11/11/2025
La tragica vicenda di Valentina Milluzzo — per chi non ne fosse a conoscenza — si configura come un emblematico caso di morte per ab**to terapeutico negato. Il dramma si consumò a Catania, presso l'Ospedale Cannizzaro, in un contesto agghiacciante: l'intera équipe medica del reparto di Ginecologia risultava essere composta da obiettori di coscienza.
Dopo una condanna in primo grado per quattro dei medici coinvolti, la Corte d'Appello aveva successivamente emesso una sentenza di assoluzione. Oggi, tuttavia, la Corte di Cassazione si è autorevolmente pronunciata, annullando la sentenza di assoluzione.
Sebbene nessuna pronuncia giudiziaria possa restituire Valentina all'affetto dei suoi cari, la decisione della Suprema Corte ristabilisce un principio fondamentale di giustizia, ponendo un freno a un episodio drammatico e inaccettabile per un Paese che si dichiara laico.
Ci si deve augurare, con forza, che questa sentenza rappresenti un deterrente e un monito, servendo a salvare altre donne dal rischio di una medicina esercitata e orientata all'ombra di un credo religioso, anziché nel rispetto del dovere professionale e della Legge dello Stato. Per quello che riguarda il reato, questo è ormai andato in prescrizione.