USB Scuola

USB Scuola USB Formare un mondo diverso. Docenti, ATA e studenti uniti per una nuova scuola statale Grande importanza è riservata ai temi internazionali.

USB ha un approccio sindacale intercategoriale, con l’obiettivo di contrapporsi alla frammentazione dei lavoratori connettendo le lotte nei luoghi di lavoro, sul territorio e nel sociale. Attraverso una capillare diffusione sul territorio nazionale (90 sedi in tutte le regioni), USB rappresenta ed organizza i soggetti del lavoro e del non lavoro, è sindacato accogliente per le nuove istanze social

i, è sindacato "meticcio", è sindacato “contaminato” dalle esperienze provenienti da altre realtà di lotta: per la casa, per l’ambiente, per i beni comuni, per i diritti uguali dei migranti. USB rifiuta lo "sviluppismo", che distrugge vite umane e territori, genera guerre, razzismo e miseria e vuole porsi come sindacato capace di attivare un cambiamento generale nel nostro paese. In continuità con la storia delle organizzazioni costituenti la nuova confederazione, nella USB sono centrali la democrazia e la partecipazione attiva dei lavoratori attraverso una forma organizzativa orizzontale in tutte le sue articolazioni. Ancora, USB è il sindacato del conflitto, finalizzato all’acquisizione di nuovi diritti e nuove tutele, per una contrattazione che abbia come presupposto il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita per milioni di lavoratori non finalizzata unicamente alla riduzione del danno. All’assemblea costitutiva del 23 maggio sono giunti i messaggi di auguri provenienti da molte organizzazioni sindacali internazionali, fra cui quello della Confederazione sindacale mondiale WFTU (World Federation of Trade Unions), dal PAME, il sindacato combattivo greco che sta guidando le lotte in quel paese, e dal LAB, sindacato Basco. http://scuola.usb.it/index.php?id=28&MP=63-1027

31/08/2026

USB Scuola, in prima linea per la difesa del popolo palestinese e contro il genocidio in atto a Gaza, rilancia l'appello alla mobilitazione "Non dimentichiamoci di Gaza": mozione per il primo collegio e attività per il primo giorno, promossa dall' Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Docenti per Gaza e Scuola per la pace.
Leggi i dettagli dell’iniziativa qui 👇
https://www.docentipergaza.it/mozione-al-collegio-docenti-per-linizio-dellanno-scolastico/

Parte la campagna “La conoscenza non marcia”.“L’idea è questa: usare uno strumento di democrazia diretta, previsto dalla...
29/08/2026

Parte la campagna “La conoscenza non marcia”.

“L’idea è questa: usare uno strumento di democrazia diretta, previsto dalla legge, costruito con un team di qualificati e stimati giuristi e rivolto a referenti istituzionali scelti dai promotori, per allargare la mobilitazione di massa contro la guerra, partendo dal settore formazione”.

E’ da tenere sott’occhio con la massima attenzione la conferenza stampa di lancio di una petizione “per l’interruzione e il divieto di qualsiasi tipo di A promuovere questa meritoria iniziativa è la sigla “La conoscenza non marcia”, campagna di scopo contro la militarizzazione del mondo...

28/08/2026

Con la nota prot. 3803 del 30 giugno 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha trasmesso alle scuole il documento tecnico per lo svolgimento a distanza degli Organi Collegiali deliberativi, con l’obiettivo dichiarato di garantire validità giuridica delle delibere, sicurezza e tutela de...

1 SETTEMBRE ORE 15:30 MONTECITORIO - PIAZZA CAPRANICACONFERENZA STAMPA: LA CONOSCENZA NON MARCIA!Nasce una petizione per...
25/08/2026

1 SETTEMBRE ORE 15:30 MONTECITORIO - PIAZZA CAPRANICA
CONFERENZA STAMPA: LA CONOSCENZA NON MARCIA!
Nasce una petizione per l’interruzione e il divieto di qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare pubblica e privata

Il cammino inesorabile che sembra aver intrapreso l’intero Occidente verso una guerra totale non risparmia l’istruzione: in diversi documenti ufficiali dell’UE, nel piano programmatico quinquennale del Governo Meloni, e in diverse dichiarazioni del ministro Crosetto, si evidenza la possibilità, finanche la irrinunciabile necessità di una incorporazione totale dell’istruzione di ogni ordine e grado (dalle elementari all’università) nell’economia e nell’ideologia bellica.

Come campagna “La Conoscenza Non Marcia” abbiamo denunciato la crescente presenza militare nelle scuole come normalizzazione dell’apparato bellico e repressivo, dalle visite scolastiche in caserme e basi militari a corsi di formazione tenuti da forze dell’ordine ed esercito, così come il pericoloso definanziamento delle università che sta comportando una sempre più diretta canalizzazione dei fondi per la ricerca attraverso quell’industria della morte che abbiamo già visto all’opera nella complicità con il genocidio del popolo palestinese. Progetti come il Rome Technopole, o quello della cittadella dell’aerospazio a Torino, indicano una direzione pericolosa da arrestare immediatamente: da un lato il diretto assorbimento di grossa parte del settore della ricerca pubblica a servizio dell’industria militare, della NATO e dei progetti di riarmo dell’Unione Europea; dall’altro la presenza sempre più forte della Nato e di Leonardo (o di MBDA, o Thales) nei dipartimenti universitari, nella didattica e nella direzione degli ambiti di ricerca, travalicando, a quel punto, qualsiasi dibattito sensato sul “dual use”.

“La conoscenza non marcia” vuole fermare tutto ciò: docenti, ricercatori e ricercatrici, studenti e studentesse, lavoratrici e lavoratori non sono disposti a studiare e lavorare per fomentare guerre, riarmo e militarizzazione. Per questo abbiamo costruito una raccolta firme a sostegno di una petizione popolare per introdurre misure normative che vietino qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola/università e filiera militare-industriale. La presenteremo con una conferenza stampa il prossimo 1 settembre alle ore 15:30 presso Montecitorio, Piazza Capranica, invitiamo la stampa e chiunque sia interessato a contribuire alla campagna a partecipare.

17/08/2026

USB scuola e OSA - Opposizione Studentesca d'Alternativa stanno partecipando al Convoy Nuestra America in occasione del centenario della nascita di Fidel.
A Cuba l'istruzione, gratuita e diffusa in modo capillare su tutto il territorio, rappresenta una delle basi fondanti della società socialista. Ogni comunità, anche la più piccola, ha la sua scuola. Nessuno resta indietro e ovunque ci sia anche soltanto un bambino, c'è un maestro. Siamo qui per imparare da questo popolo che nonostante le difficoltà causate dal blocco economico degli Stati Uniti che strangola la popolazione privandola di carburante, acqua portabile e beni di prima necessità, resiste e si appresta con grande dignità ad aprire le scuole il prossimo settembre.

10/08/2026

Docenti sotto ispezione per aver parlato di Gaza.
Ma è l’intero sistema scuola ad essere stato trasformato e assoggettato alle esigenze della filiera produttiva:la scuola deve educare alla precarietà; docenti e studenti che alzano la testa vanno puniti.
Noi non ci stiamo e crediamo che l’alleanza con gli studenti sia la via da seguire.
Ringraziamo Stefania Ascari per aver organizzato la conferenza stampa e aver permesso che la Camera dei Deputati fosse almeno per un giorno un luogo di confronto libero e di denuncia del genocidio e delle politiche di guerra e di “distruzione pubblica”.

Vietato parlare di Palestina: la scuola risponde.Si è svolta oggi, martedì 4 agosto, presso la Sala Stampa della Camera ...
04/08/2026

Vietato parlare di Palestina: la scuola risponde.

Si è svolta oggi, martedì 4 agosto, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, la conferenza stampa “Vietato parlare di Gaza: docenti sotto ispezione”, promossa dalla deputata M5S Stefania Ascari.

Docenti ispezionati per aver parlato di Palestina, studenti sanzionati, collegi docenti messi sotto pressione.
I casi del Liceo Vivona e del Righi non sono episodi isolati, ma il segnale di un disegno complessivo: una scuola che vuole insegnanti zitti e studenti disciplinati, non cittadini che pensano con la propria testa e che mettano in dubbio per sovvertirle le categorie del nostro presente: guerra, genocidio, produttività, competitività.

Massimo Sabbatini e Salvatore Bullara, entrambi sotto ispezione, hanno raccontato le loro vicende. Nella particolarità delle due storie si annida proprio il disegno complessivo che come organizzazioni intendiamo contrastare.
La repressione del dissenso su Gaza non è un aspetto marginale, ma parte della stessa trasformazione classista e neoliberista che da anni colpisce la scuola pubblica statale: tagliare, selezionare, disciplinare, educare alla precarietà dell’esistenza.
Il Governo Meloni e il Ministro Valditara sono oggi gli esecutori di questa trasformazione che usa la repressione come suo strumento principale.

Il bilancio della iniziativa di oggi è chiaro: non si processano i docenti che insegnano la storia, si processa chi vuole cancellarla.

La nostra mobilitazione continuerà nelle scuole e nelle piazze, già a partire dal primo settembre.
La libertà di insegnamento e la libertà dei popoli oppressi dal sistema guerra restano un’unica battaglia.

Indirizzo

Via Dell'aeroporto 129
Rome

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