UIL Nazionale - Lavoro, Coesione, Territorio

UIL Nazionale - Lavoro, Coesione, Territorio Politiche attive e passive del lavoro,Sicurezza sul Lavoro,Pari Opportunità,Riforme Istituzionali,Formazione

Nel 2008 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò la risoluzione 1820, che riconosceva e condannava la viole...
19/06/2026

Nel 2008 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottò la risoluzione 1820, che riconosceva e condannava la violenza sessuale nei conflitti come crimine di guerra e strategia di tortura.

Nel 2015 l’Assemblea generale dell’ONU istituì la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗘𝗹𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗩𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗦𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶, che ricorre il 19 giugno di ogni anno, al fine di contrastare lo stupro e ogni forma di violenza, rapimento e riduzione in schiavitù sessuale.

La guerra non porta benefici, soprattutto non li porta a donne e ragazze, che sono il 92-95% delle vittime verificate. Ma anche le violenze su bambini e neonati in territorio di guerra contribuiscono al 35% di crescita delle violenze su minori.

Nel 2024, i casi di violenza sessuale come “pulizia etnica” nei conflitti sono aumentati del 25% (Rapporto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite).

Nel 2025 le Nazioni Unite hanno verificato 9.788 casi di violenza sessuale legata a conflitti, un dato più che raddoppiato rispetto all'anno precedente. Ma le stime sono al ribasso - a causa di minacce, vergogna, stigma sociale e assenza di strutture di garanzie che possano accogliere le denunce e perseguire gli stupratori mettendo in sicurezza le vittime.

Nel mondo aumentano le guerre, le guerre aumentano le violenze. E le donne sono sempre le prime a pagare, pagando sempre troppo.

L’art 11 della nostra costituzione sancisce che “l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”: rispettiamo e ribadiamo che la guerra e le violenze su donne e bambine non possono trovare giustificazione in nessun luogo e per nessun motivo.

Leggendo le tracce della 𝗺𝗮𝘁𝘂𝗿𝗶𝘁𝗮̀ una domanda viene spontanea: 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲?L’attuale esame di Stato è entrato in...
19/06/2026

Leggendo le tracce della 𝗺𝗮𝘁𝘂𝗿𝗶𝘁𝗮̀ una domanda viene spontanea: 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲?

L’attuale esame di Stato è entrato in vigore nel 1999. Sono passati 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶, durante i quali 𝗻𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘂𝗻’𝗮𝘂𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼. Non una novità, dunque, ma oramai un’assenza che non può essere liquidata come casualità.

La scelta degli autori alla maturità riflette una scelta molto più a monte, che riguarda il cosiddetto “canone letterario”, cioè 𝗹’𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝗻𝗱𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲. E’ qui che dobbiamo chiederci: dove sono le donne?

L’occasione dell’esame di maturità, quindi, ci dà l’occasione di porre al centro una questione ancora più rilevante: in tutto il sapere che viene trasmesso a scuola, nei riferimenti culturali, storici, scientifici e sociali che proponiamo alle nuove generazioni 𝗹𝗲 𝘃𝗼𝗰𝗶 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗿𝗴𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶.

Non è una questione di quote o di presenza simbolica. È una questione di rappresentazione della realtà. 𝗟𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲, e il loro apporto alla cultura, allo sviluppo, alla Storia del nostro Paese e di tutto il mondo, trasmette l’idea che il sapere, l’innovazione e il progresso siano stati costruiti quasi esclusivamente dagli uomini. Superfluo – ci auguriamo – specificare che così non è.

𝗟𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶, ottengono risultati scolastici spesso migliori dei loro coetanei e rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro del Paese. Eppure 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗻𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲𝗼𝘁𝗶𝗽𝗶, 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗮𝗹𝗮𝗿𝗶𝗮𝗹𝗶, 𝗼𝘀𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗾𝘂𝗶𝗹𝗶𝗯𝗿𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮.

Per questo 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗶, 𝗵𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲: raccontare la complessità della storia e della società, valorizzando tutti i contributi che l’hanno costruita, tutte le voci e le prospettive che l’hanno raccontata.

La maturità non è soltanto un esame. È anche un messaggio culturale. Dice ai giovani quali sono i temi, i valori e i riferimenti che una comunità considera significativi. 𝗟’𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗮𝗻𝘇𝗶, 𝗹’𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗻𝗼𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮.

La parità si costruisce anche così: offrendo alle ragazze e ai ragazzi modelli, voci e visioni nei quali tutte e tutti possano riconoscersi.

“Dietro una debole crescita dell’occupazione (solo lo 0.2%) si nasconde un 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗲𝘁...
15/06/2026

“Dietro una debole crescita dell’occupazione (solo lo 0.2%) si nasconde un 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶, 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝗲 𝗦𝘂𝗱”.
E’ quando dichiarato dalla segretaria confederale della Uil, Ivana Veronse commentando gli ultimi dati Istat sull’occupazione.

“Se aumentano gli occupati tra gli over 50, 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝟭𝟱 𝗲 𝗶 𝟯𝟰 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮 𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲, con un crollo verticale nella fascia tra i 15 e i 24 anni, in cui il tasso precipita al 17,1% (-1,6 punti in un anno).

Parallelamente, 𝗲𝘀𝗽𝗹𝗼𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀: sempre tra i 15-24 anni è del 79,2% (+2,9 punti). In Italia, i giovanissimi non solo non trovano lavoro, ma smettono persino di cercarlo. Inoltre, nonostante una lieve crescita dell’occupazione femminile (54,1%), 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝘃𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗯𝗶𝘀𝘀𝗮𝗹𝗲 (𝟭𝟳 %).

Sempre tra gli uomini l’inattività per motivi familiari è diminuita del 44%, mentre per le donne il dato resta immobile, confermando che 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗲. Non a caso, sono oltre 3 milioni le donne inattive per motivi familiari, a fronte di appena 96 mila uomini.

Nel Sud si registra il calo più forte di disoccupazione (-3,3 punti), ma è un dato illusorio perché non si traduce in lavoro di qualità, ma si trasforma in 𝗶𝗻𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗱 𝗲̀ 𝗮𝗹 𝟰𝟰,𝟴% (+𝟭,𝟳 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶), 𝗶𝗹 𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗱’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮.

Infine, 𝗱𝗶𝗺𝗶𝗻𝘂𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗶𝗻𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗿𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 (+8,7% mila) che ha raggiunto il picco massimo dalla ripresa post-pandemia, concentrandosi soprattutto nel settore dei servizi di alloggio e ristorazione.

Cresce anche l’occupazione indipendente ma è spesso sinonimo di auto-impiego forzato o precarietà mascherata. In un simile quadro, di certo non aiuta l’ulteriore flessibilità concessa dapprima con il Collegato Lavoro e con gli ultimi provvedimenti. 𝗟𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲𝗿𝗮̀ 𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗲𝗿𝗮̀ 𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗻𝗼𝗻𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶”.

È DAVVERO PRIMAVERA!L’8 marzo, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno.Quattro date diverse. Quattro passaggi della nost...
02/06/2026

È DAVVERO PRIMAVERA!

L’8 marzo, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno.
Quattro date diverse. Quattro passaggi della nostra storia democratica. Quattro momenti nei quali il protagonismo delle donne ha contribuito a cambiare il Paese.

L’8 marzo è la giornata internazionale della donna: memoria, orgoglio, diritti, rispetto, autodeterminazione.
Il 25 aprile è la Liberazione: anche lì le donne furono parte della Resistenza, della scelta di libertà, del coraggio di costruire un’Italia nuova.
Il 1° maggio è la festa del lavoro: delle lavoratrici e dei lavoratori che chiedono dignità, sicurezza, salario giusto, ascolto, partecipazione.
Il 2 giugno è la Festa della Repubblica: ottant’anni fa, per la prima volta, le donne italiane entrarono pienamente nella vita democratica del Paese attraverso il voto.

Fu una scelta straordinaria di fiducia nel futuro.
Donne e uomini usciti dalla guerra, dalla dittatura, dalla povertà decisero insieme di voltare pagina. Scelsero la Repubblica, la democrazia, la partecipazione, i diritti sociali, la crescita collettiva, la pace.

E subito dopo arrivò il lavoro prezioso delle donne della Costituente, che contribuirono a scrivere la nostra Carta costituzionale, portando dentro quei principi di uguaglianza, parità e dignità che ancora oggi rappresentano il fondamento della convivenza democratica.

Per questo il 2 giugno non è soltanto una ricorrenza da celebrare.
È un impegno da rinnovare.

Festeggiare la Repubblica significa difendere il lavoro, i diritti, la partecipazione, la libertà delle persone.
Significa continuare a costruire un Paese più giusto, più inclusivo, più capace di riconoscere davvero il valore delle donne nella società, nel lavoro, nelle istituzioni.

Ottant’anni fa chi votò ebbe il coraggio della speranza.
Sta a noi dimostrare di esserne all’altezza.

23/05/2026

A 34 anni dalla strage di Capaci, ricordiamo Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani vittime di un attacco vile contro lo Stato, la democrazia e la giustizia e per destabilizzare un Paese in un momento drammatico per la crisi istituzionale.

La loro memoria non appartiene solo al passato: è una responsabilità quotidiana. Contrastare ogni forma di criminalità organizzata significa difendere legalità, diritti, lavoro dignitoso, partecipazione e giustizia sociale.

La mafia teme una società libera, consapevole e unita. Per questo il loro esempio continua a indicarci la strada.

Il ricordo si trasforma in impegno. Ogni giorno.


Lo Statuto dei Lavoratori non è un pezzo di storia da celebrare una volta all’anno. È uno strumento vivo, una tutela nor...
20/05/2026

Lo Statuto dei Lavoratori non è un pezzo di storia da celebrare una volta all’anno. È uno strumento vivo, una tutela normativa nata dalle lotte di chi ha conquistato diritti, dignità e libertà nei luoghi di lavoro.

Vale la pena segnare questo anniversario dando una dovuta attenzione alla sua grande modernità, alla capacità di essere ancora estremamente attuale a 56 anni di distanza dalla sua approvazione.

Quando nel 1970 vennero introdotte norme contro il controllo e la sorveglianza dei lavoratori e delle lavoratrici, nessuno poteva immaginare algoritmi, piattaforme digitali e intelligenza artificiale capaci di monitorare ogni attività, valutare prestazioni, assegnare turni o condizionare decisioni senza alcuna trasparenza. Eppure nello Statuto era già chiaro un punto fondamentale: il lavoro non può trasformarsi in uno spazio di controllo totale, svincolato.

Oggi quella battaglia torna centrale. Perché l’innovazione può portare progresso ma anche nuove forme di sfruttamento e sorveglianza invisibile, ancor più pericolose perché spesso chi lavora non può neanche averne consapevolezza.

Lo Statuto è, ancora oggi, una difesa robusta contro questo rischio, tanto da suscitare manovre per cambiarne le disposizioni: prova ne sono i diversi tentativi già avvenuti di far cadere l’obbligo dell’accordo sindacale nel caso in cui la raccolta dei dati sia fatta attraverso dispositivi finalizzati alla tutela della salute e sicurezza. Si è trattato di emendamenti “nascosti” in proposte di legge più ampie, che abbiamo sempre individuato con tempestività e osteggiato, garantendone la non approvazione.

L’efficacia e l’importanza dello Statuto dei Lavoratori, allora, si capisce facilmente dalla necessità che ancora abbiamo di difenderlo. Nel farlo, continuiamo a difendere la libertà, la dignità e il diritto di ogni persona a non essere trattata come un dato, un punteggio o un ingranaggio da controllare.

Per noi, come Uil, la ricerca scientifica è importantissima, soprattutto per l’obiettivo di rafforzare i sistemi di prev...
18/05/2026

Per noi, come Uil, la ricerca scientifica è importantissima, soprattutto per l’obiettivo di rafforzare i sistemi di prevenzione.

Oggi si è tenuto il convegno conclusivo del progetto “Inchiesta RLS”, finanziato da Inail e condotto dal Politecnico di Milano insieme a Fondazione Di Vittorio, IAL ed EURES, in partnership con CGIL CISL e UIL.

Ivana Veronese è intervenuta nel panel conclusivo, sottolineando il valore della ricerca in generale e di questa in particolare, che ha messo al centro il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (aziendali, territoriali, di sito produttivo), facendo emergere delle dimensioni importanti: prima tra tutte, un’evidente “fame” di formazione che va ben al di là di quella prevista obbligatoriamente dalla legge.

È necessario, inoltre, ha ribadito, accendere un riflettore sui rischi psico-sociali, che saranno sempre più presenti e con conseguenze sempre più rilevanti, nel mondo del lavoro per come si sta trasformando, con la digitalizzazione e l'IA che hanno un impatto sempre più rilevante nel mondo del lavoro e sulle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto dalla Segretaria confederale proprio ai protagonisti di questa indagine, gli RLS, aziendali, territoriali e di sito produttivo, che ogni giorno fanno i conti con le difficoltà di essere riconosciuti e legittimati dai datori di lavoro ma che rappresentano le prime sentinelle della salute e sicurezza in azienda. Riferimento fondamentale per le lavoratrici e i lavoratori e nei confronti dei quali la UIL manterrà sempre alto tutto il suo impegno, per un supporto concreto e in difesa del loro ruolo, imprescindibile in ogni luogo di lavoro.

“Il luogo di lavoro deve essere uno spazio di libertà, sicurezza e valorizzazione della persona, non una fonte di perico...
17/05/2026

“Il luogo di lavoro deve essere uno spazio di libertà, sicurezza e valorizzazione della persona, non una fonte di pericolo per la propria salute fisica e mentale. Per questo, in questa Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, vogliamo accendere un faro sulla grave situazione che, ancora oggi, troppe persone LGBTQIA+ vivono sui luoghi di lavoro. Sebbene con fatica abbiamo fatto dei passi avanti, molte lavoratrici e molti lavoratori sono costrette/i a nascondere la propria identità per il timore di ritorsioni, di avanzamenti di carriera negati o persino per la paura di perdere il posto di lavoro”.
È quanto hanno dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese, e la referente nazionale Uil per i nuovi diritti, Sheeba Servetto.

“La lotta alle discriminazioni non si può esaurire nella celebrazione di una ricorrenza. Per noi della Uil – hanno sottolineato Veronese e Servetto - è parte integrante dell’azione sindacale quotidiana, in primo luogo con le iniziative di formazione che stiamo promuovendo, attraverso dei protocolli sui territori, per poter riconoscere e contrastare tempestivamente ogni forma di linguaggio d’odio o discriminazione nei luoghi di lavoro.

L’impegno, serio, però – hanno chiarito le sindacaliste della Uil - deve esserci anche da parte delle imprese: non basta dichiararsi inclusivi nei bilanci di sostenibilità o sui social. Serve passare dalle parole ai fatti”.

“Noi non ci faremo da parte, non arretreremo, perché siamo profondamente convinti che la lotta contro le discriminazioni sia parte del nostro dna. Diritti di lavoratori e lavoratrici e diritti civili – hanno concluso Veronese e Servetto - sono due facce della stessa medaglia: la tutela della dignità umana”.

“𝗜𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲”: questo è lo slogan scelto dalla 𝗙𝗲𝗻𝗲𝗮𝗹 𝗨𝗶𝗹 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 per il proprio Congresso.Ivana Veronese, n...
14/05/2026

“𝗜𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲”: questo è lo slogan scelto dalla 𝗙𝗲𝗻𝗲𝗮𝗹 𝗨𝗶𝗹 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 per il proprio Congresso.

Ivana Veronese, nel suo intervento, ha toccato molti temi e ha interpretato il “costruire” nella sua doppia accezione, quella materiale e quella simbolica:

“𝘝𝘰𝘪 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘥𝘰𝘯𝘯𝘦 𝘦 𝘶𝘰𝘮𝘪𝘯𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘰𝘯𝘰 𝘥𝘢𝘷𝘷𝘦𝘳𝘰. 𝘊𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘢𝘴𝘦, 𝘴𝘤𝘶𝘰𝘭𝘦, 𝘰𝘴𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘪, 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘥𝘦, 𝘪𝘯𝘧𝘳𝘢𝘴𝘵𝘳𝘶𝘵𝘵𝘶𝘳𝘦, 𝘲𝘶𝘢𝘳𝘵𝘪𝘦𝘳𝘪, 𝘪𝘮𝘱𝘪𝘢𝘯𝘵𝘪, 𝘮𝘰𝘣𝘪𝘭𝘪, 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘳𝘪𝘢𝘭𝘪.
𝘔𝘢 𝘪𝘭 𝘷𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘴𝘪𝘯𝘥𝘢𝘤𝘢𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰. 𝘊𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘧𝘪𝘥𝘶𝘤𝘪𝘢. 𝘊𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘭𝘦𝘨𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢̀. 𝘊𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘪. 𝘊𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢̀. 𝘊𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘧𝘶𝘵𝘶𝘳𝘰.
𝘌 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘪𝘭 𝘗𝘢𝘦𝘴𝘦 𝘩𝘢 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘳𝘶𝘵𝘵𝘰𝘳𝘪: 𝘯𝘰𝘯 𝘥𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘢𝘨𝘪𝘵𝘢 𝘱𝘢𝘶𝘳𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘥𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘥𝘪𝘷𝘪𝘥𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘥𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘳𝘤𝘪𝘢𝘵𝘰𝘪𝘦. 𝘕𝘰𝘯 𝘥𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘮𝘰𝘥𝘦𝘳𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘴𝘪 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘧𝘢𝘳𝘦 𝘳𝘪𝘥𝘶𝘤𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘪.
𝘏𝘢 𝘣𝘪𝘴𝘰𝘨𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘩𝘪 𝘴𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘢 𝘴𝘦𝘳𝘪𝘢 𝘳𝘪𝘤𝘩𝘪𝘦𝘥𝘦 𝘧𝘰𝘯𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢 𝘴𝘰𝘭𝘪𝘥𝘦, 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰, 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘦𝘵𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰, 𝘳𝘦𝘴𝘱𝘰𝘯𝘴𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀”.

E ovviamente, tra i tanti temi affrontati, ha avuto centralità quello della 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗲 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, sul quale con la Feneal tanto abbiamo lavorato in questi anni, fianco a fianco, raggiungendo importanti risultati concreti.

Buon proseguimento di Congresso alle amiche e agli amici della Feneal, pronti per continuare il lavoro insieme!

La Uiltrasporti non si ferma alle parole e il suo investimento sui giovani è un fatto concreto, reale e in grande cresci...
13/05/2026

La Uiltrasporti non si ferma alle parole e il suo investimento sui giovani è un fatto concreto, reale e in grande crescita. Questa mattina, al loro Congresso Nazionale, Ivana Veronese ha partecipato a un panel sul tema “I giovani in un mercato del lavoro che cambia”, dialogando con diversi componenti del Coordinamento Giovani Uiltrasporti e con Walter Veltroni.

Non è mancato un accento sul tema delle donne e, in questo caso, delle ragazze: il nostro Paese, infatti, è fanalino di coda in Europa sia per occupazione femminile che per occupazione giovanile. Quando le due condizioni si sommano, nel caso delle giovani donne, il “peso” nello zainetto, che fa partire svantaggiati rispetto a tutti gli altri, raddoppia.

Dobbiamo liberare il talento, la passione e la voglia di mettersi alla prova delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, esortandoli - certo - a fare esperienze oltre i confini italiani ma poi dando loro un buon motivo per tornare e contribuire alla crescita del nostro Paese.

Giovani e donne sono la risorsa più preziosa che abbiamo: o capiamo che dobbiamo investire realmente, e a lungo termine, su di loro, o non avremo grandi possibilità di ripresa.

Indirizzo

Via Lucullo 6
Rome

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