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USB Vigilanza - ALI USB Vigilanza e il confederato A.L.I. si propongono lo scopo di rappresentare, affermare, garantire e tutelare i diritti dei lavoratori della Vigilanza

USB VIGILANZA è un'Organizzazione Sindacale di Base per la tutela anche dei Lavoratori della Vigilanza Privata, dei Servizi di Sicurezza e del Portierato. Attiva sul territorio italiano, per mezzo dei propri delegati e delegate, organizza i Lavorator* del settore per garantire loro il rispetto della contrattazione collettiva e delle norme.

𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔: 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗥𝗢 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗘 𝗖𝗔𝗥𝗕𝗨𝗥𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗘𝗥𝗢𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗔𝗥𝗜. 𝗨𝗦𝗕 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘 𝗔𝗨𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗢𝗥𝗔𝗥𝗜 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗔𝗥𝗜La protesta di USB con...
01/10/2026

𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔: 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗥𝗢 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗘 𝗖𝗔𝗥𝗕𝗨𝗥𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗘𝗥𝗢𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗔𝗥𝗜.
𝗨𝗦𝗕 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘 𝗔𝗨𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗢𝗥𝗔𝗥𝗜 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗔𝗥𝗜

La protesta di USB contro il carovita e il caro carburanti investe pienamente il settore della vigilanza privata, dove salari insufficienti e turnazioni sregolate rendono sempre più difficile sostenere le spese quotidiane.
L’aumento dei prezzi dei beni essenziali, delle bollette e degli affitti riduce il potere d’acquisto delle retribuzioni. Il rincaro dei carburanti sottrae un’altra parte del salario ancora prima che inizi il servizio: quella necessaria per raggiungere il luogo di lavoro.

Questo costo cresce ulteriormente quando persistono turni spezzati che obbligano il lavoratore a recarsi sul posto di lavoro anche più volte nella stessa giornata. Ogni rientro comporta nuovi chilometri, altro carburante e ulteriori costi di utilizzo del mezzo. Gli spostamenti richiesti dalla frammentazione dell’orario finiscono così per pesare su retribuzioni già insufficienti.

Le interruzioni tra una prestazione e l’altra non sono automaticamente tempo libero. Quando la distanza rende troppo oneroso tornare a casa, il lavoratore può trovarsi costretto a restare per ore nei pressi della sede di servizio, senza retribuzione e senza poter disporre pienamente della propria giornata. Quando invece rientra, paga di tasca propria gli effetti di un’organizzazione del lavoro decisa dall’azienda.

A questa situazione si aggiunge l’impatto delle turnazioni sregolate sulla possibilità di organizzare la vita familiare, recuperare le energie e utilizzare i mezzi pubblici. Dove gli orari di servizio non coincidono con quelli del trasporto pubblico, il mezzo privato diventa una necessità e il caro carburanti una penalizzazione ancora più pesante.

USB rivendica aumenti salariali reali e una nuova scala mobile che adegui automaticamente le retribuzioni al costo della vita. Alla mobilitazione per il blocco dei prezzi dei beni essenziali e delle tariffe energetiche, per l’abolizione dell’IVA sui beni di prima necessità e per il contenimento del prezzo dei carburanti, devono affiancarsi richieste concrete alle aziende della vigilanza privata.

Occorre superare i turni spezzati, garantire orari regolari e comunicati con adeguato anticipo, assicurare riposi effettivi e organizzare i servizi senza costringere i lavoratori a ripetuti viaggi casa-lavoro nella stessa giornata. USB chiede inoltre un contributo aziendale per il costo degli spostamenti, assumendo come riferimento la rivendicazione del buono carburante di 250 euro mensili già avanzata nella logistica, da affiancare agli aumenti della retribuzione.

La disponibilità dei lavoratori non può essere considerata illimitata. Le aziende devono assumersi la responsabilità dei costi e dei disagi prodotti dall’organizzazione dei servizi.

USB chiama le lavoratrici e i lavoratori della vigilanza privata a dare forza alla mobilitazione contro il carovita e a portare queste rivendicazioni in ogni luogo di lavoro.

Basta salari erosi dai rincari. Basta giornate ostaggio dei turni spezzati. Aumenti salariali, orari regolari e rispetto del tempo di vita.

📉𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔, 𝗜𝗟 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗖𝗥𝗘𝗦𝗖𝗘 𝗠𝗔 𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗔𝗥𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗣𝗢𝗧𝗘𝗥𝗘 𝗗’𝗔𝗖𝗤𝗨𝗜𝗦𝗧𝗢Più fatturato, più occupati, meno potere d’ac...
24/09/2026

📉𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔, 𝗜𝗟 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗖𝗥𝗘𝗦𝗖𝗘 𝗠𝗔 𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗔𝗥𝗜 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗣𝗢𝗧𝗘𝗥𝗘 𝗗’𝗔𝗖𝗤𝗨𝗜𝗦𝗧𝗢

Più fatturato, più occupati, meno potere d’acquisto per chi garantisce ogni giorno i servizi di sicurezza. È questa la contraddizione che emerge dall’analisi del comparto della vigilanza privata in Italia.

Tra il 2021 e il 2024 il fatturato del settore è cresciuto del 19,5%, mentre il numero degli occupati è aumentato del 19,3%. Due andamenti pressoché paralleli, che mostrano come l’espansione economica del comparto si accompagni a un maggiore impiego di lavoro.

Il lavoro resta dunque centrale nell’erogazione dei servizi e nella produzione dei ricavi. Presidi, turni, responsabilità e continuità operativa poggiano sulle lavoratrici e sui lavoratori: la crescita del settore rende ancora più evidente il loro contributo.

A questa centralità non corrisponde un’adeguata tutela del salario. Nello stesso periodo, il minimo contrattuale mensile medio del IV livello delle guardie particolari giurate è aumentato di circa il 5%. Un incremento nominale insufficiente a compensare l’aumento dei prezzi.

Il risultato è una perdita di potere d’acquisto del 9% secondo l’indice NIC dell’Istat e del 9,8% secondo l’IPCA generale. Entrambi gli indici comprendono i costi dell’energia. In termini concreti, il minimo contrattuale consente di acquistare meno beni e servizi rispetto al 2021.

Il valore reale della retribuzione è diminuito. Gli aumenti intervenuti non hanno protetto le retribuzioni dai rincari che pesano sui bilanci familiari.
Questi dati pongono una questione sindacale precisa: un comparto che cresce grazie al lavoro non può considerare accettabile l’impoverimento del trattamento contrattuale di chi ne garantisce il funzionamento.

Per questo motivo, e sopratutto nel momento in cui sono stati riaperti i lenti tavoli del rinnovo contrattuale, è necessario rivendicare:

• Il recupero del potere d’acquisto perduto, attraverso aumenti strutturali dei minimi contrattuali.
• Un riconoscimento salariale adeguato delle professionalità e delle responsabilità, a partire dalla retribuzione ordinaria, senza affidare la tenuta del reddito al ricorso agli straordinari.
• Appalti e tariffe che sostengano lavoro di qualità, il rispetto del contratto e la corretta applicazione dei costi del lavoro.
• Un confronto trasparente sui risultati economici del settore, sul costo del personale, sugli organici e sulle ore lavorate, per sostenere una contrattazione fondata su dati verificabili.

La crescita della vigilanza privata deve tradursi in condizioni economiche e professionali migliori per chi vi lavora. Il recupero salariale deve essere una priorità del confronto con le imprese e con la committenza.

Il settore continua ad aver bisogno di una revisione totale sulla questione salario e sull'organizzazione del lavoro (turni, straordinari, riposi, permessi, trasferte, etc).
Serve una contrattazione vera. Serve un cambiamento che il settore attende da decenni.

I tavoli del confronto, chiusi e impermeabili dai quali fuoriescono sempre gli stessi comunicati copia e incolla, dovrebbero occuparsi di questioni urgenti: salario, diritti dei lavori, tutele e sicurezza.

𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗦𝗧𝗢𝗟𝗟𝗜–𝗖𝗢𝗢𝗣𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗖𝗘: 𝗟’𝗔𝗚𝗚𝗥𝗘𝗚𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗘 𝗚𝗔𝗥𝗔𝗡𝗭𝗜𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢L’annuncio dell...
17/09/2026

𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗦𝗧𝗢𝗟𝗟𝗜–𝗖𝗢𝗢𝗣𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗖𝗘: 𝗟’𝗔𝗚𝗚𝗥𝗘𝗚𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗘 𝗚𝗔𝗥𝗔𝗡𝗭𝗜𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗜𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢

L’annuncio dell’avvio di un percorso di aggregazione tra BMC – Battistolli Main Company e Coopservice, attraverso un Term Sheet al momento non vincolante, rappresenta un passaggio di grande rilievo per il settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza in Italia.

L’operazione riguarderebbe, secondo le informazioni diffuse, le attività di Rangers e BSI per il gruppo Battistolli e dell’Istituto di Vigilanza Coopservice, arrivando a interessare complessivamente circa 8.000 lavoratrici e lavoratori e dando vita, qualora il progetto venisse perfezionato, a uno dei maggiori operatori nazionali del settore.

È importante chiarire che non siamo ancora di fronte a una fusione perfezionata. Le società hanno annunciato l’avvio di un percorso che dovrà passare attraverso due diligence, definizione degli accordi vincolanti e le eventuali autorizzazioni previste. Proprio per questo riteniamo che il confronto con le organizzazioni sindacali debba iniziare adesso e non quando le decisioni saranno ormai definite.

Prima di tutto, servono garanzie sull’occupazione. La crescita dimensionale delle imprese non può essere costruita a discapito delle condizioni di chi lavora.

Occorre conoscere il perimetro societario e occupazionale dell’operazione, la struttura attraverso la quale sarà realizzata e soprattutto quali conseguenze potranno derivarne per i lavoratori.
Per evitare che eventuali processi di razionalizzazione vengano affrontati soltanto successivamente, riteniamo necessaria una garanzia preventiva sul mantenimento dei livelli occupazionali.

L’operazione pone inevitabilmente anche il problema dell’armonizzazione delle diverse condizioni contrattuali presenti nelle società coinvolte.

Dovrà essere chiarito quale sarà l’assetto societario definitivo e, conseguentemente, quali discipline troveranno applicazione, compreso l’eventuale ricorso alle tutele previste dall’articolo 2112 del Codice civile in materia di trasferimento d’azienda.

Un altro tema da affrontare sarà quello della tecnologia e intelligenza artificiale sul quale serve un confronto preventivo.

C’è poi un elemento strategico che non può essere sottovalutato. Coopservice indica già tra le proprie attività l’impiego di tecnologie avanzate, compresi sistemi di intelligenza artificiale, nella televigilanza, nella videosorveglianza e nel controllo degli impianti.

L’integrazione con Battistolli potrebbe accelerare ulteriormente il processo di trasformazione tecnologica della vigilanza privata. L’innovazione non può, però, tradursi semplicemente nella sostituzione – anche nel lungo periodo - del lavoro o nell’intensificazione dei carichi.

Servono quindi informazioni precise sugli investimenti programmati, sull’impatto previsto sugli organici, sulla trasformazione delle professionalità delle Guardie Particolari Giurate e degli operatori delle centrali operative e sull’eventuale utilizzo di sistemi algoritmici nell’organizzazione, valutazione e controllo del lavoro.

L’operazione Battistolli-Coopservice deve inoltre essere letta all’interno di una trasformazione più generale della vigilanza privata italiana.

Come USB riteniamo necessaria l’apertura immediata di un confronto con entrambi i gruppi.

È necessario che Battistolli e Coopservice convochino le organizzazioni sindacali per illustrare il progetto industriale prima della conclusione dell’operazione.

Chiediamo di conoscere il perimetro delle società e dei lavoratori coinvolti, la struttura dell’aggregazione, le eventuali sovrapposizioni organizzative e territoriali, le garanzie occupazionali, gli effetti sui trattamenti economici e normativi e sulla contrattazione aziendale, nonché il piano degli investimenti tecnologici.

In un settore nel quale troppo spesso la competizione si è giocata comprimendo costo del lavoro, salari e condizioni degli addetti, la nascita di operatori di dimensioni sempre maggiori deve rappresentare l’occasione per invertire la tendenza.

Le aggregazioni societarie possono cambiare le dimensioni delle imprese. Non possono ridurre diritti, salari e occupazione.

🔴 𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗖𝗨𝗥𝗜𝗧𝗬✈️ 𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢📅 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟭𝟯 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲🕚 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗘 𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟭:𝟬𝟬 𝗔𝗟𝗟𝗘 𝟭𝟰:𝟱𝟵❗ 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗜𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 ...
07/09/2026

🔴 𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗘𝗖𝗨𝗥𝗜𝗧𝗬
✈️ 𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢
📅 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟭𝟯 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲
🕚 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗘 𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟭:𝟬𝟬 𝗔𝗟𝗟𝗘 𝟭𝟰:𝟱𝟵

❗ 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗜𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗜 𝗚𝗔𝗥𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗖𝗔 𝗨𝗡 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢

La Commissione di Garanzia ha disposto un nuovo differimento dello sciopero del personale della security, indicando come soluzione l’accorpamento con le altre mobilitazioni del settore del trasporto aereo previste per il 13 settembre 2026.

Lo sciopero è stato quindi riprogrammato per domenica 13 settembre, dalle ore 11:00 alle 14:59.

La mobilitazione avrà una durata di quattro ore, come previsto dalla normativa vigente per una prima azione di sciopero.

Come già evidenziato dal Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS), la normativa italiana continua a porre forti limitazioni all’esercizio del diritto di sciopero.

𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗟𝗢 𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢, 𝗠𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗜 𝗙𝗘𝗥𝗠𝗜𝗔𝗠𝗢.

Contro le norme che limitano il diritto di sciopero, continuiamo la nostra mobilitazione.

I lavoratori e le lavoratrici della security si fermano per rivendicare diritti, dignità e tutele!

TORINO: 12 MILIONI PER IL RESTYLING DI VIA ROMA, IL LAVORO DELL’INAUGURAZIONE VALE ZEROAccoglienza e facility sono sempr...
05/09/2026

TORINO: 12 MILIONI PER IL RESTYLING DI VIA ROMA, IL LAVORO DELL’INAUGURAZIONE VALE ZERO

Accoglienza e facility sono sempre più trattate come mansioni accessorie, buone da coprire con il volontariato quando si organizza un evento pubblico.

Il volontariato sostituisce ancora una volta lavoro che potrebbe e dovrebbe essere retribuito. Che a farlo sia un’istituzione pubblica aggrava il problema: dovrebbe essere il Comune il primo a contrastare il lavoro povero, non a praticarlo.

Per inaugurare la nuova via Roma, il Comune di Torino cerca 100 volontari disponibili a lavorare gratis.

Un impegno tutt’altro che simbolico.

Sei ore di turno, dalle 17 alle 23, più una riunione preliminare obbligatoria. Ai selezionati viene chiesto di:

- informare il pubblico e i turisti
- distribuire mappe e materiali
- collaborare al coordinamento logistico dell’evento

Non è partecipazione civica spontanea: sono mansioni necessarie allo svolgimento dell’evento, con un valore economico e professionale. Per questo dovrebbero essere svolte da lavoratrici e lavoratori retribuiti.

La riqualificazione e pedonalizzazione di via Roma è costata circa 12 milioni di euro, finanziati con il PNRR. Le risorse per i lavori, gli allestimenti e l’organizzazione della festa si trovano. Per pagare chi accoglie il pubblico e gestisce la serata, no.

È un’abitudine che si ripete.
Non è un caso isolato.

La realtà è opposta: senza chi accoglie il pubblico, gestisce i flussi e presidia gli spazi, un evento o una manifestazione semplicemente non funzionano. Sono mansioni essenziali quanto quelle tecniche e organizzative che nessuno penserebbe di affidare a volontari. Il fatto che vengano considerate “di contorno” serve solo a giustificarne la mancata retribuzione.

Il volontariato ha senso quando risponde a finalità solidaristiche e libere. Diventa improprio quando entra nell’organizzazione ordinaria degli eventi per evitare il costo del personale.

Chiediamo al Comune di Torino di destinare una parte delle risorse dell’evento all’impiego di personale regolarmente contrattualizzato e retribuito per le attività di accoglienza e assistenza al pubblico.

Il lavoro non è un gadget da regalare il giorno dell’inaugurazione.

USB Unione Sindacale di Base
Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza

✍𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗭𝗜 𝗙𝗜𝗗𝗨𝗖𝗜𝗔𝗥𝗜: 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔𝗖𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜Turni comunicati all’ultimo momento, riposi insufficienti,...
01/09/2026

✍𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗭𝗜 𝗙𝗜𝗗𝗨𝗖𝗜𝗔𝗥𝗜: 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔𝗖𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜

Turni comunicati all’ultimo momento, riposi insufficienti, postazioni isolate o inadeguate, carichi di lavoro, mansioni improprie, aggressioni e salari che non riconoscono responsabilità e disagi.

USB avvia un questionario nazionale per conoscere le reali condizioni di chi lavora nella vigilanza privata e nei servizi fiduciari.

🔏Il QUESTIONARIO È ANONIMO e richiede pochi minuti. Le risposte raccolte serviranno a individuare i problemi comuni e a costruire vertenze e iniziative sindacali nazionali.

👉 Partecipa al questionario: https://forms.gle/ZHRNQGVmdUharmZx6

Conoscere le condizioni di lavoro è il primo passo per cambiarle.

✈️FUSIONE SEA-SAGAT: IL FUTURO DELL’AEROPORTO DI TORINO PASSA ANCHE DAI LAVORATORILa possibile fusione tra SEA e SAGAT, ...
16/08/2026

✈️FUSIONE SEA-SAGAT: IL FUTURO DELL’AEROPORTO DI TORINO PASSA ANCHE DAI LAVORATORI

La possibile fusione tra SEA e SAGAT, di cui tanto si parla in questi giorni, porterebbe alla nascita di un unico grande polo aeroportuale del Nord Italia, con Malpensa, Linate e Caselle sotto un’unica regia. Un’operazione che seguiremo con la massima attenzione, perché a Torino significa toccare direttamente centinaia di posti di lavoro.

Finora, però, la discussione pubblica ha riguardato quasi solo partecipazioni societarie, equilibri di governance e cifre da capogiro. Delle lavoratrici e dei lavoratori che da oltre vent’anni mandano avanti lo scalo di Caselle - compresi i servizi in appalto, a partire dalla security aeroportuale - quasi nessuno ha parlato.

Persone, non solo numeri

Dietro le operazioni finanziarie ci sono salari, turni, diritti e professionalità che hanno fatto la storia dell’aeroporto. Il loro futuro non può essere una nota a margine della possibile fusione, né può dipendere solo dalle strategie di un fondo d’investimento, né essere liquidato con le solite rassicurazioni generiche.

📌Le nostre richieste
Chiediamo che il piano industriale dell’operazione sia reso pubblico e presentato preventivamente a sindacati e lavoratori, con risposte chiare su:

• quale ruolo avrà lo scalo di Caselle nel nuovo polo;
• quali effetti sono previsti su occupazione, appalti e organici;
• come verrà riorganizzata l’attività dei servizi.

Parlare genericamente di “sinergie” non basta: servono dati verificabili.

📌Le responsabilità della politica locale
C’è poi un tema che riguarda Torino e il Piemonte: negli anni la politica locale e la Regione hanno progressivamente ceduto le proprie quote in un’infrastruttura strategica. Oggi rischiano di ritrovarsi spettatrici di decisioni prese altrove. Le dichiarazioni di preoccupazione, per quanto comprensibili, non cancellano le responsabilità di chi ha rinunciato al controllo pubblico dello scalo, consegnandolo alle logiche dei fondi d’investimento.

È l’ennesimo caso che mostra cosa comporta la privatizzazione di asset strategici: il territorio perde peso decisionale, mentre il profitto diventa il criterio guida di investimenti, servizi e organizzazione del lavoro.

🔴La nostra posizione
Continueremo a seguire da vicino ogni sviluppo. Al di là delle operazioni finanziarie, il futuro di Caselle deve partire dalla tutela di chi ci lavora: trasparenza, confronto sindacale reale e garanzie concrete su occupazione e condizioni di lavoro sono le nostre richieste non negoziabili.

📣L’aeroporto di Torino, prima di tutto, lo fanno funzionare le persone che ci lavorano ogni giorno.

USB Unione Sindacale di Base
ALI Vigilanza – Confederata USB

🔴A2A CHIVASSO (TO): QUANDO LE MANSIONI AUMENTANO, MA LO STIPENDIO RESTA LO STESSODa troppo tempo i lavoratori dei Serviz...
05/08/2026

🔴A2A CHIVASSO (TO): QUANDO LE MANSIONI AUMENTANO, MA LO STIPENDIO RESTA LO STESSO

Da troppo tempo i lavoratori dei Servizi Fiduciari, dipendenti di Sicuritalia SDS, impiegati presso la portineria A2A di Chivasso denunciano un progressivo aumento delle responsabilità senza alcun riconoscimento economico.

Oltre al controllo degli accessi, oggi vengono richieste attività sempre più complesse: verifiche documentali delle imprese, aggiornamento delle abilitazioni tramite il portale dedicato, controlli sulla documentazione relativa alla sicurezza e persino la predisposizione di un mansionario delle attività svolte.

Quest’ultima richiesta è inaccettabile.

Definire mansioni, procedure operative e organizzazione del lavoro è responsabilità del datore di lavoro e della committenza, non dei lavoratori.

Ancora più grave è il fatto che agli operatori venga prospettata la possibilità di incorrere in responsabilità “amministrative o addirittura penali” in caso di errori nello svolgimento di attività che esulano dalle normali mansioni del personale fiduciario.

Dalle verifiche effettuate emerge inoltre che in numerose altre portinerie del gruppo A2A queste attività vengono svolte direttamente dal personale della committenza e non dagli operatori dei Servizi Fiduciari.

Abbiamo più volte chiesto sia a Sicuritalia sia ad A2A un adeguamento economico e un confronto serio sull’organizzazione del lavoro.

Le richieste sono rimaste senza una risposta concreta.

Per questo motivo riteniamo concluso con esito negativo ogni tentativo di soluzione bonaria della vertenza.

Nei prossimi giorni saranno avviate le procedure previste dalla legge per la riapertura dello stato di agitazione, cui seguirà la proclamazione dello sciopero del personale operante presso il sito A2A di Chivasso.

Non è accettabile continuare a scaricare attività, responsabilità e rischi sui lavoratori senza riconoscerne il valore.

Chi pretende di più dal personale deve assumersi anche la responsabilità di riconoscere economicamente il lavoro svolto.

Continueremo a tutelare i lavoratori in ogni sede, sindacale, istituzionale, giudiziale.

SEMPRE REPERIBILI. MA A QUALE PREZZO?Nella vigilanza privata e nei servizi fiduciari non è solo il salario a pesare. Sem...
05/08/2026

SEMPRE REPERIBILI. MA A QUALE PREZZO?

Nella vigilanza privata e nei servizi fiduciari non è solo il salario a pesare. Sempre più lavoratrici e lavoratori denunciano turni comunicati all’ultimo momento, cambi improvvisi, straordinari imposti, riposi spostati e la costante sensazione di dover essere sempre disponibili.

Formalmente si è liberi. Nella realtà si resta con il telefono acceso, aspettando una chiamata. Una disponibilità permanente che rende difficile organizzare la vita familiare, fissare una visita medica, seguire un corso di formazione o, semplicemente, programmare una giornata di riposo.

Il problema non riguarda solo il rispetto formale delle ore di riposo. Esistono organizzazioni del lavoro che, pur rientrando apparentemente nei limiti di legge, compromettono ugualmente la salute: turni “a fisarmonica”, continue variazioni di orario, rotazioni mattina-pomeriggio-notte in pochi giorni, orari spezzati e settimane senza una reale possibilità di recupero.

Le conseguenze sono concrete: maggiore affaticamento, disturbi del sonno, aumento del rischio cardiovascolare, più errori operativi e maggiore esposizione agli infortuni.

Nel nostro settore questo assume un valore ancora più importante. Una guardia giurata o un operatore dei servizi fiduciari lavorano spesso in contesti sensibili, gestiscono emergenze, controllano infrastrutture e sono chiamati a prendere decisioni rapide. Garantire riposi adeguati significa tutelare non solo chi lavora, ma anche la sicurezza delle persone.

Molte di queste criticità derivano dalla cronica carenza di personale. Invece di programmare nuove assunzioni, troppe aziende scelgono di coprire le esigenze con straordinari, cambi turno continui e una flessibilità scaricata interamente sui lavoratori.

Per USB il principio è semplice: il tempo di vita non è una risorsa aziendale.

Servono turni programmati con congruo anticipo, rispetto dei riposi, limitazione dello straordinario e organici adeguati. La sicurezza passa anche da qui.

È necessario difendersi con tutti gli strumenti disponibili: denunciare le compressioni dei riposi, la mancata fruizione delle ferie, richiedere il pagamento dei permessi non fruiti, avviare le vertenze per chiedere adeguati risarcimenti e tutele per la mancata programmazione dei turni o la continua modifica degli stessi.

📩 Se anche nella tua azienda vivi situazioni simili, raccontaci la tua esperienza. Solo facendo emergere queste pratiche possiamo contrastarle e rivendicare un’organizzazione del lavoro che rispetti davvero la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Scrivici a [email protected]

Oppure, contatta la sede USB più vicina.

🔴MORTE DELLA GUARDIA GIURATA IN PIAZZA RE ENZO (BOLOGNA): USB CHIEDE TUTELE IMMEDIATE E CONTROLLI CONTRO LO STRESS TERMI...
04/08/2026

🔴MORTE DELLA GUARDIA GIURATA IN PIAZZA RE ENZO (BOLOGNA): USB CHIEDE TUTELE IMMEDIATE E CONTROLLI CONTRO LO STRESS TERMICO

Non si può morire di lavoro e di caldo. Il rischio microclimatico non è un inconveniente stagionale, ma un pericolo mortale che va regolamentato e sanzionato.

La tragica morte della guardia giurata di 55 anni, deceduta a seguito di un gravissimo malore cardiaco accusato in auto nei pressi del proprio posto di lavoro in Piazza Re Enzo a Bologna, ripropone con drammatica urgenza il tema della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori di fronte alle temperature estreme.

In attesa degli accertamenti medico-legali e giudiziari sulle cause esatte del decesso, sottolineiamo che derubricare sistematicamente questi eventi a mere 'fatalità' o a 'patologie pregresse' significa deresponsabilizzare chi ha il dovere giuridico di tutelare chi lavora.

Il prolungato stress termico e le elevate temperature estive costituiscono un fattore di rischio gravissimo e non più procrastinabile, troppo spesso sottovalutato dalle aziende e dalle stazioni appaltanti. I lavoratori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari operano frequentemente in condizioni di estremo disagio, tra piantonamenti all'esterno sotto il sole battente, pattugliamenti in auto non sempre adeguate o prive di climatizzazione efficiente, l'obbligo di indossare divise rigide e giubbotti antiproiettile, uniti a turni di lavoro estenuanti e privi delle necessarie pause di recupero.

Di fronte a questa drammatica realtà, l'Unione Sindacale di Base ritiene non più rinviabile l'introduzione di misure drastiche a tutela di chi lavora come già ultimamente denunciato per la situazione nei servizi per l’infanzia, nei Centri Estivi del Comune di Bologna, per i rider e per i portalettere di Poste Italiane e in altri settori a rischio elevato.

È indispensabile e urgente l'attivazione immediata e vincolante di protocolli per il rischio calore all'interno dei Piani di Valutazione del Rischio (DVR) in tutti i settori operativi, prevedendo la riorganizzazione degli orari di lavoro, la netta riduzione dell'esposizione diretta nelle ore più calde e la garanzia di pause aggiuntive retribuite in ambienti rinfrescati. Contestualmente, chiediamo all'Ispettorato Territoriale del Lavoro e ai servizi PSAL dell'AUSL di Bologna di avviare immediatamente ispezioni straordinarie e a tappeto per verificare il rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri, nella logistica e nella vigilanza privata.

Le aziende devono inoltre essere obbligate a fornire dotazioni idonee alle temperature estreme, garantendo divise estive ad alta traspirabilità, scorte d'acqua fresca e integratori salini sui posti di stazionamento. Laddove le temperature percepite superino le soglie critiche per la salute, si deve infine accedere tempestivamente e senza ostacoli burocratici agli ammortizzatori sociali per eventi meteo estremi.

La salute e l'incolumità fisica dei lavoratori sono diritti costituzionali primari che non possono soccombere di fronte all'organizzazione del servizio o al profitto aziendale: USB Bologna continuerà a promuovere tutte le azioni di protesta, di denuncia e di mobilitazione necessarie a tutelare la vita e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

USB Bologna

Indirizzo

Via Dell'Aeroporto 129
Rome
00175

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