Amnesty International - Gruppo Roma Prati

Amnesty International - Gruppo Roma Prati Gruppo 002 di Amnesty International Italia

Nell’ottobre del 1974 nasce il Gruppo 002 di Amnesty International che si riunisce tutti i lunedì dalle 16:30 alle 17:30.

All'inaugurazione della mostra "Dimmi com'eri vestita" allestita dagli alunni del Liceo Chateaubriand.
20/05/2026

All'inaugurazione della mostra "Dimmi com'eri vestita" allestita dagli alunni del Liceo Chateaubriand.

ll 19 maggio , martedì , alle 19:00 nella sala Rework di Spin Time, via di S. Croce in Gerusalemme 55, si parla della gu...
11/05/2026

ll 19 maggio , martedì , alle 19:00 nella sala Rework di Spin Time, via di S. Croce in Gerusalemme 55, si parla della guerra civile in Sudan, un dramma poco considerato ma che tocca milioni di civili, una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. Gli aiuti alimentari scarseggiano, non mancano invece le armi, che vengono fornite in abbondanza a entrambi gli schieramenti.
Antonella Napoli, giornalista e analista di questioni internazionali, direttrice di "Focus on Africa", delinea un quadro generale e introduce la testimonianza di Adam Bosh, mediatore culturale sudanese.
Luciano Bertozzi,  giornalista free lance che collabora tra gli altri con Focus on Africa ed Archivio Disarmo parla della provenienza e dei vari canali attraverso i quali arriva in Sudan una ingente quantità di armamenti. In conclusione Ilaria Masinara, responsabile Campagne di Amnesty Italia parla della grave crisi alimentare e umanitaria  della popolazione,  e delle iniziative di Amnesty International per denunciare le violazioni dei diritti umani in Sudan.

Al termine domande e considerazioni del pubblico alle quali risponderanno gli esperti.
Organizzato dai gruppi Amnesty 001, 002, 015, 056, 221 e dal Coordinamento Africa centrale e orientale

Continuano le nostre attività di EDU presso il Liceo artistico di Ripetta.
30/03/2026

Continuano le nostre attività di EDU presso il Liceo artistico di Ripetta.

Le nostre attività di EDU per parlare di consenso e pena di morte.
18/03/2026

Le nostre attività di EDU per parlare di consenso e pena di morte.

Manca poco!
09/12/2025

Manca poco!

Il 15 dicembre dalle 18 alle 20 il Gruppo 02 di Roma Prati vi invita ad un aperitivo in occasione della campagna WRITE FOR RIGHTS.

Vi aspettiamo!

Il 15 dicembre dalle 18 alle 20 il Gruppo 02 di Roma Prati vi invita ad un aperitivo in occasione della campagna WRITE F...
20/11/2025

Il 15 dicembre dalle 18 alle 20 il Gruppo 02 di Roma Prati vi invita ad un aperitivo in occasione della campagna WRITE FOR RIGHTS.

Vi aspettiamo!

Ogni anno la campagna Write for Rights di Amnesty International unisce persone da tutto il mondo per lottare per la gius...
17/11/2025

Ogni anno la campagna Write for Rights di Amnesty International unisce persone da tutto il mondo per lottare per la giustizia e la dignità e per costruire un futuro condiviso. Attraverso lettere, petizioni e messaggi di solidarietà, milioni di persone si mobilitano per chi subisce ingiustizie e violazioni dei propri diritti fondamentali.

Ellinor Guttorm Utsi è una donna nativa sámi e una leader appassionata che lotta per proteggere l’antico stile di vita della sua comunità, dedita all’allevamento delle renne nella Norvegia settentrionale.

l gruppo di attivisti e attiviste di Madre Natura Cambogia dal 2013 difende con successo l’ambiente dalle azioni dannose delle aziende e del governo.

https://www.amnesty.it/maratone/firma-un-appello-salva-una-vita/

Il giornalismo è una professione estremamente pericolosa in Myanmar. Più di 200 giornalisti sono stati incarcerati dai m...
14/11/2025

Il giornalismo è una professione estremamente pericolosa in Myanmar. Più di 200 giornalisti sono stati incarcerati dai militari da quando hanno preso il potere nel 2021. Almeno sette sarebbero stati uccisi. I media indipendenti sono stati banditi e molte persone sono state costrette all’esilio.

Nonostante questo pericolo, quando nel maggio 2023 il ciclone Mocha si è abbattuto sul Myanmar, il fotoreporter Sai Zaw Thaike si è recato di nascosto nello stato di Rakhine, determinato a documentare la devastazione. Ma dopo una settimana è stato arrestato, interrogato e picchiato e, nel settembre 2023, condannato da un tribunale militare a 20 anni di carcere con lavori forzati.
Sai Zaw dovrebbe poter esercitare la sua professione liberamente. Dovrebbe anche essere a casa, con la sua famiglia e dedicarsi alle cose che ama. Invece è rinchiuso, viene picchiato e costretto a passare dei periodi in isolamento.
Nessun giornalista dovrebbe mai essere preso di mira per aver svolto il proprio lavoro, ma in tutto il mondo tante e tanti di loro vengono messi a tacere, incarcerati e addirittura uccisi.
Il fotoreporter Sai Zaw Thaike è stato arrestato e condannato a 20 anni di carcere con lavori forzati solo per aver documentato le conseguenze di un ciclone nel Myanmar.

Firma l’appello e chiedi alla giunta militare di scarcerarlo immediatamente.
https://www.amnesty.it/maratone/firma-un-appello-salva-una-vita/

Nel 2021 Damisoa e la sua famiglia sono fuggiti dalla loro casa nella regione di Androy, nel Madagascar meridionale, a c...
13/11/2025

Nel 2021 Damisoa e la sua famiglia sono fuggiti dalla loro casa nella regione di Androy, nel Madagascar meridionale, a causa della carestia. La siccità, aggravata dai cambiamenti climatici, ha fatto sì che non ci fosse abbastanza cibo per sopravvivere. Dopo un difficile viaggio di quattro mesi e 1.500 km hanno raggiunto Boeny, nel nord-ovest, sperando in una vita migliore. Ma non è andata così.
Nel 2023 è stata loro assegnata una minuscola capanna di 5 m² in un sito di reinsediamento. Ogni volta che arriva la stagione delle piogge, il vicino fiume Kamoro si gonfia, circondando il sito con acque spesso infestate dai coccodrilli. Questo rende pericoloso per i residenti persino uscire di casa. Il terreno è arido e l’accesso a cibo, acqua pulita e assistenza sanitaria sono estremamente limitati. All’inizio del 2025, la nipote neonata di Damisoa, Sitella, è morta dopo che la madre, indebolita dalla fame e dalla sete, non è più riuscita ad allattarla.
Le persone sfollate a causa della carestia che ora vivono a Boeny hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria, ma gli aiuti sono estremamente limitati. In qualità di responsabile del sito nominato dal governo, Damisoa ha denunciato le condizioni degradanti che le persone residenti devono subire, ma le sue richieste sono rimaste inascoltate.

Firma l’appello e sollecita il governo ad agire subito per sostenere Damisoa e le altre persone sfollate a causa della siccità in tutto il Madagascar.
https://www.amnesty.it/maratone/firma-un-appello-salva-una-vita/

Le Guerriere per l’Amazzonia hanno tra i 10 e i 20 anni e lottano per proteggere le loro comunità dai fumi tossici e dal...
12/11/2025

Le Guerriere per l’Amazzonia hanno tra i 10 e i 20 anni e lottano per proteggere le loro comunità dai fumi tossici e dal degrado ambientale. Le comunità dell’Amazzonia settentrionale ecuadoriana sono infatti afflitte da emissioni tossiche, odori insopportabili, rumori incessanti e fiamme accecanti provenienti dalla combustione di gas in torce, che è tra i principali fattori che contribuiscono alla crisi climatica.
Nel 2020 le Guerriere hanno intentato una causa contro lo stato ecuadoriano con il sostegno dell’Unione delle Persone colpite dalle operazioni petrolifere della Texaco (Udapt) e hanno vinto. Nel luglio 2021 la Corte provinciale di giustizia di Sucumbíos ha stabilito che l’Ecuador ha ignorato il diritto delle persone ricorrenti a vivere in un ambiente sano ed ecologicamente equilibrato, ha violato il loro diritto alla salute e non ha rispettato i propri obblighi internazionali in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici. La Corte ha ordinato il pieno risarcimento del danno. Lo stato ecuadoriano continua a ignorare la sentenza e a trascurare l’urgente eliminazione delle torce a gas.
Proprio per il loro impegno, alcune delle giovani difensore sono state oggetto di azioni stigmatizzanti da parte dell’ex Ministro dell’energia e delle miniere dell’Ecuador e una di loro, Leonela Moncayo ha subito violente intimidazioni e minacce. Invece di proteggere le ragazze e le loro famiglie, le autorità ecuadoriane hanno dichiarato che forniranno protezione solo a condizione che le Guerriere interrompano ogni forma di attivismo.

Firma la petizione e chiedi all’Ecuador di eliminare le torce a gas e di proteggere chi difende l’ambiente.
https://www.amnesty.it/maratone/firma-un-appello-salva-una-vita/

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Via A. Farnese 18
Rome
00192

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