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Mediterranea Saving Humans Mediterranea è dove le cose accadono, per ribadire che la libertà di movimento è un diritto umano

Ci sono luoghi in cui le persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato. Luoghi in cui la detenzi...
20/10/2026

Ci sono luoghi in cui le persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato. Luoghi in cui la detenzione diventa attesa, la sofferenza viene istituzionalizzata e persino la cura rischia di trasformarsi in uno strumento di controllo.

Si chiamano CPR, Centri di permanenza per il rimpatrio. Ma dietro questa sigla ci sono persone, storie, corpi e vite. Persone che vengono rinchiuse, spesso in condizioni incompatibili con la tutela della salute e della dignità umana.

E oggi si vuole costruire un nuovo CPR a Castel Volturno. Ma Castel Volturno non è un’eccezione: il governo ha annunciato la volontà di aprirne altri 6.

Noi non ci stiamo.

La libertà personale non può dipendere dai documenti. La salute non può essere subordinata alla detenzione. La dignità non può avere confini.

Come Mediterranea Saving Humans, crediamo che nessuna persona debba essere lasciata sola davanti alla violenza delle frontiere e che nessun territorio debba diventare complice di un sistema che produce esclusione e sofferenza.

Per questo il 24 ottobre saremo a Castel Volturno, insieme a chi rifiuta che la detenzione venga spacciata per una risposta alla migrazione. Per costruire una risposta collettiva, per difendere i diritti di tutte e tutti, per affermare che la cura significa proteggere le persone, non renderle prigioniere.

Contro i CPR. Contro ogni forma di detenzione che nega dignità e diritti. Per un mondo in cui nessuna vita valga meno di un’altra.

📍 Castel Volturno — 24 ottobre ore 13

Ci vediamo in piazza. Nessuna persona è illegale. Nessuna persona si lascia indietro.

20/10/2026

Oggi al tribunale di Ragusa si svolge la quarta udienza del processo che vede coinvolte sei attiviste e attivisti di Mediterranea, imputate e imputati per favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina dopo aver prestato soccorso a 27 persone lasciate in mare per 38 giorni, senza che le autorità intervenissero.

A essere messa in discussione, ancora una volta, è la solidarietà di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte davanti a vite in pericolo.

Non sono soltanto sei persone a essere giudicate, ma un principio fondamentale: il diritto e il dovere di salvare vite umane non possono essere subordinati alle frontiere, alla propaganda politica o all’indifferenza.

A Trieste, chi offre cibo, cure e vestiti a chi arriva dalla rotta balcanica viene sottoposto a nuove restrizioni. Chi è...
19/10/2026

A Trieste, chi offre cibo, cure e vestiti a chi arriva dalla rotta balcanica viene sottoposto a nuove restrizioni. Chi è in strada, senza accoglienza, viene lasciato solo.

Dopo sette anni, la Questura vieta l’assistenza in piazza della Libertà il sabato e la domenica e riduce gli orari del presidio di Linea d’Ombra e dei Fornelli resistenti.

La motivazione? Tutelare la socialità, lo svago e le attività economiche del centro.

Ma quale sicurezza si costruisce impedendo di curare una ferita? Quale decoro si difende lasciando persone stremate dal viaggio senza cibo, riparo e accesso effettivo alla procedura d’asilo?

La solidarietà non è una minaccia. L’abbandono sì.

Siamo al fianco di chi, ogni giorno, sceglie di esserci. Di chi cura, nutre e non si volta dall’altra parte.

Chiediamo la revoca dei divieti, un accesso effettivo all’asilo e un’accoglienza dignitosa per tutte le persone lasciate in strada.

Nella Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania occupata, le comunità palestinesi subiscono violenze, demolizioni e conf...
16/10/2026

Nella Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania occupata, le comunità palestinesi subiscono violenze, demolizioni e confisca delle terre in un’opera decennale di pulizia etnica portata avanti dall’Occupazione israeliana. Dal 2024, Mediterranea Saving Humans è a fianco del collettivo di Resistenza nonviolenta palestinese Youth of Sumud e di tutta la comunità insieme a Operazione Colomba, documentando le violazioni e praticando interposizione con i nostri corpi e i nostri passaporti.

Il nostro rapporto annuale “Masafer Yatta, un laboratorio di pulizia etnica” raccoglie le prove di una violenza sistematica contro la popolazione palestinese, con i nomi dei coloni più violenti, delle organizzazioni sioniste che li sostengono e le prove del loro collegamento diretto con il Governo israeliano.

Abbiamo presentato alla Commisione DROI del Parlamento Europeo le prove delle violenze commesse in Masafer Yatta, chiedendo che cessino immediatamente le politiche europee pubbliche e private di supporto allo Stato d’Israele e sanzioni europee contro i coloni responsabili che abbiamo identificato, le organizzazioni complici e i membri del Governo israeliano. Tuttavia, i liberali e la Destra stanno facendo ostruzionismo.

Per questo, è fondamentale il tuo aiuto per fermare la spirale di violenza e supportare la popolazione palestinese.

Firma ora: https://bit.ly/MasaferYattaSottoAttacco

A Odessa, un drone russo ha danneggiato il centro di supporto umanitario e psicologico di Caritas-Spes. Un luogo in cui ...
15/10/2026

A Odessa, un drone russo ha danneggiato il centro di supporto umanitario e psicologico di Caritas-Spes. Un luogo in cui si offre ascolto e sostegno a chi vive le conseguenze della guerra. Un’organizzazione con cui abbiamo collaborato in questi anni di nostra presenza in Ucraina.

Poco prima dell’esplosione, nel centro c’erano ancora persone in cerca di aiuto. Non ci sono stati feriti, ma porte e finestre sono state distrutte e le attività hanno dovuto fermarsi temporaneamente.
Quando la guerra colpisce uno spazio di cura, non danneggia soltanto un edificio. Colpisce la possibilità di trovare ascolto, sostegno e un luogo in cui sentirsi al sicuro.

Eppure, chi aiuta non si arrende. Caritas-Spes sta già lavorando per riprendere le attività, perché il bisogno di supporto non si ferma davanti alle bombe.
In Ucraina, continuare a garantire assistenza significa resistere alla guerra anche attraverso la solidarietà. Anche per questo torneremo in missione là nelle prossime settimane.

Solidarietà a Caritas-Spes Ukraine

Stamattina un gruppo di coloni israeliani ha assaltato il pulmino che porta a scuola i bambini e gli insegnanti di diver...
13/10/2026

Stamattina un gruppo di coloni israeliani ha assaltato il pulmino che porta a scuola i bambini e gli insegnanti di diversi villaggi della Firing zone 918 (una delle tante zone di addestramento militare unilateralmente dichiarate da Israele in Cisgiordania) ad Al Fakheit, dove si svolgono le lezioni.
Fortunamente, nessun bambino era a bordo quando il mezzo è stato attaccato, ma i danni ingenti hanno impedito al pulmino di raggiungere i villaggi limitrofi e quindi oggi i bambini palestinesi non hanno potuto recarsi a scuola.

Blocchi stradali, attacchi violenti e demolizioni degli edifici scolastici accadono quotidianamente in Masafer Yatta, impedendo fisicamente ai bambini di recarsi a scuola ed esercitare il loro diritto all’istruzione.

Perciò, Mediterranea denuncia lo scolasticidio in corso perpetrato dall’Occupazione israeliana nel Territorio palestinese occupato.

Perché, come ripeteva spesso Awda Hathaleen, attivista e insegnante palestinese ucciso nel luglio 2025 dal colono Yinon Levy, “L’istruzione è la nostra arma più potente. L’Occupazione lo sa e ne ha paura”.

Dicono di sostenere lo sviluppo in Africa, ma in realtà finanziano la blindatura delle frontiere. Parlano di cooperazion...
09/10/2026

Dicono di sostenere lo sviluppo in Africa, ma in realtà finanziano la blindatura delle frontiere. Parlano di cooperazione internazionale, ma in realtà investono per impedire alle persone di partire.

Tra il 2021 e il 2025, circa 9,6 miliardi di euro dell’Unione Europea e 472 milioni dell’Italia sono stati destinati a politiche di contenimento delle migrazioni, prelevando dai fondi dell’aiuto pubblico allo sviluppo, soldi che vengono dalle nostre tasse.

In Tunisia e in Libia, una parte di queste risorse sostiene il controllo delle frontiere e i rimpatri. È il prezzo di una cooperazione che si trasforma in strumento di respingimento, mentre i diritti e la dignità delle persone vengono negati.

Non è questa la solidarietà internazionale di cui abbiamo bisogno. La cooperazione dovrebbe sostenere lo sviluppo delle comunità, contrastare le disuguaglianze e garantire diritti, non diventare il braccio finanziario delle politiche di chiusura delle frontiere.

I dati sono contenuti nel rapporto di ActionAid Italia “L’aiuto alle frontiere. Cooperazione allo sviluppo ed esternalizzazione nelle politiche migratorie dell’Unione Europea e dell’Italia”.

Le risorse destinate alla cooperazione dovrebbero costruire futuro, non finanziare la violenza dei confini.

Nelle ultime 48 ore, in nove distinti interventi di salvataggio, le imbarcazioni delle organizzazioni non governative ha...
07/10/2026

Nelle ultime 48 ore, in nove distinti interventi di salvataggio, le imbarcazioni delle organizzazioni non governative hanno soccorso complessivamente 283 donne, uomini e bambini le cui vite erano in pericolo nel Mediterraneo centrale.

In un mare dove le politiche di dei governi e delle istituzioni UE producono chiusura e respingimenti, sofferenze e morte, l’azione coordinata della Flotta civile ha fatto sì che, ancora una volta, la vita sconfiggesse la morte.

Grazie CivilFleet! Grazie Watch the Med - Alarm Phone, MV Louise Michel, AMA di Solidaire ✈️ , SEA-EYE-5 Sea-Eye e. V. , OYVON di MSF Sea , AURORA 2 SAR di Sea-Watch OCEAN VIKING di SOS MEDITERRANEE ITALIA

Ph: Sos Mediterranee

06/10/2026

Continuano gli attacchi terroristici dei coloni israeliani in Masafer Yatta

Ieri sera, il villaggio di Wadi Rahim è stato attaccato da un gruppo di coloni mascherati, che ha dato fuoco a diverse auto e anche ad una casa, che fortunatamente non ha subito danni ingenti. Un abitante del villaggio è rimasto lievemente ferito.

Per l’ennesima volta, non solo l’esercito e la polizia israeliane non hanno impedito l’azione criminale dei coloni né hanno identificato i colpevoli, ma addirittura hanno bloccato l’accesso al villaggio ai palestinesi e agli attivisti internazionali giunti in soccorso nonché all’ambulanza e ai vigili del fuoco quando ancora le fiamme divampavano.

Seminare il terrore tra la popolazione civile palestinese è uno strumento sempre più usato dai coloni per continuare il processo di pulizia etnica nel Territorio palestinese occupato.
Ciò è possibile solo grazie al supporto attivo dello stato israeliano, fautore di un progetto coloniale possibile solo grazie al sostegno dei governi occidentali, alleati di Israele.

“Come palestinesi, abbiamo finito le parole, cosa potrebbe spingervi ad agire?”Con queste parole, Mohammad Hureini , att...
05/10/2026

“Come palestinesi, abbiamo finito le parole, cosa potrebbe spingervi ad agire?”
Con queste parole, Mohammad Hureini , attivista del collettivo palestinese Youth Of Sumud , inchioda la comunità internazionale alle sue responsabilità nel genocidio a Gaza e nella pulizia etnica in Cisgiordania.

Con il suo rapporto, “Masafer Yatta, un laboratorio di pulizia etnica”, Mediterranea vuole ottenere proprio questo: portare prove legali per denunciare i singoli coloni, le organizzazioni che li sostengono e il Governo israeliano complice attivo nell’Occupazione della Cisgiordania.

Grazie all’invito delle europarlamentari Benedetta Scuderi e Annalisa Corrado, Mediterranea è riuscita a portare la sua denuncia al Parlamento europeo, partecipando al convegno “The courage to disobey”.

È il momento dell’azione! Qui ed ora!

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Rome

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