03/06/2026
“In qualunque casa entriate, prima dite: «Pace a questa casa»".
Prima di qualsiasi attività o produttività, ci sia innanzitutto, pace. Viviamo vite frammentate: mille cose allo stesso tempo, presenti a metà nelle conversazioni.
Gesù ci manda a portare pace. Attenzione: non è la pace superficiale frutto della illusione di avere tutto sotto controllo, ma la pace vera, profonda che viene dal sapere di essere sostenuti da Dio anche nel caos.
Questa pace è testimonianza controculturale. Quando i colleghi sono stressati e noi rimaniamo saldi, non attraverso il diniego ma attraverso la fiducia. Quando i quartieri sono ansiosi e noi offriamo presenza calma, non attraverso l’ingenuità ma attraverso la speranza. Pensa alle “case” quotidiane in cui entri: posto di lavoro, casa tua, palestra, scuola dei figli, quartiere. Portare pace potrebbe significare: non partecipare al pettegolezzo sul lavoro ma parlare con rispetto; creare un’atmosfera domestica dove le persone possano respirare e dove c’è spazio per il silenzio; essere il vicino che ascolta senza giudicare.
Questa pace diventa particolarmente potente e significativa con chi sta lottando. Quante persone portano fardelli invisibili, lotte di salute mentale, ansia finanziaria, crisi relazionali, disperazione esistenziale. Non hanno bisogno di soluzioni. Hanno bisogno di qualcuno che possa stare con loro nel dolore senza essere destabilizzato, che irradi una pace che suggerisce terreno solido sotto il caos.
Nel suo messaggio per il Bollettino Salesiano di giugno, il Rettor Maggiore Don Fabio Attard ci invita a riflettere sul valore della pace nelle relazioni quotidiane: nei luoghi di lavoro, in famiglia, tra amici, nei quartieri che abitiamo.
Richiedi il Bollettino Salesiano sul nostro sito https://donbosconelmondo.org/contatti/
e approfondisci il messaggio completo.