22/08/2026
Oltre la pena: una riforma necessaria per la vita
di Roberto Mineo, Presidente del Ce.I.S. don Mario Picchi ETS
L’entrata in vigore della Legge 140/2026 rappresenta un momento di svolta nel nostro ordinamento, un provvedimento che come Presidente del Ce.I.S. don Mario Picchi accolgo con profonda convinzione. Da decenni, la nostra realtà si batte per un approccio al problema delle dipendenze che non si limiti alla gestione dell'emergenza, ma che sappia guardare alla persona nella sua interezza.
Una visione di equilibrio: cura, responsabilità e sicurezza
Il cuore di questa riforma risiede in un principio che ho sempre sostenuto: “una riforma seria deve tenere insieme cura, responsabilità e sicurezza”.
Troppo spesso, in passato, il sistema penale ha visto nella detenzione l’unica risposta possibile, dimenticando che la dipendenza è, prima di tutto, una patologia. La possibilità di accedere alla detenzione domiciliare, subordinata a un rigoroso programma terapeutico, non è un atto di clemenza, ma un atto di estrema responsabilità civile. La pena diventa così uno spazio di trasformazione: il tempo del recupero sostituisce l’inerzia dell’isolamento, riducendo le probabilità di recidiva e restituendo alla società un cittadino consapevole. La sicurezza collettiva, infatti, si garantisce molto più efficacemente attraverso la riabilitazione che attraverso la mera privazione della libertà.
La nostra storia, iniziata con l’intuizione di don Mario Picchi, ci ha insegnato che non esiste cura senza una presa in carico autentica e umana. Il Ce.I.S. ha sempre interpretato il proprio ruolo come un ponte tra il bisogno di salute della persona e il dovere di giustizia della società.
Questa legge ci fornisce oggi gli strumenti normativi per dare continuità a questo impegno storico. Il nostro contributo al dibattito pubblico, portato avanti anche attraverso il confronto con altre realtà del settore riunite in reti come Comunitalia, è stato guidato dalla volontà di tradurre la nostra esperienza sul campo in una proposta normativa che fosse finalmente all’altezza della complessità del fenomeno.
Trasformare la pena in opportunità
La sfida che ci attende ora è quella dell’attuazione. La norma è un’ottima cornice, ma sarà l’efficacia dei percorsi terapeutici a fare la differenza. Come Ce.I.S. don Mario Picchi, siamo pronti a mettere in campo tutta la nostra competenza per garantire che questa opportunità di recupero sia colta appieno.
Credo fermamente che il recupero di un individuo non sia una vittoria privata, ma un successo per l’intera comunità. Con questa riforma, l’Italia compie un passo avanti verso un sistema penale più umano e, proprio per questo, più efficace. La nostra missione continua, con la consapevolezza che, laddove c’è cura, c’è sempre la possibilità di un nuovo inizio.