Il Santo del Giorno

Il Santo del Giorno Ogni giorno la storia, i riti e le tradizioni dei Santi

Il cardinale Dziwisz ricorda Ruini: “Instancabile servitore della Chiesa e del Vangelo” Un messaggio di profonda commozi...
17/06/2026

Il cardinale Dziwisz ricorda Ruini: “Instancabile servitore della Chiesa e del Vangelo”

Un messaggio di profonda commozione e gratitudine accompagna il ricordo che il cardinale Stanislao Dziwisz ha dedicato al cardinale Camillo Ruini dopo la notizia della sua scomparsa. Nel testo, datato Cracovia 17 giugno, l’arcivescovo emerito di Cracovia e storico segretario di san Giovanni Paolo II rende omaggio a una delle figure più influenti della Chiesa italiana degli ultimi decenni.

«Con profonda commozione ho appreso la notizia della morte del cardinale Camillo Ruini», scrive Dziwisz, ricordando il porporato italiano come «fedele collaboratore del Santo Padre Giovanni Paolo II e dei suoi successori» e «instancabile servitore della Chiesa e del Vangelo».

Nel suo messaggio, il cardinale Dziwisz sottolinea il lungo e generoso ministero di Ruini, caratterizzato da una «dedizione totale alla Chiesa», da un «amore sincero per il Successore di Pietro» e da un costante impegno per il bene e l’unità del Popolo di Dio. Un servizio vissuto sia nel ruolo di Vicario di Roma sia alla guida della Conferenza Episcopale Italiana, sempre contraddistinto, secondo Dziwisz, da «chiarezza di fede, fedeltà al Magistero e profondo senso del dovere e della responsabilità pastorale».

Particolarmente significativo il ricordo del rapporto tra Ruini e san Giovanni Paolo II. Dziwisz evidenzia infatti la vicinanza del cardinale emiliano al Pontefice polacco nei momenti decisivi per la vita della Chiesa e della società, riconoscendone la costante volontà di testimoniare il Vangelo nel cuore degli uomini e nel mondo.

Il messaggio si conclude con una preghiera di suffragio per il cardinale Ruini e con un pensiero di vicinanza alla diocesi di Roma e a quanti gli sono stati accanto negli ultimi tempi. «Affido con la mia preghiera la sua anima alla misericordia del Padre celeste, perché lo accolga nella luce e nella pace eterna», scrive Dziwisz, invocando infine per lui «il premio promesso ai servi buoni e fedeli che hanno donato la vita per il suo Regno».

Le parole del cardinale Dziwisz rappresentano una testimonianza particolarmente significativa, provenendo da uno dei più stretti collaboratori di Giovanni Paolo II e da chi ha condiviso con Ruini anni cruciali della vita della Chiesa universale.

Con profonda commozione, Papa Leone XIV ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini, ricor...
17/06/2026

Con profonda commozione, Papa Leone XIV ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa del Cardinale Camillo Ruini, ricordandolo come uno "stimato uomo di Chiesa" che ha servito con generosità il Vangelo, la Diocesi di Roma e la Chiesa italiana.

Nel telegramma inviato al Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, il Santo Padre ha sottolineato la fede profonda, l'acuta intelligenza e la lungimiranza pastorale del Cardinale Ruini, protagonista del cammino ecclesiale italiano e del dialogo con il mondo della cultura.

"Chiedo al Signore, per intercessione della Vergine Maria, di accoglierlo nella Gerusalemme celeste", scrive il Pontefice, impartendo la Benedizione Apostolica a quanti ne piangono la scomparsa.

NOVENA A SAN GIOVANNI BATTISTATERZO GIORNOMeditazioneLa Chiesa festeggia la nascita di Giovanni Battista. E non c'è da s...
17/06/2026

NOVENA A SAN GIOVANNI BATTISTA
TERZO GIORNO
Meditazione
La Chiesa festeggia la nascita di Giovanni Battista. E non c'è da stupirsi che il Precursore sia celebrato con tanta solennità! La figura di Giovanni Battista ha sempre meravigliato e sorpreso i discepoli del Maestro, tanto che i testi evangelici sembrano insistere più volte nell’affermare che il Messia atteso era Gesù, e non Giovanni.

Normalmente dei Santi si celebra il “dies natalis”, ossia il giorno della morte.
Giovanni è l'unico santo (se si esclude la Beata Vergine Maria, di cui fa memoria della sua nascita l'8 settembre) di cui celebriamo sia la nascita gloriosa nella casa del Padre dopo la morte, sia il giorno in cui nacque alla vita terrena nella nostra storia.

La festa è assai antica: risale al IV secolo e fu fissata la 24 del mese di giugno in considerazione del fatto che, nell'annunciare la nascita di Gesù a Maria, l'arcangelo Gabriele le disse che Elisabetta sua parente fosse al sesto mese. Dunque il Battista sarebbe dovuto nascere sei mesi prima di Gesù. Ovviamente queste date hanno puramente valore liturgico e simbolico, non già storico. Infatti non conosciamo né il giorno né l'anno della nascita di Gesù e, quindi, neppure quelli di Giovanni Battista. Ma a noi interessa solo il fatto relativo alla fede.
Nell’arte il Battista è quasi sempre raffigurato vestito di peli di ca****lo, mentre con una mano regge un bastone a forma di croce e con l'altra indica il Cristo, l’Agnello del riscatto.

Per la liturgia della Solennità è stato scelto il brano di Luca per raccontare la nascita del Precursore. Gioia e stupore furono l’atmosfera che caratterizzò l’avvenimento: la nascita di un bimbo che avrebbe portato un nome che significa "dono di Dio", o anche “Dio elargisce favore”, o anche "Dio è misericordia".

Il significato e l’importanza che la liturgia dà alla natività di Giovanni il Battista vanno considerati come inizio di un evento complessivo di un figlio straordinario. Il padre Zaccaria, mosso dallo Spirito di Dio, profetizzò: Tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo, perché andrai innanzi al Signore a preparagli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza, per la remissione dei peccati.
Il racconto evangelico è tutto un inno alla fedeltà del Signore. La nascita di Giovanni viene accolta da tutti come un segno della misericordia di Dio per Israele. Il nome stesso di Giovanni viene presentato come un nome inatteso, la cui scelta avviene per un’ispirazione divina. Esso significa «Dio fa grazia» e indica in sintesi la grazia di Dio giunge a compimento con la nascita del precursore.
È interessante notare l’atmosfera di gioia e di stupore che pervade tutto il brano. La pericope odierna si fa eco della meraviglia delle persone e di tutte le cose di cui si discorreva per tutta la regione montuosa della Giudea: «Che sarà mai questo bambino?». Infatti:

─ Giovanni è scelto e consacrato fin dal seno materno per portare la salvezza di Dio fino all'estremità della terra.

─ Giovanni è l'ultimo dei grandi profeti dell'Antico Testamento ed è il primo della Nuova alleanza che Dio stringerà con il popolo dei redenti da Cristo. "Il regno di Dio è vicino". Giovanni è più che un profeta; è il precursore del Messia.

─ Giovanni è «voce di uno che grida» nel deserto del mondo e annuncia la Parola che rinnoverà l'intera Storia, instaurando tra gli uomini il Regno di Dio, il nuovo patto di alleanza che sarà sancito dal sangue del Figlio redentore.

─ Giovanni annuncia il giudizio di Dio. Indica nel mondo la presenza del Salvatore; è colui che grida forte nel deserto e in ogni istante rammenta l'importanza della conversione in vista della fede.

─ Giovanni è il testimone di Gesù. «Io vi battezzo con acqua, ma sta per ve**re colui che è più grande di me».

─ Giovanni è profeta "a prezzo della vita"; coraggioso fino al martirio e insieme umile fino a sapersi mettere in disparte. “Non sono io il Cristo, ma sono colui che è stato mandato davanti a lui. Lui deve crescere, io invece. “Ecco l'Agnello di Dio...”
Scrisse San Pier Damiani: "L'amico doveva nascere prima dello sposo, il servo prima del suo signore, la voce prima del Verbo, la fiaccola prima del sole, il messaggero prima del giudice, il riscattato prima del redentore. Giovanni è stato precursore del Cristo con la sua nascita, la sua predicazione, il suo battesimo e la sua morte".
E il Messia non esitò ad affermare: "In verità vi dico: Tra i nati di donna nessuno è mai stato più grande di Giovanni Battista"(Mt 11,11).
Novena
O glorioso San Giovanni che appena udita la voce di Dio vi recaste presso il fiume Giordano a battezzare ed a preparare la gente alla venuta del Figlio di Dio, otteneteci la grazia di essere sempre docili alla voce del Signore per meritare di entrare nella vita eterna.
Padre, Ave e Gloria

La Chiesa italiana piange la scomparsa del cardinale Camillo Ruini, spentosi all'età di 95 anni. Pastore, teologo e guid...
16/06/2026

La Chiesa italiana piange la scomparsa del cardinale Camillo Ruini, spentosi all'età di 95 anni. Pastore, teologo e guida autorevole dell'episcopato italiano, ha dedicato la sua lunga vita al servizio di Cristo e della Chiesa, lasciando un segno profondo nella storia ecclesiale del nostro Paese.

Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, fu ordinato sacerdote nel 1954 e, dopo anni di insegnamento e impegno pastorale, venne chiamato a ricoprire incarichi di crescente responsabilità nella Chiesa italiana. Nel 1991 san Giovanni Paolo II lo nominò Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, incarico che mantenne fino al 2008, diventando così il principale collaboratore del Papa per il governo pastorale della Chiesa romana. Nello stesso anno fu creato cardinale e nominato Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, guidando la C.E.I. dal 1991 al 2007 e segnando profondamente la vita ecclesiale e culturale del Paese.

Uomo di profonda fede, fine intellettuale e instancabile servitore del Vangelo, il cardinale Ruini ha rappresentato un punto di riferimento per generazioni di sacerdoti, religiosi e laici, richiamando costantemente la centralità di Cristo nella vita personale e comunitaria. Durante il suo lungo ministero fu una delle figure più influenti della Chiesa italiana, protagonista del dialogo tra fede e società, promotore del Progetto Culturale della Chiesa italiana e voce autorevole sui grandi temi etici, sociali e antropologici del nostro tempo.

Stretto collaboratore di san Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, accompagnò la Chiesa italiana in una stagione di profondi cambiamenti culturali e sociali, distinguendosi per lucidità di pensiero, fermezza pastorale e fedeltà al Magistero. Anche dopo il ritiro dagli incarichi di governo continuò a offrire il proprio contributo alla riflessione ecclesiale e culturale, mantenendo viva la sua passione per l'evangelizzazione e la missione della Chiesa.

Con gratitudine affidiamo la sua anima alla misericordia del Padre, certi che il Signore accoglierà questo fedele servitore che ha speso tutta la sua esistenza per il Vangelo e per il bene della Chiesa.

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐦𝐢𝐥𝐥𝐨 𝐑𝐮𝐢𝐧𝐢 𝐞̀ 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐝𝐫𝐞.
16/06/2026

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐦𝐢𝐥𝐥𝐨 𝐑𝐮𝐢𝐧𝐢 𝐞̀ 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐝𝐫𝐞.

NOVENA A SAN GIOVANNI BATTISTA SECONDO GIORNO Meditazione Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo  (Disc. 293, 1-3; PL ...
16/06/2026

NOVENA A SAN GIOVANNI BATTISTA
SECONDO GIORNO
Meditazione
Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo (Disc. 293, 1-3; PL 38, 1327-1328)
La Chiesa festeggia la natività di Giovanni, attribuendole un particolare carattere sacro. Di nessun santo, infatti, noi celebriamo solennemente il giorno natalizio; celebriamo invece quello di Giovanni e quello di Cristo. Giovanni però nasce da una donna avanzata in età e già sfiorita. Cristo nasce da una giovinetta vergine. Il padre non presta fede all'annunzio sulla nascita futura di Giovanni e diventa muto. La Vergine crede che Cristo nascerà da lei e lo concepisce nella fede.
Sembra che Giovanni sia posto come un confine fra due Testamenti, l'Antico e il Nuovo. Infatti che egli sia, in certo qual modo, un limite lo dichiara lo stesso Signore quando afferma: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni» (Lc 16, 16). Rappresenta dunque in sé la parte dell'Antico e l'annunzio del Nuovo. Infatti, per quanto riguarda l'Antico, nasce da due vecchi. Per quanto riguarda il Nuovo, viene proclamato profeta già nel grembo della madre. Prima ancora di nascere, Giovanni esultò nel seno della madre all'arrivo di Maria. Già da allora aveva avuto la nomina, prima di ve**re alla luce. Viene indicato già di chi sarà precursore, prima ancora di essere da lui visto. Questi sono fatti divini che sorpassano i limiti della pochezza umana. Infine nasce, riceve il nome, si scioglie la lingua del padre. Basta riferire l'accaduto per spiegare l'immagine della realtà.
Zaccaria tace e perde la voce fino alla nascita di Giovanni, precursore del Signore, e solo allora riacquista la parola.
Che cosa significa il silenzio di Zaccaria se non la profezia non ben definita, e prima della predicazione di Cristo ancora oscura? Si fa manifesta alla sua venuta. Diventa chiara quando sta per arrivare il preannunziato. Il dischiudersi della favella di Zaccaria alla nascita di Giovanni è lo stesso che lo scindersi del velo nella passione di Cristo. Se Giovanni avesse annunziato se stesso non avrebbe aperto la bocca a Zaccaria. Si scioglie la lingua perché nasce la voce. Infatti a Giovanni, che preannunziava il Signore, fu chiesto: «Chi sei tu?» (Gv 1, 19). E rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1, 23). Voce è Giovanni, mentre del Signore si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1, 1). Giovanni è voce per un po' di tempo; Cristo invece è il Verbo eterno fin dal principio.
Novena
O Glorioso San Giovanni che vi ritiraste nel deserto a condurre una vita austera e santa, otteneteci la grazia di non essere mai schiavi del denaro e delle cose terrene, ma che le usiamo per accumulare tesori in cielo, dove nessuno ce li potrà rubare.
Padre, Ave e Gloria

NOVENA A SAN GIOVANNI BATTISTAPRIMO GIORNOMeditazione Per comprendere un poco chi è san Giovanni Battista possiamo osser...
15/06/2026

NOVENA A SAN GIOVANNI BATTISTA
PRIMO GIORNO
Meditazione
Per comprendere un poco chi è san Giovanni Battista possiamo osservare alcuni tratti della sua fisionomia.
Innanzitutto la sua nascita gloriosa. Egli è per eccellenza un dono di Dio, poiché nasce dalla vecchiaia ormai sterile di Elisabetta e dall’incredulità “muta” di Zaccaria. Egli è il profeta definitivo: “Tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo… Giovanni un profeta? - domandano a Gesù - Sì, vi dico, e più che un profeta”. Egli è ricolmo dello Spirito di Dio fin dal grembo materno.
Il secondo lineamento del suo ritratto è nella sua voce, tempestosa come quella dei profeti antichi, e nella testimonianza che non conosce esitazioni. Come dirà Gesù, Giovanni non è una canna che si piega al vento, è una quercia che può essere solo spezzata.
Ecco, allora, il terzo lineamento, legato ad un atto preciso, quello del battesimo di Gesù. La voce del Battista e la sua mano puntano diritte su quell’uomo che è nella folla degli ascoltatori. “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”. E il battesimo che egli compie su Gesù si trasforma in una grandiosa manifestazione divina.
L’ultimo lineamento del Battista è nella donazione totale, nello stile dei grandi profeti. I Vangeli, infatti, ci riferiscono la passione e la morte di Giovanni in un racconto ampio e carico di venerazione. La sua era stata la storia di un uomo straordinario che aveva avuto la coscienza della grandezza della sua vocazione ma anche del limite della sua missione. Bellissimo, a questo proposito, è l’autoritratto che egli abbozza, quello dell’amico dello sposo. “Non sono io il Cristo. Chi possiede la sposa è lo sposo, ma l’amico dello sposo esulta di gioia alla voce dello sposo… Bisogna che lui cresca e che io diminuisca…”.
Novena
O glorioso San Giovanni, che con la vostra vita avete onorato il vostro nome che significa "Grazia di Dio", ottenete a noi pure di vivere santamente, così da onorare il glorioso nome di "cristiano" che portiamo dal giorno del nostro Battesimo.
Padre, Ave e Gloria

La guerra continua a colpire non solo vite umane, ma anche luoghi che custodiscono storia, fede e identità.Un attacco co...
15/06/2026

La guerra continua a colpire non solo vite umane, ma anche luoghi che custodiscono storia, fede e identità.
Un attacco con decine di droni e missili su Kiev ucciso nove persone e danneggiato la Cattedrale della Dormizione, uno dei simboli più importanti del cristianesimo in Ucraina.
Quando vengono colpite persone, monumenti e luoghi di culto, il danno va oltre la distruzione materiale: riguarda la memoria collettiva e il patrimonio culturale di un intero popolo.

15 Giugno SAN VITOGiovane cristiano, di soli 7 anni, che subì il martirio per la fede nel 303, non si hanno dati storica...
15/06/2026

15 Giugno
SAN VITO
Giovane cristiano, di soli 7 anni, che subì il martirio per la fede nel 303, non si hanno dati storicamente accertati sulla sua origine, ma la tradizione lo vuole nato in Sicilia da padre pagano, il bambino era stato segretamente educato alla fede cristiana dal precettore e dalla balia, ma il padre scopertolo gli aveva imposto di abiurare la fede in Dio, Vito rifiutò e fuggì con i due che l’avevano educato in Lucania, dove secondo la tradizione sarebbe stata un’aquila a portar loro quotidianamente da mangiare, ma un giorno vengono scoperti e condotti a Roma davanti al feroce Diocleziano; supplicato dall’imperatore Diocleziano di liberare il proprio figlio dal demonio (soffriva di epilessia), ma ottenuto il miracolo Diocleziano non lo ringraziò neanche anzi fece gettare il bambino e i due compagni in un pentolone colmo di olio bollente da cui ne uscì illeso; poi lo gettarono fra i leoni che invece di assalirlo, diventarono improvvisamente mansueti e gli leccarono i piedi, continua la leggenda, che i torturatori non si arresero e appesero Vito, Modesto e Crescenzia ad un cavalletto, ma mentre le loro ossa venivano straziate, la terra cominciò a tremare e gli idoli caddero a terra, lo stesso Diocleziano fuggì spaventato.

13 Giugno SANT'ANTONIO di Padova Sant'Antonio nacque a Lisbona nel 1195 da genitori favoriti da Dio di ricchezze spiritu...
13/06/2026

13 Giugno
SANT'ANTONIO di Padova
Sant'Antonio nacque a Lisbona nel 1195 da genitori favoriti da Dio di ricchezze spirituali e di un certo benessere. Dopo la prima educazione ricevuta nella casa paterna da uno zio canonico, continuò la sua istruzione nella scuola vescovile annessa alla Curia. Con l'età cresceva pure nell'umiltà, unita al disprezzo per le glorie mondane; virtù che, unitamente alla fama di taumaturgo, lo distingueranno sempre.

Sentendosi portato alla solitudine, il Santo pensò presto di ritirarsi in un convento e scelse i Canonici Regolari di S. Agostino. Quivi si diede con tale fervore alla mortificazione della carne, alla ritiratezza e ad un silenzio operoso, da dive**re uno specchio per i suoi confratelli.

Ma le sue brame non erano ancora pienamente appagate: il Santo desiderava di ricevere il martirio, se cosi fosse piaciuto al Signore; e a questo scopo, abbandonato il convento di S. Croce, si ritirò tra i Frati Minori ai quali erano permesse le Missioni.

Ma chi può scrutare i disegni altissimi dell'Onnipotente? Antonio, appena giunto in terra di Missione, è assalito da una malattia tale che lo costringe alla più assoluta inazione, e lo inchioda inesorabilmente in un letto, tanto che è costretto al ritorno. Si imbarca allora per ritornare in Portogallo, ma la nave, sbattuta da violenta tempesta, dopo una fortunosa navigazione, viene a sfasciarsi contro il litorale della Sicilia.

Soccorso da alcuni pescatori, viene trasportato a braccia al più vicino convento. Antonio adora la volontà di Dio, ed appena è in grado di camminare si reca ad Assisi. Quivi ebbe la grazia di vedere il suo caro padre S. Francesco, e di assistere al capitolo delle stuoie. Ma in questa circostanza il nostro Santo non parlò, nè fu notato. Dopo l'umiliazione però la Provvidenza, in modo inaspettato, gli apriva la via della predicazione.

Fu una rivelazione: in poco tempo divenne celebre e dovette passare a Montpellier, a Tolosa, a Bologna, a Rimini e a Padova. Nella quaresima che tenne in quest'ultima città, i frutti della grazia divina furono copiosissimi: riconciliò nemici, ridusse i dissoluti a vita migliore, persuase gli usurai alla restituzione. La sua parola era come un dardo che trapassava i cuori e li infiammava d'amore alla virtù.

Il Signore confermava la santità del Santo con numerosissimi miracoli.

Conoscendo per rivelazione che suo padre era accusato ingiustamente della morte di un nobile, pregò Dio e si trovò miracolosamente a Lisbona accanto al padre. Quivi richiamò a vita l'ucciso che indicò Pomici_da: suo padre fu salvo.

Sentendosi vicino al termine della vita ottenne il permesso di ritirarsi nel romitorio di Camposampiero; ,qui passò i suoi ultimi giorni nella contemplazione e nell'esercizio sempre più puro dell'amor di Dio. Morì ad Arcella, presso Padova, il 13 giugno del 1231 a 36 anni di età.

Dopo la sua morte i fanciulli di Padova e dei dintorni andavano gridando: «È morto il Santo, è morto il Santo ». Ed era veramente morto un santo ed un grande santo, che lasciò tracce indelebili di ogni virtù.

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Rome

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