A.G.LA.S.T.

A.G.LA.S.T. Nel 1982 nasce l'A.G.La.S.T.

17/11/2025

ELOGIO DELLA MITEZZA
«La mitezza consiste nel lasciar essere l'altro quello che è». È il contrario della protervia e della prepotenza. Il mite non entra nel rapporto con gli altri con il proposito di gareggiare, di confliggere, e alla fine di vincere. Ma la mitezza non è remissività: mentre il remissivo rinuncia alla lotta per debolezza, per paura, per rassegnazione, il mite invece rifiuta la distruttiva gara della vita per un profondo distacco dai beni che accendono la cupidigia dei più, per mancanza di quella vanagloria che spinge gli uomini nella guerra di tutti contro tutti. Il mite non serba rancore, non è vendicativo, non ha astio verso chicchessia. Attraversa il fuoco senza bruciarsi, le tempeste dei sentimenti senza alterarsi, mantenendo la propria misura, la propria compostezza, la propria disponibilità. Ecco quel "potere su di sé" di cui abbiamo già sentito.

Il mite può essere configurato come l'anticipatore di un mondo migliore. Egli non pretende alcuna reciprocità: la mitezza è una disposizione verso gli altri che non ha bisogno di essere corrisposta per rivelarsi in tutta la sua portata. Amo le persone miti, perché sono quelle che rendono più abitabile questa “aiuola”, tanto da farmi pensare che la città ideale non sia quella fantastica e descritta sin nei più minuti particolari dagli utopisti, dove regna una giustizia tanto rigida e severa da diventare insopportabile, ma quella in cui la gentilezza dei costumi sia diventata una pratica universale».

15/11/2025

Sabato 15 Novembre 2025

Anche i rami spogli portano festa

「枯れ木も山の賑わい」
Kareki mo yama no nigiwai
“Anche un albero spoglio contribuisce alla vivacità della montagna.”

Oggi in Giappone le famiglie portano i bambini di 3, 5 e 7 anni al santuario per celebrarli.
E tu, se potessi tornare per un attimo a quando avevi sette anni… quale parola vorresti regalare a quel te così piccolo?

Questo proverbio dice, alla lettera, che anche gli alberi secchi fanno parte della festa della montagna. Nella lingua di tutti i giorni viene usato per dire “meglio che niente”, ma dietro c’è qualcosa di più profondo:
persino ciò che sembra inutile, stanco, fuori posto… fa comunque parte del paesaggio, lo rende vivo.

Nel giorno di Shichi-Go-San (七五三), in Giappone si ringrazia per la crescita dei bambini: li si veste con piccoli kimono, si entra nel silenzio del santuario, si chiede che possano crescere sani, felici, custoditi.

Noi, da adulti, spesso facciamo l’opposto:
tagliamo via le parti di noi che giudichiamo “secche” – le stanchezze, le cicatrici, gli errori – dimenticando che anche loro raccontano la nostra montagna interiore.

Le tue fragilità.

Le giornate in cui ti senti “di troppo”.

Le abitudini che non ami ma che ti hanno tenuto in piedi in momenti difficili.

Tutto questo, oggi, può diventare parte del paesaggio invece che un difetto da cancellare.

E tu? Qual è il “ramo secco” della tua vita che continui a giudicare inutile, ma che in realtà ha contribuito a farti arrivare fin qui?

💡 Tre spunti da portare con te oggi:

1. Fai pace con un pezzo di passato.
Prendi un foglietto e scrivi un momento della tua vita di cui ti vergogni o che vorresti cancellare. Poi aggiungi sotto:
“Anche questo ha reso più viva la mia montagna.”
Piega il foglio e mettilo in un libro che ami: trasformalo in radice, non in peso.

2. Guarda una foto di te bambinə.
Cerca una foto tra i 3 e i 7 anni. Guardala per un minuto in silenzio.
Chiediti: “Cosa direbbe oggi questa bambina / questo bambino vedendo dove sono arrivatə?”
Se ti va, scrivi una sola frase di incoraggiamento a quel te di allora.

3. Onora un bambino di oggi.
Pensa a un bambino che conosci (figlio, nipote, alunno, vicino di casa).
Manda un messaggio a un genitore, o fai un piccolo gesto concreto: una parola buona, un libro regalato, un tempo di ascolto.
Anche così, a distanza, entri per un attimo in questa antica festa dedicata ai più piccoli.

🖋️ Haiku

「枯朶に 烏のとまりけり 秋の暮」
Kareeda ni / karasu no tomarikeri / aki no kure
“Su un ramo secco / s’è posato un corvo — / fine d’autunno.”

Haiku di Matsuo Bashō (松尾芭蕉), uno dei grandi maestri della poesia giapponese.

Qui non c’è niente di “perfetto”: solo un ramo spoglio, un corvo nero e la fine dell’autunno.
Eppure l’immagine è piena, completa, indimenticabile.
Come a dirci: non serve essere in fiore per avere dignità e bellezza.

🎎 BONUS – Shichi-Go-San: quando la montagna sono i bambini

Il 15 novembre in Giappone si celebra Shichi-Go-San (七五三, “7-5-3”), una festa antica in cui:

bambine di 3 e 7 anni e bambini di 5 anni indossano kimono dai colori vivaci;

le famiglie vanno al santuario shintoista a pregare per la salute e il buon cammino dei figli;

si donano le chitose-ame (千歳飴), “caramelle dei mille anni”, lunghe e sottili, augurio di una vita lunga e serena.

Non è una festa “rumorosa”: è un passaggio di soglia, un modo per dire ai bambini:
“Tu sei parte della nostra montagna, e la rendi più viva.”

In Italia oggi è un giorno qualunque di novembre.
Ma puoi usare questo sabato per creare il tuo piccolo Shichi-Go-San interiore:
celebrare chi sei statə, chi stai diventando, e i bambini – reali o simbolici – che ti circondano.

Che questo sabato ti ricordi che non devi essere sempre in fiore per meritare spazio.
Anche i rami spogli, anche le giornate stanche, anche le parti di te che non ami più
stanno contribuendo, in silenzio, alla forma della tua montagna.

Cammina oggi con questa consapevolezza gentile:
ogni passo, ogni cicatrice, ogni memoria è vivacità.

Buon giorno di Shichi-Go-San anche a te, ovunque tu sia. 🍁⛩️

Bambino…..se abbiamo il coraggio di guardarlo e prenderci le nostre responsabilità di adulti per cambiare le cose, nel n...
19/09/2025

Bambino…..se abbiamo il coraggio di guardarlo e prenderci le nostre responsabilità di adulti per cambiare le cose, nel nostro piccolo anche prendere semplicemente posizione e non restare indifferenti a questo martirio

Un tubo di plastica al posto della gamba del bambino palestinese Rateb (9 anni) di Gaza ha perso sua madre e uno dei suoi arti in un attacco aereo israeliano e sta ancora ricevendo cure in condizioni difficili a Deir al-Balah.

Nonostante il dolore e la sofferenza, sogna di ottenere una protesi e di tornare a vivere.

19/08/2025

Era l’alba del 19 agosto 1936 quando Federico Garcia Lorca venne fucilato e il suo corpo, gettato in una fossa comune, non fu mai più ritrovato.
Fu ucciso dai falangisti all’inizio della guerra civile sp****la, perché ostile alla destra nazionalista, perché socialista e repubblicano, perché omosessuale.
Si sarebbe potuto salvare, fuggendo in Colombia o in Messico, dove avrebbe trovato asilo politico.
Ma lui rifiutò:

“Io sono uno Spagnolo integrale e mi sarebbe impossibile vivere fuori dai miei limiti geografici; però odio chi è Spagnolo per essere Spagnolo e nient'altro, io sono fratello di tutti e trovo esecrando l'uomo che si sacrifica per una idea nazionalista, astratta, per il solo fatto di amare la propria Patria con la benda sugli occhi. Il Cinese buono lo sento più prossimo dello spagnolo malvagio. Canto la Spagna e la sento fino al midollo, ma prima viene che sono uomo del Mondo e fratello di tutti. Per questo non credo alla frontiera politica”.

E cosi, la dittatura franchista decise di eliminare una voce scomoda di lucido dissenso.
Come capita d’altronde in tutte le dittature, che hanno sempre tanta paura delle parole e del libero pensiero.

16/08/2025

Lo scrivo con tutta la simpatia per gli amici balneari che stanno inondandoci le orecchie di lamenti: il sistema italiano di sfruttamento delle spiagge di pregio è ingiusto, ambientalmente dannoso e non funziona. Li invito a sottoscrivere un documento per ridisegnarlo: 1) comune per comune, spiaggia per spiaggia, il 50% deve essere sempre libero, ma non sul totale nazionale, scarichi e impianti industriali sul mare compresi (eh, furbacchioni!); 2) del restante 50%, il 20% deve essere attrezzato dai comuni a prezzi calmierati, il 30% può andare a bando; 3) i prezzi delle concessioni devono essere riadeguati; 4) sulle spiagge non deve rimanere alcuna struttura fra ottobre e aprile; 5) tutte le strutture devono essere comunque rimovibili; 6) le concessioni non possono superare i 10 anni, poi vanno di nuovo a bando.
Così tuteliamo un bene e i diritti di tutti. Come accade in tutti i Paesi del Mediterraneo.

I nostri diritti sulle spiagge italiane
27/07/2025

I nostri diritti sulle spiagge italiane

26/07/2025

"Fate il primo passo con fiducia. Non è necessario vedere tutta la scala, basta salire il primo gradino."

Martin Luther King

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