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USB Pubblico Impiego La pagina di riferimento per i lavoratori pubblici

USB Pubblico Impiego fa parte della confederazione Unione Sindacale di Base - USB - e si occupa dei problemi delle lavoratrici e dei lavoratori della Pubblica Amministrazione. Al centro della nostra azione, la tutela dei diritti, quelli dei lavoratori e quelli che i cittadini esercitano attraverso l'accesso ai servizi pubblici..

Siamo l’unica realtà sindacale conflittuale in grado di svolgere una funzione di argine all’attacco in corso sui salari ...
13/10/2026

Siamo l’unica realtà sindacale conflittuale in grado di svolgere una funzione di argine all’attacco in corso sui salari e sui diritti.

Perciò abbiamo deciso di firmare il CCNL FC 2025-27, al solo scopo di tornare sui tavoli di secondo livello e portare anche su quel terreno la battaglia per un salario dignitoso, per maggiore democrazia e per rinnovato protagonismo sull'organizzazione del lavoro.

starà ai tavoli di contrattazione con lo stesso spirito con cui sta nelle piazze, a partire dallo sciopero generale del prossimo 30 ottobre.

Leggi il comunicato: https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/dalle-piazze-ai-tavoli-di-contrattazione-non-daremo-tregua-a-governo-e-ai-sindacati-complici-1147.html

08/10/2026

30 ottobre è sciopero generale

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese. In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l'inflazione, di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche.
Con il prezzo di benzina e gasolio schizzato oltre i 2 euro al litro, l’inflazione dei prodotti della spesa salita in 5 anni dal 30 al 50%, le bollette di luce e gas che subiscono rincari superiori al 30%, la situazione per chi vive di lavoro o pensione è sostenibile solo se c’è un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e se, allo stesso tempo, il governo interviene a calmierare i prezzi o, ancora, ad azzerare l'iva sui beni di prima necessità. Ma il governo Meloni ha deciso di non agire in queste direzioni, lasciando che il paese impoverisca e consentendo alle grandi aziende e alle grandi banche di continuare a speculare sulle nostre vite.
La boutade, assolutamente insufficiente, tardiva e già naufragata, del tetto al prezzo del carburante è la dimostrazione di un governo asservito e complice delle logiche di mercato.

In Europa le proteste divampano, dalla Spagna alla Francia alla Germania. Movimenti giovanili e organizzazioni sindacali stanno promuovendo grandi mobilitazioni per rivendicare diritti sociali e difendere le condizioni di vita e di lavoro. In Italia le grandi organizzazioni sindacali restano a guardare, anzi scelgono di provare a stringere con le organizzazioni padronali un accordo su rappresentanza e salari quando ci sarebbe bisogno di organizzare la protesta.

Diverse organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali hanno lanciato per la data del 30 ottobre uno sciopero internazionale contro il traffico delle armi, contro le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti. Si tratta di un evento di portata storica che sta progressivamente coinvolgendo lavoratori e lavoratrici di sempre più paesi, estendendosi oltre il Mediterraneo e raggiungendo il Nord Europa ma anche l’India, il Messico, il Sudafrica e gli Stati Uniti.
I lavoratori dei porti stanno chiamando a mobilitarsi contro la guerra e le politiche di aggressione ai popoli portate avanti dagli Stati Uniti e da Israele e contro la complicità dei paesi dell’Unione Europea.

L’Unione Sindacale di Base considera la lotta contro il carovita e contro la moderazione salariale strettamente legate alla lotta contro il riarmo. L’enorme spesa pubblica messa a disposizione dell’acquisto e della costruzione di nuovi armamenti, con un balzo di decine di miliardi di euro nel bilancio statale per la difesa, c***a con l’indisponibilità a difendere i nostri salari e le nostre pensioni. E invece di pensare a dare una vera politica industriale all’Italia, il governo smantella quello che è rimasto, dall’ILVA all’automotive, e punta tutto sugli armamenti.

In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo. C’è bisogno di unire le proteste e costruire una mobilitazione generale che unisca tutte le categorie sociali e del lavoro per rivendicare la messa sotto controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, una spesa pubblica indirizzata verso i servizi sociali e non alle armi.

Lo scorso anno una grande ondata di mobilitazioni ha scosso la pen*sola per protestare contro la complicità del governo Meloni con lo stato terrorista di Israele. Il governo ha risposto a quelle proteste con i Decreti sicurezza e ora con una legge che vuole impedire di criticare il genocidio dei palestinesi. Hanno paura che le persone si mobilitino e che i giovani scendano nelle piazze. Hanno paura che le persone si mettano assieme al di là delle differenze e che trovino le parole d’ordine giuste per unirsi. L’Unione Sindacale di Base lancia lo sciopero generale del 30 ottobre per unire le proteste e invita a costruire le mobilitazioni in tutte le città.

Abbassate i €prezzi, abbassate gli e i , abbassate le , abbassate le

Alzate i , alzate le

il 30 ottobre

Appuntamento il 9 ottobre a Roma con l'assemblea nazionale delegat3 FFCC: è tempo di cambiare passo!La chiusura della st...
30/09/2026

Appuntamento il 9 ottobre a Roma con l'assemblea nazionale delegat3 FFCC: è tempo di cambiare passo!

La chiusura della stagione contrattuale, con la ricompattazione del blocco sindacale reazionario, CGIL CISL UIL e sindacato autonomo, ci porta in una nuova fase che assegna a USB il compito di realizzare quel cambio di passo necessario per difendere diritti e condizioni materiali dei dipendenti pubblici, a partire dai temi emersi dalla consultazione effettuata sul ccnl 2025/2027:

- la questione salariale che oggi è l’altra faccia del carovita, con retribuzioni che non garantiscono più nessuna tenuta a fronte dell’aumento vertiginoso dei prezzi, a partire dai carburanti, che determina un carovita ormai insostenibile;
- la questione dell'aumento dei carichi di lavoro e della carenza di personale impongono la necessità indifferibile di riconquistare spazi di contrattazione finora negati, a partire dal tema dell'organizzazione del lavoro, oggi ancora più stringente alla luce dei riflessi che produrrà l'introduzione dell'intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro;
- la questione della democrazia sindacale come elemento di rottura rispetto ad un sistema contrattuale che attraverso la penalizzazione di chi non accetta di firmare rinnovi contrattuali al ribasso, ha fatto del contratto uno strumento di moderazione salariale e di arretramento dei diritti.

Su questi temi che costituiscono il cuore delle condizioni di lavoro, l'USB Pubblico Impiego, nell'assemblea del 9 ottobre, vuole avviare con i delegati e le delegate un confronto vero e necessario per adeguare, a partire dalla chiusura del CCNL, l'agire sindacale nel pubblico impiego al nuovo contesto nel quale interveniamo.

IL NERVOSISMO DEI VERTICI INAF: SCATTA LA CENSURA SUI DIRITTI! 🚨Durante la Notte dei Ricercatori, l'INAF ha rimosso dai ...
28/09/2026

IL NERVOSISMO DEI VERTICI INAF: SCATTA LA CENSURA SUI DIRITTI! 🚨
Durante la Notte dei Ricercatori, l'INAF ha rimosso dai propri canali ufficiali un post che denunciava il dramma di 719 precari a rischio licenziamento. La scusa? "Ammessi solo contenuti scientifici". La realtà? Imbavagliare chi la ricerca la porta avanti ogni giorno per nascondere il profondo disagio occupazionale. 🤐
L'INAF ama celebrare i propri successi e il proprio prestigio, ma nasconde la polvere sotto il tappeto. Le conseguenze di questa gestione stanno uccidendo l'Ente:
Stipendi da fame: tra i più bassi dell'intero settore ricerca.
Blocco delle assunzioni: zero attrattiva per le nuove generazioni.
Sfruttamento sistematico: contratti atipici usati per mascherare vero e proprio lavoro subordinato.
Cosa pretendiamo? Che la dirigenza faccia il suo mestiere: andare a "ba***re cassa" al Governo per ottenere fondi, stabilizzazioni e progressioni di carriera. Se non sono in grado, vadano a casa! Non servono solo passerelle per esibire eccellenza scientifica eludendo i problemi di chi ci lavora.
Non ci resta che un’arma: organizzarci. Personale e dirigenza non sono amici, ma controparti. Solo la solida piattaforma sindacale di USB può farti da scudo contro censure, ritorsioni o procedimenti disciplinari.
Rompiamo il muro del silenzio!


Leggi il comunicato https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/il-nervosismo-dei-vertici-inaf-post-censurati-e-caccia-alle-alleanze-per-negare-i-diritti-15010-1.html

OTTENUTA LA PROROGA DEI PRECARI/E DEL PNRR GIUSTIZIA:  ORA STABILIZZARE TUTTI/E! La proroga del personale PNRR fino al 3...
25/09/2026

OTTENUTA LA PROROGA DEI PRECARI/E DEL PNRR GIUSTIZIA: ORA STABILIZZARE TUTTI/E!

La proroga del personale PNRR fino al 31 gennaio 2027 è un risultato importante frutto della mobilitazione di lavoratrici e lavoratori che, insieme a USB, hanno impedito che più di mille precari/e finissero nel dimenticatoio e fossero licenziati nell’indifferenza più totale.

USB lo aveva detto fin dall'inizio: nessuna lavoratrice e nessun lavoratore sarebbe dovuto rimanere indietro. La proroga di oggi conferma che la mobilitazione paga e che la lotta ha impedito, ancora una volta, che centinaia di persone venissero lasciate a casa.

Ma una proroga non è una soluzione.

Il Governo, che finora ha sostanzialmente scaricato sul Ministero la maggior parte degli oneri delle stabilizzazioni, si assuma le proprie responsabilità e investa sulla stabilizzazione di queste professionalità che si sono già dimostrate essenziali per il sistema Giustizia nel nostro Paese.

Per questo la vertenza continua. Il 31 gennaio 2027 non può essere una nuova scadenza da superare con un'altra proroga: deve essere il termine entro il quale garantire la stabilizzazione di tutte e tutti.

USB continuerà a mobilitarsi, affinché in legge di bilancio siano stanziate le risorse utili alla stabilizzazione di tutti e tutte.

Nessuno resti fuori.

Gli arretrati del CCNL Funzioni Centrali da gennaio 2025 a settembre 2026 parlano chiaro: il nostro Paese è rimasto indi...
23/09/2026

Gli arretrati del CCNL Funzioni Centrali da gennaio 2025 a settembre 2026 parlano chiaro: il nostro Paese è rimasto indietro!

I contratti si prospettano in perdita per via dell'inflazione e con gli arretrati ci paghiamo solo le bollette.

: una scelta di classe

L'ultimo CCNL delle Funzioni Centrali dedica una parte all'Intelligenza Artificiale ed al suo progressivo utilizzo dentr...
17/09/2026

L'ultimo CCNL delle Funzioni Centrali dedica una parte all'Intelligenza Artificiale ed al suo progressivo utilizzo dentro i flussi di lavoro della PA, mentre il dibattito globale si sposta sull'eventuale necessità di frenare lo sviluppo dell'IA stessa.

Il rischio, secondo molti esperti del settore, è che l'Intelligenza Artificiale si stia sempre più autonomizzando, al punto da rappresentare una minaccia per la sussistenza della stessa umanità.

Al di la della reale coerenza di queste ipotesi con la realtà, rimane innegabile l'importanza, ormai irrinunciabile, di questo strumento in ogni campo, da quello lavorativo a quello militare e, più generalmente, geopolitico, ancor più determinante in questa fase di focolai di guerra che si accendono sempre più numerosi.

In questo contesto, diventa estremamente importante sottrarre la gestione esclusiva dell'IA alle Amministrazioni Pubbliche e di conseguenza ai Governi cui rispondono.

Per questa ragione riteniamo che il ruolo delle organizzazioni sindacali sia estremamente importante a tutela del personale della PA che rischia di trovarsi sbaragliato di fronte alla velocità ed alla forza con cui questo strumento sarà introdotto dentro i processi lavorativi.

Con l'iniziativa sul CCNL Funzioni Centrali 2025/27 vogliamo raccogliere le vostre opinioni sui contenuti del contratto, alla luce dell'attualità che cambia: carovita, guerra, riarmo, IA.
La consultazione è aperta fino al 30 settembre. Esprimi il tuo parere su https://www.votofc.it/

📌Hai presentato domanda al concorso per Istruttori giuridico-amministrativi della Regione Emilia‑Romagna?USB Pubblico Im...
16/09/2026

📌Hai presentato domanda al concorso per Istruttori giuridico-amministrativi della Regione Emilia‑Romagna?
USB Pubblico Impiego ti accompagna passo dopo passo con un corso completo, pensato per chi vuole arrivare alla prova con metodo, sicurezza e una preparazione davvero solida
👉https://t.ly/yKnwg
📅Presentazione del corso lunedì 28 settembre alle 18 https://meet.goto.com/948616925

La voce di chi lavora ogni giorno negli uffici delle Funzioni Centrali deve essere ascoltata!Con l'iniziativa sul CCNL F...
15/09/2026

La voce di chi lavora ogni giorno negli uffici delle Funzioni Centrali deve essere ascoltata!

Con l'iniziativa sul CCNL Funzioni Centrali 2025/27 vogliamo raccogliere le vostre opinioni sui contenuti del contratto, alla luce dell'attualità che cambia: carovita, guerra, riarmo, IA.

La consultazione è aperta fino al 30 settembre. Esprimi il tuo parere su https://www.votofc.it/

14/09/2026

+++EDITORIALE+++

USB lancia un segnale d’allarme: Cgil, Cisl e Uil, Confindustria e Governo si stanno mettendo d’accordo per tenere bassi i salari

Senza dare molto nell’occhio Cgil, Cisl e Uil assieme a Confindustria e ad una pattuglia di associazioni padronali stanno preparando un accordo che blindi ogni spazio alla democrazia nei luoghi di lavoro e confermi decenni di moderazione salariale. Una vergogna che rischia di passare inosservata e che invece va denunciata con tutta la forza e determinazione possibile.

I particolari dell’accordo non si conoscono nel dettaglio, tutto sta avvenendo a porte chiuse, in un confronto serrato tra segreterie nazionali. I lavoratori e le lavoratrici non hanno alcuna voce in capitolo.

Alcune cose però già sono trapelate. Sui salari, per esempio, si conferma il riferimento all’indice IPCA-NEI nel calcolo dell’inflazione, quel maledetto sistema di misurazione dei prezzi che non considera i prodotti energetici importati, come il gas e la benzina, che costituiscono il motore dell’attuale e (purtroppo) futura inflazione. I salari in Italia sono al palo da tempo e questo dipende proprio dalla scelta di Cgil, Cisl e Uil di accettare un modello contrattuale che condanna i lavoratori ad una inevitabile riduzione del potere d’acquisto delle loro retribuzioni ad ogni rinnovo contrattuale. Aver tolto al contratto la funzione di avanzamento delle condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori e accettato di tenere gli aumenti in linea con l'inflazione programmata (spesso disattesa dai dati reali) ha significato, infatti, portare progressivamente sempre più in basso le retribuzioni medie. Ma se poi, come è da tanti anni, quell’inflazione è anche calcolata al ribasso e non considera proprio le merci che più stanno incidendo nel rialzo del costo della vita, allora la scelta è veramente disgustosa. In un momento così drammatico dal punto di vista delle condizioni economiche, Cgil, Cisl e Uil stanno decidendo di confermare quella gabbia che impedisce un rialzo delle retribuzioni.

Nell’accordo ci sono poi delle attenzioni particolari al tema del TEM e del TEC, il trattamento economico minimo e quello complessivo. Lo scopo è quello di aggiustare il tiro rispetto al decreto Meloni di quest’anno sul “salario giusto”, che nel considerare giusto quello previsto dai CCNL firmati da Cgil, Cisl e Uil, avrebbe trascurato di specificare anche tutte le voci di cui è composto il salario complessivo previsto dai contratti, lasciando così spazio alla contrattazione pirata. Questa discussione però tralascia di considerare che è proprio il salario giusto quello che ha ricevuto diverse condanne di incostituzionalità e che sono proprio i contratti nazionali firmati dalla triplice che ci condannano ad un salario da fame. I contratti pirata sono una piaga ma riguardano una fetta ancora molto esigua di lavoratori: eliminarli non risolverà il problema del salario per milioni di lavoratori e lavoratrici.

Va aggiunto poi che questo accordo sul salario giusto, nella versione unificata tra Meloni-Confindustria-Cgil-Cisl e Uil, chiude ogni possibile spiraglio alla introduzione di un salario minimo per legge: una sorta di ipoteca anche in vista di possibili cambi di maggioranza.

C’è poi il tema della rappresentanza, che poi è quello che sta veramente a cuore a questi signori e che rappresenta la contropartita che si apprestano a ricevere nell’ambito della collaborazione con padroni e governo. E così, Invece di ragionare su come favorire la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, in un momento storico di grande debolezza e di forte offensiva padronale proprio sul fronte dei diritti, Cgil, Cisl e Uil si propongono di consolidare il monopolio esclusivo sulla rappresentanza. Invece di dare più spazio alle rsu, alle assemblee, ai rappresentanti dei lavoratori sul posto di lavoro, si assicurano che i diritti sindacali siano esclusivamente nelle loro mani e che il diritto di contrattazione venga circoscritto alle loro segreterie. Che poi è quanto sta avvenendo in materia elettorale con il cosiddetto “stabilicum”, con il quale il diritto a partecipare alle lezioni viene ostacolato da un numero spropositato di firme da raccogliere e da una soglia sempre più alta per accedere al Parlamento.

La domanda che pone USB in sintesi è questa: è accettabile che in una situazione di grande difficoltà per milioni di lavoratori e lavoratrici, tanto sul piano salariale che su quello dei diritti sul lavoro, le grandi centrali sindacali si preoccupino di raggiungere un accordo con le parti datoriali che frena ogni possibile spinta a nuovi e reali aumenti e inibisce la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici? Siamo sicuri che sia questa la via maestra da imboccare?

Una domanda che poniamo a tanti delegati e delegate e che deve interrogare anche quanti sentono il bisogno di reagire davanti ad una condizione economica, sociale e della tenuta democratica che sta peggiorando ogni giorno di più.

Indirizzo

Via Dell'Aeroporto 129
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:00
Martedì 09:30 - 17:00
Mercoledì 09:30 - 17:00
Giovedì 09:30 - 17:00
Venerdì 09:30 - 17:00

Telefono

06762821

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