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Terra! è un’associazione ambientalista impegnata dal 2008 a livello locale, nazionale e internazionale in progetti e campagne sui temi dell’ambiente, dei diritti e dell’agricoltura ecologica.

Il carrello della spesa è aumentato del 30% in cinque anni. L’inflazione, nello stesso periodo, del 21%.A dirlo è un’ana...
02/09/2026

Il carrello della spesa è aumentato del 30% in cinque anni. L’inflazione, nello stesso periodo, del 21%.

A dirlo è un’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore, che mette in evidenza quanto il costo del cibo sia cresciuto più dell’inflazione generale: se nel 2021 spendevamo 100 euro, oggi per la stessa quantità di cibo spendiamo 129,50 euro.

Intanto la Pewex, catena di supermercati romana, ha annunciato che presso i loro punti vendita sarà possibile pagare la spesa anche a rate, un segnale preoccupante della crisi sociale dilagante, tra bassi redditi e salari fermi al palo da anni, e un segnale della tendenza di alcune catene della grande distribuzione, che si approfittano del graduale impoverimento della società per incrementare profitti su beni essenziali, come il cibo.

Dietro questo +30% infatti c’è una domanda che non possiamo ignorare: chi paga davvero l’aumento dei prezzi e chi, invece, ne beneficia?

Perché pagare di più al supermercato non significa necessariamente che chi produce il nostro cibo riceva di più.

Il prezzo finale è il risultato di filiere complesse, dove il valore viene distribuito tra agricoltura, trasformazione, logistica e distribuzione. E quando questa distribuzione non è equa, a pagare il conto sono contemporaneamente cittadini e produttori, gli anelli più deboli della filiera del cibo.

Ecco perché parlare del prezzo del cibo significa parlare anche di giustizia sociale, reddito agricolo, scelte e funzionamento delle filiere.

Il problema non è soltanto quanto costa quello che mangiamo.
È anche come viene distribuito il valore che c’è dietro quel prezzo.

associazioneterra.it

Ahmed Belkihal era un lavoratore algerino di 61 anni, impiegato come bracciante in una serra di pomodori a Pachino, in p...
31/07/2026

Ahmed Belkihal era un lavoratore algerino di 61 anni, impiegato come bracciante in una serra di pomodori a Pachino, in provincia di Siracusa. Ha perso la vita poche ore fa a causa di un arresto cardiaco. Non ha retto al caldo soffocante di questi giorni, reso ancora più acuto dal lavoro in serra.

Prima di lui, Thahar El Haddad, colto da un malore mentre raccoglieva angurie nel mantovano. Prima ancora Stefano Vicentini, morto mentre guidava un trattore.
La verità è che stiamo normalizzando il fatto che si possa morire sul lavoro a causa del caldo. Di fronte a temperature estreme che stanno stravolgendo la vita e l’agricoltura di un intero continente, per qualcuno è “normale” continuare a produrre piuttosto che tutelare la vita e la salute di chi lavora.

Le regioni hanno introdotto le ordinanze anti caldo e tante aziende stanno lavorando per cambiare turni e rendere il lavoro agricolo più “flessibile”. Una flessibilità che ci spaventa, perché è qui che può nascondersi lo sfruttamento più subdolo, quello che non si vede.

Nell’audizione che la Ministra al lavoro e alle politiche sociali, Marina Calderone, ha tenuto alle Camere, si è parlato di una sedicente strategia del governo contro sfruttamento e crisi climatica.

Eppure, in questi mesi abbiamo indagato cosa sta succedendo nei campi e nei ghetti di questo paese, quando si sfiorano i 40°. Perdite in campo, infortuni, malattie, tempi di lavoro prolungati, decessi.

Da tempo chiediamo di attuare politiche serie contro una crisi climatica che di anno in anno sta cambiando la vita di tanti produttori e lavoratori.
Oggi non possiamo più attendere. La crisi è già qui, basta volerla vedere.

👉 Leggi l'articolo
https://www.associazioneterra.it/news/caldo-estremo-agricoltura

28/07/2026

Vivere in una casa senza cucina. Sembra così assurdo?

Eppure c'è chi sostiene che questo sia il futuro.

Case sempre più piccole, poco tempo per cucinare, crescita esponenziale del food delivery e dei pasti pronti: non è solo un cambiamento nelle nostre abitudini, ma una trasformazione che racconta come stanno cambiando le nostre città, il lavoro, il tempo libero e il nostro rapporto con il cibo.

Nel nuovo episodio di Innesti partiamo da una provocazione per affrontare una domanda che riguarda tutte e tutti noi: che società stiamo costruendo, se non abbiamo più tempo nemmeno per prepararci da mangiare?

👉 Guarda il nuovo episodio di Innesti, il podcast di Terra!

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26/07/2026

Il pranzo della domenica esiste ancora? E se un giorno le cucine sparissero davvero dalle nostre case?

Tra pasti pronti, consegne a domicilio e ritmi di vita sempre più frenetici, il nostro rapporto con il cibo sta cambiando. Ma insieme al modo in cui mangiamo, sta cambiando anche il modo in cui viviamo, lavoriamo e costruiamo relazioni.

Nel prossimo episodio di Innesti partiamo da una provocazione per interrogarci su una domanda che riguarda tutte e tutti noi: che società stiamo costruendo attorno al cibo?

Innesti, martedì 28 su Yotube
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Abbiamo scritto al Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.Dopo l'inchiesta di Fabio Ciconte e Stefano Liberti ...
15/07/2026

Abbiamo scritto al Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Dopo l'inchiesta di Fabio Ciconte e Stefano Liberti pubblicata su Internazionale, che ha riportato alla luce una procedura di acquisto al ribasso per migliaia di tonnellate di derivati del pomodoro, abbiamo chiesto al Governo di intervenire.

Nella lettera chiediamo di attivarsi per fermare questa procedura e sostenere, anche in sede europea, un divieto chiaro delle aste al ribasso (vietate dalla legge italiana), che comprimono il valore del cibo e mettono sotto pressione l'intera filiera agroalimentare.

In questi giorni qualcosa si è mosso: quasi 1.000 persone hanno già firmato la nostra petizione, il tema è arrivato nelle istituzioni con interrogazioni dei gruppi Pd (con Camilla Laureti, Stefano Bonaccini, Dario Nardella) e Avs (con Filiberto Zaratti e Peppe de Cristofaro) al Parlamento europeo e al Parlamento italiano, mentre il dibattito pubblico continua a crescere.

Ma non basta.
Vogliamo che il ministro Lollobrigida risponda e che intervenga per arrestare le aste e tutti i meccanismi di distorsione della filiera alimentare.

Il prezzo più basso non può essere l'unico criterio con cui si decide il valore del cibo. Dietro ogni prodotto ci sono aziende agricole, lavoro, diritti e qualità.

Continueremo a chiedere che questa procedura venga fermata e che il valore del cibo sia riconosciuto lungo tutta la filiera.

👉 Se non l'hai ancora fatto, firma la petizione 👇
🔗 https://www.associazioneterra.it/news/petizione-aste-al-ribasso-gli-aggiornamenti

13/07/2026

Paola Clemente non morì per una fatalità.

Il 13 luglio 2015, a 49 anni, mentre lavorava nei campi di Andria, fu colpita da un malore dopo ore sotto il sole. La sua morte ha reso evidente ciò che troppe volte viene ancora oggi ignorato: lo sfruttamento in agricoltura è il risultato di un sistema.

Quella storia divenne presto un simbolo e spinse tutti noi, Terra!, i sindacati, le istituzioni, a lavorare più velocemente per approvare una nuova legge contro il caporalato, la Legge 199, che infatti vide la luce solo l’anno dopo, nel 2016.. Una norma che ha segnato una svolta politica e culturale nel nostro paese, riconoscendo la responsabilità non solo dei caporali, ma anche delle aziende che traggono vantaggio dallo sfruttamento della manodopera.

Ma la battaglia non è finita.

Non si può parlare delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli senza parlare anche dei prezzi del cibo, di chi li determina e degli strumenti con cui vengono imposti lungo la filiera.

In questi giorni l'inchiesta pubblicata da e firmata da e .liberti ha acceso i riflettori su una gara europea organizzata dalla centrale d'acquisto Constellation per l'acquisto di 15.000 tonnellate di derivati del pomodoro. Un meccanismo che mette i fornitori in competizione esclusivamente sul prezzo, comprimendo ulteriormente i margini economici e aumentando il rischio che il costo ricada proprio su chi lavora nei campi.

Le aste al ribasso sono state vietate in Italia anche grazie alla campagna , promossa da Terra! insieme alla Flai CGIL. Eppure, a distanza di anni, pratiche simili continuano a ripresentarsi.

Per questo chiediamo la cancellazione di questa gara e continuiamo a lavorare per una filiera che garantisca diritti, dignità e un prezzo equo per chi produce il nostro cibo.

Fermiamo le aste!
Firma la petizione e sostieni questa battaglia 👇
https://www.associazioneterra.it/news/paola-clemente-caporalato

Quanti sono gli strumenti con cui la Grande distribuzione ottiene sconti e schiaccia la filiera? Moltissimi!Non potendo ...
09/07/2026

Quanti sono gli strumenti con cui la Grande distribuzione ottiene sconti e schiaccia la filiera? Moltissimi!

Non potendo più utilizzare le aste al doppio ribasso, vietate per legge, i grandi colossi del cibo si rivolgono a nuove gare online.

Una nuova, importante inchiesta di Fabio Ciconte, presidente di Terra!, e del giornalista Stefano Liberti pubblicata su Internazionale, riporta l’attenzione sulle nuove pratiche che mettono in competizione i fornitori per ottenere il prezzo più basso possibile.

Al centro dell’indagine, una gara online per l’acquisto di circa 15.000 tonnellate di derivati del pomodoro: un sistema in cui il prezzo diventa l’unico criterio di scelta, mentre il valore del cibo viene schiacciato.

Dietro quel prezzo compresso da un meccanismo illegale che premia l’offerta più bassa, ci sono il lavoro degli agricoltori, dei braccianti, i costi di produzione, la qualità delle materie prime e la sostenibilità della filiera.

Terra! denuncia questo meccanismo dal 2016. Con la campagna , insieme a Flai CGIL, abbiamo contribuito a portare il tema al centro del dibattito pubblico e a ottenere il divieto delle aste al doppio ribasso introdotto nel 2021.

Ma a quanto pare una legge non basta se esistono nuovi modi per aggirarla.

Per questo continuiamo la nostra battaglia per riequilibrare la filiera affinché il prezzo del cibo non venga scaricato su chi produce e su chi lavora. C’è un filo rosso che lega le aste al caporalato: per contrastare lo sfruttamento occorre guardare alle radici di questo squilibrio.

Fermiamo le aste!
Firma la nostra petizione 👇
https://www.associazioneterra.it/ferma-le-aste-al-ribasso-con-terra

Leggi l’inchiesta di Internazionale 👇
https://www.internazionale.it/notizie/stefano-liberti/2026/07/08/la-svendita-forzata-dei-pomodori-italiani

27/06/2026

Quando pensiamo al caporalato, immaginiamo quasi sempre la stessa scena: braccianti chini nei campi a raccogliere pomodori.

Ma quella è un'immagine che, da sola, non racconta più la realtà.

Negli ultimi anni il caporalato è cambiato. Si è spostato, si è trasformato, è diventato meno visibile e più difficile da riconoscere. Non riguarda solo i pomodori o i ghetti: attraversa filiere, cooperative, distretti agricoli e nuovi meccanismi di intermediazione del lavoro.

Per capire come si è evoluto, nel nuovo episodio di Innesti Fabio Ciconte ne parla con Stefano Liberti, giornalista d'inchiesta con cui Terra! lavora da anni per raccontare ciò che resta nascosto dietro il sistema agroalimentare.

Ascolta la puntata su Youtube 👇
https://www.youtube.com/watch?v=4uPJHUkVIfM

E Spotify 👇
https://open.spotify.com/episode/265P...

19/06/2026

Quando facciamo la spesa possiamo sapere quasi tutto di un prodotto.

Da dove arriva.
Quali ingredienti contiene.
Quante calorie ha.

Ma c'è una cosa che nessuna etichetta ci dice: se quel prodotto arriva da una filiera che sfrutta il lavoro delle persone.

A due anni dalla morte di Satnam Singh, il lavoratore agricolo morto dopo essere stato abbandonato dal suo datore di lavoro, e a pochi giorni dalla strage di Amendolara, torniamo a interrogarci su una domanda semplice: cosa significa oggi parlare di caporalato?

Ricordare oggi Satnam Singh vuol dire anche trovare gli strumenti per contrastare una volta per tutte lo sfruttamento.

Nel nuovo episodio di Innesti, il nostro Fabio Ciconte dialoga con Stefano Liberti, giornalista d'inchiesta con cui Terra! ha lavorato per raccontare le distorsioni del sistema agroalimentare, tra sfruttamento del lavoro, opacità delle filiere e responsabilità della grande distribuzione.

🎧 La nuova puntata di Innesti è online ora su YouTube e Spotify.

Ascolta l'episodio completo 👇
https://www.youtube.com/watch?v=4uPJHUkVIfM

🌾 Nuovi OGM, via libera dell’UE.Con un voto in aula (bocciando tutti gli emendamenti presentati), il Parlamento europeo ...
18/06/2026

🌾 Nuovi OGM, via libera dell’UE.

Con un voto in aula (bocciando tutti gli emendamenti presentati), il Parlamento europeo ha approvato la deregolamentazione per le nuove tecniche genomiche, gli OGM di seconda generazione.

Un passaggio che riaccende il confronto sul futuro dell'agricoltura europea e sulle regole che dovrebbero garantire trasparenza e sicurezza lungo la filiera agroalimentare.

Cosa prevede il testo? Cosa cambierà per agricoltori e consumatori?
E quali sono i principali problemi al riguardo?

Abbiamo ricostruito cosa sta succedendo e perché questa decisione va nettamente a scapito di cittadini, agricoltori e ambiente.
Niente valutazione di rischio, niente tracciabilità e niente etichette, ma invece nuovi brevetti delle aziende biotech in arrivo.

Leggi la nostra analisi 👇
https://www.associazioneterra.it/news/deregolamentazione-europa-ogm-ngt?_gl=1*1aw9pvu*_up*MQ..*_gs*MQ..&gclid=EAIaIQobChMIx_aDnsCOlQMVLYODBx3RWQHcEAAYASAAEgIyx_D_BwE&gbraid=0AAAAABUiHNnaW6NjIRHqzODL9q

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