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02/10/2026

PIANO, Piano, piano
A chi frequenta le nostre pagine non sarà certo sfuggito l’annuncio del nuovo piano per la cura e il potenziamento del verde cittadino presentato ieri dal Sindaco Roberto Gualtieri e dall’Assessora Sabrina Alfonsi: 20mila nuovi alberi nelle strade e nelle piazze di Roma entro aprile 2027, una linea dedicata del contact center 060606 per le segnalazioni dei cittadini sul verde urbano e 100 operatori di Risorse per Roma impegnati nel monitoraggio del territorio.
Per capir bene di che cosa si tratta, dobbiamo analizzare bene i dati contenuti nella smagliante presentazione grafica ufficiale (https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/verde-urbano-presentato-nuovo-piano-2026.page) e, come al solito, formulare qualche domanda.
20mila nuovi alberi (veri alberi stradali) rappresentano la conferma del programma che il Sindaco Gualtieri aveva annunciato di recente: piantare 100mila alberi nei prossimi cinque anni. Il conto sembra tornare, o meglio, sembrerebbe, perché lo stanziamento è di soli 10mln di euro, 500 euro a pianta. Il Masterplan per il rinnovo delle alberature stradali di Roma Capitale già quotava – nel 2023 – un costo superiore ai 1000 euro per ogni alberatura (degnamente) sostituita. Saranno alberi?
Ci sarà l’attivazione, all’interno del contact center 060606, di una linea dedicata alla cura del verde urbano e un indirizzo mail [email protected] dedicato ai cittadini che avranno a disposizione un canale diretto per effettuare segnalazioni. Bene, è la conferma di quanto l’Assessora Alfonsi aveva promesso alla Commissione Ambiente già nello scorso maggio. I cittadini operosi potranno così contribuire a individuare più rapidamente le situazioni che richiedono un intervento. Nello stesso tempo (anzi, da molto tempo) altri cittadini, altrettanto operosi, pongono domande all’Amministrazione senza ricevere risposte. Per esempio, perché nel periodo 2021-2025 i dati ufficiali indicano 35.196 abbattimenti mentre gli annunci riferiscono di appena 29.136? Perché i nuovi impianti si annunciano essere stati (a fine 2025) 67.640, se nel conteggio sono comprese circa 30mila piante (da forestazione) che non si possono ancora definire alberi e che neppure si sa se sono vivi?
Viene annunciato un rafforzamento della cura e del controllo del patrimonio verde e un piano operativo per il monitoraggio del territorio con l'impiego di 100 operatori. Chi governerà questo piano? Il Dipartimento Tutela Ambientale, direte voi. Errore! Ci sarà Risorse per Roma a provvedere. Che ci azzecca Risorse per Roma? A saperlo.. Veramente il motivo lo sappiamo da tempo poiché l’ha denunciato lo stesso Sindaco, esattamente 5 anni fa in campagna elettorale. Il Dipartimento non ha (ancora) il personale tecnico necessario.
Sono questioni a cui non potrà certo rispondere il contact center.

01/10/2026
28/09/2026

La cattedrale di Orvieto, famosa in tutto il mondo, a confronto con le gigantesche turbine eoliche in progetto. Umbria © Amici della Terra, Collage.

La lotta contro I mulini a vento in Toscana.

Come altre regioni, anche il paesaggio toscano è minacciato da giganteschi progetti eolici nel nome della ideologia “green” ma gli abitanti sul territorio si ribellano.

Se Cervantes fosse vivo ambienterebbe il suo Don Chisciotte in Italia e non in Spagna. Schiere di nuovi Don Chisciotte stanno insorgendo per combattere l’ invasione del paesaggio italiano dai nuovi mulini a vento, questi sì dei veri giganti, le pale eoliche del “Green deal”, della transizione verde.

I Don Chisciotte di oggi sono idealisti ma molto meno folli del personaggio di Cervantes perché il pericolo è reale e non immaginario.

L’ Italia è da sempre considerato il giardino d’Europa. Vi è più della metà della flora esistente in Europa, 5.600 specie di piante diverse contenute in una superficie di appena il 3% dell'intero continente europeo.

La pen*sola italiana, come raccontavano i viaggiatori del ‘ 700, tra cui Goethe che nel suo viaggio in Italia ha sviluppato la teoria della Urpflanze, è un giardino che ha nelle Alpi il suo recinto. L’ articolo 9 della costituzione Italiana oltre al patrimonio artistico tutela anche il paesaggio.

Questo è ora gravemente minacciato dalla politica di transizione “green”. In particolare in Toscana, regione da millenni curata dalla mano dell’ uomo con una ricchissima biodiversità.
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