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Desideriamo esprimere, anche a nome dell’intera struttura nazionale, il nostro più sentito e sincero ringraziamento a qu...
04/09/2026

Desideriamo esprimere, anche a nome dell’intera struttura nazionale, il nostro più sentito e sincero ringraziamento a quanti hanno voluto manifestare la propria vicinanza e partecipazione al dolore per la scomparsa del collega ed amico Maurizio Longo.

Le numerose attestazioni di cordoglio e le parole di stima e affetto pervenute in questi giorni rappresentano una testimonianza significativa del profondo apprezzamento umano e professionale che Maurizio ha saputo conquistare nel corso della sua vita lavorativa.

In questo momento di profonda tristezza, desideriamo rivolgere a tutti coloro che hanno voluto unirsi al nostro cordoglio un sentito ringraziamento per la vicinanza e la partecipazione dimostrate.

Cogliamo altresì l’occasione per comunicare che il giorno 10 settembre p.v., alle ore 11.30, presso la Chiesa di San Roberto Bellarmino, in Piazza Ungheria in Roma, sarà celebrata la Santa Messa in occasione del trigesimo dalla scomparsa di Maurizio Longo.

Con profonda riconoscenza.

Trasportounito

15/08/2026

ll ricordo dell’avvocato Giulio Stoppa, vicepresidente di Trasportounito, racconta gli inizi di un percorso condiviso con Maurizio Longo: dal 2007 alla nascita di Trasportounito FIAP.
«Un visionario, lungimirante, con una straordinaria capacità progettuale. E soprattutto, un vero amico».

nel primo commento il ricordo completo👇

È stata una vittoria, ma soprattutto lo è stata sul risveglio delle coscienze dei più noti imprenditori dell’autotraspor...
04/12/2024

È stata una vittoria, ma soprattutto lo è stata sul risveglio delle coscienze dei più noti imprenditori dell’autotrasporto campano. Oggi se non altro apprendiamo dalle nostre coscienze che l’unione fa sempre la forza. Come associazione di riferimento vicina agli imprenditori da sempre, è presente all’albo ministeriale,ci aspettiamo un incontro al più presto al fine di aprire con serietà un tavolo normativo per affrontare le notevoli problematiche dal punto di vista pratico e risolutivo e meno teorico. Agli amici che oggi hanno partecipato , tutti, li ringraziamo di vero cuore. ♥️

Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve R...
20/08/2024

Lui parlava con la sua voce lenta, educata, da confessore che ti impartisce la penitenza di cinque Pater, cinque Salve Regina, dieci Requiem Aeternam, e io avvertivo un disagio cui non riuscivo a dar nome.

Poi, d’un tratto, compresi che non era disagio. Era paura.

Quest’uomo mi faceva paura.

Ma perché? Mi aveva ricevuto con gentilezza squisita: cordiale.

Mi aveva fatto ridere a gola spiegata: arguto, e il suo aspetto non era certo minaccioso.

Quelle spalle strette quanto le spalle di un bimbo, e curve.

Quella mancanza quasi commovente di collo. Quel volto liscio su cui non riesci a immaginare la barba. Quelle mani delicate, dalle dita lunghe e bianche come candele. Quell’atteggiamento di perpetua difesa. Se ne stava tutto inghiottito in se stesso, con la testa affogata dentro la camicia, e sembrava un malatino che si protegge da uno scroscio di pioggia rannicchiandosi sotto l’ombrello, o una tartaruga che si affaccia timidamente dal guscio.

A chi fa paura un malatino, a chi fa paura una tartaruga? A chi fanno male?

Solo più tardi, molto tardi, realizzai che la paura mi veniva proprio da queste cose: dalla forza che si nascondeva dietro queste cose.

Il vero potere non ha bisogno di tracotanza, barba lunga, vocione che abbaia.

Il vero potere ti strozza con nastri di seta, garbo, intelligenza.

L’intelligenza, perbacco se ne aveva.

Al punto di potersi permettere il lusso di non esibirla.

A ogni domanda sgusciava via come un pesce, si arrotolava in mille giravolte, spirali, quindi tornava per offrirti un discorso modesto e pieno di concretezza.

Il suo humour era sottile, perfido come bucature di spillo.

Lì per lì non le sentivi le bucature ma dopo zampillavano sangue e ti facevano male.

Lo fissai con rabbia.

Sedeva a una scrivania sepolta sotto i fogli e dietro, sulla parete di velluto nocciola, teneva una Madonna con Bambin Gesù. La destra della Madonna scendeva verso il suo capo a benedirlo.

No, nessuno lo avrebbe mai distrutto.

Sarebbe stato sempre lui a distruggere gli altri.

Con la calma, col tempo, con la sicurezza delle sue convinzioni. O dei suoi dogmi? Crede al paradiso e all’inferno.

All’alba va a messa e la serve meglio di un chierichetto.

Frequenta i papi con la disinvoltura di un segretario di Stato e guai, scommetto, a svegliare la sua ira silenziosa.

Quando lo provocai con una domanda maleducata, il suo corpo non si mosse e il suo volto rimase di marmo. Però i suoi occhi s’accesero in un lampo di ghiaccio che ancora oggi mi intirizzisce. Dice che a scuola aveva dieci in condotta.

Ma sotto il banco, scommetto tirava pedate che lasciavano lividi blu.

Oriana Fallaci

06/08/2024

TRASPORTOUNITO: TROPPI TIR SI RIBALTANO
PER IL MANCATO FISSAGGIO DEI CARICHI

Il “lieve miglioramento” – così come sottolineato nel recente rapporto sugli incidenti stradali (Aci-Istat) - nei livelli di sicurezza dei Tir che viaggiano sulle autostrade e strade italiane, è solo fumo negli occhi. I problemi che creano le premesse per incidenti sono tutti irrisolti e tendono ad aggravarsi.
È quanto sostiene, per voce del suo segretario generale Maurizio Longo, Trasportounito evidenziando che non solo i numeri di incidenti e vittime rimangono altissimi, ma che le principali cause che li determinano non sono affrontate.
E Trasportounito le sintetizza in tre fattori cogenti:
“A causa di una vera e propria pigrizia burocratica e legislativa del Sistema Italia - sottolinea Longo individuando il primo fattore di rischio - non è stato inquadrato e affrontato il grande problema, posto dall’UE, relativo al fissaggio del carico dei mezzi pesanti. Dal 1 gennaio 2024, per mancato o inadeguato fissaggio del carico, si sono auto-ribaltati sulle strade italiane circa 130 Tir, il 90% dei quali perché non rispondeva ai criteri tecnici del “fissaggio del carico”. Nel nostro Paese la disposizione europea non è stata trasformata in obbligazioni e responsabilità dei centri di carico, in conoscenze e controlli visivi da parte dei conducenti dei veicoli industriali o di specifiche autorità addette ai controlli. Autorità che dovrebbero disporre di strumenti specifici per verificare che durante il trasporto infatti tutte le unità di carico non rischino lo scivolamento, il ribaltamento, il rotolamento, lo spostamento incontrollato o deformazioni sostanziali e rotazioni in qualsiasi direzione.
Il secondo fattore di rischio è determinato dalle mancate modifiche sostanziali nella formazione professionale dei nuovi conducenti; formazione che non corrisponde più alle moderne esigenze di guida di mezzi a tecnologia avanzata.
Il terzo fattore si riferisce alle normative, che continuano a esistere “per volontà politica e istituzionale”, e che incidono negativamente sulle imprese di autotrasporto costringendole ad accettare rapporti contrattuali ed economici talora di vera e propria “schiavitù finanziaria” con riflessi immediati sulle condizioni operative spesso spinte ai margini della legge.
“E non è certo rassicurante, in un Paese che denuncia i più allarmanti livelli di sinistrosità stradale, – conclude il Segretario di Trasportounito – rallegrarsi per una contrazione dello 0,4% negli incidenti che vedono protagonisti mezzi pesanti”.

Indirizzo

Via Panama 62
Rome
00198

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