22/10/2026
📉 CRISI DEMOGRAFICA STRUTTURALE: IL RAPPORTO ISTAT SULLE NASCITE NEL 2025
🇮🇹 Il rapporto Istat 2025 conferma la crisi demografica strutturale dell’Italia, caratterizzata dal continuo calo delle nascite, dalla fecondità ai minimi storici e dal progressivo rinvio della maternità.
📊 Nel 2025 sono nati 355.772 bambini, il 3,8% in meno rispetto al 2024 e il 38,3% in meno rispetto al 2008. Diminuiscono anche i nati da genitori entrambi stranieri (49.002, -3,1% sul 2024 e -38,7% sul 2012), mentre aumentano quelli da coppie miste (31.440, +4,2% sul 2024 e +11,8% sul 2012).
Le nascite con almeno un genitore straniero rappresentano il 22,6% del totale, con un’incidenza maggiore nel Nord (31,2%) rispetto al Centro (24,7%) e al Mezzogiorno (10%). Le cittadinanze straniere più rappresentate tra i genitori sono quella rumena, marocchina e albanese.
👶 La fecondità scende al minimo storico di 1,14 figli per donna, ben al di sotto della soglia di 2,1 necessaria al ricambio generazionale.
L’età media al primo figlio raggiunge i 32 anni. Il livello di istruzione incide sui comportamenti riproduttivi: le diplomate registrano una fecondità di 1,06 figli per donna, le laureate di 1,09 e le donne con licenza media di 1,58.
Le laureate diventano madri mediamente a 34,9 anni, contro i 29,7 delle donne con licenza media. Queste differenze riflettono anche le difficoltà di conciliare formazione, lavoro e famiglia.
📉 Continua inoltre il calo dei primi figli (174.842, -3,7%) e dei secondi (127.479, -4,8%), particolarmente accentuato nel Mezzogiorno. La diminuzione dei primogeniti evidenzia come le difficoltà riguardino non soltanto l’ampliamento della famiglia, ma anche la scelta stessa di diventare genitori.
👨👩👧 Cambiano anche i modelli familiari: il 44,1% dei bambini nasce fuori dal matrimonio, una quota in costante crescita rispetto al 2008 (+24,4 punti percentuali). Il fenomeno è più diffuso nel Centro (50,1%), seguito dal Nord (43,1%) e dal Mezzogiorno (42,3%). La Sardegna registra il valore più elevato (59,4%), seguita dal Lazio (51,7%).
⚠️ La denatalità rappresenta una sfida per il futuro del Paese, con ripercussioni sull’economia, sul lavoro, sul sistema previdenziale e sull’assistenza sanitaria. Per il Servizio sanitario nazionale si prospetta la necessità di ripensare la rete dei punti nascita e dei servizi pediatrici, rafforzando al contempo l’assistenza alla popolazione anziana.
Invertire questa tendenza richiede interventi che vadano oltre l’ambito sanitario. La scelta di avere figli è infatti legata a molteplici fattori sociali ed economici, alle condizioni di vita e alla fiducia nel futuro.
Politiche integrate a sostegno dell’occupazione giovanile, dell’accesso alla casa, della genitorialità e dei servizi per l’infanzia rappresentano quindi un punto di partenza fondamentale per contrastare il declino demografico.
https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/10/Natalita-e-fecondita-popolazione-residente-2025.pdf