18/09/2026
Rivolgersi a un Centro antiviolenza non significa aver già deciso cosa fare.
Non è necessario aver denunciato. Non è necessario essere già certe che ciò che si sta vivendo sia violenza. Si può partire anche da un dubbio, da una domanda, dalla necessità di confrontarsi con operatrici esperte.
Nell’approfondimento di Sky TG24, Luisanna Porcu, consigliera nazionale D.i.Re, racconta cosa accade dal primo contatto con un Centro antiviolenza.
«I Centri antiviolenza sono spazi di libertà costruiti dalle donne per le donne»: luoghi fondati sull’anonimato, sulla riservatezza e sull’ascolto non giudicante, nei quali ogni percorso viene costruito insieme alla donna, a partire dalla sua storia, dai suoi bisogni e dalle sue scelte. Nessuna decisione viene presa al suo posto. La denuncia non è una condizione per essere accolte.
E se una donna dice di avere paura, quella paura deve essere ascoltata: la valutazione del rischio è parte fondamentale del lavoro dei Centri antiviolenza e può consentire di attivare percorsi di sostegno e, quando necessario, l’accoglienza in una Casa rifugio, anche con figlie e figli.
Leggi l’approfondimento completo su Sky TG24: https://tg24.sky.it/cronaca/2026/09/15/centro-antiviolenza-donne-cosa-sapere
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Per trovare il Centro antiviolenza D.i.Re più vicino, consulta l'elenco dei Centri della Rete su direcontrolaviolenza.it.
Sul sito è disponibile anche la Chat di supporto D.i.Re, anonima e gratuita, dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 22, esclusi i festivi.
Per informazioni e orientamento è attivo il 1522, numero nazionale antiviolenza e antistalking, gratuito e disponibile 24 ore su 24.