01/10/2026
𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔: 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗥𝗢 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗘 𝗖𝗔𝗥𝗕𝗨𝗥𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗘𝗥𝗢𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗔𝗥𝗜.
𝗨𝗦𝗕 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘 𝗔𝗨𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗘 𝗢𝗥𝗔𝗥𝗜 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗔𝗥𝗜
La protesta di USB contro il carovita e il caro carburanti investe pienamente il settore della vigilanza privata, dove salari insufficienti e turnazioni sregolate rendono sempre più difficile sostenere le spese quotidiane.
L’aumento dei prezzi dei beni essenziali, delle bollette e degli affitti riduce il potere d’acquisto delle retribuzioni. Il rincaro dei carburanti sottrae un’altra parte del salario ancora prima che inizi il servizio: quella necessaria per raggiungere il luogo di lavoro.
Questo costo cresce ulteriormente quando persistono turni spezzati che obbligano il lavoratore a recarsi sul posto di lavoro anche più volte nella stessa giornata. Ogni rientro comporta nuovi chilometri, altro carburante e ulteriori costi di utilizzo del mezzo. Gli spostamenti richiesti dalla frammentazione dell’orario finiscono così per pesare su retribuzioni già insufficienti.
Le interruzioni tra una prestazione e l’altra non sono automaticamente tempo libero. Quando la distanza rende troppo oneroso tornare a casa, il lavoratore può trovarsi costretto a restare per ore nei pressi della sede di servizio, senza retribuzione e senza poter disporre pienamente della propria giornata. Quando invece rientra, paga di tasca propria gli effetti di un’organizzazione del lavoro decisa dall’azienda.
A questa situazione si aggiunge l’impatto delle turnazioni sregolate sulla possibilità di organizzare la vita familiare, recuperare le energie e utilizzare i mezzi pubblici. Dove gli orari di servizio non coincidono con quelli del trasporto pubblico, il mezzo privato diventa una necessità e il caro carburanti una penalizzazione ancora più pesante.
USB rivendica aumenti salariali reali e una nuova scala mobile che adegui automaticamente le retribuzioni al costo della vita. Alla mobilitazione per il blocco dei prezzi dei beni essenziali e delle tariffe energetiche, per l’abolizione dell’IVA sui beni di prima necessità e per il contenimento del prezzo dei carburanti, devono affiancarsi richieste concrete alle aziende della vigilanza privata.
Occorre superare i turni spezzati, garantire orari regolari e comunicati con adeguato anticipo, assicurare riposi effettivi e organizzare i servizi senza costringere i lavoratori a ripetuti viaggi casa-lavoro nella stessa giornata. USB chiede inoltre un contributo aziendale per il costo degli spostamenti, assumendo come riferimento la rivendicazione del buono carburante di 250 euro mensili già avanzata nella logistica, da affiancare agli aumenti della retribuzione.
La disponibilità dei lavoratori non può essere considerata illimitata. Le aziende devono assumersi la responsabilità dei costi e dei disagi prodotti dall’organizzazione dei servizi.
USB chiama le lavoratrici e i lavoratori della vigilanza privata a dare forza alla mobilitazione contro il carovita e a portare queste rivendicazioni in ogni luogo di lavoro.
Basta salari erosi dai rincari. Basta giornate ostaggio dei turni spezzati. Aumenti salariali, orari regolari e rispetto del tempo di vita.