09/04/2026
Scrivo stanotte delle parole difficili, ma cerco di scriverle per un amico, una persona cara con la quale non potrò più chiacchierare, ridere, discutere di acquisti giusti e solidali.
Cerco di scrivere per Mario che è andato via tanto presto, troppo.
Mario l’ho conosciuto diversi anni fa: noi del GASquilino lo invitammo a venirci a conoscere per raccontare la storia del suo miele e poterlo inserire tra i nostri produttori. Ancora ricordo quella riunione, in Sala Intermundia, nei mitici seminterrati della scuola Di Donato: si presentarono lui e Rosa, produttrice e trasformatrice di erbe e cosmesi naturale. Fu un bell’incontro e fu simpatia immediata. Mario è diventato un amico, da allora siamo sempre rimasti in contatto ed è sempre venuto ai nostri mercatini, sempre, con una costanza incredibile. Quelle domeniche mattina ci aspettavamo per andarci a prendere il nostro caffè e parlare, parlare, perché con Mario potevi parlare di tutto, e ogni cosa riceveva il suo sguardo lucido e intelligente.
Ci raccontavamo in una ventina di minuti tutto quello che avevamo fatto nei mesi trascorsi dal mercatino precedente perché sì, ci scrivevamo anche qualche messaggio, ma parlarsi era un’altra cosa. E tanto poi arrivava il mercatino. Che doveva iniziare così, con quel lungo caffè con Mario.
Passavamo dai libri alle vacanze, dai gruppi di acquisto solidali al suo disappunto per l’assenza del miele sul banco del bar, fino ai nostri figli che intanto crescevano e noi passavamo dal sostenerli tra i banchi di scuola da bambini, al sostegno dei loro sogni da ragazzi.
Veniva alla Di Donato col suo tavolo inconfondibile, con quella tovaglia verde e la scritta grande “il miele di Mario bio”, si sedeva accanto a noi e trascorrevamo giornate bellissime in una scuola piena di gente, piena di colori, di suoni. A Mario piaceva profondamente essere parte di quella realtà; è stato un privilegio averlo nella nostra rete, condividere con lui discorsi sul consumo critico, sul rispetto dell’ambiente e sulla dignità del lavoro.
Per anni Mario ci ha consegnato il miele della sua piccola realtà familiare sui Monti Prenestini, lontano dal traffico, tra boschi di acacia, castagni e querce. Negli anni ci ha raccontato di una situazione sempre più difficile, con produzioni via via inferiori. Eppure, in un contesto così complesso, Mario ha continuato non solo a offrirci i prodotti dell’alveare, ma anche a garantire la conservazione delle api e il rafforzamento della biodiversità.
Ci ha fatto conoscere il progetto terraTerra, ci ha parlato della costruzione di ponti tra città e campagna, dei percorsi di autocertificazione, di resistenza contadina e di partecipazione. La partecipazione: quante volte ci abbiamo ragionato, e le sue parole mi hanno sempre dato nuove prospettive, nuovi punti di vista.
In questi anni abbiamo capito che il GAS ci ha aiutato sì a mangiare meglio e a sostenere un consumo consapevole, ma sono le amicizie nate, le relazioni, il vero punto di forza e ciò che ci ha arricchito.
Stanotte il mio pensiero, e quello di tutto il GASquilino, va a un amico caro che non c’è più, conosciuto come fornitore di miele, custode della terra e difensore di diritti, diventato un compagno di riflessioni e un pezzo importante della nostra storia.
mg