26/02/2026
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Nella giornata di giovedรฌ scorso un operatore della sicurezza in servizio presso lo scalo di Torino รจ stato travolto da unโauto mentre si recava al parcheggio gratuito adiacente alla stazione di Caselle-Aeroporto. Lโimpatto รจ stato devastante: nove vertebre fratturate, scapola e osso iliaco rotti, polmone schiacciato ed ematoma interno. Un infortunio gravissimo che segna nel corpo di un lavoratore le contraddizioni di un sistema che da anni denunciamo.
Per noi non si tratta di un episodio slegato dal contesto organizzativo. Il lavoratore, come molti altri colleghi, รจ costretto a parcheggiare lontano dallo scalo perchรฉ lโunica alternativa รจ pagare oltre 40 euro al mese per il parcheggio gestito dalla societร aeroportuale. Una cifra che, per operatori assunti con contratti part-time da 4 ore giornaliere e stipendi mensili tra i 600 e i 700 euro, equivale a quasi due giornate di lavoro.
Questa รจ la realtร imposta da anni da SAGAT: una gestione orientata esclusivamente al contenimento dei costi e alla massimizzazione dei ricavi, che scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori lโintero peso dellโorganizzazione.
Le condizioni contrattuali nel comparto sicurezza allโinterno dello scalo sono il frutto diretto delle richieste della societร di gestione alle aziende di vigilanza in appalto: griglie orarie costruite per ottimizzare lโimpiego di operatori, turnazioni spezzettate, impossibilitร di programmare turni continuativi. Il risultato รจ un part-time strutturale, precarietร permanente e dimissioni di massa: su oltre cento operatori selezionati negli anni, circa la metร ha abbandonato il posto di lavoro.
La gestione dei filtri di controllo dei passeggeri continua a seguire una logica โa fisarmonicaโ, con ampliamenti e compressioni del servizio finalizzati a pagare esclusivamente le ore strettamente necessarie, senza alcuna stabilizzazione degli organici. Una strategia che produce insicurezza sociale.
Nel frattempo, i parcheggi hanno registrato aumenti dei costi superiori al 50% negli ultimi anni. I lavoratori sono messi di fronte a unโalternativa inaccettabile: pagare un costo sproporzionato rispetto al salario oppure ricorrere a soluzioni di fortuna, attraversando aree non adeguatamente protette per raggiungere gli stalli gratuiti della stazione ferroviaria. Non esistono, infatti, altri stalli gratuiti allโinterno del sedime aeroportuale per poter parcheggiare la propria automobile, anche in considerazione del fatto che gli operatori spesso iniziano il turno di lavoro anche alle 4 e mezza del mattino e possono terminarlo dopo le ventitrรฉ con lโimpossibilitร di utilizzare i mezzi pubblici.
ร in questo quadro che si colloca il grave incidente di giovedรฌ.
Non รจ piรน tollerabile che SAGAT continui a trincerarsi dietro la formula: โnon siete miei dipendenti, rivolgetevi al vostro datore di lavoroโ. I lavoratori operano quotidianamente allโinterno dello scalo, utilizzano varchi e strumentazioni gestite dalla societร aeroportuale, rispondono a unโorganizzazione del lavoro definita nei fatti dalla committenza. Le responsabilitร organizzative non possono essere eluse.
Come Sindacato chiederemo con urgenza un incontro alla societร di gestione e alla Societร appaltatrice per affrontare tutti i punti critici ormai non piรน rimandabili.
In assenza di un cambio radicale nella prossima gara dโappalto, siamo pronti ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie.
La sicurezza non puรฒ essere garantita da lavoratori poveri, precari e costretti a mettere a rischio la propria incolumitร per raggiungere il posto di lavoro.
Lo scalo non puรฒ essere governato esclusivamente con la logica del profitto.
Continueremo a batterci affinchรฉ dignitร , salario e sicurezza tornino al centro.
USB Vigilanza