15/11/2025
Sabato 15 Novembre 2025
Anche i rami spogli portano festa
「枯れ木も山の賑わい」
Kareki mo yama no nigiwai
“Anche un albero spoglio contribuisce alla vivacità della montagna.”
Oggi in Giappone le famiglie portano i bambini di 3, 5 e 7 anni al santuario per celebrarli.
E tu, se potessi tornare per un attimo a quando avevi sette anni… quale parola vorresti regalare a quel te così piccolo?
Questo proverbio dice, alla lettera, che anche gli alberi secchi fanno parte della festa della montagna. Nella lingua di tutti i giorni viene usato per dire “meglio che niente”, ma dietro c’è qualcosa di più profondo:
persino ciò che sembra inutile, stanco, fuori posto… fa comunque parte del paesaggio, lo rende vivo.
Nel giorno di Shichi-Go-San (七五三), in Giappone si ringrazia per la crescita dei bambini: li si veste con piccoli kimono, si entra nel silenzio del santuario, si chiede che possano crescere sani, felici, custoditi.
Noi, da adulti, spesso facciamo l’opposto:
tagliamo via le parti di noi che giudichiamo “secche” – le stanchezze, le cicatrici, gli errori – dimenticando che anche loro raccontano la nostra montagna interiore.
Le tue fragilità.
Le giornate in cui ti senti “di troppo”.
Le abitudini che non ami ma che ti hanno tenuto in piedi in momenti difficili.
Tutto questo, oggi, può diventare parte del paesaggio invece che un difetto da cancellare.
E tu? Qual è il “ramo secco” della tua vita che continui a giudicare inutile, ma che in realtà ha contribuito a farti arrivare fin qui?
💡 Tre spunti da portare con te oggi:
1. Fai pace con un pezzo di passato.
Prendi un foglietto e scrivi un momento della tua vita di cui ti vergogni o che vorresti cancellare. Poi aggiungi sotto:
“Anche questo ha reso più viva la mia montagna.”
Piega il foglio e mettilo in un libro che ami: trasformalo in radice, non in peso.
2. Guarda una foto di te bambinə.
Cerca una foto tra i 3 e i 7 anni. Guardala per un minuto in silenzio.
Chiediti: “Cosa direbbe oggi questa bambina / questo bambino vedendo dove sono arrivatə?”
Se ti va, scrivi una sola frase di incoraggiamento a quel te di allora.
3. Onora un bambino di oggi.
Pensa a un bambino che conosci (figlio, nipote, alunno, vicino di casa).
Manda un messaggio a un genitore, o fai un piccolo gesto concreto: una parola buona, un libro regalato, un tempo di ascolto.
Anche così, a distanza, entri per un attimo in questa antica festa dedicata ai più piccoli.
🖋️ Haiku
「枯朶に 烏のとまりけり 秋の暮」
Kareeda ni / karasu no tomarikeri / aki no kure
“Su un ramo secco / s’è posato un corvo — / fine d’autunno.”
Haiku di Matsuo Bashō (松尾芭蕉), uno dei grandi maestri della poesia giapponese.
Qui non c’è niente di “perfetto”: solo un ramo spoglio, un corvo nero e la fine dell’autunno.
Eppure l’immagine è piena, completa, indimenticabile.
Come a dirci: non serve essere in fiore per avere dignità e bellezza.
🎎 BONUS – Shichi-Go-San: quando la montagna sono i bambini
Il 15 novembre in Giappone si celebra Shichi-Go-San (七五三, “7-5-3”), una festa antica in cui:
bambine di 3 e 7 anni e bambini di 5 anni indossano kimono dai colori vivaci;
le famiglie vanno al santuario shintoista a pregare per la salute e il buon cammino dei figli;
si donano le chitose-ame (千歳飴), “caramelle dei mille anni”, lunghe e sottili, augurio di una vita lunga e serena.
Non è una festa “rumorosa”: è un passaggio di soglia, un modo per dire ai bambini:
“Tu sei parte della nostra montagna, e la rendi più viva.”
In Italia oggi è un giorno qualunque di novembre.
Ma puoi usare questo sabato per creare il tuo piccolo Shichi-Go-San interiore:
celebrare chi sei statə, chi stai diventando, e i bambini – reali o simbolici – che ti circondano.
Che questo sabato ti ricordi che non devi essere sempre in fiore per meritare spazio.
Anche i rami spogli, anche le giornate stanche, anche le parti di te che non ami più
stanno contribuendo, in silenzio, alla forma della tua montagna.
Cammina oggi con questa consapevolezza gentile:
ogni passo, ogni cicatrice, ogni memoria è vivacità.
Buon giorno di Shichi-Go-San anche a te, ovunque tu sia. 🍁⛩️