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Ci sono ferite che non si vedono.Sopravvivere a una traversata in mare non significa che tutto finisca quando si arriva ...
10/10/2026

Ci sono ferite che non si vedono.

Sopravvivere a una traversata in mare non significa che tutto finisca quando si arriva a terra.

Molte persone che riescono a sopravvivere al mare arrivano dopo aver vissuto situazioni di estrema violenza, paura, incertezza e perdita di persone care. E queste esperienze possono lasciare segni molto tempo dopo la fine del viaggio.

Anche la salute mentale ha bisogno di protezione, sostegno e tempo per guarire.

Arrivare a terra dovrebbe essere solo l’inizio di una vita al sicuro.

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, ricordiamo che un soccorso non finisce in mare, che dietro ogni persona che sopravvive c’è una storia che merita di essere ascoltata e una salute mentale che deve essere tutelata.

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Ci sono opinioni, slogan, discorsi, dibattiti, campagne... Ci sono parole scelte appositamente per suscitare paura, odio...
09/10/2026

Ci sono opinioni, slogan, discorsi, dibattiti, campagne... Ci sono parole scelte appositamente per suscitare paura, odio e semplificare una realtà complessa.

E poi ci sono i dati.

I dati non hanno ideologia, non urlano e non hanno bisogno di esagerare. Servono a verificare se ciò che ascoltiamo corrisponde alla realtà.

Abbiamo voluto mettere sul tavolo alcuni dati registrati dall’UNHCR. Non per chiudere il dibattito, ma per aprirlo su una base molto più difficile da contestare: i fatti.

Perché quando parlano di migrazione, parlano di numeri. Ma non dobbiamo mai dimenticare cosa c’è dietro quei numeri: persone.

In un mondo distopico, una nave può essere sanzionata dopo essere uscita in mare per salvare vite umane.Ne salva una, po...
07/10/2026

In un mondo distopico, una nave può essere sanzionata dopo essere uscita in mare per salvare vite umane.
Ne salva una, poi un’altra, poi molte.
Fa ciò per cui esiste: intervenire quando ci sono persone in pericolo.
Ma se salva troppe persone, iniziano ad arrivare sanzioni, fermi amministrativi e restrizioni che le impediscono di tornare a operare.
Sembra finzione, ma è la realtà.

In un mondo che sembra distopico, essere umani è rivoluzionario.

Scegli di esserlo anche tu.

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Il 3 ottobre 2013, al largo di Lampedusa, almeno 500 persone si trovavano a bordo di un peschereccio partito dalla Libia...
03/10/2026

Il 3 ottobre 2013, al largo di Lampedusa, almeno 500 persone si trovavano a bordo di un peschereccio partito dalla Libia. Molte provenivano dall’Eritrea e cercavano di raggiungere l’Europa dopo aver attraversato un percorso segnato da violenze, persecuzioni e pericoli.

A poca distanza dalla costa, nel tentativo di attirare l’attenzione, venne acceso un fuoco a bordo. Le fiamme raggiunsero il carburante e il panico fece inclinare l’imbarcazione fino a farla capovolgere.

Almeno 368 persone non ce l’hanno fatta. I soccorritori si trovarono davanti a una scena devastante. Le immagini dei corpi recuperati e delle bare allineate a Lampedusa fecero il giro del mondo e trasformarono quel naufragio in uno dei simboli più dolorosi della rotta del Mediterraneo.

Quella tragedia avrebbe dovuto cambiare il modo in cui l’Europa affronta le migrazioni via mare. Eppure, tredici anni dopo, continuano a mancare vie sicure e regolari e continuano a verificarsi naufragi che potrebbero essere evitati.
A tredici anni da quel naufragio, Lampedusa continua a ricordarci che salvare vite non può essere una scelta politica: è una responsabilità.

In un mondo distopico, puoi avere tutto ciò che serve per salvare una vita e, nonostante tutto, non poterlo fare.Puoi av...
01/10/2026

In un mondo distopico, puoi avere tutto ciò che serve per salvare una vita e, nonostante tutto, non poterlo fare.
Puoi avere una barca, carburante, un equipaggio preparato, strumenti di navigazione, materiale medico, esperienza per intervenire...
Puoi avere tutto ciò che serve per salvare delle persone dall’annegamento e, nonostante tutto, non poterlo fare… senza permesso.
Sembra finzione, ma è la realtà.

In un mondo che sembra distopico, essere umani è rivoluzionario.

Scegli di esserlo anche tu.

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Le nuove immagini satellitari di Gaza permettono di vedere qualcosa che è difficile da raccontare a parole: interi quart...
01/10/2026

Le nuove immagini satellitari di Gaza permettono di vedere qualcosa che è difficile da raccontare a parole: interi quartieri scomparsi sotto le macerie.

Strade che non portano più da nessuna parte.
Edifici che non esistono più.
Quartieri trasformati in paesaggi irriconoscibili.

Le immagini mostrano la devastazione di Gaza dall’inizio dell’offensiva nell’ottobre 2023.

Secondo l’ultima valutazione di UNOSAT, 201.290 strutture (circa l’82% di tutte le strutture presenti a Gaza) avevano subito danni fino a giugno 2026. Di queste, 134.422 erano state distrutte.

Le immagini non mostrano chi viveva in quelle case.
Non mostrano le storie delle persone che hanno dovuto abbandonarle.
Non mostrano le vite perdute sotto le macerie.

Mostrano, semplicemente, ciò che resta.

E ciò che resta racconta una storia che il mondo non può dimenticare.

Oggi arriva una sentenza storica per noi e viene aggiunto un tassello al riconoscimento del soccorso in mare come attivi...
29/09/2026

Oggi arriva una sentenza storica per noi e viene aggiunto un tassello al riconoscimento del soccorso in mare come attività indiscutibile.

Nel 2019, l’Amministrazione sp****la impedì alla Open Arms di salpare per continuare le sue missioni di soccorso nel Mediterraneo centrale. Nel 2023 abbiamo presentato ricorso contro una norma che obbligava le navi private di soccorso battenti bandiera sp****la a ottenere l’autorizzazione dello Stato responsabile della regione SAR di destinazione.

Oggi, il Tribunale Supremo annulla questo requisito.

Le regioni SAR servono a organizzare e coordinare i soccorsi. Non sono frontiere marittime né spazi sui quali uno Stato possa esercitare sovranità.

Una sentenza che va oltre Open Arms: una difesa della libertà di navigazione, del diritto internazionale e del dovere di soccorso, che obbliga a prestare assistenza alle persone in pericolo in mare.

Perché davanti a una vita in pericolo, prima si soccorre.

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Il Governo Meloni ha approvato un decreto che introduce un limite del 30% alla presenza nelle classi di alunne e alunni ...
25/09/2026

Il Governo Meloni ha approvato un decreto che introduce un limite del 30% alla presenza nelle classi di alunne e alunni senza cittadinanza italiana, e vieta l’uso del burqa e del niqab nelle scuole.

Una misura che rischia di alimentare divisioni proprio nel luogo in cui le persone, soprattutto le più piccole, dovrebbero imparare a conoscersi, a confrontarsi con le differenze e a vincere i pregiudizi degli adulti.

Nessuno nasce con la convinzione che esistano un NOI e un LORO. Questo, è un concetto che si apprende con il tempo, attraverso le parole, i comportamenti che insegnano a riconoscere le differenze come barriere, anziché come opportunità di incontro.

È proprio per contrastare questi pregiudizi che noi di Open Arms continueremo a portare nelle scuole il nostro progetto Educazione alla Libertà, attraverso testimonianze, esperienze e strumenti per comprendere le migrazioni e conoscere realtà diverse dalla propria.

Perché crediamo che sia proprio dall’educazione delle nuove generazioni che si debba partire per costruire una società in cui le persone imparino a conoscersi, anziché temersi.

24/09/2026

Ieri siamo stati all’ per presentare il nostro libro «Open Arms: una missione controcorrente», edito da .

Oltre a ripercorrere gli undici anni della nostra organizzazione, abbiamo avuto un interessante momento di confronto sulla realtà attuale dei flussi migratori nel Mediterraneo, sulle politiche europee in materia e sulla difesa dei diritti umani, insieme a e .

Grazie a entrambi per aver partecipato a questo evento e a tutte le persone presenti per essere state con noi.

Indirizzo

Via Macerata 40
Rome
00183

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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