ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

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ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile L’adesione all’Alleanza è aperta a tutti i soggetti che rientrano in tali categorie.

L'ASviS è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai creata in Italia, rapidamente divenuta un punto di riferimento sui temi della sostenibilità. L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 300 organizzazioni e reti della società civile, promuove il Festival dello Sviluppo Sostenibile, una grande manifestazione di sensibilizzazione e di elaborazione culturale-politica, diffusa su tutto il territorio nazionale. Il Festival ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs, contribuendo in questo modo a portare l’Italia su un sentiero di sostenibilità. Sito del Festival dello Sviluppo Sostenibile: http://www.festivalsvilupposostenibile.it

Il Rapporto ASviS rappresenta la pubblicazione principale dell’Alleanza per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in Italia. Il Rapporto, oltre a fornire aggiornamenti sull’impegno della comunità internazionale per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’Onu, sottoscritta dai Governi di 193 Paesi il 25 settembre del 2015, si focalizza sul contesto nazionale. Pubblicato con cadenza annuale nel mese di settembre, il Rapporto è realizzato con il contributo dei Gruppi di lavoro dell’ASviS, costituiti da esperti degli Aderenti. Il Rapporto utilizza strumenti statistici e analitici innovativi, proposte concrete per realizzare politiche che, simultaneamente, migliorino le condizioni di vita della popolazione, riducano le disuguaglianze e aumentino la qualità dell’ambiente in cui viviamo, valutandone gli effetti attesi da qui al 2030. L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarla allo scopo di realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L’Alleanza riunisce attualmente oltre 300 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile, quali:

- associazioni rappresentative delle parti sociali (associazioni imprenditoriali, sindacali e del Terzo Settore);
- reti di associazioni della società civile che riguardano specifici Obiettivi (salute, benessere economico, educazione, lavoro, qualità dell’ambiente, uguaglianza di genere, ecc.);
- associazioni di enti territoriali;
- università e centri di ricerca pubblici e privati, e le relative reti;
- associazioni di soggetti attivi nei mondi della cultura e dell’informazione;
- fondazioni e reti di fondazioni;
- soggetti italiani appartenenti ad associazioni e reti internazionali attive sui temi dello sviluppo sostenibile. Le attività dell’Alleanza sono realizzate grazie ai contributi finanziari, strumentali e di lavoro forniti dai suoi membri. ASviS è iscritta al Registro per la Trasparenza dell'Unione Europea, gestito congiuntamente dal Parlamento e dalla Commissione UE.

23/10/2026

La Terra chiama. E noi scegliamo di rispondere.

Dopo un’estate segnata da caldo estremo ed eventi meteorologici sempre più preoccupanti, non possiamo continuare a rimandare le decisioni necessarie per proteggere le persone e i territori. La crisi climatica è sparita dal dibattito pubblico ma noi la riportiamo in piazza!

Per questo ASviS è tra i promotori di “La Terra chiamò”, la manifestazione nazionale per il clima che si terrà a Roma il 5 dicembre.

Chiederemo alla politica azioni concrete: ridurre le emissioni, accelerare la transizione energetica, proteggere i territori e affrontare la crisi climatica come una priorità per il Paese.

📅 5 dicembre 2026, dalle 12.30
📍 Piazza del Popolo, Roma

Unisciti alla mobilitazione

E se il problema non fosse che i giovani non credono più nel futuro, ma che il futuro offre loro sempre meno opportunità...
22/10/2026

E se il problema non fosse che i giovani non credono più nel futuro, ma che il futuro offre loro sempre meno opportunità?

In diverse parti del mondo, i giovani scendono in piazza per rivendicare diritti, condizioni di vita migliori e la possibilità di costruire il proprio futuro. Le ragioni delle proteste sono diverse, ma raccontano anche una crescente distanza tra le aspettative dei giovani e le opportunità che le società riescono a offrire.

In Italia, questa distanza emerge chiaramente dai dati: 7 giovani su 10 tra i 18 e i 34 anni vivono ancora con i genitori.

La questione non è scegliere tra i diritti dei giovani e quelli delle generazioni più anziane. È capire quali politiche possano garantire opportunità e diritti a tutte e tutti, senza compromettere il futuro di chi verrà dopo.

Servono investimenti nell’istruzione, politiche abitative accessibili, lavoro dignitoso e una maggiore partecipazione delle nuove generazioni alle decisioni pubbliche: non possiamo chiedere ai giovani di avere fiducia nel futuro senza creare le condizioni per costruirlo!

Il 28 ottobre presenteremo il Rapporto ASviS 2026, con nuovi dati, analisi e proposte per affrontare le disuguaglianze e accelerare il percorso dell’Italia verso l’Agenda 2030.

Info su asvis.it

Il mondo si sta dirigendo verso un riscaldamento globale di 2,8°C: l’obiettivo dell’Accordo di Parigi è limitarlo a 1,5°...
21/10/2026

Il mondo si sta dirigendo verso un riscaldamento globale di 2,8°C: l’obiettivo dell’Accordo di Parigi è limitarlo a 1,5°C.

Il nuovo Emissions Gap Report 2026 dell’ UN Environment Programme ci dice che abbiamo perso la possibilità di evitare un superamento temporaneo della soglia di 1,5°C.

Che cosa significa? Che, anche accelerando la riduzione delle emissioni, è ormai estremamente improbabile riuscire a mantenere il riscaldamento globale sotto questa soglia senza oltrepassarla, almeno per un periodo.

Ma questo non significa che l’obiettivo di 1,5°C debba essere abbandonato, ogni decimo di grado conta, perché ogni aumento della temperatura comporta rischi maggiori per gli ecosistemi, la salute, la sicurezza alimentare e le persone più vulnerabili.

Le scelte che compiamo oggi determineranno quanto a lungo resteremo sopra quella soglia e se riusciremo, in futuro, a riportare il riscaldamento globale verso 1,5°C.

A poche settimane dalla COP31 Türkiye , che ASviS seguirà, il messaggio è chiaro: non bastano nuovi impegni, servono politiche capaci di ridurre rapidamente le emissioni, accelerare la transizione energetica e abbandonare progressivamente i combustibili fossili.

Aver perso la possibilità di evitare il superamento di 1,5°C non significa aver perso la possibilità di limitare i danni ma ogni anno di ritardo rende questa sfida più difficile.

La violenza sui minori è un problema di cui si parla ancora troppo poco e che riguarda il futuro di tutti noi.La tutela ...
20/10/2026

La violenza sui minori è un problema di cui si parla ancora troppo poco e che riguarda il futuro di tutti noi.

La tutela dell'infanzia non può essere considerata una questione secondaria: contrastare la violenza, prevenire gli abusi e garantire i diritti delle nuove generazioni significa intervenire sulle disuguaglianze e costruire una società più giusta e sostenibile.

Non può esserci sviluppo sostenibile se i diritti delle bambine e dei bambini non vengono garantiti.

Il 28 ottobre presenteremo il 2026, nel quale affronteremo anche il tema dei diritti dei minori, insieme alle altre sfide che l'Italia deve affrontare per raggiungere gli Obiettivi dell'Agenda 2030. Attraverso dati, analisi e proposte, il Rapporto offrirà una fotografia del Paese e delle politiche necessarie per non lasciare indietro nessuno. Info su asvis.it

Vi parliamo spesso del Rapporto ASviS. Ma come nasce?Dietro ogni grafico, ogni indicatore e ogni valutazione sul percors...
15/10/2026

Vi parliamo spesso del Rapporto ASviS. Ma come nasce?

Dietro ogni grafico, ogni indicatore e ogni valutazione sul percorso dell’Italia verso l’Agenda 2030 c’è un lavoro di ricerca, analisi e confronto che coinvolge competenze diverse. Si parte dai dati ufficiali di fonti come Istat, Eurostat e Banca d’Italia, selezionati anche grazie al contributo degli esperti e delle esperte dei Gruppi di lavoro ASviS.

I dati vengono poi raccolti, elaborati e analizzati nel tempo. Attraverso specifiche metodologie statistiche, come quella degli indici compositi AMPI, è possibile sintetizzare fenomeni complessi e osservare come cambia la situazione del Paese rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per rispondere alla domanda se stiamo migliorando abbastanza velocemente per raggiungere i traguardi che ci siamo dati analizziamo anche gli obiettivi quantitativi, confrontando la velocità dei progressi effettivi con quella necessaria per rispettare le scadenze previste.

Il Rapporto ASviS non è una semplice raccolta di dati ma il risultato di un processo collettivo e multidisciplinare, che coinvolge i Gruppi di lavoro dell’Alleanza nell’analisi delle politiche, nell’individuazione delle criticità e nell’elaborazione di proposte concrete per accelerare lo sviluppo sostenibile.

Misurare il cambiamento è fondamentale ma lo è altrettanto capire quali decisioni servono per realizzarlo.

Il 28 ottobre presenteremo il Rapporto ASviS 2026, con nuovi dati, analisi e proposte per il futuro dell’Italia.

Info su asvis.it

In poco più di cinquant’anni, le popolazioni di vertebrati selvatici monitorate nel mondo sono diminuite in media del 73...
14/10/2026

In poco più di cinquant’anni, le popolazioni di vertebrati selvatici monitorate nel mondo sono diminuite in media del 73%.

È uno dei dati più allarmanti del Living Planet Report 2026 del WWF Italia che fotografa un declino della biodiversità globale sempre più preoccupante. La situazione è particolarmente critica negli ecosistemi d’acqua dolce, dove il calo medio raggiunge l’85%. Tra le principali cause ci sono la distruzione degli habitat, il sovrasfruttamento delle risorse naturali, la crisi climatica e l’inquinamento.

Ma invertire la rotta è possibile: lo dimostrano alcuni risultati ottenuti grazie agli interventi di conservazione, come la crescita delle popolazioni di tigri in natura. Il problema, quindi, non è soltanto sapere cosa fare ma è trovare la volontà politica e le risorse per farlo.

Dal 19 al 30 ottobre, a Erevan, in Armenia, si terrà la COP17 Armenia sulla biodiversità, un appuntamento cruciale per verificare i progressi nell’attuazione degli accordi internazionali e affrontare il divario tra gli impegni assunti e i finanziamenti disponibili.

L’obiettivo globale è proteggere almeno il 30% delle terre e dei mari entro il 2030. Ma senza investimenti adeguati e senza intervenire sulle attività economiche che alimentano la perdita di biodiversità, gli impegni rischiano di restare sulla carta.

Proteggere la natura significa anche cambiare le priorità economiche e politiche.

Leggi l’approfondimento completo su asvis.it

Un anno fa, il Rapporto ASviS 2025 ci ha mostrato un’Italia ancora lontana dagli Obiettivi dell’Agenda 2030. Ma oggi, a ...
13/10/2026

Un anno fa, il Rapporto ASviS 2025 ci ha mostrato un’Italia ancora lontana dagli Obiettivi dell’Agenda 2030. Ma oggi, a che punto siamo?

I dati dello scorso anno parlavano chiaro: 6 Obiettivi su 17 registravano un peggioramento e, mantenendo le tendenze osservate, 22 dei 38 obiettivi quantitativi analizzati non apparivano raggiungibili entro le scadenze previste. Ritardi che riguardano questioni fondamentali per il nostro futuro: dalla salute alle disuguaglianze, dall’accesso all’acqua alla tutela degli ecosistemi.

Il Rapporto 2025 ha indicato anche le trasformazioni necessarie per accelerare il cambiamento, attraverso politiche più efficaci, investimenti e una visione di lungo periodo.

A un anno di distanza, cosa è cambiato? Abbiamo recuperato terreno oppure ci siamo allontanati ancora dagli obiettivi?
Il 28 ottobre presenteremo il Rapporto ASviS 2026, con nuovi dati, analisi e proposte per capire dove si trova l’Italia nel percorso verso il 2030.

Mancano quattro anni al 2030: il momento di capire dove siamo, e soprattutto dove vogliamo andare, è adesso.

“Come stai?” è una domanda che facciamo spesso. Ma quanto siamo disposti ad ascoltare davvero la risposta?Il 10 ottobre,...
10/10/2026

“Come stai?” è una domanda che facciamo spesso. Ma quanto siamo disposti ad ascoltare davvero la risposta?

Il 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, torniamo a parlare di un tema che riguarda sempre più da vicino la nostra società, soprattutto le giovani generazioni.

Ansia, depressione, solitudine e stress non sono soltanto questioni individuali: precarietà lavorativa, disuguaglianze, iperconnessione, carichi di cura e incertezza sul futuro possono incidere profondamente sul nostro benessere psicologico.

Eppure, troppo spesso continuiamo a normalizzare la stanchezza cronica, a considerare il supporto psicologico un lusso e a trattare la salute mentale come un argomento di cui è difficile parlare. La salute mentale è parte integrante della salute e dello sviluppo sostenibile. Per questo servono prevenzione, servizi accessibili, maggiori investimenti e politiche capaci di mettere il benessere delle persone al centro delle scelte pubbliche.

Come ricorda anche il Rapporto ASviS 2025, è necessario integrare la salute nelle diverse politiche, rafforzare la prevenzione e dare attuazione al Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030.

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Il Premio Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay, per il suo impegn...
09/10/2026

Il Premio Nobel per la Pace 2026 è stato assegnato alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay, per il suo impegno nella promozione della pace e del diritto internazionale.

Una vita dedicata alla difesa dei diritti umani, alla lotta contro le discriminazioni e alla ricerca della giustizia, durante l’apartheid in Sudafrica, Pillay ha difeso come avvocata gli attivisti perseguitati dal regime segregazionista. Successivamente, come giudice del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, ha contribuito allo sviluppo della giurisprudenza sui crimini di violenza sessuale nei conflitti, anche nel contesto del genocidio ruandese.

Dal 2008 al 2014 ha ricoperto il ruolo di Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, mentre nel 2021 è stata nominata presidente della Commissione d’inchiesta ONU sui territori palestinesi occupati.

Il suo percorso richiama uno dei principi fondamentali dell’Agenda 2030: non può esserci sviluppo sostenibile senza pace, giustizia, tutela dei diritti umani e istituzioni capaci di garantire il rispetto del diritto internazionale.

È questo il messaggio del Goal 16, che promuove società pacifiche e inclusive, l’accesso alla giustizia per tutte e tutti e istituzioni efficaci e responsabili perché la pace non è soltanto assenza di guerra: richiede giustizia, diritti e responsabilità.

Il diritto alla casa non è un privilegio: è una questione di dignità umano-sociale. In tutta Europa l’emergenza abitativ...
08/10/2026

Il diritto alla casa non è un privilegio: è una questione di dignità umano-sociale.

In tutta Europa l’emergenza abitativa continua a crescere, e i dati parlano chiaro: in Italia la spesa per la protezione sociale destinata all’abitazione è appena allo 0,04% del PIL, ben lontana dalla media europea.

Per superare la crisi non bastano risposte temporanee. Serve una strategia nazionale organica che metta al centro la tutela del territorio riusando il patrimonio edilizio esistente senza consumo di suolo, protegga le famiglie dal caro-bollette con interventi concreti sull'efficienza energetica e rafforzi l'inclusione sociale grazie a un'edilizia pubblica vicina alle esigenze di giovani e anziani.

L’abitare sostenibile è un tassello centrale dell’Agenda 2030. Per saperne di più, segui la presentazione del Rapporto 👉🏻 scopri come su asvis.it

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