D.i.Re Donne in Rete contro la violenza

D.i.Re Donne in Rete contro la violenza D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza, Associazione nazionale dei Centri antiviolenza.

L’associazione D.i.Re Donne in Rete contro la violenza riunisce in un unico progetto 82 organizzazioni che gestiscono oltre 110 Centri antiviolenza e più di 60 Case rifugio sul territorio nazionale. Si è costituita per garantire l'azione politica nazionale antiviolenza e per promuovere azioni per il contrasto e la prevenzione della violenza maschile sulle donne.

La mediazione linguistico-culturale è parte del percorso di fuoriuscita dalla violenza.Nell’ambito di Leaving Violence. ...
18/06/2026

La mediazione linguistico-culturale è parte del percorso di fuoriuscita dalla violenza.

Nell’ambito di Leaving Violence. Living Safe, il progetto che D.i.Re porta avanti da oltre 8 anni in partenariato con UNHCR Italia - Agenzia ONU per i Rifugiati , si è svolto a Palermo il workshop rivolto alle mediatrici linguistico-culturali che collaborano con i Centri antiviolenza della Rete.

Quattro giornate di formazione per approfondire strumenti teorici e pratici, comprendere la violenza di genere nel contesto dei movimenti migratori e della procedura di richiesta di protezione internazionale, e rafforzare la capacità di sostenere donne richiedenti asilo e rifugiate nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Per molte donne, la violenza attraversa Paese di origine, viaggio, arrivo e luoghi dell’accoglienza. Riconoscerla, nominarla e costruire condizioni reali di accesso ai diritti richiede competenze specifiche, ascolto e una relazione capace di tenere insieme genere, migrazione, trauma e protezione.

Rafforzare la mediazione linguistico-culturale significa rendere i Centri antiviolenza più accessibili, più competenti, più capaci di accogliere la complessità dei bisogni delle donne.


Associazione Le Onde ETS

Dopo decenni passati a spiegare la natura della violenza maschile alle donne, dobbiamo ancora leggere dichiarazioni come...
15/06/2026

Dopo decenni passati a spiegare la natura della violenza maschile alle donne, dobbiamo ancora leggere dichiarazioni come questa. Vannacci è ovviamente libero di pensare quello che vuole. La questione che ci preoccupa è che una fetta della società ascolta le sue parole e le fa proprie. La deriva fascista della società, pericolosa per le libertà di tutte e tutti, è una vera maledizione per la libertà delle donne, per il contrasto alla violenza e per un futuro in cui i diritti siano effettivamente rispettosi delle differenze.

Ma a Vannacci, proviamo a spiegarlo nuovamente.
Definire "femminicidio" l'uccisione di una donna motivata dal suo essere donna non significa attribuire un valore diverso alla vita delle vittime, né creare gerarchie nel dolore. Significa, al contrario, riconoscere una specifica matrice culturale e sociale della violenza di genere, individuata da studi, organismi internazionali e istituzioni come un fenomeno distinto che richiede strumenti di prevenzione e contrasto adeguati. Per questo la scelta di utilizzare il termine femminicidio rappresenta una decisione politica consapevole: riconoscere che esiste una violenza che colpisce le donne proprio in quanto donne e che tale violenza affonda le proprie radici in rapporti di potere, discriminazioni e stereotipi ancora presenti nella nostra società.
Negare l'importanza di questa definizione significa oscurare la natura del fenomeno e indebolire il percorso culturale che negli ultimi anni ha contribuito a portare nel dibattito pubblico e politico una violenza per anni chiusa nel privato.

Oggi salutiamo Luisa Muraro, una delle voci più importanti del pensiero femminista italiano.Il suo lavoro ha contribuito...
13/06/2026

Oggi salutiamo Luisa Muraro, una delle voci più importanti del pensiero femminista italiano.
Il suo lavoro ha contribuito a dare parole e forma politica alla libertà femminile come pratica viva, costruita nelle relazioni tra donne, nella presa di parola, nella capacità di nominare il mondo a partire da sé.
Muraro ci ha ricordato che il femminismo non è solo rivendicazione di diritti, ma trasformazione del simbolico, del linguaggio, dei luoghi in cui si produce sapere, autorità, politica.
La sua riflessione e la sua pratica restano un riferimento prezioso per chi continua a lavorare perché la libertà delle donne non sia un principio astratto, ma una possibilità concreta nelle vite, nei corpi, nelle relazioni.

Oggi la salutiamo con gratitudine, consapevoli che il pensiero femminista vive quando continua a generare parole, confronto, legami e cambiamento.

Il senatore Francesco Silvestro, di Forza Italia, è stato accusato da una donna di violenza sessuale. Secondo quanto rip...
08/06/2026

Il senatore Francesco Silvestro, di Forza Italia, è stato accusato da una donna di violenza sessuale. Secondo quanto riportato dalla stampa, i fatti sarebbero avvenuti in un ufficio parlamentare. Silvestro nega ogni addebito e gli accertamenti giudiziari dovranno fare il loro corso.

Ma attendere la giustizia non significa restare in silenzio davanti al modo in cui un uomo di potere reagisce pubblicamente quando una donna denuncia. Le accuse di violenza sessuale che coinvolgono uomini in posizioni di prestigio e responsabilità non possono essere lette solo come vicende individuali. Impongono una riflessione politica profonda sulla cultura dello stupro e sulle condizioni che continuano a renderla possibile nella nostra società.

La cultura dello stupro si manifesta ogni volta che la credibilità di una donna viene messa in discussione per il solo fatto di denunciare. Ogni volta che il ruolo, la notorietà, il potere economico, politico o professionale dell’accusato diventano uno scudo. Ogni volta che chi subisce violenza teme di parlare per paura delle conseguenze personali, sociali o lavorative.

L’aumento delle denunce non va usato per delegittimare chi denuncia. Va riconosciuto come un segnale di cambiamento culturale: sempre più donne scelgono di rompere il silenzio, la paura, l’isolamento.

La politica ha una responsabilità diretta. Servono educazione al consenso, formazione nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni, prevenzione strutturale, campagne costruite insieme alle esperte dei centri antiviolenza.

Nessun ruolo, nessuna notorietà, nessuna posizione di comando possono costituire una protezione morale o sociale di fronte ad accuse di violenza che devono essere ascoltate e approfondite con serietà.

Il potere non può mai diventare uno strumento di deumanizzazione.
La libertà delle persone deve essere tutelata al di sopra di qualsiasi privilegio.

Il Senato ha approvato definitivamente il ddl Valditara sul cosiddetto “consenso informato” in ambito scolastico. Una le...
05/06/2026

Il Senato ha approvato definitivamente il ddl Valditara sul cosiddetto “consenso informato” in ambito scolastico. Una legge che arriva con parole rassicuranti, ma porta dentro un messaggio politico chiarissimo: parlare a scuola di corpi, relazioni, consenso, desiderio, rispetto, confini, stereotipi e violenza diventa un terreno sorvegliato, controllato, sottoposto ad autorizzazione.

Per D.i.Re è un grave arretramento.

La scuola pubblica dovrebbe essere uno dei luoghi in cui ragazze e ragazzi possono trovare parole, strumenti e pensiero critico. Uno spazio in cui imparare che il corpo di una ragazza appartiene a lei, che il desiderio dell’altra non è mai a disposizione, che il consenso non è una formalità, ma misura di libertà.

Lasciare bambine, bambini, ragazze e ragazzi senza educazione sessuo-affettiva significa consegnarli a ciò che già educa ogni giorno al posto della scuola: pornografia digitale, modelli patriarcali, sessismo, controllo, ricatto, silenzio. Significa lasciare sole le ragazze davanti alla cultura del possesso e lasciare soli i ragazzi dentro modelli di mascolinità violenta.

Il pericolo non è parlarne. È non parlarne.

La prevenzione della violenza maschile contro le donne comincia anche da qui: dall’educazione al riconoscimento dell’altra, dalla possibilità di nominare il potere dentro le relazioni, dal contrasto agli stereotipi prima che diventino destino.
L’educazione sessuo-affettiva deve essere pubblica, laica, femminista, competente, continuativa, accessibile a tutte e tutti.

Perché libertà, consenso e rispetto si imparano. E dove manca educazione, il patriarcato insegna al posto nostro.

Marjane Satrapi ha raccontato al mondo l’Iran della rivoluzione e della repressione, l’esilio, la libertà negata, il con...
04/06/2026

Marjane Satrapi ha raccontato al mondo l’Iran della rivoluzione e della repressione, l’esilio, la libertà negata, il controllo sui corpi e sulle vite delle donne.
Artista, autrice, regista, Satrapi è stata una voce pubblica impegnata per la libertà individuale, i diritti delle donne e la democrazia in Iran. La sua opera resta come memoria e come denuncia: perché raccontare l’oppressione significa anche rifiutarla.

Oggi la salutiamo ricordando tutte le donne iraniane che continuano a lottare per una vita libera dalla violenza, dal controllo, dalla paura.
Donna, Vita, Libertà.

Il 2 giugno 1946 nasce la Repubblica. italiana. E, con il primo voto delle donne in una consultazione nazionale, nasce a...
02/06/2026

Il 2 giugno 1946 nasce la Repubblica. italiana. E, con il primo voto delle donne in una consultazione nazionale, nasce anche una nuova presenza politica femminile nella storia democratica del Paese.
Per la prima volta, le donne italiane votano e possono essere elette. Nello stesso anno, 21 donne entrano nell’Assemblea Costituente: Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin, Maria Federici, Angela Gotelli e le altre Madri Costituenti contribuiscono a scrivere la Costituzione e a trasformare l’idea stessa di cittadinanza.

La loro presenza cambia il simbolico in cui viviamo: una donna non è più confinata alla sola dimensione privata, ma riconosciuta come soggetto politico, sociale, economico. Una bambina può immaginarsi parlamentare, sindaca, studiosa. Una lavoratrice può rivendicare pienamente il proprio posto nella vita del Paese.

Per questo il risultato delle ultime amministrative non può essere letto come un dato marginale. Nei 18 capoluoghi al voto, le candidate sindache erano 9 su 86. Solo una è stata eletta.

Ottant’anni dopo, siamo ancora qui a misurare quanto l’accesso delle donne ai luoghi della decisione resti incompiuto. ll punto è che questo sapere politico continua troppo spesso a non essere riconosciuto come piena autorevolezza di governo.

Celebrare il 2 giugno significa anche chiedere una Repubblica più compiuta, capace di riconoscere la politica delle donne non come presenza simbolica, ma come condizione della democrazia.

È partita a Palermo la nuova edizione di Leaving Violence. Living Safe., il progetto di D.i.Re in partnership con UNHCR ...
27/05/2026

È partita a Palermo la nuova edizione di Leaving Violence. Living Safe., il progetto di D.i.Re in partnership con UNHCR Italia - Agenzia ONU per i Rifugiati , finanziato dal FAMI – Ministero dell’Interno.

Dopo la riduzione dei tempi di permanenza negli hotspot, molte donne richiedenti asilo e rifugiate vengono trasferite rapidamente verso altri territori, spesso senza aver ricevuto informazioni sui propri diritti o sui servizi disponibili in caso di violenza di genere.

Per questo LVLS porta le competenze dei Centri antiviolenza della Rete D.i.Re nei CAS della provincia di Palermo, con attività informative, colloqui individuali, case management, referral ai servizi del territorio e safety audit nelle strutture di accoglienza.

“Siamo soddisfatte di poter proseguire e rafforzare il lavoro svolto nelle precedenti edizioni del progetto LVLS”, dichiara Francesca Maur, consigliera nazionale D.i.Re. “I metodi della pedagogia femminista si integrano con un approccio multi-agenzia, rafforzando la collaborazione tra centri antiviolenza, istituzioni e altri attori chiave valorizzando l’ascolto diretto delle donne e il loro coinvolgimento attivo, per costruire interventi realmente rispondenti ai bisogni, con un altro obiettivo non secondario: rendere i sistemi di accoglienza più equi, accessibili e sensibili alle differenze.”

Un intervento per costruire sistemi di accoglienza più equi, accessibili e capaci di riconoscere la violenza.

Leggi il comunicato completo: https://bit.ly/CS_LVLS

Non sempre è possibile telefonare. Non sempre si hanno già le parole per raccontare quello che sta accadendo. Non sempre...
26/05/2026

Non sempre è possibile telefonare. Non sempre si hanno già le parole per raccontare quello che sta accadendo. Non sempre è chiaro se chiamarla violenza.

Per questo esiste la chat di supporto D.i.Re: uno spazio anonimo e gratuito, dove donne e ragazze possono parlare con operatrici esperte dei Centri antiviolenza della Rete D.i.Re. Per ricevere ascolto, informazioni e orientamento. Senza giudizio, senza forzature, nel rispetto dei tempi e delle scelte di ciascuna.

La chat è attiva su direcontrolaviolenza.it dal lunedì al venerdì, dalle 11.00 alle 15.00, festivi esclusi.

Alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, nei 18 capoluoghi al voto, le candidate sindache sono 9 su 86. Nove donne, se...
25/05/2026

Alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, nei 18 capoluoghi al voto, le candidate sindache sono 9 su 86. Nove donne, settantasette uomini.

Un dato che interroga la qualità della nostra democrazia e racconta una politica che continua a riconoscere alle donne presenza, lavoro, consenso e radicamento nei territori, ma fatica ancora ad affidare loro piena autorità nei luoghi della decisione.

Eppure le donne fanno politica ogni giorno. Sono nei territori, nelle associazioni, nei centri antiviolenza, nelle scuole, nei comitati, nelle amministrazioni quotidiane della vita. Sono nei luoghi dove si leggono i bisogni reali, dove si incontrano le fragilità, dove si costruiscono risposte, dove la politica smette di essere slogan e diventa responsabilità.

Per questo la rappresentanza non può essere considerata una concessione, né una correzione formale a decisioni già prese. È una condizione della democrazia.

Il punto è aprire spazio reale, riconoscere il sapere e la visione politica delle donne, spostare il potere. Le città hanno bisogno della politica delle donne.

Pagella Politica

Indirizzo

Via Della Lungara 19
Rome
00165

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando D.i.Re Donne in Rete contro la violenza pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi