17/06/2026
Ieri i corpi di altre 15 persone migranti sono stati ritrovati sulla spiaggia di Al-Khums, a est di Tripoli. Da tre giorni, quasi ogni giorno, il mare restituisce corpi lungo le coste libiche. Nessuna notizia di questi naufragi sui media. Nessun nome. Nessuna storia. Nessuna famiglia avvisata con dignità.
Oggi, con i voti del centrodestra e delle destre estreme, il Parlamento europeo ha approvato la riforma del Regolamento Rimpatri: più strumenti di detenzione, più procedure di allontanamento forzato, più possibilità di deportare le persone fuori dai confini dell’Unione Europea, consegnandole ad aguzzini e trafficanti senza scrupoli. Gli europarlamentari dei partiti più razzisti e xenofobi hanno festeggiato questa sconfitta dell’umanità gridando in aula l’osceno “send them back” (rimandiamoli indietro)!
Mentre il Mediterraneo continua a raccontare il costo umano delle frontiere chiuse, l’Unione Europea sceglie di rafforzare i dispositivi di respingimento e deportazione, invece di costruire vie sicure e legali.
Ogni corpo restituito dal mare è il segno di un fallimento politico. Il soccorso salva vite oggi, ma solo un cambiamento radicale delle politiche migratorie può impedire le morti di domani.
Nessuna persona dovrebbe essere costretta a rischiare la propria vita per poter cercare protezione e futuro in Europa.