15/11/2024
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Avere più consultori che rispondano ai bisogni e desideri delle donne e di tutte le persone che li attraversano..non è un privilegio..ma un diritto.
E MO’ BASTA!
Da anni denunciamo la sistematica opera di depotenziamento, aggressione e svuotamento dei consultori pubblici.
La sistemica negazione dei diritti di autodeterminazione, di libertà di scelta, della cura dei propri corpi, della salute sessuale e riproduttiva è il nutrimento della violenza patriarcale e capitalista sui liberi corpi e libere persone.
Depotenziare e rendere inefficaci i consultori significa privare i territori di un servizio di prossimità svolto da un’equipe che opera una presa in carico globale della persona che vi accede.
Lo Stato e la Regione Lazio non chiudono i consultori ma li portano alla deriva così che non funzionano più e la popolazione non né senta più la necessità.
Questa è una forma di violenza.
Questa tecnica vale per tutta Italia, per tutta la Regione Lazio ma in particolare vale per il territorio del Municipio 13.
Un consultorio per essere definito tale deve avere un’equipe completa e garantire così l’accesso a tutti i servizi e a tutte le persone.
Siamo oltre 137000 abitanti e non abbiamo neanche un consultorio:
Quello di Montespaccato è chiuso dall' 8 marzo e non si sa quando riaprirà e il personale andato in pensione ad oggi non è stato sostituito.
Quello di via Silveri non ha un’equipe completa pertanto il servizio non è garantito soprattutto alla popolazione più giovane, né a chi vuole abortire o prendere la pillola contraccettiva.
Il consultorio è l'unico posto nel quale la popolazione più giovane (14/19 anni) può trovare risposte e aiuto per avere la pillola gratuitamente, per avere una visita ginecologica e per incontrarsi tra pari in uno spazio libero e protetto.
Tutto questo non c'è.