nasce nel 2010 sull’onda dell’evento nazionale e internazionale la "Notte dei Senza Dimora" che ogni anno nella giornata mondiale O.N.U. di lotta contro la povertà (17 ottobre), richiama l’attenzione sul sociale e le problematiche dei senza fissa dimora. Ma non basta una Notte sola per denunciare e informare, così come non bastano cene e coperte per risolvere il disagio abitativo che spesso è dive
nuto prima di tutto un disagio esistenziale. Per questo ogni mese si cerca di ricostruire una piazza ideale dove possano convergere operatori di settore, artisti, volontari, senza dimora e gente comune per guardarsi finalmente in faccia e scoprire che forse “l’altro” non è poi così diverso. Il circuito dell’assistenza, spesso, si occupa di fornire solamente beni primari di tipo materiale, ma reintegrare una persona che da tempo ha vissuto nell’invisibilità generale significa metterla anche in un contesto relazionale che promuova il dialogo e la conoscenza. E invece giunge anche l'Arte al Centro di accoglienza per persone senza dimora “Madre Teresa di Calcutta”, gestito dalla Cooperativa Sociale Il Cigno, per l’apertura di BIP – BENI IMMATERIALI PRIMARI, la settima edizione del progetto creato e realizzato dall’Associazione La casa di cartone in collaborazione con il Centro di Accoglienza, e la Direzione Artistica di Igor La Fontana, de “L’Asino che Vola”. Teatro, musica e fotografia per condividere una serata esclusiva, con l’intento di abbattere le differenze/diffidenze sociali. L'iniziativa vuol coinvolgere i cittadini e gli addetti ai lavori sulle tematiche che il nostro modello di società moderna propone con sempre maggiore potenza, ovvero una visione basata sulla paura dell'altro e del diverso quale potenziale usurpatore di diritti, nei fatti, l'individuazione sistemica di un capro espiatorio, utile contenitore di fobie collettive, facili prede di ciarlatani e affabulatori, che disegnano una società da cui vogliamo prenderne le distanze. L'evento tematico proposto, vuol riprodurre attraverso l'utilizzo dell'arte nelle sue varie simbologie espressive, una 'fucina di emozioni', unico elemento realmente comune tra individui, cittadini con dimora e non, migranti ed emarginazione sociale, che nel suo pieno svolgimento dissipi come nebbia al sole la diffidenza “verso l’altro da noi” rendendo i partecipanti tutti un po’ più “umani”, solidali e conduttori attivi di emozioni. IL PROGETTO AL QUALE STIAMO LAVORANDO VUOLE UTILIZZARE L’ARTE NELLE VARIE SIMBOLOGIE ESPRESSIVE , UNA “FUCINA DI EMOZIONI “, UNICO ELEMENTO REALMENTE COMUNE TRA INDIVIDUI. DOPO AVER AVUTO ESPERIENZE PERSONALI ED AVER ORGANIZZATO GLI EVENTI IN AUTONOMIA, SIAMO ARRIVATI ALLA DETERMINAZIONE CHE DA SOLI SI PUO’ FARE POCO. SI E’ PENSATO CHE CREANDO AGGREGAZIONE, INCLUSIONE, SENSIBILIZZAZIONE, ABBATTERE LE DIFFERENZE/DIFFIDENZE SOCIALI UNITI SI PUO’ ARRIVARE A TRAGUARDI IMPORTANTI. LE REALTA’ COINVOLTE NEL PROGETTO BIP: LA COOP. IL CIGNO, LA COOP PROGRAMMA INTEGRA, IL CONSORZIO IL MELOGRANO E 5D.