USB Vigilanza - ALI

USB Vigilanza - ALI USB Vigilanza e il confederato A.L.I. si propongono lo scopo di rappresentare, affermare, garantire e tutelare i diritti dei lavoratori della Vigilanza

USB VIGILANZA è un'Organizzazione Sindacale di Base per la tutela anche dei Lavoratori della Vigilanza Privata, dei Servizi di Sicurezza e del Portierato. Attiva sul territorio italiano, per mezzo dei propri delegati e delegate, organizza i Lavorator* del settore per garantire loro il rispetto della contrattazione collettiva e delle norme.

✍𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗭𝗜 𝗙𝗜𝗗𝗨𝗖𝗜𝗔𝗥𝗜: 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔𝗖𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜Turni comunicati all’ultimo momento, riposi insufficienti,...
01/09/2026

✍𝗩𝗜𝗚𝗜𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗭𝗜 𝗙𝗜𝗗𝗨𝗖𝗜𝗔𝗥𝗜: 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗔𝗖𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜

Turni comunicati all’ultimo momento, riposi insufficienti, postazioni isolate o inadeguate, carichi di lavoro, mansioni improprie, aggressioni e salari che non riconoscono responsabilità e disagi.

USB avvia un questionario nazionale per conoscere le reali condizioni di chi lavora nella vigilanza privata e nei servizi fiduciari.

🔏Il QUESTIONARIO È ANONIMO e richiede pochi minuti. Le risposte raccolte serviranno a individuare i problemi comuni e a costruire vertenze e iniziative sindacali nazionali.

👉 Partecipa al questionario: https://forms.gle/ZHRNQGVmdUharmZx6

Conoscere le condizioni di lavoro è il primo passo per cambiarle.

✈️FUSIONE SEA-SAGAT: IL FUTURO DELL’AEROPORTO DI TORINO PASSA ANCHE DAI LAVORATORILa possibile fusione tra SEA e SAGAT, ...
16/08/2026

✈️FUSIONE SEA-SAGAT: IL FUTURO DELL’AEROPORTO DI TORINO PASSA ANCHE DAI LAVORATORI

La possibile fusione tra SEA e SAGAT, di cui tanto si parla in questi giorni, porterebbe alla nascita di un unico grande polo aeroportuale del Nord Italia, con Malpensa, Linate e Caselle sotto un’unica regia. Un’operazione che seguiremo con la massima attenzione, perché a Torino significa toccare direttamente centinaia di posti di lavoro.

Finora, però, la discussione pubblica ha riguardato quasi solo partecipazioni societarie, equilibri di governance e cifre da capogiro. Delle lavoratrici e dei lavoratori che da oltre vent’anni mandano avanti lo scalo di Caselle - compresi i servizi in appalto, a partire dalla security aeroportuale - quasi nessuno ha parlato.

Persone, non solo numeri

Dietro le operazioni finanziarie ci sono salari, turni, diritti e professionalità che hanno fatto la storia dell’aeroporto. Il loro futuro non può essere una nota a margine della possibile fusione, né può dipendere solo dalle strategie di un fondo d’investimento, né essere liquidato con le solite rassicurazioni generiche.

📌Le nostre richieste
Chiediamo che il piano industriale dell’operazione sia reso pubblico e presentato preventivamente a sindacati e lavoratori, con risposte chiare su:

• quale ruolo avrà lo scalo di Caselle nel nuovo polo;
• quali effetti sono previsti su occupazione, appalti e organici;
• come verrà riorganizzata l’attività dei servizi.

Parlare genericamente di “sinergie” non basta: servono dati verificabili.

📌Le responsabilità della politica locale
C’è poi un tema che riguarda Torino e il Piemonte: negli anni la politica locale e la Regione hanno progressivamente ceduto le proprie quote in un’infrastruttura strategica. Oggi rischiano di ritrovarsi spettatrici di decisioni prese altrove. Le dichiarazioni di preoccupazione, per quanto comprensibili, non cancellano le responsabilità di chi ha rinunciato al controllo pubblico dello scalo, consegnandolo alle logiche dei fondi d’investimento.

È l’ennesimo caso che mostra cosa comporta la privatizzazione di asset strategici: il territorio perde peso decisionale, mentre il profitto diventa il criterio guida di investimenti, servizi e organizzazione del lavoro.

🔴La nostra posizione
Continueremo a seguire da vicino ogni sviluppo. Al di là delle operazioni finanziarie, il futuro di Caselle deve partire dalla tutela di chi ci lavora: trasparenza, confronto sindacale reale e garanzie concrete su occupazione e condizioni di lavoro sono le nostre richieste non negoziabili.

📣L’aeroporto di Torino, prima di tutto, lo fanno funzionare le persone che ci lavorano ogni giorno.

USB Unione Sindacale di Base
ALI Vigilanza – Confederata USB

🔴A2A CHIVASSO (TO): QUANDO LE MANSIONI AUMENTANO, MA LO STIPENDIO RESTA LO STESSODa troppo tempo i lavoratori dei Serviz...
05/08/2026

🔴A2A CHIVASSO (TO): QUANDO LE MANSIONI AUMENTANO, MA LO STIPENDIO RESTA LO STESSO

Da troppo tempo i lavoratori dei Servizi Fiduciari, dipendenti di Sicuritalia SDS, impiegati presso la portineria A2A di Chivasso denunciano un progressivo aumento delle responsabilità senza alcun riconoscimento economico.

Oltre al controllo degli accessi, oggi vengono richieste attività sempre più complesse: verifiche documentali delle imprese, aggiornamento delle abilitazioni tramite il portale dedicato, controlli sulla documentazione relativa alla sicurezza e persino la predisposizione di un mansionario delle attività svolte.

Quest’ultima richiesta è inaccettabile.

Definire mansioni, procedure operative e organizzazione del lavoro è responsabilità del datore di lavoro e della committenza, non dei lavoratori.

Ancora più grave è il fatto che agli operatori venga prospettata la possibilità di incorrere in responsabilità “amministrative o addirittura penali” in caso di errori nello svolgimento di attività che esulano dalle normali mansioni del personale fiduciario.

Dalle verifiche effettuate emerge inoltre che in numerose altre portinerie del gruppo A2A queste attività vengono svolte direttamente dal personale della committenza e non dagli operatori dei Servizi Fiduciari.

Abbiamo più volte chiesto sia a Sicuritalia sia ad A2A un adeguamento economico e un confronto serio sull’organizzazione del lavoro.

Le richieste sono rimaste senza una risposta concreta.

Per questo motivo riteniamo concluso con esito negativo ogni tentativo di soluzione bonaria della vertenza.

Nei prossimi giorni saranno avviate le procedure previste dalla legge per la riapertura dello stato di agitazione, cui seguirà la proclamazione dello sciopero del personale operante presso il sito A2A di Chivasso.

Non è accettabile continuare a scaricare attività, responsabilità e rischi sui lavoratori senza riconoscerne il valore.

Chi pretende di più dal personale deve assumersi anche la responsabilità di riconoscere economicamente il lavoro svolto.

Continueremo a tutelare i lavoratori in ogni sede, sindacale, istituzionale, giudiziale.

SEMPRE REPERIBILI. MA A QUALE PREZZO?Nella vigilanza privata e nei servizi fiduciari non è solo il salario a pesare. Sem...
05/08/2026

SEMPRE REPERIBILI. MA A QUALE PREZZO?

Nella vigilanza privata e nei servizi fiduciari non è solo il salario a pesare. Sempre più lavoratrici e lavoratori denunciano turni comunicati all’ultimo momento, cambi improvvisi, straordinari imposti, riposi spostati e la costante sensazione di dover essere sempre disponibili.

Formalmente si è liberi. Nella realtà si resta con il telefono acceso, aspettando una chiamata. Una disponibilità permanente che rende difficile organizzare la vita familiare, fissare una visita medica, seguire un corso di formazione o, semplicemente, programmare una giornata di riposo.

Il problema non riguarda solo il rispetto formale delle ore di riposo. Esistono organizzazioni del lavoro che, pur rientrando apparentemente nei limiti di legge, compromettono ugualmente la salute: turni “a fisarmonica”, continue variazioni di orario, rotazioni mattina-pomeriggio-notte in pochi giorni, orari spezzati e settimane senza una reale possibilità di recupero.

Le conseguenze sono concrete: maggiore affaticamento, disturbi del sonno, aumento del rischio cardiovascolare, più errori operativi e maggiore esposizione agli infortuni.

Nel nostro settore questo assume un valore ancora più importante. Una guardia giurata o un operatore dei servizi fiduciari lavorano spesso in contesti sensibili, gestiscono emergenze, controllano infrastrutture e sono chiamati a prendere decisioni rapide. Garantire riposi adeguati significa tutelare non solo chi lavora, ma anche la sicurezza delle persone.

Molte di queste criticità derivano dalla cronica carenza di personale. Invece di programmare nuove assunzioni, troppe aziende scelgono di coprire le esigenze con straordinari, cambi turno continui e una flessibilità scaricata interamente sui lavoratori.

Per USB il principio è semplice: il tempo di vita non è una risorsa aziendale.

Servono turni programmati con congruo anticipo, rispetto dei riposi, limitazione dello straordinario e organici adeguati. La sicurezza passa anche da qui.

È necessario difendersi con tutti gli strumenti disponibili: denunciare le compressioni dei riposi, la mancata fruizione delle ferie, richiedere il pagamento dei permessi non fruiti, avviare le vertenze per chiedere adeguati risarcimenti e tutele per la mancata programmazione dei turni o la continua modifica degli stessi.

📩 Se anche nella tua azienda vivi situazioni simili, raccontaci la tua esperienza. Solo facendo emergere queste pratiche possiamo contrastarle e rivendicare un’organizzazione del lavoro che rispetti davvero la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Scrivici a [email protected]

Oppure, contatta la sede USB più vicina.

🔴MORTE DELLA GUARDIA GIURATA IN PIAZZA RE ENZO (BOLOGNA): USB CHIEDE TUTELE IMMEDIATE E CONTROLLI CONTRO LO STRESS TERMI...
04/08/2026

🔴MORTE DELLA GUARDIA GIURATA IN PIAZZA RE ENZO (BOLOGNA): USB CHIEDE TUTELE IMMEDIATE E CONTROLLI CONTRO LO STRESS TERMICO

Non si può morire di lavoro e di caldo. Il rischio microclimatico non è un inconveniente stagionale, ma un pericolo mortale che va regolamentato e sanzionato.

La tragica morte della guardia giurata di 55 anni, deceduta a seguito di un gravissimo malore cardiaco accusato in auto nei pressi del proprio posto di lavoro in Piazza Re Enzo a Bologna, ripropone con drammatica urgenza il tema della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori di fronte alle temperature estreme.

In attesa degli accertamenti medico-legali e giudiziari sulle cause esatte del decesso, sottolineiamo che derubricare sistematicamente questi eventi a mere 'fatalità' o a 'patologie pregresse' significa deresponsabilizzare chi ha il dovere giuridico di tutelare chi lavora.

Il prolungato stress termico e le elevate temperature estive costituiscono un fattore di rischio gravissimo e non più procrastinabile, troppo spesso sottovalutato dalle aziende e dalle stazioni appaltanti. I lavoratori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari operano frequentemente in condizioni di estremo disagio, tra piantonamenti all'esterno sotto il sole battente, pattugliamenti in auto non sempre adeguate o prive di climatizzazione efficiente, l'obbligo di indossare divise rigide e giubbotti antiproiettile, uniti a turni di lavoro estenuanti e privi delle necessarie pause di recupero.

Di fronte a questa drammatica realtà, l'Unione Sindacale di Base ritiene non più rinviabile l'introduzione di misure drastiche a tutela di chi lavora come già ultimamente denunciato per la situazione nei servizi per l’infanzia, nei Centri Estivi del Comune di Bologna, per i rider e per i portalettere di Poste Italiane e in altri settori a rischio elevato.

È indispensabile e urgente l'attivazione immediata e vincolante di protocolli per il rischio calore all'interno dei Piani di Valutazione del Rischio (DVR) in tutti i settori operativi, prevedendo la riorganizzazione degli orari di lavoro, la netta riduzione dell'esposizione diretta nelle ore più calde e la garanzia di pause aggiuntive retribuite in ambienti rinfrescati. Contestualmente, chiediamo all'Ispettorato Territoriale del Lavoro e ai servizi PSAL dell'AUSL di Bologna di avviare immediatamente ispezioni straordinarie e a tappeto per verificare il rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri, nella logistica e nella vigilanza privata.

Le aziende devono inoltre essere obbligate a fornire dotazioni idonee alle temperature estreme, garantendo divise estive ad alta traspirabilità, scorte d'acqua fresca e integratori salini sui posti di stazionamento. Laddove le temperature percepite superino le soglie critiche per la salute, si deve infine accedere tempestivamente e senza ostacoli burocratici agli ammortizzatori sociali per eventi meteo estremi.

La salute e l'incolumità fisica dei lavoratori sono diritti costituzionali primari che non possono soccombere di fronte all'organizzazione del servizio o al profitto aziendale: USB Bologna continuerà a promuovere tutte le azioni di protesta, di denuncia e di mobilitazione necessarie a tutelare la vita e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

USB Bologna

03/08/2026

🔥RISCHIO CALORE

Le ondate di calore non sono più un evento eccezionale. Per i lavoratori della e dei rappresentano un rischio concreto che deve essere prevenuto, non semplicemente sopportato.

Le indicazioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro ribadiscono un principio fondamentale: il rischio da calore deve essere valutato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei lavoratori.

Questo significa organizzare i turni in modo diverso nelle giornate più critiche, garantire pause reali in ambienti climatizzati o ombreggiati, assicurare acqua fresca sempre disponibile, prevedere rotazioni del personale e verificare che le postazioni di lavoro siano realmente idonee.

Nel settore la realtà è spesso molto diversa.

Guardie giurate e operatori fiduciari lavorano in garitte trasformate in serre, box privi di climatizzazione, piazzali completamente esposti al sole, varchi aeroportuali, parcheggi e postazioni dove spesso non è nemmeno possibile allontanarsi per bere un bicchiere d’acqua.

A tutto questo si aggiungono uniformi, giubbotti protettivi e turni prolungati che aumentano ulteriormente il carico termico.

La continuità del servizio non può diventare una giustificazione per esporre i lavoratori a condizioni potenzialmente pericolose.

Se una postazione è insicura, deve essere modificata. Se il rischio non è eliminabile, l’organizzazione del lavoro deve cambiare. E quando il pericolo diventa grave, il lavoro deve essere sospeso.

Anche un colpo di calore o un malore provocato dalle condizioni di lavoro può costituire un sul lavoro, con tutte le conseguenze previste dalla legge.

Come USB abbiamo chiesto a tutte le aziende del settore privato di adottare protocolli specifici contro il rischio calore, coinvolgano gli RLS, effettuando una reale valutazione delle postazioni e garantiscano condizioni di lavoro compatibili con la salute e la dignità delle persone.

La sicurezza non si misura dalla continuità del presidio, ma dalla capacità di proteggere chi quel presidio lo garantisce ogni giorno.

20/07/2026

🔴Nel cambio d’appalto spesso questo non accade!

Il ccnl è in corso di rinnovo. Allora, deve essere l’occasione per blindare i lavoratori nei cambi di appalto che troppo spesso diventano un gioco al ribasso dove si perdono garanzie, tutele, anzianità e, quindi, retribuzione.

Per noi il concetto è chiaro e il ccnl dovrebbe seguire un principio semplice: Se prima guadagnavo 25.000 euro all’anno, dopo devo guadagnare almeno la stessa retribuzione.

🛑Nessun ribasso!

✈𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗦𝗘𝗖𝗨𝗥𝗜𝗧𝗬 𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢❗𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗜𝗧𝗢 𝗔𝗟 𝟭𝟰 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘La Commissione di Garanzia ha imposto il   dello scioper...
18/07/2026

✈𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗦𝗘𝗖𝗨𝗥𝗜𝗧𝗬 𝗔𝗘𝗥𝗢𝗣𝗢𝗥𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗢
❗𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗜𝗧𝗢 𝗔𝗟 𝟭𝟰 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘

La Commissione di Garanzia ha imposto il dello sciopero dal 25 luglio ad altra data poiché ha rilevato che in data 21 luglio sono già proclamati altri scioperi che direttamente o indirettamente incidono sul settore del trasporto aereo.

Per questo motivo, e considerato che la regolamentazione di settore impone una franchigia nella quale non è possibile proclamare scioperi, la prima data disponibile sarà il .

Come già definito dal CEDS (Comitato Europeo Diritti Sociali), la normativa sullo sciopero in Italia continua a rappresentare uno strumento repressivo per il diritto dei lavoratori a protestare.

Nonostante ciò, differiamo lo sciopero ma non ci fermeremo.

👉 14 SETTEMBRE DALLE ORE 11.00 ALLE ORE 14.59 SARA'

𝗔𝗣𝗣𝗔𝗟𝗧𝗜 𝗘 𝗦𝗚𝗥𝗔𝗩𝗜 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗜: 𝗖𝗛𝗜 𝗧𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗦𝗨 𝗦𝗔𝗟𝗔𝗥𝗜𝗢, 𝗥𝗜𝗣𝗢𝗦𝗜 𝗘 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗣𝗨𝗢̀ 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗔𝗧𝗢Per il decreto ministeriale...
16/07/2026

𝗔𝗣𝗣𝗔𝗟𝗧𝗜 𝗘 𝗦𝗚𝗥𝗔𝗩𝗜 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗜: 𝗖𝗛𝗜 𝗧𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗦𝗨 𝗦𝗔𝗟𝗔𝗥𝗜𝗢, 𝗥𝗜𝗣𝗢𝗦𝗜 𝗘 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗣𝗨𝗢̀ 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗔𝗧𝗢

Per il decreto ministeriale n. 78 del 22 giugno 2026 non è sufficiente la sola regolarità formale, serve tutela reale per orari di lavoro e riposi.

Negli appalti non basterà chiedere se l’impresa abbia il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) regolare. Bisognerà verificare anche se quella stessa impresa beneficia di sgravi, esoneri o agevolazioni pubbliche e se rispetta davvero le norme sul lavoro, sull’orario, sui riposi, sulla salute e sulla sicurezza.

Il decreto ministeriale n. 78 del 22 giugno 2026, nel definire le violazioni rilevanti ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi, richiama anche specifiche violazioni in materia di organizzazione dell’orario di lavoro, con particolare riferimento agli articoli 7 e 9 del d.lgs. n. 66/2003.

Si tratta di due disposizioni centrali:

l’articolo 7 disciplina il riposo giornaliero, stabilendo il diritto del lavoratore a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore;

l’articolo 9 riguarda invece il riposo settimanale, prevedendo il diritto a un periodo di riposo di almeno ventiquattro ore consecutive ogni sette giorni, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con il riposo giornaliero.

È necessario precisare che il decreto non si applica direttamente al settore della vigilanza privata, come sempre escluso nelle tutele più rilevanti. Tuttavia, proprio questa esclusione rende ancora più urgente una riflessione politica e sindacale.

Nella vigilanza privata, nei servizi fiduciari e nella security, il tema dei riposi giornalieri e settimanali è quotidianamente centrale. Il settore vive da anni dentro una organizzazione del lavoro fondata su servizi H24, turnazioni discontinue, notti, festivi, straordinari, cambi turno, reperibilità di fatto e continue esigenze di copertura dei siti. Le deroghe contrattuali previste dal CCNL, però, non possono diventare una zona franca in cui il riposo viene considerato un dettaglio organizzativo anziché un diritto sostanziale.

Troppe volte, nei servizi di vigilanza e security, le previsioni contrattuali in materia di riposo - già ampiamente a favore delle imprese e non dei lavoratori - vengono forzate, compresse o gestite in modo da scaricare sugli operatori l’insufficienza degli organici e il ribasso degli appalti. Anche quando la deroga contrattuale consente una diversa articolazione rispetto alla disciplina generale del d.lgs. n. 66/2003, resta il fatto che il riposo serve a tutelare la salute psicofisica, la sicurezza del lavoratore e la sicurezza del servizio.

Per noi il principio è semplice: un appalto non è sostenibile se si regge sulla compressione dei riposi e sull’aumento della fatica. E un’impresa non può essere considerata affidabile solo perché formalmente regolare, se poi organizza il lavoro scaricando sui dipendenti il costo della carenza di personale.

Questo vale ancora di più nei cambi di appalto. Il committente non può limitarsi a scegliere l’offerta più conveniente e poi dichiararsi estraneo agli effetti prodotti sull’organizzazione del lavoro. Se il prezzo dell’appalto non consente organici adeguati, turnazioni sostenibili, riposi effettivi e rispetto delle condizioni economiche, quel prezzo è costruito sul peggioramento delle condizioni dei lavoratori.

Per questo, nei cambi di appalto della vigilanza privata, dei servizi fiduciari e della security, chiederemo che siano verificati preventivamente non solo DURC, CCNL applicato e condizioni economiche, ma anche tutte quelle informazioni relative ad eventuali violazioni accertate anche nel passato in materia di salute e sicurezza e orari di lavoro.

In un mercato connotato dal costante ricorso a straordinari abnormi e alla violazione sistematica dei riposi, il controllo e la denuncia di questi aspetti, in occasione dell’entrata in vigore di questo decreto, diventano ancora più importanti.

Chi riceve benefici pubblici o partecipa ad appalti pubblici e privati deve dimostrare non solo regolarità formale, ma affidabilità sociale.

Chi risparmia su salario, riposi e sicurezza non deve essere premiato.

Gli appalti devono garantire stesso lavoro, stessa retribuzione, riposi effettivi e sicurezza reale.

USB Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato
Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza

15/07/2026

🛑BASTA CAMBI D’APPALTO AL BUIO
Nella vigilanza privata il cambio d’appalto non può compromettere anni di lavoro.

Indirizzo

Via Dell'Aeroporto 129
Rome
00175

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