Alleanza delle Cooperative Italiane

Alleanza delle Cooperative Italiane Nata il 27 gennaio 2011 a Roma, ha l'obiettivo di dare più forza alle imprese cooperative italiane:

L’Alleanza delle Cooperative Italiane è il coordinamento nazionale costituito dalle Associazioni più rappresentative della cooperazione italiana (AGCI, Confcooperative, Legacoop). Con 43.000 imprese associate rappresenta oltre il 90% del mondo cooperativo italiano per persone occupate (1.200.000), per fatturato realizzato (140 miliardi di euro) e per soci (oltre 12 milioni). Numeri che portano la

cooperazione a incidere sul PIL per circa l’8%. Va altresì considerata la raccolta delle banche di credito cooperativo (157 md). Le cooperative italiane sono una realtà capace di grande inclusione socioeconomica dal momento che il 52,8% delle persone occupate sono donne, il 22% sono immigrati. Durante il quinquennio delle crisi le cooperative aderenti hanno accresciuto l’occupazione dell’8% nonostante difficoltà crescenti. I cooperatori e le cooperative dell’Alleanza rappresentano, tra l’altro:
il 13,4% degli sportelli bancari del Paese;
il 34% della distribuzione e del consumo al dettaglio;
il 50% dell’agroalimentare Made in Italy;
oltre il 90% della cooperazione impegnata nel welfare dove 330.000 persone occupate nelle nostre cooperative erogano servizi sociosanitari a 7.000.000 di Italiani.

Vigilanza, Alleanza Cooperative: “Bene il confronto, condivisione sugli obiettivi” Soddisfazione per il metodo di confro...
07/11/2024

Vigilanza, Alleanza Cooperative: “Bene il confronto, condivisione sugli obiettivi” Soddisfazione per il metodo di confronto seguito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la condivisione degli obiettivi fondamentali della riforma del sistema di vigilanza sugli enti cooperativi.

Ad esprimerla sono le Centrali cooperative che si riconoscono nell’Alleanza delle Cooperative Italiane - Agci, Confcooperative, Legacoop - dopo l’incontro svoltosi ieri sera con il Ministro Urso e il Sottosegretario Bitonci.

La costituzione di un tavolo comune per la definizione dei contenuti della legge delega, collegata alla legge di bilancio, per la riforma del sistema di vigilanza -sottolinea l’Alleanza- ha consentito e consentirà un confronto positivo ed efficace in vista dell’obiettivo di assicurare un ammodernamento delle regole definite nel 2002. Ministero e Centrali cooperative hanno condiviso i capisaldi della riforma, con particolare riferimento all’esigenza di rafforzare il corpo dei revisori cooperativi, di rilanciare la governance partecipata del sistema cooperativo e di migliorare la rendicontazione della funzione mutualistica delle imprese cooperative.

La definizione di una normativa più adeguata al contesto attuale -conclude l’Alleanza- rappresenterà una cornice al cui interno le imprese cooperative potranno continuare a svolgere al meglio la funzione sociale loro riconosciuta dalla Costituzione, contribuendo alla crescita economica e sociale del Paese nel segno dell’equità e dell’inclusione. Un ruolo riconosciuto anche dall’UE nella recente raccomandazione ai paesi membri, per l’adozione di misure che favoriscano lo sviluppo dell’economia sociale, di cui la cooperazione rappresenta un soggetto fondamentale.

Soddisfazione per il metodo di confronto seguito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la condivisione degli obiettivi fondamentali della riforma del sistema di vigilanza sugli enti cooperativi.

Alleanza Cooperative «Anche le società cooperative hanno l’obbligo della rendicontazione di sostenibilità» “Anche le soc...
26/09/2024

Alleanza Cooperative «Anche le società cooperative hanno l’obbligo della rendicontazione di sostenibilità» “Anche le società cooperative, se costituite in forma di S.p.A. o S.r.l., saranno tenute ad adempiere agli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità”. Lo afferma in una nota l’Alleanza Cooperative Italiane (coordinamento di Agci, Confcooperative e Legacoop) commentando quanto previsto dal decreto legislativo n. 125/2024, che ha recepito la Direttiva 2022/2464/UE (“Direttiva CSRD”).

La normativa entrata in vigore ieri coinvolge principalmente le grandi imprese, imponendo l’obbligo di fornire informazioni dettagliate sull’impatto ambientale, sociale e di governance (ESG) delle attività aziendali.

“Anche le società cooperative – si legge nella Nota – seppure non menzionate esplicitamente nel testo, dovranno adeguarsi al nuovo dettato normativo in conformità con l’art. 2519 del Codice civile, che equipara le cooperative alle società di capitali in termini di disciplina di bilancio e revisione legale dei conti”.

Il chiarimento dell’Alleanza giunge a seguito dell’interpretazione già contenuta nella Relazione governativa al decreto e che scioglie tutti i dubbi sollevati in sede di esame dello schema di decreto. Escludere le cooperative dal circuito informativo sulla sostenibilità sarebbe stato paradossale, data la struttura democratica degli enti e la funzione sociale riconosciuta dalla Costituzione. Senza poi contare che in molti settori gli investimenti delle cooperative hanno fatto da apripista alle politiche di transizione ecologica delle imprese.

“Anche le società cooperative, se costituite in forma di S.p.A. o S.r.l., saranno tenute ad adempiere agli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità”. Lo afferma in una nota l’Alleanza Cooperative Italiane (coordinamento di Agci, Confcooperative e Legacoop) commentando quanto previsto...

Manovra: Alleanza Cooperative, ridurre cuneo fiscale e detassare gli aumenti contrattuali «Occorre trovare le risorse pe...
26/09/2024

Manovra: Alleanza Cooperative, ridurre cuneo fiscale e detassare gli aumenti contrattuali «Occorre trovare le risorse per consolidare la riforma fiscale, rilanciare la previdenza complementare e rendere permanente la riduzione del cuneo fiscale e contributivo detassando i rinnovi contrattuali così da lasciare più soldi in tasca ai lavoratori. Occorre inoltre mantenere risorse adeguate per l’adeguamento prezzi per i lavori, e aprire il fondo per la revisione prezzi nei servizi. Le cooperative, come molte pmi, sono messe in difficoltà principalmente per tre motivi: 1) le onerose condizioni di accesso al credito a causa dei tassi ancora troppo alti; 2) il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Figure professionali introvabili per 1 cooperativa su 2; 3) per chi ha rinnovato i contratti ma non trova congruo adeguamento delle tariffe. Queste cause costringono a ridurre la capacità produttiva. Occorre ritornare a politiche per la crescita che vedano nella sussidiarietà e nel protagonismo dei cittadini una leva di sviluppo orientando gli investimenti sulle direttrici dell’innovazione, della sostenibilità ambientale, digitale ma anche economia sociale». Così in una nota i rappresentanti dell’Alleanza delle Cooperative in occasione della convocazione a Palazzo Chigi sulla manovra

«Occorre trovare le risorse per consolidare la riforma fiscale, rilanciare la previdenza complementare e rendere permanente la riduzione del cuneo fiscale e contributivo detassando i rinnovi contrattuali così da lasciare più soldi in tasca ai lavoratori. Occorre inoltre mantenere risorse adeguate...

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