L’etica vissuta come stile di vita, come una disciplina che consenta ad ogni singolo di godere della propria libertà nel rispetto di quella degli altri. Più che mai in una democrazia. E’ così che sorge e prospera una comunità, insieme al perfetto equilibrio di doveri e diritti in un tutto inscindibile: è la vera laicità, il diritto dell’uno che vive in quanto dovere dell’altro. Il rispetto di ques
ta elementare norma porta ad una naturale attitudine dell’individuo a mettere a disposizione della collettività, in comune cioè, la massima parte possibile delle sue risorse morali e materiali, partecipando così alla generazione del vero patrimonio di un popolo: la cosa pubblica, la res publica. Attraverso questo processo viene a formarsi il senso del dovere, vissuto quindi non come una imposizione bensì come spontanea predisposizione a contribuire al benessere della società in cui si vive, con il rispetto delle regole innanzi tutto. Il senso del dovere è un bene prezioso che va difeso, coltivato e alimentato; è elemento basilare per la costruzione e il rafforzamento di un sentire comune che, in una costante evoluzione e con la creazione di un insieme organico di valori, tradizioni, norme e regole che governino la convivenza, conferisce nel tempo l’orgoglio e la consapevolezza del costituire una nazione. Quando invece il senso del dovere venga gradualmente a rarefarsi, dapprima nei luoghi di comando e poi in strati sempre più ampi della popolazione, inizia la progressiva corrosione dell’etica. Quando il disprezzo della norma è palese, quando la ripetuta, diffusa, clamorosa inosservanza delle regole – scritte e non – diviene costume e non venga prontamente e adeguatamente contrastata e sanzionata, il destino è il crollo della coscienza civile. Nasce allora ‘la questione morale’. In Italia la questione morale non è - come si usa dire – fenomeno di sinistra o di destra. E' piuttosto una pesante eredità negativa che grava sulle spalle di tutti quegli italiani che ne farebbero volentieri a meno e sognano un'Italia al passo con le altre nazioni, mentre invece la ritrovano in una sempre più umiliante posizione nelle classifiche mondiali della corruzione e della legalità. La questione morale ormai avvolge e invischia l’intero nostro Paese, lo impoverisce anche culturalmente, ne arresta lo sviluppo, ferisce la democrazia, contagia gli onesti, mortifica i giovani negandogli ogni opzione verso il futuro. Analizzare le radici di questa patologia, affrontarne tutti gli aspetti, battersi senza tregua e senza risparmio per invertire la tendenza diviene così l’imperativo categorico di tutti coloro che abbiano a cuore le sorti ed il domani della nostra nazione: sono le persone per bene, sono coloro che non sono complici, non sono indifferenti né indulgenti, non si voltano dall’altra parte mentre l’Italia viene stuprata. Essi invece si indignano, resistono e reagiscono. E’ solo dal loro impegno che può aver inizio la rinascita morale della nostra Repubblica.
--------------------------------
LA NOSTRA STORIA
- 28 luglio 2008
Tutto nasce da lì, in una serata aperta a tutti, il 28 luglio 2008 a Roma, presso la Libreria Bibli. Commemorando la famosa intervista di Eugenio Scalfari a un grande italiano che aveva intuito l’insidia verso cui si stava incamminando spensieratamente il Paese, si vuole rilanciare un dibattito su “la questione morale”. E cioè, così come diceva Enrico Berlinguer in quel 28 luglio 1981, ciò che non ha mai cessato di rappresentare, anche per il pubblico appassionato intervenuto, “il centro del problema italiano”.
- 11 giugno 2009
Presso l'Auditorium di Via Rieti, sempre a Roma, un’ altra iniziativa in occasione dell'anniversario della scomparsa di Berlinguer: un dibattito sui modi e i percorsi per risvegliare le coscienze e invertire la rotta sulla base del messaggio che egli ci ha lasciato. Il tema proposto per la discussione è, infatti, "A 25 anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer. La questione morale oggi: proposte e impegni per far rinascere l'Italia". Intervengono, con parole intense e di alto profilo, Giovanni Berlinguer, Giovanni Bachelet, Antonio Padellaro, Walter Tocci e, in videoconferenza, Ivan Scalfarotto. Partecipano, riempiendo la sala dell’ Auditorium, oltre 150 persone, attente e coinvolte, informate attraverso web e passaparola, che si aggiungono ai relatori esponendo le loro idee e dando modo di comprendere quanto sia condiviso il tema e come si possa e debba lavorare per una diversa politica ed una diversa società.
- 19 ottobre 2009
Per incrementare la diffusione del film “Videocracy” apertamente osteggiato da certi ambienti, ma sopratutto per consentire la massima conoscenza di quanto vi viene denunciato, viene organizzata presso l’Auditorium di via Rieti una proiezione gratuita e non-stop, dal pomeriggio fino a notte, cui assistono più di mille persone.
- 27 febbraio 2010
L'avvocato Giorgio Ambrosoli, da solo e contro tutto e tutti, inseguì la verità e fu ucciso perchè non si piegò alle minacce, al potere e al compromesso. A quest'uomo, a questa nobile figura di cittadino integerrimo, la coscienza civile dell'Italia deve molto : il ricordo che è possibile una società in cui il senso del dovere costituisce un imperativo categorico. Il 27 febbraio ‘La questione morale’ si spende affinché in ogni città italiana ci sia una strada o una piazza per ricordare il suo esempio: a Piazza del Popolo i suoi sostenitori partecipano alla manifestazione nazionale “La legge è uguale per tutti”, organizzata da Popolo Viola, Liberacittadinanza ed altri movimenti contro la legge per il legittimo impedimento e a sostegno degli organi di garanzia costituzionale e della libera informazione. Vengono distribuiti migliaia di volantini e indossati cartelli sandwich che chiedono di intitolare a Giorgio Ambrosoli una via in ogni città italiana. I cittadini presenti applaudono convinti all’iniziativa. Le foto
- 22 giugno 2010
A quattordici mesi dal sisma del 6 aprile 2009, “La questione morale” ritiene importante dare una corretta informazione su quanto è successo a L’Aquila e in Abruzzo dopo il terremoto. Per questo viene organizzata a Roma, presso la Sala Conferenze dell’UNICEF in via Palestro, la proiezione di “Comando e controllo”. Girato per IK Produzioni dal giornalista Alberto Puliafito, il documentario descrive il processo autoritario, e a volte subdolo, con il quale una cittadinanza già ferita da un terremoto devastante è stata privata della propria sovranità, del diritto di decidere del futuro della propria città. Descrive la cinica lucidità di un perverso progetto di comunicazione, costruito sulle spalle di una comunità e di un intero territorio deturpato per qualche titolo in prima pagina e per l’interesse di qualche costruttore, illustrando l’operato, in deroga alle norme vigenti, del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Dopo la proiezione intervengono, sotto la guida di Massimo Cardone (tra i fondatori de “La questione morale”), Fulvio Nebbia, produttore del film, Alberto Puliafito, autore del film, Manuele Bonaccorsi redattore del settimanale Left, Georg Frisch architetto del Comitatus Aquilanus. Il dibattito, arricchito dai numerosi partecipanti, si protrae sino a tardi. Ne esce descritto il capitalismo dei disastri che si fonda sulla definizione dello stato di emergenza, che in Italia si sta allargando in misura allarmante. E in questo modo tutto il normale vivere democratico rischia di essere gestito “in deroga”.
- 6 luglio 2010
Sempre nel ricordo di Giorgio Ambrosoli, il 6 luglio, presso la libreria Bibli, la presentazione del libro “Qualunque cosa succeda” da parte dell’autore, l’avv. A seguire, una tavola rotonda sul tema “Il comune senso del dovere oggi, in Italia” con gli interventi del magistrato Piercamillo Davigo e del giornalista Alessandro Gilioli, oltre che dello stesso avv. Ambrosoli. Gli argomenti trattati, in linea con il richiamo ai valori ed agli esempi al centro delle nostre iniziative, raccontano tutta la distanza tra il nobile esempio dell’avv. Ambrosoli e le pratiche della politica e della società italiana di questi anni, inviluppate in una spirale che non contempla più il senso del dovere, il civismo, l’etica come modelli di comportamento. Ed emerge quanto sia contrastata, invece che favorita, una efficace azione della giustizia, in particolar modo civile. E’ dopo questo incontro che nasce l’idea della costituzione dell’ associazione “La questione morale”, per continuare, con forze più numerose e maggiore efficacia, la nostra azione.
- 24 gennaio 2011
Al cinema Vittoria di Narni (TR), una serata per favorire la raccolta di firme a favore della legge di iniziativa popolare per la ricostruzione de l’Aquila, con in apertura un dibattito in cui si confronta il modello positivo realizzato dalla regione Umbria in occasione del sisma che la colpì e quello realizzato per l’Aquila. A seguire, la proiezione del docu-film “Comando e Controllo”.
- 20 maggio 2011
L’esistenza, la prosperità e l’evoluzione culturale di una qualunque comunità si basano sul rispetto di regole, norme e leggi, sia scritte che tramandate oralmente, come le tradizioni. Quel rispetto è dovuto da tutti, nessuno escluso, da cui l'espressione che ognuno di noi conosce bene: “la legge è uguale per tutti”. La Giustizia, dunque, è il fondamento della vita di ogni società. E una struttura efficiente e rapida, che sia messa in condizione di amministrare la giustizia nell’interesse dei cittadini, è esigenza vitale di uno Stato modernamente organizzato : laddove questo non si verifichi, lo Stato si rende colpevole, latita di fronte ai suoi doveri. Quali sono i punti critici dell’attuale situazione della giustizia in Italia ? Sono possibili riforme a ‘costo zero’ per accelerare il ciclo dei processi ? Quali le conseguenze degli interventi legislativi di questi anni ? Cosa può fare il cittadino?
'Obbiettivo Giustizia' è stato quindi il tema che ha animato l’incontro, cui parteciparono Costantino Marini, avvocato, Marco Pivetti, presidente di sezione in Cassazione e Bruno Tinti, ex magistrato e giornalista, coordinati da Fiorenza Sarzanini, giornalista del Corriere della Sera.
- 3 luglio 2013
"Una sana e robusta Costituzione e una nuova legge elettorale"
Nella Sala Salvadori della Camera vivace ed interessante dibattito sul tema, con Stefano Ceccanti, Giorgio Tonini, Roberto Zaccaria, Giovanni Bachelet e Alessandro Gilioli come moderatore. Grande appassionata la partecipazione. L’associazione “la Questione Morale” continua, con i suoi amici e simpatizzanti, a tenere alta l’attenzione su questi temi, vitali per il futuro della Repubblica. Qui il link del commento della serata dello stesso Gilioli su l’Espresso. http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/07/04/un-pomeriggio-nel-palazzo/