She is a Scientist

She is a Scientist Un'Associazione di Promozione Sociale per abbattere gli stereotipi di genere e il gender gap in scien

Siamo scienziate e lo siamo in ogni momento della giornata. Dalla colazione alla cena, passando per l'aperitivo, la passeggiata, lo shopping e gli esperimenti in laboratorio. Essere scienziati è uno stato mentale e noi tutti, donne e uomini, continuiamo ad esserlo anche quando non indossiamo camice e occhiali. Se è vero che l'abito non fa il monaco, dimostriamo che non fa nemmeno la scienziata!

10/03/2026

👩‍🚀 Per molto tempo la corsa allo spazio è stata raccontata come la storia di pochi eroi. Ma dietro quelle missioni c’è stato anche il lavoro di molte donne: scienziate, matematiche e aspiranti astronaute spesso rimaste invisibili nella narrazione ufficiale.

👩‍🔬 Nel libro 𝑵𝒐𝒏 𝒆𝒓𝒂 𝒖𝒏 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒅𝒂 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆 [ Scienza Express edizioni, 2025] Maria Rosa Menzio recupera alcune di queste storie dimenticate e riflette sulle barriere culturali e tecnologiche che hanno segnato l’accesso delle donne al settore spaziale.

📣 Nella nostra intervista parliamo di propaganda durante la Space Race, di stereotipi nelle discipline STEM e delle sfide che ancora oggi influenzano il percorso delle ragazze nella scienza.

Teatro e Scienza

👉 Leggi l’intervista completa: https://sheisascientist.com/2026/03/07/astronaute-matematiche-e-scienziate-le-storie-invisibili-della-corsa-allo-spazio/

Quando parliamo di “innovazione” non stiamo pensando soltanto a tecnologie più avanzate o a strumenti più performanti. P...
03/03/2026

Quando parliamo di “innovazione” non stiamo pensando soltanto a tecnologie più avanzate o a strumenti più performanti. Parliamo soprattutto del modo in cui la ricerca viene immaginata, progettata e raccontata: dei punti di vista che entrano in gioco, delle esperienze che guidano le scelte, e della capacità della scienza di produrre risultati che incidano davvero sulla vita delle persone. Innovare, certo, significa anche fare scoperte e aprire strade nuove, ma significa prima ancora decidere quali domande vale la pena porsi, quali bisogni riconosciamo come prioritari e chi consideriamo chi riceve quella conoscenza. E quando nella ricerca trovano spazio più sguardi, più competenze e più storie la scienza cambia passo: diventa più accurata nel descrivere la realtà, più efficace nel rispondere ai problemi, e più equa nel distribuire benefici, opportunità e cure.

Il 10.03.2026 a Forlì parliamo di “Il DNA dell’Innovazione: la firma femminile nelle Scienze della Vita” con chiacchierate, tavole rotonde, ospiti speciali e anche un gioco di ruolo

📍 Casa Romagna – Palazzo Talenti-Framonti, Piazza Aurelio Saffi 41 (Forlì)
🕑 14:00–18:30
🍸 A seguire aperitivo offerto a tutte le persone partecipanti
📝 Info e iscrizioni: [email protected]

Vi aspettiamo!

✨ Febbraio è finito e siamo già al galoppo verso la primavera!Ma non prima di aver condiviso alcune delle numerose rifle...
01/03/2026

✨ Febbraio è finito e siamo già al galoppo verso la primavera!
Ma non prima di aver condiviso alcune delle numerose riflessioni che abbiamo fatto grazie alle attività svolte durante la nostra campagna di consapevolezza, che quest’anno ha visto numerose attività in presenza. E, dato che il nostro lavoro non si ferma qui ma continua imperterrito, approfitteremo di queste idee per lavorare in modo ancora più focalizzato ed efficiente per costruire narrazioni per una scienza più equa, accessibile e diversificata.

📌 E tu cosa aggiungeresti alla lista?

26/02/2026

Quando si parla di bias e stereotipi non si può esimersi dal riflettere su come questi elementi hanno un impatto su come studiamo i nostri corpi e come li curiamo.

Ed è proprio qui che si colloca la medicina di genere, che no non è la medicina delle donne ma delle differenze!

E noi di SHE ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Albanese, la prima cardiochirurga ad aver eseguito un trapianto di cuore in un bambino ed esperta proprio di medicina di genere.

Dove? Sempre all’interno dell’ADA Festival, e si abbiamo vestito davvero tutti i cappelli dei temi cari a SHE, che meraviglia!

Nel 1978 nasce Louise Brown, la prima bambina concepita tramite fecondazione in vitro.Un evento che avrebbe cambiato per...
23/02/2026

Nel 1978 nasce Louise Brown, la prima bambina concepita tramite fecondazione in vitro.
Un evento che avrebbe cambiato per sempre la medicina riproduttiva.
Per anni abbiamo imparato a ricordare due nomi.
Ma la storia era un trio.
Jean Purdy era un’infermiera, la prima embriologa clinica specializzata in IVF.
Era lei a osservare al microscopio le cellule che si dividevano.
A preparare i terreni di coltura.
A gestire il laboratorio.
A sostenere le pazienti.
Senza la sua precisione tecnica, Louise Brown non sarebbe mai nata.
Eppure il suo nome è rimasto ai margini per decenni.
Escluso dalle prime targhe commemorative.
Assente dalla narrazione ufficiale.

Nel 2010 la scoperta della FIV è stata finalmente premiata con il Nobel, ma l'unico dei tre pionieri eleggibile è stato Robert G. Edwards. Jean Purdy (morta nel 1985) e Patrick Steptoe (morto nel 1988) non poterono riceverlo ufficialmente poiché il premio non viene assegnato postumo. Eppure, senza il lavoro di quel trio, la medicina non sarebbe stata la stessa.

Il film Joy, diretto da Ben Taylor, prova a riportare il suo volto al centro.
Non costruisce il mito del genio solitario.
Mostra la fatica, l’isolamento, la fragilità di una scoperta che prima di diventare progresso fu scandalo.
La fecondazione in vitro oggi è pratica clinica. È normalità.
Ma la memoria di chi l’ha resa possibile non lo è stata.
Forse non si tratta solo di ricordare Jean Purdy.
Forse si tratta di chiederci quante storie scientifiche conosciamo solo a metà.
E quante donne hanno sostenuto rivoluzioni che altri hanno firmato.
Se questa storia non la conoscevi, salvala e condividila.
La scienza merita memoria completa.

21/02/2026

💜 Parlare di genere nella scienza e nella medicina significa anche raccontare quello che la ricerca studia (e non studia) per arricchire il nostro bagaglio di conoscenza sui corpi.

🩸Il ciclo mestruale, e in particolare il sangue mestruale, sono stati a lungo ignorati…ma qualcosa sta cambiando!

😍 Per questo siamo state felicissime di raccontare come stiamo iniziando a guardare con occhi nuovi al sangue mestruale…tutto all’interno dell’evento “Rosso vivo” dove il ciclo mestruale è stato osservato da tantissime prospettive diverse!

📌Un altro emozionante evento dell’Ada Festival di Ortona.

19/02/2026

👨🏻‍🔬Chiudi gli occhi e immagina una persona di scienza…c’è chi ha pensato ad un maschio bianco un po’ pazzerello e in lá con gli anni, in un laboratorio…e chi mente!
💜 Ma noi, insieme a Donn-è, con il nostro “Io nella scienza”, abbiamo provato a raccontare, ma soprattutto far immaginare, un futuro in cui la scienza sia meravigliosa nella sua diversità…di persone, di ruoli, di idee!
Tutto questo all’interno della cornice dell’Ada Festival - un festival della scienza per superare gli stereotipi, tanto visionario de quanto necessario 🚀

🥺 L’informatica non ha genere, ma la realtà ci racconta una storia un po’ diversa!📈Analizzando i dati della competizione...
17/02/2026

🥺 L’informatica non ha genere, ma la realtà ci racconta una storia un po’ diversa!
📈Analizzando i dati della competizione scolastica Bebras dell’Informatica (disponibili sul sito www.bebras.it) degli ultimi 4 anni, emerge un trend chiarissimo: nelle scuole del primo ciclo (in particolare dal quarto anno della primaria alla terza media la partecipazione è quasi in perfetta parità (48% F vs 52% M). Ma cosa succede dopo?
Con l’arrivo alle superiori il divario esplode: la presenza femminile crolla al 32% e arriva al 23% all’ultimo anno. Un gap di oltre 50 punti percentuali che non possiamo ignorare.

🤯Il talento digitale è ovunque, ma le scelte scolastiche e i pregiudizi sembrano ancora alzare un muro proprio quando la passione dovrebbe trasformarsi in futuro professionale.

🧮 A volte il gender gap in   viene raccontato come se fosse scritto nel DNA. Spoiler: no.Uno studio enorme (quasi 3 mili...
16/02/2026

🧮 A volte il gender gap in viene raccontato come se fosse scritto nel DNA. Spoiler: no.

Uno studio enorme (quasi 3 milioni di bambine e bambini in Francia) mostra che all’inizio della primaria non ci sono differenze. Poi, dopo circa 4 mesi, il divario inizia a comparire e cresce. Quindi la domanda non è chi è portato, ma cosa succede a scuola (e fuori).

🧐 Chi c’è fra i sospettati principali? Gli stereotipi: quando una bimba va bene è “perché si impegna”, quando un bimbo va bene è “perché è portato”. Risultato: più ansia, più paura di sbagliare, e performance che scendono.

📣 Che messaggi, anche involontari, stiamo trasmettendo?
Raccontaci la tua opinione nei commenti!

Quante volte abbiamo sentito dire che “le ragazze non scelgono STEM”?E se il problema non fosse la scelta individuale, m...
15/02/2026

Quante volte abbiamo sentito dire che “le ragazze non scelgono STEM”?

E se il problema non fosse la scelta individuale, ma il sistema che la rende possibile?
Le scelte universitarie sono il risultato di aspettative, orientamento, interessi, rappresentazioni e opportunità che producono traiettorie diverse.

Nel panel su "Bias, Schooling, and Trajectories in Stem: How to go Beyond the Gender Gap" alla Fourth International Conference di Scuola Democratica portiamo il lavoro del gruppo di ricerca W.H.E.N. - Women in Higher Education Network, di cui She is a Scientist è partner.

W.H.E.N. lavora su come si costruiscono le disuguaglianze di genere lungo i percorsi educativi e accademici?

Nel panel discuteremo:
• bias nei processi di scelta scolastica e universitaria
• costruzione sociale dei percorsi STEM
• orientamento e aspettative familiari
• modelli di ruolo e rappresentanza
• meccanismi istituzionali che selezionano, filtrano, scoraggiano

Non basta contare quante ragazze entrano nelle STEM.

Bisogna capire chi costruisce le regole del gioco e come.

📍 Sapienza Università di Roma
📅 1–4 settembre 2026

Costruiamo uno spazio di confronto interdisciplinare, teorico e metodologico, per interrogare insieme scuola, università e sistemi di orientamento.
Se lavori su educazione, STEM, disuguaglianze o politiche formative, unisciti a noi.

Chi viene contato nella ricerca italiana?E chi resta fuori dalle statistiche ufficiali?In Italia:• Le informazioni su ch...
13/02/2026

Chi viene contato nella ricerca italiana?
E chi resta fuori dalle statistiche ufficiali?
In Italia:
• Le informazioni su chi fa ricerca con background migratorio sono limitate a rilevazioni descrittive.
• Non esistono dati pubblicamente disponibili su persone con disabilità o patologie croniche invalidanti nel mondo della ricerca.
• Non esistono dati ufficiali riguardanti persone LGBTQIA+ nella ricerca.

Non è solo una mancanza tecnica.

L’assenza di dati non è neutra, produce invisibilità istituzionale. WHO COUNTS nasce da qui, per iniziare a costruire basi conoscitive dove oggi esiste un vuoto di informazioni.

Il progetto è in collaborazione con onData aps. Ringraziamo Ilaria Crippi, Carmine Ferrara, Barbara Centrone, Eleonora Marocchini, Fondazione Asphi, Caratteri Cubitali. Senza il loro contributo il progetto non sarebbe lo stesso. La loro disponibilità, conoscenza e competenza ha reso i questionari accessibili.

I primi risultati mostrano pattern ricorrenti: precarietà, opacità nei reclutamenti, isolamento, carico emotivo, assenza di adattamenti, burocrazia, invisibilità, forme di esclusione indiretta.

La raccolta è ancora aperta. Se fai parte di queste comunità o vuoi diffondere i questionari, trovi tutto nel link in bio o usa i QR code del carosello.

Raccogliere dati significa rendere visibile ciò che oggi non entra nelle statistiche. Questo è fondamentale per progettare azioni concrete e mirate volte a rendere la scienza e la ricerca più eque e accessibili.

Accademia

L’11 febbraio è la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Non nasce per “celebrare” le donne...
11/02/2026

L’11 febbraio è la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Non nasce per “celebrare” le donne, ma per ricordare che l’accesso alla scienza, alla ricerca e all’innovazione non è mai stato neutro, né uguale per tuttə.

Ogni anno, puntualmente, tornano anche le stesse frasi: “conta solo il merito”, “qui contano i numeri”, “la scienza è neutra”. Frasi che suonano razionali, ma che spesso servono a non vedere i contesti, a far passare per naturali disuguaglianze costruite nel tempo.

Oggi vogliamo parlare di questo: rallentare e ricordare che la scienza non cresce nel vuoto. Cresce dentro sistemi, scelte, accessi diversi e rapporti di potere che incidono su chi può entrare, restare e avanzare. Se bastassero talento e buona volontà, una giornata come questa non servirebbe ancora.

Accendere i riflettori l’11 febbraio è importante. Restare quando si spengono, e lavorare ogni giorno sulle strutture invece che sulle scuse, è il punto.
Noi scegliamo di restare.

Indirizzo

Via Del Pigneto, 39a
Rome
00176

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