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Donna e Diritti Donna e Diritti da anni si batte per la promozione, la tutela e la garanzia, delle donne e dei minori Convinti che insieme possiamo fare la differenza.

L'Associazione Donna e Diritti si batte da anni per la tutela e la promozione dei diritti dei più deboli. Donna e Diritti ha allargato la propria base di risorse per raccogliere le sfide sul benessere sociale equo e sostenibile in particolare sulla promozione, sulla tutela e garanzia della donna e dei sistemi sociali che attorno ad essa si sviluppano. Con servizi legali ad alta specializzazione e nella massima riservatezza dove la persona è al centro del percorso. L’Associazione ed il suo team specializzato di avvocati, consulenti, formatori e ricercatori sono in prima linea nella difesa dei diritti di tutte le persone e lotta contro ogni forma di violenza, discriminazione o esclusione sociale. Donna e Diritti è questo e molto altro: fornisce alla donna supporto e assistenza per favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro, la realizzazione di nuovi progetti imprenditoriali, la realizzazione di sistemi sostenibili di conciliazione; promuove e realizza progetti e processi sostanziali di inclusione e sviluppo, del singolo e del sistema sociale.

Partigiana, scrittrice, poetessa e protagonista delle grandi battaglie civili del Novecento, Joyce Lussu ha dedicato la ...
10/06/2026

Partigiana, scrittrice, poetessa e protagonista delle grandi battaglie civili del Novecento, Joyce Lussu ha dedicato la sua vita alla libertà, alla giustizia e alla difesa dei diritti umani, trasformando l’impegno in azione e le parole in testimonianza.

📅 Giovedì
🕓 Ore 16.00
📍 Aula Consiliare Municipio XII

L’Associazione Donna e Diritti vi invita a un incontro dedicato a una donna straordinaria, capace di attraversare il suo tempo con coraggio, indipendenza e una profonda attenzione verso gli ultimi e i popoli oppressi.

Un’occasione per conoscere la sua storia, riflettere sulla sua eredità e lasciarsi ispirare da un esempio che continua a parlarci ancora oggi.
Memoria che vuole farsi viva. Dalle sibille di ieri alle sibille di oggi. Voci, valori e azioni da promuovere e agire, insieme!

Questo primo incontro vuole essere l'inizio di un percorso comune e di comunità!

"Fare il possibile nel reale. Si deve, si può"

DonneCheHannoFattoLaStoria Cultura Eventi ImpegnoCivile

Non tutte le separazioni finiscono quando una persona decide di andare via.A volte il conflitto continua attraverso la m...
30/05/2026

Non tutte le separazioni finiscono quando una persona decide di andare via.

A volte il conflitto continua attraverso la manipolazione, la denigrazione, il controllo economico o il coinvolgimento dei figli.

Chi subisce queste dinamiche spesso si sente sola, confusa e finisce per dubitare di sé stessa.

Per questo è importante imparare a riconoscere alcuni segnali.

Non per etichettare le persone.
Ma per comprendere ciò che sta accadendo e proteggere sé stesse e i propri figli.

Una separazione dovrebbe essere la fine di una relazione.
Non l’inizio di una nuova forma di controllo.

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👇 Scrivi “FORZA” nei commenti se credi che nessuna donna debba affrontare tutto questo da sola.

Ci hanno insegnato a chiamarla gelosia.Ma controllare il telefono del partner non è una prova d’amore.È un bisogno di co...
28/05/2026

Ci hanno insegnato a chiamarla gelosia.
Ma controllare il telefono del partner non è una prova d’amore.

È un bisogno di controllo.

Dentro un telefono oggi non ci sono solo messaggi.
Ci sono relazioni, fragilità, pensieri, spazi personali, pezzi di vita.

Per questo superare quel confine non è un gesto “normale”.
Non è attenzione.
Non è cura.

Una relazione sana si fonda sulla fiducia, non sull’ispezione continua della vita dell’altro.

E quando qualcuno ha bisogno di controllarti per sentirsi tranquillo, il problema non è il telefono.

È il modo in cui sta vivendo la relazione.

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25/05/2026

La violenza di genere non nasce all’improvviso.
Nasce dalle parole sbagliate, dal controllo, dall’indifferenza, dalla mancanza di rispetto.

Per questo parlare nelle scuole è fondamentale.

Oggi, insieme al MOVI, abbiamo incontrato gli studenti del Federico Caffè di Roma per confrontarci su legalità, consapevolezza e responsabilità.

Ascoltare i ragazzi significa costruire cultura.
E costruire cultura significa prevenire la violenza.

Grazie agli studenti e ai docenti per l’attenzione, la sensibilità e la partecipazione dimostrata.

Perché ogni incontro può lasciare un segno.

🌿✨ TUTTI, ma proprio TUTTI, siete invitati a vivere un pomeriggio speciale! ✨🌿🎶 RITMI SUL TEVERE 🎶Sport, natura, musica ...
08/05/2026

🌿✨ TUTTI, ma proprio TUTTI, siete invitati a vivere un pomeriggio speciale! ✨🌿

🎶 RITMI SUL TEVERE 🎶

Sport, natura, musica e condivisione si incontrano in un evento pensato per stare insieme e creare emozioni autentiche.

🏃‍♂️ Tante attività da vivere
🌳 Relax immersi nella natura
🎵 Musica e atmosfere uniche
🤝 Momenti da condividere con amici e famiglia

Lasciati avvolgere dalla magia della Valle Sabina del Tevere e regalati qualche ora di energia, sorrisi e serenità.

💛 Sarà anche un’occasione speciale per ricordare Laura, il suo entusiasmo, la sua passione e l’amore che metteva in ogni cosa che faceva. Un ricordo che continua a vivere attraverso questa giornata dedicata allo stare insieme.

📍 Non mancare… ti aspettiamo per vivere insieme emozioni, natura e bellezza!

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08/01/2026

LA STRAGE DI CRANS MONTANA E QUELLA PESSIMA TENDENZA SOCIAL A PUNTARE IL DITO

Quello che emerge da frasi come
“se la sono cercata”,
“potevano scappare”,
“i genitori dove erano?”
non è lucidità.
È difesa psicologica. Ed è una delle più primitive.

Profilo psicologico di chi colpevolizza le vittime

Quando una tragedia è troppo grande, troppo ingiusta, troppo casuale, alcune persone non reggono l’idea che possa capitare a chiunque.
Perché se è capitato a loro, allora potrebbe capitare anche a me, a mio figlio, alla mia famiglia.

E questa è un’idea intollerabile.

Allora la mente fa una cosa molto precisa ossia
trasforma le vittime in colpevoli.

Se “se la sono cercata”,
se “hanno sbagliato”,
se “i genitori erano irresponsabili”,
allora il mondo torna ad avere un ordine rassicurante.

Un ordine falso, ma psicologicamente anestetizzante.

Frasi come :
A me non succederà, perché io sono diverso.
Io avrei fatto meglio.
Io sono più attento, più sveglio, più responsabile.

Questo meccanismo si chiama illusione di controllo.
È la convinzione infantile che il male colpisca solo chi “sbaglia”.

Perché prendersela con ragazzi morti o con genitori distrutti?

Perché è più facile giudicare che sentire.

Empatizzare con un ragazzo arso vivo significa:
• sentire il terrore,
• l’impotenza,
• l’ingiustizia,
• la paura che poteva essere tuo figlio.

Empatizzare con un genitore significa:
• entrare in un dolore che non ha nome,
• accettare che non esiste protezione assoluta,
• riconoscere i limiti umani dell’essere genitori.

E non tutti sono in grado di farlo.

Chi scrive quelle frasi non è più forte,
non è più lucido,
non è più intelligente.

È solo più spaventato. E anche poco empatico.

Il bisogno di sentirsi “migliori”

C’è anche un altro elemento, più disturbante:
il narcisismo difensivo.

In alcuni soggetti la tragedia altrui diventa l’occasione per:
• sentirsi superiori,
• moralmente ineccepibili,
• genitori perfetti,
• individui “che sanno come si fa”.

È un modo per dire:

“Io valgo perché tu hai sbagliato.”

Ma quando il confronto è con ragazzi morti o famiglie devastate, questo bisogno di superiorità rivela una cosa sola:
un’enorme povertà emotiva.

La verità scomoda

La verità che fa paura è questa:
• In emergenza il cervello può bloccarsi.
• In gruppo le reazioni non sono razionali.
• I genitori non sono onnipotenti.
• Il rischio zero non esiste.
• La morte non è meritocratica.

E allora sì:
è molto più facile puntare il dito
che guardare in faccia la fragilità umana.

Chi colpevolizza le vittime non sta spiegando il mondo.
Sta solo cercando di difendersene.

Ma farlo sulla pelle di ragazzi morti e genitori distrutti
non è lucidità.
È disumanizzazione.

E quando perdiamo la capacità di riconoscere l’innocenza del dolore altrui,
il problema non è più la tragedia.

Il problema siamo noi.

Come associazione lo diciamo da sempre: la prevenzione della violenza di genere inizia dai giovani, dentro le scuole.E p...
04/12/2025

Come associazione lo diciamo da sempre: la prevenzione della violenza di genere inizia dai giovani, dentro le scuole.
E per questo ciò che è accaduto al Liceo Giulio Cesare non può essere trattato come uno scherzo. Non lo è.
È un segnale serio, che fa male e che parla di una cultura che ancora oggi ferisce.

Quando delle ragazze e un ragazzo vengono messi in una “lista” che li espone e li umilia, non si tratta di un episodio isolato: è il sintomo di qualcosa che continua a crescere sotto la superficie.
E chi minimizza contribuisce, pur senza volerlo, a far passare l’idea che certe parole e certe minacce siano normali.
Non lo sono. Non devono esserlo.

La scuola dovrebbe essere uno dei luoghi più sicuri per crescere.
E per renderla davvero tale, serve ciò che chiediamo da anni: educazione affettiva, sessuale ed emotiva, costante e non improvvisata dopo l’ennesimo caso.

Non servono scuse né silenzi.
Servono adulti presenti, scelte chiare e il coraggio di cambiare le cose.

Perché questa non è solo una scritta.
È un campanello d’allarme che riguarda tutti noi.

Indirizzo

Via Francesco Massi 12
Rome
00152

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