10/03/2026
Apprendiamo con grande dolore della scomparsa di Umberto Allemandi, figura straordinaria nel mondo dell’arte.
Se ne va un uomo che ha dedicato la sua vita alla diffusione e alla valorizzazione dell’arte.
Ci onoriamo di aver avuto il privilegio di condividere con lui anche solo un brevissimo tratto di strada, che ricorderemo con profonda riconoscenza.
Ciao Umberto. Grazie per l’affetto e la stima che hai sempre dimostrato per l’arte di Piero Guccione.
Il Giornale dell'Arte Allemandi dal 1983
Ci ha lasciato il 9 marzo Umberto Allemandi, fondatore e direttore per 42 anni de «Il Giornale dell’Arte» e della casa editrice Allemandi.
Era nato il 9 marzo 1938: per oltre quarant’anni è stato direttore e anima della prima testata d’arte italiana, che aveva fondato nel 1983 trasformando radicalmente il modo di raccontare l’arte. Più che un editore, è stato un costruttore di linguaggi e di metodo, con l’idea che l’arte dovesse essere trattata come notizia, con rigore, tempestività e indipendenza.
Formatosi nel mondo della comunicazione (copywriter con Armando Testa) e poi nell’editoria, con Bolaffi e Bolaffi Mondadori, Allemandi porta nella cultura visiva una disciplina «giornalistica»: attenzione ai titoli, cura maniacale delle bozze, gerarchia delle informazioni. Ma insieme a questo rigore piemontese aveva una curiosità inesauribile. Nulla gli sfuggiva: una nomina ministeriale, un restauro in provincia, un’acquisizione internazionale, una polemica di mercato. Animato da grande intuizione, aveva gli occhi aperti sull’Italia e sul mondo, convinto che la storia dell’arte si costruisse anche nella cronaca quotidiana.
Con lui alla guida «Il Giornale dell’Arte» è diventato un vero punto di riferimento per storici dell’arte, direttori di museo, galleristi, antiquari, collezionisti e studenti. Non solo per le notizie, ma per il tono: libero da appartenenze politiche e da pressioni economiche, fermamente ancorato all’idea che «un giornale deve servire. Servire per sapere, capire, decidere». Era l’editoriale del primo numero, poi mai smentito.
Accanto al Giornale, la Società Editrice Allemandi ha pubblicato monografie e collane che hanno formato generazioni di studiosi. Nel 1992 ha ricevuto il Premio Nazionale per la Cultura dal presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi.
Direttore esigente, talvolta severo, ma capace di grande fiducia nei collaboratori scelti, Allemandi ha guidato il Giornale per 42 anni, fino alla cessione della casa editrice nel 2024, dopo aver letto, corretto e titolato, come amava ricordare, quasi 50mila pagine. Un pezzo di storia dell’editoria d’arte italiana che coincide, in larga parte, con la sua storia personale.