01/03/2026
L’incontro di venerdì 27/02 de “L’ora che volge il disio” dedicato alla figura del padre ci ha consegnato molte piste di riflessione.
Con Tonino Cantelmi abbiamo innanzitutto messo a fuoco alcune delle mancanze avvertite da tanti ragazzi oggi: assenza di valori da trasmettere, carenza di autorevolezza, difficoltà nel riconoscere limiti, rarefazione della presenza. Mancanze che non nascono dal nulla, ma rimandano a una più ampia crisi del mondo degli adulti
La questione della paternità, in questa prospettiva, non può essere isolata dal contesto culturale in cui prende forma la sua crisi.
È qui che entra in gioco la categoria dell’“adultescenza”, con cui Cantelmi non indica in primo luogo una fragilità privata, ma un modello culturale che prolunga l’adolescenza e rende più difficile assumere il peso e il compito della paternità .
L’adultescente fatica a sostenere la frustrazione, ricerca la soddisfazione immediata dei propri bisogni, vive in una logica centrata su di sé più che sulla responsabilità verso l’altro. Fatica a impegnarsi in progetti di lunga durata e, soprattutto, a esercitare quella cura stabile e autorevole di cui i figli, piccoli e grandi, hanno bisogno. In questo senso, la crisi del padre riflette e amplifica una crisi più profonda: quella dell’adulto come figura capace di assumere il limite e di trasmettere senso.
Tra le tante suggestioni che Cantelmi ci ha lasciato, ci piace riprenderne una in particolare: prima ancora di giudicare il presente, ciascuno è chiamato a fare i conti con la propria storia. Prima o poi occorre attraversare una pacificazione con le ferite che derivano dal nostro rapporto con il padre. Solo così lo sforzo per comprendere la crisi della paternità può diventare consapevolezza, e la consapevolezza possibilità di generatività.
Continuiamo a cercare spazi in cui queste domande possano essere abitate senza slogan e senza semplificazioni. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, ascoltato e condiviso il dialogo con attenzione e libertà.
Il cammino de *L’ora che volge il disio”* continua…