24/05/2026
L'onorevole Stefania Ascari stasera fa questa grafica che apparentemente ha l'obiettivo di denunciare "il sistema" ma in realtà sta costruendo un nemico simbolico, i percorsi di tutela dei minorenni.
Parlare di business sulla pelle dei minori (senza poi distinguere tra affido familiare, comunità, emergenze, collocamenti giudiziari, servizi territoriali e strutture accreditate, ecc) significa alimentare deliberatamente sfiducia verso tutto il sistema di protezione dell’infanzia.
Il risultato concreto ovviamente non è la “trasparenza” ma la costruzione di un clima pubblico in cui le famiglie fragili hanno paura dei servizi sociali (e lo abbiamo visto) e in cui gli affidatari, che Ascari sicuramente non ha mai incontrato in vita sua e questo è uno dei problemi dei politici, vengono guardati con sospetto.
Ma anche un clima in cui gli operatori sociali continuano a essere bersagli e in cui ogni intervento di tutela viene reinterpretato come interesse economico.
Poi un giorno qualcuno vi dovrà spiegare che il contrario di allontanamento di un minorenne non è vivere la best Life ma lasciare i bambini e i ragazzi in difficoltà, manipolati, abusati, trascurati, maltrattati DA SOLI.
Esistono problemi nel sistema? Certo. Servono controlli, monitoraggi, standard, verifiche sulle strutture? Ovviamente sì.
Ma trasformare la tutela minorile in una narrazione da “mercato dei bambini” è un’operazione politica gravissima, perché colpisce direttamente la legittimità stessa della protezione dei minorenni. I danni che sta facendo questa narrazione la pagano solo i bambini, anche con le vostre migliori intenzioni.
Questi slogan semplificati non servono a “difendere i bambini” ma vogliono solo produrre consenso attraverso la delegittimazione della tutela. Ed è proprio a causa di questo continuo, incessante e pervicace lavoro di delegittimazione che negli ultimi anni è più difficile chiedere aiuto ai servizi o
trovare famiglie affidatarie o
lavorare serenamente nei contesti di protezione. Ma anche, aggiungo, discutere criticamente dei problemi reali senza essere o travolti dalla propaganda o occupati a parare i colpi dell'ideologia.
La tutela minorile avrebbe bisogno di competenza, dati, investimenti, supervisione e responsabilità istituzionale. Quando ne potremo parlare?