Centro per la Famiglia Roma III

Centro per la Famiglia Roma III Servizio gratuito, un luogo per famiglie e persone che attraversano un momento critico, un luogo di a

29/05/2026

Il segreto per far dormire gli adolescenti? Non lo immagini, ma inizia dal mattino

Troppi adolescenti perdono il sonno (anche) a causa dello smartphone dopo mezzanotte. La soluzione è controintuitiva e non è togliere i telefoni durante la notte, anche se, visto quanto lo usano di notte, aiuterebbe. È molto più semplice e molto più efficace perché agisce senza imposizioni dirette.

La luce blu blocca la melatonina, lo scrolling rilascia dopamina e il cervello rimane attivo, legge questa situazione come “devo stare attento”. Un circuito che apparentemente sembra impossibile da rompere perché c’è un passaggio che tutti saltano.

L’orologio biologico si resetta con la luce del sole al mattino, entro un’ora dal risveglio, almeno dieci o quindici minuti di luce naturale senza schermo. Quando non è possibile si può usare la luce della finestra. Questo attiva un timer interno che, quattordici ore dopo, farà produrre melatonina naturale per il sonno spontaneo.

Poi è importante una modifica semplice agli schermi: colori caldi e rossi a partire dalle ventidue, la funzione si trova nella sezione illuminazione dello schermo.

Ma c’è ancora una cosa che importa più di tutto e non riguarda solo l’educazione dei figli. È cura di sé stessi, cura di te. È importante trasmettere il concetto che si fa per la salute, non perché lo devono fare perché i ragazzi non imparano dalle parole, imparano dall’esempio.
È più complicato chiedergli di dormire bene se tu non dormi o di stare lontano dallo schermo se sei sempre connesso.

Fa bene a loro e fa bene a noi.

Leggi l’articolo completo su AdoleScienza .it

Le cose importanti non si chiedono, si riconoscono. Condividi solo se credi che le parole abbiano ancora il potere di cambiare le cose.

29/05/2026
20/05/2026

Quando un bambino o un ragazzo mostra ansia o paure, l’istinto degli adulti è proteggerlo: evitargli la situazione, togliergli lo stimolo che lo spaventa.
È comprensibile. Ma sul lungo termine, questa strategia gli fa del male.

Perché?
Ogni volta che un adulto si sostituisce al ragazzo evitandogli lo stimolo fobico, invia un messaggio preciso al suo cervello:
“Hai ragione ad avere paura. Non sei in grado di farcela da solo.”
Questo meccanismo si chiama rinforzo negativo. E nel tempo, disattiva le risorse di resilienza del cervello, privando il ragazzo della possibilità di scoprire che può tollerare (e superare) quello stress.

L’iperprotezione non rassicura. Conferma la paura.

Allora come si interviene?
Il Mental NeuroTraining parte da un principio fondamentale delle neuroscienze: la neuroplasticità, quella meravigliosa la capacità del cervello di “riprogrammarsi”, si attiva principalmente quando ci si sente fisicamente ed emotivamente al sicuro.
Non si tratta di esporre il ragazzo alla paura e basta.
Si tratta di creare le condizioni giuste perché il cervello possa imparare che quello stimolo è tollerabile.
Affrontare, sì. Ma nel modo giusto.

Seguici su AdoleScienza.it per approfondire come il Mental NeuroTraining lavora su ansia, paure e resilienza con un approccio scientifico e misurato.

Auguri a tutte le Mamme ❤️🌹
10/05/2026

Auguri a tutte le Mamme ❤️🌹

30/04/2026

Gli adolescenti si stanno cercando. Non sanno ancora chi sono, ma vogliono scoprirlo, anche con te accanto. Ricorda che l'autostima si costruisce insieme: non nasce da parole o modelli perfetti, ma nasce da esperienze, errori e scelte.

È un percorso.

Qual è uno dei messaggi più potenti?

Dire "credo in te": non è una frase, è un ponte, è la base su cui costruiscono fiducia. Insegnagli a credere in sé e aiutali a scoprirsi.

Ricorda 👉🏻 Gli adolescenti spesso si guardano attraverso filtri distorti (social, confronti, aspettative). La tua fiducia è uno specchio pulito che riflette ciò che loro non riescono ancora a vedere.

È un AllenaMente che è importante fare insieme.

Invece di cercare di essere un "modello perfetto", fai in modo di essere un modello di antifragilità. Mostragli come usi attivamente i tuoi errori per migliorarti; come ridi di una tua cavolata e come un "no" non sia solo un colpo che ferisce, ma la spinta che ti porta a inventare una strategia nuova, rendendoti più forte e consapevole di prima.

Dire "credo in te" è una frase potentissima.
È la base solida su cui costruiscono la loro sicurezza.

20/04/2026
13/04/2026

Quando un gesto di buon senso ti costa la vita, il nostro cervello rischia di imparare una lezione potenzialmente pericolosa: "la tentazione di non intervenire mai più”, spingendoci verso un isolamento difensivo. Un uomo muore per aver chiesto a dei ragazzi di non lanciare bottiglie. Davanti al figlio di undici anni.
Questo articolo non si ferma alla cronaca. Entra dentro quello che quella notizia fa al nostro cervello, alle nostre relazioni, alla nostra capacità di vivere gli spazi pubblici senza paura. Con gli strumenti delle neuroscienze, scopriamo perché la violenza urbana ci cambia tutti.

👇 Leggi l'analisi completa su AdoleScienza.it per scoprire da dove possiamo ricominciare (o cominciare).

Il link dell’articolo lo trovi nel primo commento

09/02/2026

Separa l'errore dal valore della persona per costruire una mentalità forte

Dovremmo anche imparare ad accettare gli errori, in fondo, è dall’errore che si impara e si cambia. Che senso ha vivere un errore come un fallimento? Diventa un fallimento se ci facciamo guidare dagli errori. Dobbiamo ricordarci che non c’è cosa nella nostra vita che abbiamo fatto senza tentativi ed errori. Prima di imparare a parlare abbiamo sbagliato tante parole, prima di imparare a scrivere abbiamo fatto gli scarabocchi, prima di imparare a camminare e a correre siamo inciampati e caduti tante volte, eppure oggi siamo qui. Tante volte siamo anche troppo severi con chi ci sta intorno, non diamo all’altro la possibilità di sbagliare. Non significa essere recidivi, ma trovare dei margini di errore tollerabili e funzionali al nostro e al benessere dell’altro.

Lo stesso vale per i figli, a volte ci si arrabbia troppo per i loro errori, non si dà loro la possibilità di sperimentarsi, di fare in autonomia e in alcuni casi, ci si mette anche davanti a loro e ci si rimbocca le maniche per loro pur di non farli sbagliare.
Cerchiamo di non essere troppo severi con noi stessi e neanche con loro, ci sono dei margini di errore che sono tollerabili e fondamentali per la crescita.
Separiamo l'errore dal valore dell'essere umano, anche quando sbagliano o ci fanno arrabbiare. È difficile, ma insegna loro a reagire in modo diverso alle difficoltà.

Come dice Julio Velasco: “L’errore è parte del processo di apprendimento, non un segnale di incapacità”.

Perché è importante?

Ogni errore stimola il cervello a cercare nuove soluzioni, attiva circuiti neurali e potenzia le capacità cognitive ed emotive. Non si tratta solo di abilità tecniche, ma di allenamento mentale per affrontare qualsiasi sfida.
È così che si costruisce una mentalità forte.

Per questo tanti dei laboratori pratici che facciamo con i ragazzi puntano sulla gestione dell’errore, del giudizio di se stessi e degli altri.

Iniziamo a separare l'errore dal valore della persona.

Come reagisci davanti a un errore dei tuoi figli? Riesci a concedere quel "margine di tolleranza"?
Scrivicelo nei commenti.

Volete scoprire come allenare la gestione dell'errore nei contesti educativi o professionali? Contattateci per saperne di più sui nostri laboratori a [email protected]

Indirizzo

Via Sergio Tofano 90
Rome
00139

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 19:00
Martedì 11:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Mercoledì 14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 14:00 - 18:00

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