Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore

Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore La Fondazione è nata tre mesi dopo la morte di Angelo Vassallo, per volontà della famiglia.

Gli scopi della Fondazione sono:

il contrasto di ogni forma di illegalità e di subcultura criminosa;
la tutela dei diritti dei cittadini;
la protezione dell'uomo, delle specie animali e vegetali e dell'ambiente in senso lato;
la formazione di una coscienza civica e ambientalista, attraverso strumenti didattici destinati alle giovani donne e ai giovani uomini che domani saranno padroni del mond

o;
la promozione di interventi attivi e partecipati da parte dei cittadini ad eventi in difesa del patrimonio culturale, naturalistico e paesaggistico;
la cooperazione a livello locale, nazionale ed internazionale, in difesa del bene comune, tra le forze civili e politiche;
la lotta contro ogni forma di sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, marine, del suolo e del sottosuolo;
l’organizzazione della raccolta fondi per il perseguimento degli scopi sin qui elencati, sia direttamente sia attraverso altri enti.

𝐅𝐎𝐍𝐃𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐕𝐀𝐒𝐒𝐀𝐋𝐋𝐎: “𝐅𝐈𝐃𝐔𝐂𝐈𝐀 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐆𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐌𝐀 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐂𝐋𝐈𝐌𝐀 𝐃𝐈 𝐏𝐎𝐋𝐄𝐌𝐈𝐂𝐀”La Fondazione Angelo Vassallo “Sinda...
22/06/2026

𝐅𝐎𝐍𝐃𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐕𝐀𝐒𝐒𝐀𝐋𝐋𝐎: “𝐅𝐈𝐃𝐔𝐂𝐈𝐀 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐆𝐈𝐒𝐓𝐑𝐀𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐌𝐀 𝐃𝐎𝐋𝐎𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐂𝐋𝐈𝐌𝐀 𝐃𝐈 𝐏𝐎𝐋𝐄𝐌𝐈𝐂𝐀”

La Fondazione Angelo Vassallo “Sindaco Pescatore” ribadisce la propria fiducia nella magistratura e nelle istituzioni dello Stato, esprimendo al contempo profondo dolore per il clima di tensione e le polemiche seguite alle recenti notizie sul procedimento relativo all’omicidio di Angelo Vassallo.

In riferimento ai richiami dell’Associazione Nazionale Magistrati – sezione di Salerno, la Fondazione precisa che le espressioni riportate dagli organi di stampa non sono state pronunciate dal Presidente Dario Vassallo, ma sono state erroneamente attribuite alla sua persona. Le stesse sono invece riconducibili al Vicepresidente Massimo Vassallo.

La Fondazione ribadisce il proprio rispetto per la magistratura e per il lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Salerno nel corso di questi anni, segnati da un’indagine complessa e ancora fortemente sentita dall’opinione pubblica. Un sentito ringraziamento viene rivolto al Procuratore della Repubblica di Salerno Raffaele Cantone, alla PM dott.ssa Elena Guarino, alla PM dott.ssa Mafalda Daria Cioncada, al già Procuratore Capo di Salerno Giuseppe Borrelli e a tutti i magistrati che hanno lavorato con serietà, equilibrio e determinazione su una vicenda che riguarda non solo una famiglia, ma la ricerca della verità e il diritto dei cittadini alla giustizia.

La Fondazione rinnova infine il proprio impegno per la verità e la giustizia per Angelo Vassallo, nel rispetto delle istituzioni dello Stato.

Gentile Giudice Giovanni Rossi,Le chiediamo di spiegare a nostra madre il suo comportamento in qualità di giudice, poich...
21/06/2026

Gentile Giudice Giovanni Rossi,

Le chiediamo di spiegare a nostra madre il suo comportamento in qualità di giudice, poiché noi, ad oggi, non siamo riusciti a comprenderlo.

Vorremmo soffermarci su un solo elemento: il “tempo”.

Per il procedimento relativo a Fabio Cagnazzo, dopo l’arringa della difesa avvenuta il 27 marzo 2026, sono state necessarie soltanto due ore per emettere la sentenza di proscioglimento. A nostro avviso si tratta di un lasso di tempo estremamente breve, considerando che in quelle ore sono stati valutati 14 anni di intercettazioni, deposizioni e dichiarazioni, per un totale di circa 80.000 pagine.

Complimenti per la rapidità.

Diversamente, per il procedimento relativo a Romolo Ridosso, il 19 giugno 2026, sono trascorsi 28 giorni. In quella data era stato comunicato che la sentenza sarebbe stata emessa alle ore 10:00, ma il giudice è entrato in aula in ritardo, comunicando successivamente che la decisione sarebbe stata resa alle 12:30. In realtà, la pronuncia è avvenuta intorno alle 13:30 e in meno di due minuti è stata emessa la decisione.

Non sappiamo se nostra madre riuscirà a comprendere queste tempistiche.

Nel frattempo, purtroppo, è venuta a mancare senza conoscere chi abbia ucciso suo figlio. Per noi, e anche per lei, si trattava del sindaco, dello Stato.

Infine, nostra madre aveva la licenza elementare: l’unico libro che ha letto è stato Il sindaco pescatore. Non ha frequentato l’Università Federico II di Napoli e non possiede conoscenze di diritto penale. Nemmeno noi le abbiamo, ma stiamo cercando di capire e imparare.

Come può uno scoglio "arrestare" il mare.Lucio Battisti
21/06/2026

Come può uno scoglio "arrestare" il mare.
Lucio Battisti

21/06/2026

Facciamo chiarezza.

Quello che ha deciso il giudice Giovanni Rossi è estremamente grave ma, non inaspettato.
Avevo già scritto tutto.
Non è finita.

20/06/2026

La verità

Dalle ore 5 di venerdì 19 giugno sono ancora in giro.

Quando ero bambino, nostro padre, chiamava Giovanni per arare la terra.
Giovanni aveva una coppia di buoi bianchi che tiravano l' aratro per dissodare la terra, per la semina.
Allora non c'era il trattore.
Ricordo ancora il nome di uno dei buoi, " Occhio nero"
Occhio nero era grosso, giovane, muscoloso e tirava con tanta più forza rispetto all' altro, vecchio e più fragile.
Occhio nero , solo lui, aveva al naso " a nasca"
Un ferro circolare, una specie di anello, oggi lo chiamano pearcing,
La nasca era collegata a Giovanni con una corda.
Sento ancora la voce di Giovanni che tirando la corda gridava:
" Occhioni ti porto io a surc"

Tradotto, Occhio nero ti riporto io nel solco.
Perché il solco doveva essere dritto al fine di dissodare la terra in modo uniforme.

Ecco perché sto ancora in giro.

Per portare nel solco della verità questo processo.
I detrattori diranno:
Ma sono passati 16 anni?
Per voi.
Noi siamo rimasti a Occhio nero, ma con metodi moderni, senza dimenticare che qualcuno ha bisogno della nasca.

19/06/2026

FONDAZIONE VASSALLO: “ASSOLUZIONE RIDOSSO, MA RESTANO SCELTE E TEMPI CHE DESTANO PERPLESSITÀ”

Il Presidente Dario Vassallo e il Vicepresidente Massimo Vassallo: “Alla luce di quello che è successo possiamo dire che questa sentenza era nell’aria. Continuiamo a chiedere verità e giustizia per Angelo Vassallo, nel rispetto della magistratura e delle istituzioni dello Stato.”

La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto della sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, che ha assolto Romolo Ridosso per non aver commesso il fatto nel procedimento celebrato con rito abbreviato relativo al primo stralcio dell’inchiesta sull’omicidio del Sindaco Pescatore. La Procura aveva chiesto la condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione, mentre la difesa dell’imputato aveva sostenuto posizioni differenti nel corso del giudizio. Secondo la ricostruzione accusatoria, Ridosso avrebbe partecipato a un sopralluogo nei giorni precedenti all’agguato per verificare la presenza di telecamere, nell’ambito di un contesto investigativo che lo vedrebbe inserito in un gruppo composto da Cioffi, Cagnazzo, Cipriano e Cafiero. L’azione, inizialmente ipotizzata come una gambizzazione del sindaco, sarebbe poi sfociata nell’omicidio di Angelo Vassallo.

Il Presidente della Fondazione, Dario Vassallo, dichiara: “Alla luce di quello che è successo posso dire che questa sentenza era nell’aria. Sicuramente il giudice Giovanni Rossi ha dato il meglio di sé. Dopo il non luogo a procedere nei confronti di Cagnazzo, resta un quadro che per noi continua a essere assurdo. La Procura aveva chiesto sette anni e quattro mesi, mentre la difesa aveva sostenuto una posizione diversa rispetto alle accuse. Il giudice è arrivato alla conclusione che Ridosso non c’entra nulla in questa vicenda. Ridosso avrebbe fatto un sopralluogo per verificare la presenza delle telecamere e avrebbe fatto parte di un gruppo rappresentato da Cioffi, Cagnazzo, Cipriano e Cafiero. Prendiamo atto di quanto deciso, ma restano le nostre valutazioni su una vicenda che continua a lasciare molte domande aperte. Valuteremo le dovute iniziative, anche alla luce della possibilità di chiedere un intervento del Ministero della Giustizia, perché tutto ciò appare ancora difficile da comprendere.”

Il Vicepresidente Massimo Vassallo aggiunge: “L’udienza di Ridosso, nella quale ha parlato il suo difensore, risale a più di un mese fa. Il giudice si è preso più di un mese per deliberare in merito all’assoluzione di Ridosso. Diversamente, per la posizione Cagnazzo, la decisione è arrivata in poche ore. Questo ci lascia perplessi. Significa che per una decisione si è impiegato un mese e per un’altra poche ore. Riteniamo che questo aspetto debba essere chiarito, perché riguarda il modo in cui vengono gestiti tempi e decisioni in un processo così delicato. Spero di non incrociarlo più lungo la mia strada e, per le sue capacità, avrà sicuramente un grande successo nel mondo della giustizia italiana.”

“Non possiamo non sottolineare un passaggio che riteniamo significativo. L’avvocato difensore di Romolo Ridosso ha dichiarato: ‘Non posso certo chiedere l’assoluzione per il mio assistito’. Eppure il giudice ha pronunciato l’assoluzione. È un paradosso: l’avvocato non chiede l’assoluzione per il proprio assistito e il giudice lo assolve. Un passaggio che riteniamo rilevante e che, per quanto ci risulta, non sappiamo se sia mai avvenuto prima nel nostro Paese.”-concludono il Presidente Dario Vassallo e del Vicepresidente Massimo Vassallo-.

FONDAZIONE ANGELO VASSALLO: DOMANI, VENERDÌ 19 GIUGNO, A SALERNO PUNTO STAMPA IN OCCASIONE DELL’UDIENZA DEL PROCESSOLa F...
18/06/2026

FONDAZIONE ANGELO VASSALLO: DOMANI, VENERDÌ 19 GIUGNO, A SALERNO PUNTO STAMPA IN OCCASIONE DELL’UDIENZA DEL PROCESSO

La Fondazione Angelo Vassallo informa che domani, venerdì 19 giugno, in occasione della nuova udienza del processo per l’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, prevista presso il Tribunale di Salerno – Cittadella Giudiziaria (Palazzina C, III piano), sarà istituito un punto stampa dedicato ai giornalisti.

Al termine dell’udienza, la Fondazione incontrerà la stampa all’esterno della Cittadella Giudiziaria. L’appuntamento rappresenterà anche un momento di partecipazione aperto ai cittadini che, numerosi, hanno espresso la volontà di essere presenti per testimoniare vicinanza, memoria e impegno per la verità.

17/06/2026

Attenti a quei tre
- Domenico Palladino
- Stefano Pisani
-?

Il futuro è già qui.Per 16 anni ho girato l’Italia, visitando e conoscendo innumerevoli città, paesi e comuni.Ritengo ch...
12/06/2026

Il futuro è già qui.

Per 16 anni ho girato l’Italia, visitando e conoscendo innumerevoli città, paesi e comuni.

Ritengo che, nella parte sud di questo Paese, esistano luoghi capaci di diventare un vero traino per interi territori.

Ne cito soltanto quattro.

Manfredonia.
La città pugliese potrebbe davvero diventare la “porta” per i commerci provenienti dal Medio Oriente e dai Balcani.
È un luogo che possiede tutti i requisiti per trasformarsi, in soli dieci anni, in una città di straordinaria importanza per il nostro Paese: per la sua posizione strategica, per le sue bellezze ambientali e per il suo patrimonio architettonico.

Da Manfredonia si apre la strada verso il Gargano.

Maratea.
Considero questa città una delle meraviglie del mondo: un luogo dove la montagna abbraccia il mare, dove il tempo rallenta e la bellezza diventa protagonista.

Ha tutte le caratteristiche per diventare una delle mete più importanti del turismo italiano.

Gravina in Puglia.
È una città piena di storia, dove ogni pietra racconta cultura e grida bellezza.

È ancora, per molti aspetti, fuori dalle principali traiettorie turistiche.
Eppure esprime un potenziale enorme: non solo turistico, ma anche agricolo.

Oggi è come una Ferrari che viaggia con la prima marcia inserita: basta liberarne la potenza.

E poi, non per ultima:

Chianalea di Scilla.
Un luogo incantato dove il tempo sembra essersi fermato, dove l’uomo mantiene ritmi legati al mare, alla pesca del pesce spada e della lampuga imperiale.

Un posto che potrebbe diventare il rifugio di artisti, creativi e di tutte quelle persone che amano la vita, la bellezza e il territorio.

Per queste quattro città, se fossi un governante, investirei 100 milioni di euro in tre anni e affiderei la guida del progetto a Gerardo Spira.

Non creeremmo soltanto quattro città più ricche, ma quattro territori in cui Bellezza e Cultura siederebbero alla stessa tavola, imbandita da persone impegnate per il bene degli altri.

Come mai lo stemma del comune di Pollica è, giustamente, accanto ad una targa che ricorda un cittadino di Pollica, invec...
11/06/2026

Come mai lo stemma del comune di Pollica è, giustamente, accanto ad una targa che ricorda un cittadino di Pollica, invece non è presente dove è stato ucciso il loro Sindaco?
Secondo voi perché?
Ma costoro sono a conoscenza che prima di Angelo Vassallo questo Comune non aveva neanche lo stemma?

Indirizzo

Rome

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