Unione Coltivatori Italiani

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Unione Coltivatori Italiani L’ UCI - Unione Coltivatori Italiani è un Sindacato agricolo nato nel 1966.

𝐀𝐠𝐨𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐏𝐚𝐝𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐕𝐢𝐜𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐨𝐥𝐭𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢Complimenti e buon lavoro ad Agostino Padovani, ...
21/10/2026

𝐀𝐠𝐨𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐏𝐚𝐝𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐕𝐢𝐜𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐨𝐥𝐭𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢

Complimenti e buon lavoro ad Agostino Padovani, oggi eletto 𝐕𝐢𝐜𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 dell'UCI.

Nel suo intervento a seguito dell’elezione, Padovani ha ringraziato il Consiglio Nazionale per la fiducia accordatagli, ribadendo la volontà di mettere la propria esperienza al servizio di un progetto comune.

"Desidero innanzitutto ringraziare tutti voi per la fiducia che mi avete accordato. Considero questa nomina un riconoscimento del lavoro svolto negli anni, dei risultati raggiunti sul territorio nazionale, dello sviluppo delle attività e delle Sedi. Non ho mai ricercato un'altra carica o un riconoscimento formale. Quello che conta, per me, è il lavoro quotidiano e la possibilità di essere utile all’Organizzazione. La carica di Vicepresidente rappresenta un'ulteriore responsabilità, che intendo assumere con lo stesso 𝐬𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 che ha sempre caratterizzato il mio impegno.

Voglio ringraziare in modo particolare due persone che hanno avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso di crescita professionale e, soprattutto, personale. La prima è il Presidente Mario Serpillo, che per me è stato, ed è, una guida, quasi come un padre! Una persona capace di accompagnarmi nel percorso di crescita, di incoraggiarmi quando necessario, ma anche di richiamarmi quando occorreva ritrovare la giusta determinazione.
La sua presenza costante, la sua dedizione e la sua perseveranza rappresentano per me una bussola e credo costituiscano un riferimento per l’intera Organizzazione.

Grazie, Mario!

La seconda persona è l'Amministratore Carlo Medagli, che mi è stato vicino sin dal momento della mia nomina a Presidente del Patronato Enac. Carlo è innanzitutto un amico: mi ha aiutato a comprendere a fondo il funzionamento della complessa macchina del Patronato. Ci confrontiamo quotidianamente e ogni nostra conversazione rappresenta un’occasione di crescita.

Ma un pensiero speciale va, oggi, a 𝐦𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨.

Come molti di voi sanno, mio padre è stato una figura storica dell’UCI, che ha ricoperto anche il ruolo di Amministratore nazionale.

È stato lui a trasmettere a me e a mio fratello i valori della lealtà, del rispetto per il mondo agricolo, per il lavoro e per le persone più deboli. Non dobbiamo mai dimenticare che la nostra Organizzazione svolge prima di tutto una 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞. Gli Operatori, che ogni giorno lavorano nelle nostre Sedi, rappresentano un punto di riferimento per tutte le persone che hanno bisogno di assistenza, tutela e sostegno.

Sono questi i valori che mio padre ci ha insegnato fin da piccoli. Per lui l’UCI era una seconda famiglia e noi siamo cresciuti vivendo questa Organizzazione come parte della nostra vita. Oggi l’UCI continua ad essere una seconda famiglia anche per me.

Spero di essere all’altezza dell’esempio che mio padre mi ha lasciato e penso che oggi sarebbe felice di questa nomina!

Il mio ringraziamento,però, deve andare anche alla mia famiglia, a mia moglie e a mio fratello: senza il loro continuo sostegno, oggi non sarei potuto arrivare dove sono! Il futuro di questa Organizzazione è nelle mani di ciascuno di noi.

Dobbiamo essere uniti, lavorare come una Squadra e mettere le nostre competenze e le nostre esperienze al servizio di un Progetto comune.

Facciamo in modo di restare uniti, di formare una vera Squadra. Lavoriamo e costruiamo unsieme quella che sarà l’UCI di domani.

Grazie a tutti!".

𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐢 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞Una crescita significativa si registra ...
21/10/2026

𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐢 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞

Una crescita significativa si registra in agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca e nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone. In aumento le opportunità nelle industrie alimentari e nelle industrie meccaniche ed elettroniche. “𝑁𝑜𝑛𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎̀ 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑖, 𝑙’𝑎𝑔𝑟𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖. 𝐶𝑒 𝑙𝑜 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑑𝑛𝑎 𝑒 𝑙’𝑈𝑐𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑖𝑜𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑎 𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑎𝑡𝑜”, il commento di Mario Serpillo presidente dell’Uci.

https://www.uci.it/lavoro-ristorazione-ospitalita-e-turismo-i-settori-con-le-maggiori-prospettive/

Situazione molto difficile in Sicilia. Unimpresa e Antonino Bongiovanni (UCI Sicilia) chiedeno all'assessore regionale a...
21/10/2026

Situazione molto difficile in Sicilia. Unimpresa e Antonino Bongiovanni (UCI Sicilia) chiedeno all'assessore regionale all'Agricoltura la convocazione di un tavolo tecnico d'urgenza entro 48 ore con tutti gli attori della filiera (agricoltori, autotrasportatori, pescatori e GDO).

Unimpresa Sicilia e UCI Sicilia (Unione Coltivatori Italiani), in rappresentanza di 15.000 partite IVA agricole, lanciano un allarme sulla crisi

𝐒𝐜𝐚𝐟𝐟𝐚𝐥𝐢 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐢 𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐢𝐧 𝐝𝐞𝐩𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞Peggiora la situazione delle forniture di prodotti agroa...
20/10/2026

𝐒𝐜𝐚𝐟𝐟𝐚𝐥𝐢 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐢 𝐞 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐢𝐧 𝐝𝐞𝐩𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞

Peggiora la situazione delle forniture di prodotti agroalimentari, in particolare del Mezzogiorno, che non riescono a raggiungere i supermercati a causa del blocco stradale operato, in vari punti del Paese, dagli autotrasportatori.

https://www.uci.it/scaffali-vuoti-e-merci-in-deperimento-cresce-il-disagio-sociale/

𝐎𝐥𝐢𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝐞𝐬𝐩𝐥𝐨𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚. 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨 (𝐔𝐂𝐈): «𝐀 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨» C...
16/10/2026

𝐎𝐥𝐢𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝐞𝐬𝐩𝐥𝐨𝐝𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚. 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨 (𝐔𝐂𝐈): «𝐀 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨»

Come se la passa l'olio italiano? Male, per tanti motivi. Abbiamo cercato di riassumerli nel pezzo che segue.

https://www.uci.it/olio-italiano-esplode-la-protesta-serpillo-uci-a-rischio-un-patrimonio-nazionale-la-politica-intervenga-subito/

La Commissione "𝐀𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐒𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞" del Consiglio regionale d'Abruzzo ha audito le f...
15/10/2026

La Commissione "𝐀𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐒𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞" del Consiglio regionale d'Abruzzo ha audito le forze sociali, tra cui l'Uci, sul tema della riforma del 𝑇𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑢𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑖𝑛 𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑜 e sulle 𝑁𝑢𝑜𝑣𝑒 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑔𝑖𝑎𝑛𝑎𝑙𝑒

La Commissione "Agricoltura, Sviluppo economico e Attività produttive" del Consiglio regionale d'Abruzzo, convocata dal presidente Nicola Campitelli, ha avviato questa mattina il confronto su alcune proposte di legge che propongono l'aggiornamento del 'Tes... (ANSA)

𝐑𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨 (𝐔𝐂𝐈): «𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐭𝐢𝐯𝐚...
14/10/2026

𝐑𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨 (𝐔𝐂𝐈): «𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐭𝐢𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞. 𝐈𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐢 𝐥’𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚»

Il Presidente dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), Mario Serpillo afferma con grande fermezza un principio assolutamente inderogabile: “La corsa alle energie rinnovabili non può trasformarsi in una corsa all'occupazione dei terreni agricoli. La scelta non può essere tra energia e cibo: l'Italia ha bisogno di accelerare la transizione energetica, ma deve farlo senza compromettere una risorsa strategica e non riproducibile come il suolo fertile. Perché se è necessario ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, è altrettanto indispensabile tutelare la capacità del Paese di produrre cibo, garantire lavoro e mantenere vivi i territori rurali.”
Nei primi sette mesi del 2026 sono stati connessi alla rete italiana 3.791 MW di nuova potenza fotovoltaica. Un'espansione che vede crescere il peso dei grandi impianti e che pone una questione politica sempre più urgente: chi decide dove installarli e quale prezzo dovrà pagare l'agricoltura per raggiungere gli obiettivi energetici nazionali?
«Non possiamo continuare a considerare i terreni agricoli come spazi disponibili da destinare a qualsiasi investimento risulti economicamente più conveniente. La terra non è una superficie da occupare, ma un patrimonio produttivo che garantisce cibo, occupazione e sicurezza alimentare. Sarebbe un paradosso combattere la crisi climatica sacrificando proprio quei territori che dovremmo proteggere. Il Governo deve chiarire quale modello di sviluppo intende perseguire e, soprattutto, quale ruolo vuole riconoscere all'agricoltura. Questa volta dovremmo ricordare e non ripetere gli errori del passato, quando nella seconda metà del Novecento l’espansione urbanistica e l’industrializzazione del Paese avvennero in modo indiscriminato, incontrollato e venne sacrificata in modo irreversibile una superfice di suolo fertile di valore incalcolabile.»
La questione assume un peso ancora maggiore in un Paese che continua a perdere suolo. Nel solo 2024 sono stati consumati circa 7.800 ettari di territorio, un fenomeno alimentato da molteplici trasformazioni che coinvolgono anche le superfici agricole. In questo scenario, la diffusione degli impianti energetici richiede una programmazione capace di evitare ulteriori pressioni sui terreni produttivi.
Ma esiste una contraddizione ancora più evidente. Mentre aumentano gli investimenti nelle rinnovabili, le imprese agricole continuano a sostenere costi energetici che incidono pesantemente sui margini di produzione. «Sappiamo che la transizione energetica porterà benefici economici e ambientali – afferma il Presidente Serpillo - ma va condotta con discernimento e lungimiranza. Se la ricchezza prodotta dai territori non torna ai territori, non stiamo costruendo una transizione equa, ma semplicemente spostando il valore economico da un settore all'altro».
Il problema non è la diffusione delle energie rinnovabili, ma l'assenza di una strategia capace di conciliare gli obiettivi energetici con quelli agricoli. Per il Presidente dell’UCI, Mario Serpillo anche l'agrivoltaico può rappresentare un'opportunità, ma soltanto se l'attività agricola resta effettivamente centrale e non diventa una giustificazione formale per realizzare impianti che, nei fatti, sottraggono spazio all’agricoltura: - «Il rischio è che l'agricoltore diventi un semplice affittuario della propria terra, mentre il valore economico viene trasferito altrove. Non possiamo accettare che la produzione alimentare venga progressivamente considerata meno redditizia, e quindi meno importante, rispetto alla produzione energetica». La sicurezza energetica non può essere costruita a scapito di quella alimentare. L'UCI chiede quindi al Governo una pianificazione nazionale più rigorosa, che assicuri la tutela del suolo agricolo e che i vantaggi economici derivanti dalle rinnovabili si traducano anche in una riduzione concreta dei costi energetici per chi lavora nei campi, evitando che la transizione si trasformi in un ulteriore fattore di squilibrio tra grandi investitori e piccole imprese.>>

𝐕𝐞𝐧𝐝𝐞𝐦𝐦𝐢𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝟕% 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨La vendemmia di quest’anno porterà meno nettare nelle botti. Perché? Per v...
13/10/2026

𝐕𝐞𝐧𝐝𝐞𝐦𝐦𝐢𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝟕% 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨

La vendemmia di quest’anno porterà meno nettare nelle botti. Perché? Per via della siccità e della riduzione volontaria delle rese, causata dalle alte giacenze e dalla ricerca di una 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀.

𝐒𝐩𝐫𝐞𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨 (𝐔𝐂𝐈): «𝐑𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨...
12/10/2026

𝐒𝐩𝐫𝐞𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐒𝐞𝐫𝐩𝐢𝐥𝐥𝐨 (𝐔𝐂𝐈): «𝐑𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐦𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞»

Dieci anni di lotta allo spreco alimentare dimostrano che, quando la politica costruisce strumenti concreti e mette in relazione imprese, istituzioni e Terzo settore, i risultati arrivano. Ma il successo della legge Gadda apre anche una riflessione più ampia sul valore del cibo, sulle contraddizioni della filiera agroalimentare e sul riconoscimento economico del lavoro di chi produce.
Il Presidente nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani (UCI), Mario Serpillo analizza i dati presentati alla Camera dei Deputati da Fondazione Terzjus e Fondazione Valore, da cui emerge che dal 2016 in Italia sono state donate circa 3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari e 40 milioni di confezioni di farmaci, per un valore economico complessivo stimato in 10,3 miliardi di euro. “Un risultato significativo, che testimonia la crescita di una rete solidale capace di trasformare prodotti altrimenti destinati allo spreco in risorse per la collettività” – osserva il Presidente Serpillo, secondo il quale questi risultati rappresentano un esempio positivo di intervento legislativo, ma impongono anche di interrogarsi sulle cause che continuano a generare eccedenze lungo la filiera.
«La legge Gadda dimostra che la buona politica può produrre risultati concreti quando sceglie di semplificare, incentivare e mettere in rete le realtà del territorio. Recuperare alimenti ancora utilizzabili significa evitare uno spreco di risorse economiche, ambientali e sociali. Tuttavia, non possiamo limitarci a intervenire quando il cibo è già diventato un'eccedenza. Dobbiamo chiederci perché, in un Paese che considera l'agroalimentare una delle proprie eccellenze, continuiamo a produrre valore che troppo spesso non viene adeguatamente riconosciuto a chi lo genera» sottolinea Serpillo.
Il tema dello spreco alimentare, infatti, non può essere separato dalle difficoltà economiche che attraversano il comparto agricolo. Costi di produzione elevati, squilibri contrattuali, dinamiche commerciali che comprimono i prezzi all'origine e standard di mercato che possono penalizzare prodotti perfettamente commestibili contribuiscono a creare condizioni nelle quali il valore del lavoro agricolo rischia di disperdersi ben prima di arrivare sulle tavole dei consumatori.
«Esiste una contraddizione che la politica deve avere il coraggio di affrontare: da una parte recuperiamo giustamente il cibo per contrastare lo spreco e sostenere chi è in difficoltà, dall'altra continuiamo a tollerare un sistema che non riconosce una remunerazione dignitosa a chi quel cibo lo produce con fatica e assumendosi molti rischi. La solidarietà è fondamentale, ma non può diventare la risposta alle inefficienze economiche della filiera. Il valore di un prodotto agricolo deve essere riconosciuto prima che diventi un'eccedenza, non soltanto quando viene recuperato», prosegue il Presidente UCI.
In questa prospettiva, la prevenzione dello spreco dovrebbe diventare parte integrante delle politiche agricole e alimentari, attraverso una migliore programmazione delle produzioni, accordi di filiera più equilibrati, il rafforzamento delle reti territoriali di recupero e strumenti che consentano anche alle piccole aziende agricole di partecipare ai circuiti della donazione senza dover sostenere costi logistici e organizzativi sproporzionati.
Occorre inoltre promuovere una maggiore consapevolezza nei consumatori, superando una cultura commerciale che tende a privilegiare l'uniformità estetica dei prodotti rispetto alla loro qualità e al loro valore alimentare.
«Dopo dieci anni abbiamo la dimostrazione che una legge può cambiare concretamente il modo in cui il Paese affronta lo spreco. Ora serve un passo ulteriore – conclude il Presidente, Mario Serpillo - bisogna investire nella prevenzione, sostenere le filiere corte, facilitare il recupero delle eccedenze direttamente nelle aziende e soprattutto riequilibrare la distribuzione del valore lungo la catena agroalimentare».

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