Federazione Italiana Diritti Umani - Comitato Italiano Helsinki

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Federazione Italiana Diritti Umani - Comitato Italiano Helsinki Dal 1987 il nostro impegno per la promozione e la tutela dei diritti umani in Italia come nel resto del mondo.

Il Comitato fu fondato per contribuire - attraverso analisi, dibattiti, campagne di informazione, iniziative parlamentari, missioni, manifestazioni - all'attuazione degli Accordi di Helsinki del 1975, che stabilivano il legame fondamentale fra sicurezza, disarmo, cooperazione internazionale e diritti umani. Fra i fondatori: Antonio Stango, Sergio Mercanzin, Sergio Rapetti, Beatrice Rangoni Machiavelli, Carlo Ripa di Meana, Jiri Pelikan, Francesco Rutelli, Paolo Ungari.

We just published a major new report documenting the ongoing consequences of  ’s post-coup emergency purges (2016-2026)....
16/06/2026

We just published a major new report documenting the ongoing consequences of ’s post-coup emergency purges (2016-2026). At this link, it's possible to free download both the English and the Turkish version of the report.

A digital and empirical assessment of Turkey's post-2016 purges June 2016 The Italian Federation for Human Rights (FIDU) has published a major new report documenting the ongoing consequences of Turkey’s post-coup emergency purges. The report is authored by lawyer Ali Yıldız, founder and director...

La scorsa settimana si è conclusa a Roma una due giorni di lavoro dedicata alla risposta dell’Italia alla repressione tr...
08/06/2026

La scorsa settimana si è conclusa a Roma una due giorni di lavoro dedicata alla risposta dell’Italia alla repressione transnazionale (TNR), organizzata da FIDU in collaborazione con International Partnership for Human Rights.

In un momento in cui la TNR è sempre più riconosciuta come una minaccia ibrida capace di colpire lo spazio civico, l’ecosistema informativo, la sicurezza nazionale e la resilienza democratica, l’obiettivo dell’iniziativa è stato duplice: approfondire il fenomeno e iniziare a costruire un metodo di risposta più strutturato.

Rispetto a molti altri Paesi, l’Italia ha ancora molto da fare per dotarsi di strumenti più efficaci di prevenzione, segnalazione, protezione e coordinamento. Allo stesso tempo, però può fare tesoro delle esperienze e delle buone pratiche già sviluppate in altri contesti, adattandole alle esigenze concrete delle persone e delle comunità direttamente colpite.

Nel corso delle due giornate, l’iniziativa ha riunito una conferenza pubblica, una tavola rotonda tecnica e un workshop dedicato ai professionisti del diritto, coinvolgendo rappresentanti delle istituzioni, società civile, forze dell’ordine, avvocati, esperti e comunità della diaspora.
La conferenza pubblica ha permesso di approfondire diversi contesti, dando spazio anche alle voci delle comunità della diaspora e alle esperienze dirette di chi è colpito da queste pratiche.

Uno dei messaggi principali emersi è chiaro: la repressione transnazionale non può essere affrontata in modo isolato.
Serve un approccio centrato sulle vittime, ma anche un coordinamento più forte tra istituzioni, società civile, professionisti del diritto, esperti, giornalisti e comunità coinvolte. Servono canali di segnalazione sicuri, una migliore capacità di riconoscere i segnali di rischio, percorsi di protezione più chiari e una comprensione condivisa del legame tra repressione transnazionale, FIMI e information suppression.

Per FIDU e IPHR questa iniziativa rappresenta anche un primo passo verso la costruzione di una roadmap operativa per l’Italia, a partire dal lavoro di analisi svolto finora.

Appuntamento a Roma mercoledì 20 maggio - con Antonio Stango, Silvja Manzi, Europa Radicale
19/05/2026

Appuntamento a Roma mercoledì 20 maggio - con Antonio Stango, Silvja Manzi, Europa Radicale

Sostenere la Federazione Italiana Diritti Umani - Comitato Italiano Helsinki può non costare nulla. Al momento di compil...
15/05/2026

Sostenere la Federazione Italiana Diritti Umani - Comitato Italiano Helsinki può non costare nulla. Al momento di compilare la Dichiarazione dei redditi, puoi decidere di assegnare alle campagne della FIDU per i diritti umani una piccola quota d’imposte che andrebbe versata allo Stato. E farlo è semplicissimo: basta inserire il codice 15221431008 nel riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore” nella sezione della scelta per la destinazione del 5×1000.

🔴 È online sul blog di , una nuova op-ed di , Vicepresidente di FIDU, dedicata alla repressione transnazionale.Attivisti...
17/04/2026

🔴 È online sul blog di , una nuova op-ed di , Vicepresidente di FIDU, dedicata alla repressione transnazionale.

Attivisti, giornalisti, dissidenti, difensori dei diritti umani, membri delle diaspore e comunità come quella degli Hong Kongers all’estero sono sempre più spesso tra i bersagli di pratiche di intimidazione, sorveglianza e coercizione oltreconfine.

Riconoscere la repressione transnazionale per quello che è, una minaccia concreta ai diritti, allo spazio civico e alla sicurezza di chi vive all’estero, è oggi sempre più urgente.

Da qui la necessità di una risposta più coerente, coordinata e centrata sulle vittime, in Italia e in Europa: con maggiore capacità di riconoscere i pattern di abuso, canali di segnalazione più sicuri e accessibili, protocolli più chiari, coordinamento tra istituzioni e società civile, e strumenti di tutela concreti per chi è colpito.

Minacce online, intimidazioni in occasione di eventi pubblici, pressioni sui familiari nel Paese di origine, sorveglianza, stalking e uso improprio di strumenti legali e di cooperazione giudiziaria, possono apparire, se considerati singolarmente, come casi separati.

In realtà, spesso fanno parte di una strategia più ampia volta a mettere a tacere voci critiche, limitare la partecipazione civica e comprimere lo spazio democratico anche fuori dai confini dello Stato repressivo.

Il testo richiama inoltre l’attenzione sul chilling effect che queste pratiche producono su vittime e comunità in esilio, sul fenomeno dell'information suppression che si genera e sulle conseguenze che tutto questo può avere sull’ecosistema informativo del Paese ospitante.

Leggi il testo completo dell'op-ed in bio ⤴️

06/03/2026
La repressione transnazionale, comunemente conosciuta come TNR, si verifica quando gli Stati oltrepassano i propri confi...
06/03/2026

La repressione transnazionale, comunemente conosciuta come TNR, si verifica quando gli Stati oltrepassano i propri confini per perseguitare e mettere a tacere il dissenso di attivisti, giornalisti e persone in esilio.

Non si tratta solo di violenza fisica: la TNR si manifesta attraverso molteplici tattiche di controllo e intimidazione. Può assumere forme coercitive più visibili, come arresti arbitrari, deportazioni illegali o abuso di strumenti di cooperazione internazionale, ma anche forme nascoste e difficili da individuare, come sorveglianza digitale, spyware, campagne di diffamazione online e molestie via social.

Spesso la TNR colpisce anche familiari e amici rimasti nel Paese d’origine. Queste minacce generano paura e conducono le vittime all’autocensura. La soppressione dell’informazione generata, ha un notevole impatto sull’ecosistema informativo del Paese ospitante.

Di fatto si crea un chilling effect: anche senza un atto repressivo diretto, la paura di conseguenze personali o per i familiari spinge le persone all’autocensura, riducendo la libertà di espressione, la partecipazione al dibattito pubblico e la propensione a denunciare abusi. Nel tempo, questo restringe e indebolisce lo spazio civico e democratico.

📊 Secondo Freedom House, dal 2014 sono stati documentati 1.219 episodi di TNR, attribuibili a 48 governi, con impatto in oltre 100 Paesi di accoglienza. Tra i regimi che hanno condotto campagne di TNR più aggressive ci sono Cina, Russia, Arabia Saudita, Ruanda, Turchia e Iran. Questo fenomeno non colpisce solo le vittime dirette: mette a rischio i diritti umani, indebolisce il dibattito pubblico e mina la sovranità degli Stati democratici. Quando la libertà non è garantita per tutti, la democrazia stessa è in pericolo.

La FIDU, in partenariato con , ha redatto un report sull’impatto della TRN in Italia. Attraverso interviste con vittime ed esperti, il rapporto presenta casi reali, offrendo una comprensione più approfondita delle tattiche impiegate, di come si manifestano nella pratica e delle sfide che autorità, istituzioni e società civile affrontano nel contrastarle.

Per approfondire clicca sul link in bio ⤴️

🇺🇦 Oggi ricorre il quarto tragico anniversario dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina.Questi quattro anni hann...
24/02/2026

🇺🇦 Oggi ricorre il quarto tragico anniversario dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina.

Questi quattro anni hanno lasciato una scia devastante di sofferenza, distruzione e gravi violazioni dei diritti umani. Hanno, però, anche mostrato la forza della resistenza ucraina, la dignità delle vittime e la determinazione di chi continua a chiedere giustizia.

Il sostegno all’Ucraina non può ve**re meno. Non oggi, non domani. Difendere il diritto internazionale, accertare le responsabilità per i crimini commessi e tutelare i diritti delle vittime significa difendere la sicurezza e un ordine internazionale basato sulle regole, indispensabile per relazioni pacifiche tra gli Stati.

In questi giorni la FIDU è impegnata, insieme ai suoi partner, in una missione a Odesa, con il presidente Antonio Stango, e ha partecipato a diverse iniziative a Roma, con la vicepresidente Eleonora Mongelli, per tenere alta l’attenzione su quanto accade, contrastare la disinformazione e la normalizzazione della guerra e ribadire che pace e giustizia devono camminare insieme.

Con questo post condividiamo alcuni momenti delle iniziative a cui abbiamo preso parte.

🇺🇦 A quattro anni dall’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, continuiamo a ribadire che la difesa del diritto int...
17/02/2026

🇺🇦 A quattro anni dall’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, continuiamo a ribadire che la difesa del diritto internazionale e delle vittime non è negoziabile.

La FIDU è lieta di essere partner, insieme ad altre organizzazioni della società civile, dell’evento “Gloria agli eroi”, dedicato al quarto anniversario della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina.

L’incontro rappresenta un’importante occasione di approfondimento sulla guerra, le sue implicazioni nel contesto internazionale e il suo impatto sul sistema di tutela dei diritti umani.

Grazie al contributo prezioso di ricercatori, esperti e testimoni diretti, sarà possibile fare il punto sulla situazione attuale, a quattro anni dall’inizio dell’aggressione.

Un sentito ringraziamento agli organizzatori 🙏

Vi aspettiamo sabato 21 febbraio 🇺🇦

Registrazione al link: https://www.liberioltreleillusioni.it/eventi/evento/gloria-agli-eroi

Ieri la FIDU ha incontrato, presso la propria sede, Volha Harbunova e Valery Kavaleuski, entrambi membri fondatori della...
06/02/2026

Ieri la FIDU ha incontrato, presso la propria sede, Volha Harbunova e Valery Kavaleuski, entrambi membri fondatori della Coalition for the Release of Political Prisoners in Belarus, per un confronto sulla situazione dei diritti umani nel Paese, con particolare attenzione ai prigionieri politici nelle condizioni più vulnerabili, tra cui persone esposte a gravi rischi per la salute, all’isolamento e a rischio maltrattamenti.

Dietro ogni caso c’è una persona, una famiglia e una comunità che vive sotto pressione costante. Il ricorso alla detenzione per mettere a tacere il dissenso non è solo una violazione dei diritti fondamentali: è un attacco diretto alla dignità umana.

La FIDU ribadisce il proprio sostegno alla liberazione di tutti i prigionieri politici in Belarus, con urgente attenzione a quelli maggiormente a rischio.

Indirizzo

Via Del Casale Strozzi 33
Rome
00195

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 17:00
Martedì 10:00 - 17:00
Mercoledì 10:00 - 17:00
Giovedì 10:00 - 17:00
Venerdì 10:00 - 17:00

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