USB Pubblico Impiego

USB Pubblico Impiego La pagina di riferimento per i lavoratori pubblici

USB Pubblico Impiego fa parte della confederazione Unione Sindacale di Base - USB - e si occupa dei problemi delle lavoratrici e dei lavoratori della Pubblica Amministrazione. Al centro della nostra azione, la tutela dei diritti, quelli dei lavoratori e quelli che i cittadini esercitano attraverso l'accesso ai servizi pubblici..

🔴ASSEMBLEA ONLINE DEI CANDIDATI Concorso 2600 Cancellieri – Ministero della Giustizia ⚖In vista delle assunzioni previst...
03/06/2026

🔴ASSEMBLEA ONLINE DEI CANDIDATI Concorso 2600 Cancellieri – Ministero della Giustizia ⚖
In vista delle assunzioni previste entro giugno, si terrà un’assemblea online aperta a tutti i candidati per aggiornamenti, chiarimenti e confronto sulle prossime fasi.
E' il momento di unirci, confrontarci e chiarire ogni dubbio sulle procedure in arrivo.
Un incontro per informarsi, organizzarsi e non perdere nessuna opportunità.
L’assemblea si svolgerà online su piattaforma a questo link https://meet.goto.com/701159597 martedì 9 giugno alle 17,30

📌Vi aspettiamo sabato 30 maggio dalle ore 10 preso la sede USB in via dell’Aeroporto, 129 all’incontro in preparazione d...
28/05/2026

📌Vi aspettiamo sabato 30 maggio dalle ore 10 preso la sede USB in via dell’Aeroporto, 129 all’incontro in preparazione del colloquio motivazionale per la Progressione a Funzionario Coordinatore Pedagogico di Roma Capitale.
Parteciperanno le delegate sindacali di USB e la formatrice Dott.ssa Raffaella Ceres.
L’incontro è gratuito e aperto a tutte e tutti.
Per info e prenotazioni Francesca Pulice 3395003297 – [email protected]

Il diritto esiste. Da vent'anni.È un principio semplice, sancito dal diritto europeo da quasi vent'anni, le prime senten...
28/05/2026

Il diritto esiste. Da vent'anni.
È un principio semplice, sancito dal diritto europeo da quasi vent'anni, le prime sentenze risalgono al 2022 su cause intentate da singoli lavoratori e lavoratrici della sanità, riconosciuto dalla Corte di Cassazione nel 2025: quando sei in ferie, la tua busta paga non può diminuire.
Leggi tutto: link nel primo commento

Proprio mentre la vicenda del rinnovo contrattuale delle FFCC entra nel vivo e con esso il tema della democrazia sindaca...
26/05/2026

Proprio mentre la vicenda del rinnovo contrattuale delle FFCC entra nel vivo e con esso il tema della democrazia sindacale, da sempre cavallo di battaglia dell’USB, un'importante sentenza emessa dal Tribunale di Roma su ricorso dell’USB PI Inail, riconosce ciò che la nostra O.S. da sempre sostiene: almeno il diritto all’informativa e al confronto spetta a tutte le OO.SS maggiormente rappresentative, indipendentemente dalla sottoscrizione del CCNL.

Giustizia è fatta, verrebbe da dire all’ARAN e a tutte le amministrazioni che hanno illegittimamente escluso USB da questi istituti contrattuali, ma anche a tutte quelle sigle che in questi anni hanno mutilato la libertà sindacale, CISL in primis, provando a imbavagliare il legittimo diritto al dissenso.

Alla luce di questa sentenza, frutto dell’iniziativa sindacale di USB coadiuvata dall'avv. Naso, si apre un varco decisivo per rilanciare la battaglia per la democrazia sindacale a partire proprio dal comparto delle Funzioni Centrali.

Riaprire spazi di democrazia da troppo tempo limitati nei luoghi di lavoro per silenziare un conflitto che, oramai, anche nel settore pubblico si sta facendo avanti per le condizioni sempre più pesanti che vivono lavoratrici e lavoratori, è ormai un compito al quale nessuno potrà più sottrarsi.

Sostieni le nostre battaglie, i nostri valori, i nostri principi. Iscriviti a : https://www.usbpi.it/iscriviti

Lottiamo per fare in modo che anche chi decide di non firmare il contratto possa continuare a rappresentare lavoratrici ...
22/05/2026

Lottiamo per fare in modo che anche chi decide di non firmare il contratto possa continuare a rappresentare lavoratrici e lavoratori, cancellando l'attuale norma ricattatoria.

Il nostro riconoscimento da parte di chi lavora sta nei numeri: vogliamo avere il diritto di contare!

Sostieni le nostre battaglie, i nostri valori, i nostri principi. Iscriviti a : https://www.usbpi.it/iscriviti

22/05/2026

La legge 146 del 1990, quella che da allora limita pesantemente il diritto di sciopero, viola la Carta Sociale Europea in tre punti: 1) sono troppi i settori che rientrano nella definizione di servizi essenziali; 2) l’obbligo di indicare la durata dello sciopero già al momento della sua proclamazione indebolisce eccessivamente lo sciopero stesso; 3) sono eccessivi i periodi dell’anno nei quali non si può scioperare e, soprattutto, l’impossibilità di scioperare nei “momenti chiave” è un altro fattore di forte indebolimento dello sciopero.

Queste tre violazioni dei principi della Carta Sociale Europea sono state riconosciute dal Comitato Europeo per i Diritti Sociali (CEDS) in un suo recente pronunciamento sul ricorso presentato dall’USB. Il CEDS è un organo del Consiglio d’Europa incaricato di monitorare l'attuazione della Carta Sociale Europea da parte degli Stati membri. Ora, sulla base di queste decisioni, il Governo e il Parlamento italiani dovrebbero rivedere la legge 146 per riallinearla con i principi della Carta Europea.

Di questo parleremo al Convegno dell’11 giugno all’hotel Nazionale. Sono stati invitati i partiti di opposizione Pd, M5S e AVS, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, i presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, la presidente della Commissione di Garanzia, il Ministro del Lavoro e il presidente del CNEL.

Dalle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici sostegno alla manifestazione operaia del 23 maggio.C'è un minimo...
19/05/2026

Dalle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici sostegno alla manifestazione operaia del 23 maggio.

C'è un minimo comune denominatore che ormai da almeno due anni caratterizza l'azione sindacale dell'USB e che ha attraversato le potenti mobilitazioni dello scorso autunno fino allo sciopero generale del 18 maggio: è il nesso profondo tra l'opposizione alla guerra e alle politiche di riarmo e la necessità di rimettere al centro le questioni sociali, dal salario alla battaglia contro il carovita e per il rilancio del welfare.

La connessione profonda tra questi temi è rappresentata dalle scelte economiche e politiche del governo Meloni e dall'obbedienza ai due vincoli che stanno facendo sprofondare le condizioni di vita di milioni di lavoratrici e lavoratori: da un lato l'innalzamento al 5 % del PIL per le spese militari, per obbedire ai diktat imposti dalla NATO, dall'altro la riduzione delle spese sociali per obbedire a quel Patto di stabilità europeo che sta strangolando l'economia del nostro paese.

È esattamente dentro la rottura di questi doppi vincoli che esiste la possibilità del cambiamento e la prospettiva di costruire una visione del paese che sia orientata alla pace e al miglioramento delle condizioni sociali del mondo del lavoro.

Rivendicare contratti veri, reintrodurre un meccanismo di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, assicurare pensioni dignitose, significa automaticamente scardinare quel sistema della guerra che indirizza tutte le risorse pubbliche verso la f***e corsa al riarmo.

La nostra solidarietà con i popoli oppressi dalle mire barbare e predatorie di Israele e degli USA con la connivenza della UE, si gioca anche e soprattutto a casa nostra, attraverso la capacità di mettere al centro le questioni sociali e mutare radicalmente le priorità politiche del paese dalla guerra alle finalità sociali.

La manifestazione operaia convocata da USB per sabato 23 maggio a Roma risponde a questa esigenza e interessa pertanto tutto il mondo del lavoro.

Non solo perché l'emergenza salariale e la lotta al carovita costituiscono emergenze comuni, ma anche perché l'opposizione ai processi di deindustrializzazione nel settore operaio sono gli stessi che come lavoratrici e lavoratori pubblici conduciamo da sempre contro la privatizzazione della sanità, della scuola e in generale dei servizi pubblici.

La necessità di un'intervento pubblico nei settori strategici dell'economia (siderurgia, energia, trasporti, telecomunicazioni, etc) è lo stesso intervento che nel mondo del lavoro pubblico rivendichiamo nei confronti del welfare.

Vogliamo rinnovi contrattuali veri e almeno adeguati al costo reale della vita, vogliamo rilanciare il welfare, vogliamo uno Stato erogatore di servizi pubblici e non piegato alle logiche della guerra e delle politiche di riarmo.

Questo è lo spirito con il quale come lavoratrici e lavoratori pubblici parteciperemo alla manifestazione nazionale del 23 maggio.

Vogliamo uno Stato sociale e non uno Stato di guerra!

LUNEDÌ 18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE, IL PUBBLICO IMPIEGO C’ÈIl filo rosso dei dipendenti pubblici, dalla battaglia per il...
15/05/2026

LUNEDÌ 18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE, IL PUBBLICO IMPIEGO C’È

Il filo rosso dei dipendenti pubblici, dalla battaglia per il rinnovo contrattuale all’opposizione contro riarmo, guerra ed economia di guerra, al fianco del popolo palestinese.

Ormai da almeno due anni USB PI ha aperto uno scontro con il Governo sulla questione salariale e sul rinnovo dei contratti pubblici. Una vertenza che si inserisce nella fase storica attuale, da questa è determinata e ne diventa uno dei fronti di opposizione più concreti.

I dipendenti pubblici pagano in maniera diretta le conseguenze economiche, sia in termini salariali che di funzione e condizioni di lavoro, della guerra e della sua continua estensione. La scelta del Governo, perché di scelta si tratta, di seguire la strada del riarmo europeo ha significato, in termini puramente aritmetici oltreché politici, sottrarre risorse alla spesa sociale che comprende i servizi pubblici e i salari di chi questi servizi li eroga. Questo ha comportato da un lato rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici ben al di sotto dell’inflazione e dall’altro un ulteriore ridimensionamento del welfare con la conseguente drammatizzazione delle disuguaglianze, vero dato strutturale di un modello dominato dall’economia di guerra.

In funzione di ciò, in modo assolutamente fisiologico e in grande continuità con la scelta praticata da anni di definirci, in qualità di dipendenti pubblici, combattenti contro le disuguaglianze, il rinnovo contrattuale si è configurato come il fronte avanzato sul quale combattere la guerra, l’economia di guerra e la distorsione della funzione di interi settori pubblici piegati agli interessi dell’industria bellica.

Dallo sciopero del 31 ottobre 2024, con iniziative di categoria e mobilitazioni generali, lavoratrici e lavoratori pubblici hanno animato le piazze e i luoghi di lavoro per l’aumento dei salari e il rilancio dei servizi pubblici.

Lo sciopero generale del 18 maggio rientra nel nostro percorso allo stesso modo degli scioperi di autunno, dei quali siamo stati protagonisti. Perché lo Stato siamo noi, non vogliamo essere al servizio della guerra e non vogliamo che il nostro Paese sia “amico” dello stato terrorista di Israele, colpevole di genocidio e vero pericolo per il mondo intero.

In un rinnovato protagonismo del blocco sociale che si oppone alle politiche di riarmo e alle trasformazioni sociali che ne conseguono, le lavoratrici e i lavoratori pubblici hanno grande consapevolezza del proprio ruolo e intendono svolgere fino in fondo la propria funzione a difesa di un modello sociale solidaristico.

Per questo quel filo rosso, che ha legato gli scioperi e le manifestazioni per il rinnovo contrattuale agli scioperi di autunno contro il genocidio del popolo palestinese e alla presa di posizione per il NO sociale al referendum, continuerà a tessersi nelle piazze del 18 maggio contro il genocidio del popolo palestinese e contro l’arroganza di Israele, e in quella nazionale del 23 maggio “Paghiamo sempre noi” lanciata dalla categoria operaia.

08/05/2026

SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIO
NEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO.

USB raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio.

A si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo.

L’assalto alla Global Sumud , il sequestro degli attivisti in acque internazionali e la detenzione illegale di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek segnano un punto ulteriore di rottura.

Israele agisce nella totale impunità, calpesta il diritto internazionale, aggredisce altri Paesi e trascina il Medio Oriente dentro una spirale sempre più estesa di guerra. Gli Stati Uniti sostengono, finanziano, armano e coprono questa deriva, anche attraverso l’aggressione all’Iran.

Il rischio di una guerra generalizzata diventa ogni giorno più concreto.

Il Governo Meloni, l’Unione Europea e la NATO sono corresponsabili: sostengono Israele, scelgono la sudditanza agli Stati Uniti e trasformano la guerra in politica industriale, riarmo, spesa militare e sacrifici sociali scaricati su lavoratori e lavoratrici.

La guerra produce morte e distruzione nei territori colpiti, ma entra anche nelle nostre vite: salari che perdono valore, sanità svuotata, scuola impoverita, welfare tagliato, affitti e prezzi che aumentano, benzina che pesa sempre di più sulle famiglie.

Ogni euro destinato al riarmo viene sottratto a salari, pensioni, sanità, scuola, casa, welfare e sicurezza sociale.

Siamo dentro una nuova fase dell’ultraliberismo: più feroce, più autoritaria, più armata. Guerra, riarmo, repressione e impoverimento sociale fanno parte dello stesso disegno: una società più povera, più diseguale, più controllata e più obbediente.

Per questo fermiamo il Paese contro genocidio, guerra, riarmo, repressione e complicità del Governo italiano e dell’Europa.
Chiediamo la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale, militare, industriale, tecnologico e accademico con Israele. Chiediamo l’embargo definitivo delle armi verso Israele e verso tutti gli scenari di guerra, il ritiro dell’ambasciatore, l’espulsione dei rappresentanti diplomatici dello Stato genocida e la liberazione immediata di Thiago Ávila, Saif Abu Keshek e di tutti gli attivisti fermati.
Le lavoratrici e i lavoratori devono poter rifiutare produzione, trasporto, movimentazione e gestione di materiali, tecnologie, servizi e infrastrutture destinati alla guerra.

Per la guerra dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.

E quel chiodo riguarda tutti: fabbriche, porti, logistica, ricerca, scuola, università, sanità, uffici, servizi e territori.

Il 18 maggio fermiamo il Paese.

UNIONE SINDACALE DI BASE – NAZIONALE

Global Sumud Italia

🔴CONTRATTI VELOCI, SALARI FERMI: LA VERITÀ SUGLI ENTI LOCALIALTRO CHE PEREQUAZIONE SALARIALE.A due mesi dalla firma del ...
07/05/2026

🔴CONTRATTI VELOCI, SALARI FERMI: LA VERITÀ SUGLI ENTI LOCALI
ALTRO CHE PEREQUAZIONE SALARIALE.

A due mesi dalla firma del CCNL Funzioni Locali 2022-2024, che ha sancito una perdita del potere d’acquisto dei salari di circa il 10%, sono già avviate — come annunciato dal Ministro della P.A. Paolo Zangrillo — le trattative all’Aran per il rinnovo 2025-2027.

Questa rapidità nel voler rinnovare i contratti non deve trarre in inganno i lavoratori: il Governo ha già da anni predeterminato e stanziato le risorse per gli aumenti contrattuali fino al 2030, agganciandole al tasso di inflazione programmata (pari al 5,4% per il triennio 2025-2027). Tale indice, per definizione, non tiene conto dell’inflazione reale.

Lo scoppio della guerra in Medio Oriente e la conseguente impennata dei prezzi dei carburanti sono solo gli ultimi esempi di eventi che stanno spingendo verso l’alto il costo di beni e servizi per le famiglie e che i rinnovi contrattuali prospettati non saranno in grado di coprire.

Continuiamo ancora oggi a pagare gli effetti degli accordi del luglio 1993, quando — per diretta responsabilità di CGIL, CISL e UIL — si sancì l’impossibilità dell’indicizzazione automatica dei salari (scala mobile), agganciando gli aumenti esclusivamente all’inflazione programmata, ovvero predeterminata.

Se il Ministro parla di un risultato “straordinario”, come potrebbe non farlo un esponente di un Governo che, sul tema dei salari dei lavoratori italiani, non ha fornito alcuna risposta concreta?

Non è da meno la posizione delle organizzazioni sindacali presenti al tavolo di trattativa, che approvano — tutte — gli “aumenti” proposti, con timide eccezioni da parte di UIL FPL e CGIL FP in merito a una clausola di salvaguardia che, in teoria, consentirebbe di riaprire il confronto qualora l’inflazione erodesse in modo significativo i salari. In che mondo vivano i rappresentanti di queste organizzazioni sindacali, viene spontaneo chiedersi.

Alla luce anche del fallimento del decreto-legge 25/2025 PA, che avrebbe dovuto consentire agli Enti Locali di superare i limiti di spesa sul salario accessorio, appare evidente anche l’insufficienza del cosiddetto Fondo di perequazione salariale, creato per sostenere il solo salario accesorio, finanziato con appena 50 milioni per il 2027 e 100 milioni a decorrere dal 2028. Briciole.

L’emergenza salariale ben si collega all’allarme lanciato negli ultimi giorni dal rapporto sul personale dei Comuni italiani per il 2026, elaborato da Ifel – Area Studi e Statistiche Territoriali sui dati relativi al 2024. Il report, pur registrando un aumento delle assunzioni, evidenzia come queste non siano sufficienti a compensare le uscite per pensionamenti e il crescente numero di dimissioni volontarie, determinate da salari bassi e scarse prospettive di carriera nel settore.

Il quadro prospettico è particolarmente preoccupante: nei prossimi anni, a fronte di un’età media del personale intorno ai 50 anni, si stima la perdita di quasi la metà degli addetti attualmente in servizio, con pesanti ricadute sulla capacità amministrativa degli enti e sulla qualità dei servizi ai cittadini.

USB PI Funzioni Locali lo ribadisce: servono risorse strutturali aggiuntive per un vero fondo di perequazione salariale, un salario minimo di almeno 2.000 euro netti, accompagnati dal superamento dell’area operatori (ex A), il ripristino di un meccanismo automatico di recupero salariale e l’eliminazione dei vincoli sul salario accessorio.

Roma 30/04/2026
Usb Pubblico Impiego Funzioni Locali

Indirizzo

Via Dell'Aeroporto 129
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:00
Martedì 09:30 - 17:00
Mercoledì 09:30 - 17:00
Giovedì 09:30 - 17:00
Venerdì 09:30 - 17:00

Telefono

06762821

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