come tutti gli altri villaggi della Firing zone 918, anche tutti gli edifici di al Taban erano sottoposti ad un ordine di demolizione da anni, dopo che Israele aveva unilateralmente dichiarato un’ampia fetta della Masafer Yatta, abitata da centinaia di persone, zona militare chiusa.

Demolire le abitazioni palestinesi è uno degli strumenti più violenti usati dall’Occupazione per portare avanti la pulizia etnica e la “depalestinizzazione” della Cisgiordania al fine di realizzare il progetto coloniale del fondamentalismo sionista.

Mediterranea ha documentato quello che accade nei Territori occupati nel suo rapporto “Masafer Yatta, un laboratorio di pulizia etnica” e continua a sostenere le comunità e la resistenza nonviolenta palestinese nella Masafer Yatta.

Mentre nel Mediterraneo le persone continuano a morire, Piantedosi continua a bloccare arbitrariamente chi le soccorre.L...
02/09/2026

Mentre nel Mediterraneo le persone continuano a morire, Piantedosi continua a bloccare arbitrariamente chi le soccorre.

La barca a vela Humanity 2 di SOS Humanity , alla sua prima missione in mare, è stata sottoposta a fermo a Lampedusa dopo aver soccorso 71 persone che rischiavano la vita.

Un provvedimento fondato su motivazioni assurde e illegittime, nonostante le operazioni siano state condotte nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Non è un caso. È una scelta politica: ostacolare la ricerca e il soccorso, colpire la flotta civile e e aggravare una situazione già drammatica nel Mediterraneo centrale.

Loro provano a bloccarci, noi continueremo ad andare in mare. Liberare subito Humanity 2, liberare Sea-Watch 5, liberare tutte le navi della Flotta civile solidale, ingiustamente fermate.

12 morti, 2 dispersi, 1 sopravvissuto.Il 19 agosto, 15 persone sono partite dalla costa tunisina, nei pressi di Zarzis, ...
01/09/2026

12 morti, 2 dispersi, 1 sopravvissuto.

Il 19 agosto, 15 persone sono partite dalla costa tunisina, nei pressi di Zarzis, per raggiungere l’Italia. Erano tutti giovani di Ben Guerdane. Sette delle persone morte appartenevano alla stessa famiglia.

Non è un episodio isolato. È il risultato di politiche che chiudono le vie sicure e legali e spostano sempre più lontano i confini europei.

Con l’accordo del 2023, l’UE ha destinato 105 milioni di euro al controllo delle frontiere tunisine, mentre continuano le denunce di gravi abusi da parte delle autorità locali.

Le partenze sono diminuite. Le ragioni per partire no.

Chiudere le vie legali non ferma la mobilità: la rende più pericolosa.

Il Mediterraneo non è inevitabilmente mortale. Sono le politiche di chiusura a renderlo tale.

Noi continuiamo a stare dalla parte di chi parte, di chi soccorre e di chi rivendica libertà di movimento e vie sicure.

Mentre il governo continua ad attaccare e ostacolare la flotta civile, noi rispondiamo tornando in mare e moltiplicando ...
28/08/2026

Mentre il governo continua ad attaccare e ostacolare la flotta civile, noi rispondiamo tornando in mare e moltiplicando la nostra presenza nel Mediterraneo centrale.

Arrivano Blue Moon e Blue Soleil, due nuove imbarcazioni a vela che nelle prossime settimane saranno impegnate in attività di ricerca, soccorso e monitoraggio, con base a Lampedusa. Si aggiungono a Mediterranea Ship, Mare Jonio e Safira, per rafforzare una presenza civile sempre più necessaria in un Mediterraneo dove continuano a verificarsi naufragi, morti e respingimenti.

La Blue Soleil, messa a disposizione da Thousand Madleens To Gaza Italy , continua così a navigare a difesa della solidarietà e dei diritti umani, cambiando rotta ma non il senso del proprio viaggio.

Insieme agli equipaggi di Mediterranea a bordo ci saranno anche otto giovani attiviste del collettivo .project

Perché di fronte a un Mediterraneo che continua a uccidere e a politiche che provano a fermare chi soccorre, la nostra risposta è continuare ad esserci.

Il governo israeliano ha aperto il bando per la costruzione delle prime 1.234 unità abitative del progetto E1, nell’area...
22/08/2026

Il governo israeliano ha aperto il bando per la costruzione delle prime 1.234 unità abitative del progetto E1, nell’area tra Gerusalemme Est e l’insediamento di Ma’ale Adumim.

È un passaggio importante nella sua gravità: la costruzione di nuovi insediamenti e infrastrutture nell’area rischia di frammentare ulteriormente la Cisgiordania, interrompendo la continuità territoriale tra nord e sud e isolando Gerusalemme Est dal resto del territorio palestinese.

Il piano complessivo prevede 3.401 nuove unità abitative e, se realizzato, consoliderebbe sul terreno una situazione di occupazione e renderebbe ancora più difficile la possibilità di un territorio palestinese continuo e autonomo.

Mediterranea aveva denunciato il progetto E1 fin dalla sua approvazione, inserendolo nel report “Masafer Yatta, un laboratorio di pulizia etnica” dedicato alle violazioni dei diritti umani in Cisgiordania. Oggi quel piano passa dalla progettazione alla sua attuazione concreta.

Di fronte all’avanzamento della colonizzazione servono pressione politica, sanzioni e misure concrete per fermare l’espansione degli insediamenti e sostenere il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione.

E1 va fermato.

20/08/2026

Il Mediterraneo continua a restituire corpi senza vita. Uomini, donne e bambini.

A Ferragosto sono morte almeno 11 persone. Numerose vittime di naufragio sono state trovate lungo le coste nordafricane. Lunedì, durante il soccorso di una nave umanitaria, altre 7 persone sono state trovate morte soffocate a bordo dell’imbarcazione che cercava di attraversare il Mediterraneo centrale.

E intanto le intercettazioni della cosiddetta Guardia costiera libica raccontano ancora una volta la violenza nei confronti di chi viene riportato verso la Libia.

In queste settimane le navi della flotta della società civile europea non hanno mai smesso di soccorrere e sbarcare al sicuro decine di persone strappate al mare e alla violenza dei confini. Vogliamo che la nostra nave Mediterranea possa unirsi presto a loro.

I lavori in bacino di carenaggio sono completati. Ora la nave è ormeggiata per poter realizzare gli ultimi interventi di cantiere prima di poter tornare in mare.

Tornare in mare significa essere dove è necessario stare. Significa soccorrere e testimoniare, smontare la propaganda di odio che sta avvelenando questa estate e opporsi a politiche ciniche che lasciano morire e respingono.

Continua a sostenere i lavori per riportare Mediterranea in mare. Vai al link in bio

Mentre Ferragosto riempie le spiagge, nel Mediterraneo centrale si continuano a contare i morti.L’aereo di SOS MEDITERRA...
15/08/2026

Mentre Ferragosto riempie le spiagge, nel Mediterraneo centrale si continuano a contare i morti.

L’aereo di SOS MEDITERRANEE Italia e Humanitarian Pilots Initiative ha individuato ieri 11 corpi galleggianti in mare. Poco dopo, Sea-Watch che si è messa in ricerca, ha documentato due intercettazioni da parte di unità armate libiche così come nei giorni precedenti le ha documentate SOS-Humanity: in un caso, un gommone in pericolo è stato speronato più volte prima che le persone a bordo venissero catturate.

Non sono episodi separati: i corpi senza vita sono il solo segnale rimasto di un “naufragio fantasma.” Difficile stimare quante donne, uomini e bambini ne siano rimasti vittime.

Ed è noto come le milizie della cosiddetta guardia costiera libica non intervengano per aiutare le persone in pericolo, ma si muovano solo per ostacolare i soccorsi e deportare i naufraghi verso l’orrore dei centri di detenzione in Libia.

Trafficanti e criminali con cui il governo italiano e le istituzioni UE collaborano per attuare le loro politiche di “controllo delle frontiere.” Anche le vittime della strage di Ferragosto hanno per questo responsabilità politiche e morali ben precise.

In questi giorni, a Palazzo San Gervasio ( Potenza) e a Milano, i CPR tornano a mostrare quello che sono: luoghi di recl...
12/08/2026

In questi giorni, a Palazzo San Gervasio ( Potenza) e a Milano, i CPR tornano a mostrare quello che sono: luoghi di reclusione, sofferenza e abbandono.

A Palazzo San Gervasio, L.D. Ha perso la vita mentre protestava per la sua ingiusta, assurda e insostenibile detenzione. È morto in una di quelle gabbie dove si rinchiudono esseri umani. A Milano, nel CPR di via Corelli, un uomo è finito in terapia intensiva dopo aver ingerito un detergente acido, in uno dei tantissimi episodi di autolesionismo che indicano lo stato psicofisico in cui sono ridotte le persone internate.

Due fatti diversi, la stessa domanda: quante altre persone dovranno soffrire e morire prima che sia chiaro che i CPR sono luoghi di violenza, dí internamento di esseri umani, di vera e propria tortura?

Mentre tutto questo accade, il governo vuole aprirne di nuovi.

Davvero i campi si concentramento, la tortura, e la deportazione di esseri umani ai quali è tolto ogni diritto, possono costituire le basi di un paese e di un continente che si dichiarano “civili e democratici”?

I CPR vanno chiusi, non moltiplicati.

11/08/2026

Da gennaio a oggi, oltre 1.600 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo centrale: più del 50% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Numeri che raccontano una delle rotte migratorie più letali al mondo, dove monitoraggio, ricerca e soccorso sono indispensabili. Per questo Mediterranea deve continuare a esserci.

In questo momento la nostra nave è in cantiere a Napoli, dove stiamo completando gli interventi di manutenzione necessari per tornare in mare in sicurezza. Stiamo ultimando la nuova verniciatura dello scafo e iniziando la revisione dei motori: lavori importanti per concludere il cantiere e prepararci alle prossime missioni.

Il cantiere della solidarietà è sempre aperto. Vai al link in bio aiutaci a riportare Mediterranea in mare.

Indirizzo

Rome

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